Call of Duty: Modern Warfare III – Recensione

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La serie di Call of Duty negli anni è riuscita a inserire modalità online, zombie e campagna single player, in diverse tipologie di contesti bellici, più e meno recenti. Negli ultimi anni, però, la qualità è stata abbastanza altalenante. Soprattutto i remake dell’iconica trilogia di Modern Warfare hanno presentato insidie e difficoltà per gli sviluppatori di Sledgehammer Games. Tutto ciò ci ha portato alla pubblicazione del recente Call of Duty: Modern Warfare III. Ve lo diciamo subito: la produzione rischia non solo di deludere le aspettative ma rappresenta uno dei punti più bassi del brand. Vediamo perchè.

Ciò che ha reso indigesto Call of Duty: Modern Warfare III per vecchi e nuovi appassionati, è l’aver avvicinato tutte le sue modalità principali all’approccio di Warzone. Una scelta in larga parte ingiustificabile e non funziona soprattutto durante la campagna e la nuova modalità zombie.

Parlando della campagna di Call of Duty: Modern Warfare III ci focalizziamo subito sul tasto più dolente dell’intera produzione. Questa modalità negli anni è riuscita a regalare picchi qualitativi per certi versi sorprendenti. L’apice probabilmente si è toccato con il “primo” nuovo Modern Warfare del 2019, capace di trattare temi meno scontati e con nuovi punti di vista. A discapito di tutto ciò, la storia di questo Call of Duty: Modern Warfare III rappresenta un enorme passo indietro sotto ogni fronte.

La storia rappresenta uno dei punti meno emozionanti dell’intero franchise.

La campagna prova a riscrivere con diverse chiavi di lettura il secondo capitolo del 2009 tratto dalla storica trilogia. La task force 141 è alle prese con un Makarov sempre più furbo, cinico e pronto a raggiungere i propri scopi di destabilizzazione mondiale a qualunque costo. La trama riprende esattamente da dove eravamo rimasti con il predecessore, apparendo banale e scontata. In appena 4 ore scarse risulta riesce a risultare molto noiosa, ostinandosi a riproporre i soliti americani buoni contro i russi cattivi.

Ciò si riflette, ovviamente, anche sul gameplay delle varie missioni, povere di qualsiasi mordente o momento epico, sterili nel cercare di proporre qualcosa di un minimo diverso da quanto vissuto per tantissimi anni. L’unica novità, ancora in negativo, è rappresentata da alcune missioni più aperte che non fanno altro che enfatizzare tutte le debolezze sul piano del game design e dell’IA dei vari nemici. Paradossalmente slegate dall’adrenalina che – idealmente – rappresenta il franchise, con un approccio che ricalca, tra posizionamento di forzieri ed equipaggiamenti, lo stile di Warzone.

Un peccato perché il lavoro nella rappresentazione dei vari personaggi iconici, rivisitati in questo Call of Duty: Modern Warfare 3, come Ghost e Price, continua a piacerci a dismisura e questo non può che essere un enorme rammarico pensando al risultato finale.

Per quanto riguarda la modalità zombie di Call of Duty: Modern Warfare 3, abbiamo un totale cambiamento per rievocare senza troppi sforzi la modalità DMZ di Warzone. Abbiamo un’enorme mappa ricca di obiettivi dove cercare di potenziare il nostro equipaggiamento. Troveremo missioni e contratti tipici del battle royale più volte menzionato, con la mappa che si restringe dopo un’ora di gioco e che ci obbliga ad estrazioni preventive per non perdere il bottino. Il tutto tra non morti discretamente vari graficamente, anche se piuttosto classici, e mercenari pronti a ostacolarci in ogni occasione.

La modalità zombie non è male, ma è troppo lontana dal suo reale potenziale.

In realtà ammettiamo come a piccole dosi riesca a intrattenere se giocata con un gruppo affiatato di amici, ma non ha nulla a che vedere con lo stile e il coinvolgimento di quelle mappe realizzate ad hoc per le precedenti iterazioni analoghe. Tra barricate, costruzioni e segreti di ogni sorta che andavano ad alimentare menti e cuori degli appassionati fin dai primi capitoli su Xbox 360 e Playstation 3.

I dubbi, infine riguardano anche il classico comparto online di Call of Duty: Modern Warfare 3. Il PvP punta troppo sul fattore nostalgia, finendo per apparire controproducente per i vecchi fan. Nello specifico, affronteremo classici scontri online nelle stese mappe che hanno reso celebre l’originale Modern Warfare 2 del 2009. Una scelta che da un lato dimostra la bontà di quei contenuti, validi ancora oggi, ma dall’altro evidenzia la critica mancanza di novità.

Le mappe online rimangono un piacevole ritorno al passato.

L’impegno aumenta sul piano estetico, con movimenti realizzati ad hoc e numerosi dettagli che valorizzano il colpo d’occhio nei vari livelli. I giocatori più attenti però noteranno presto le scarsissime novità di level design con il senso di “bentornato a casa” che rischia di diventare presto monotonia.

Il comparto online di Call of Duty: Modern Warfare III presenta un time to kill leggermente più alto dei suoi predecessori, senza però abbandonare la frenesia che lo contraddistingue per effettuare eliminazioni o spostamenti. Proprio per questo si sente la mancanza di qualche arma in più con la quale destreggiarsi tra i vari livelli del sistema di progressione. Una scelta coperta goffamente dalla possibilità di utilizzare le armi del predecessore e di Warzone, selezionabili attraverso layout e voci su schermo confusionarie fin dall’hub iniziale di gioco, consultabile per accedere alle varie modalità.

Non manca la solita abbuffata di skin per operatori, accessori e armi, però ci aspettavamo una maggior varietà di opzioni.

Questo Call of Duty: Modern Warfare III non riesce a incidere quanto avremmo sperato. Il risultato è un’operazione fiacca e priva di quello stupore che, anche se in modo altalenante, era riuscito a catturarci nelle passate iterazioni. Con il passare delle ore su schermo, diventa lampante il suo essere solo un espansione camuffata e, soprattutto, venduta a prezzo pieno. Se pensiamo all’importanza del brand e al voler apparire come un capitolo completo, è difficile perdonare tutte queste “leggerezze”. . Sotto la gestione di Microsoft ci aspettiamo un totale rinnovamento del franchise, o almeno ritornare su binari ben più solidi e confortanti. Anche perché si sta parlando di una delle serie più ricche, popolari e vendute al mondo, e non sono certo i fondi a mancare.

Pro

– Le partite online sulle mappe dell’originale MW2 regalano un certo divertimento ancora oggi
– La nuova modalità zombie ha qualche spunto interessante

Contro

– La campagna peggiore nella storia di Call of Duty
– Quantitativamente e qualitativamente limitato nel comparto online
– Inspiegabile la scelta di adattare ogni modalità a Warzone

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