Carlo Urbani: il medico della Sars – Recensione

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Carlo Urbani: Il medico della Sars è uno di quei libri che non mi sarei mai aspettato di avere per le mani. E già qui, partiamo con una frase forte.
Non perché io non lo ritenga interessante, ma spesso quando si parla di biografie a fumetti, ho sempre un po’ paura di trovarmi di fronte o ad un agiografia, o ad una macchina del fango senza ritegno. In questo caso però, mi sono trovato di fronte qualcosa di molto diverso. Mi son trovato di fronte un libro veramente bello (Che se volete potete trovare qui).

Chi è Carlo?

Il libro è pubblicato da Beccogiallo (con la partecipazione di Aicu, Associazione Italiana Carlo Urbani) con testi di Francesco Niccolini e disegni di Sara Vincenzi. Carlo Urbani: il medico della Sars è, come potete immaginare, una biografia a fumetti dell’infettivologo Carlo Urbani, coordinatore per l’OMS per l’estremo oriente. Nel 2003, ad Hong Kong, il nostro si è trovato di fronte ad un’atipica forma di polmonite, che prenderà poi il nome di Sars. Quest’opera ci racconta quindi come Carlo ha gestito la situazione.
Il libro dunque spazia, fra un resoconto degli eventi del primo caso di Sars, ed i suoi sviluppi, intervallandosi con momenti della vita di Carlo. Si va dai primi sogni di bimbo, fino ad interfacciarsi con il “presente” del 2003. Inoltre, all’interno del volume troverete un paio di contributi in prosa: un’intervista a Tommaso Urbani, figlio di Carlo, ed una presentazione della già citata Aicu.

Una sceneggiatura in punta di bisturi

Niccolini ha, come sempre quando si parla di altri, e di altri che sono persone vere, il difficile compito di raccontare un evento, e renderlo coinvolgente. Personalmente, avevo solo sentito nominare di sfuggita Carlo Urbani, ma devo dire che lo sceneggiatore fa un lavoro egregio sia nel gettare tutte le premesse per il cuore del libro, usando tutta una serie di dialoghi rapidi, senza sprecare una singola parola, ma riuscendo perfettamente a creare un senso di tensione che cresce rapidamente ad ogni pagina.

Tutti gli intramezzi sulla vita di Carlo Urbani riescono ad essere sia interessanti a livello puramente nozionistico, e al contempo permettono di conoscere meglio il protagonista del libro, mostrandoci sia tutto quello di buono che poteva esserci, ma anche tutto quello che rende questo personaggio quello che era poi davvero: una persona, reale. Niccolini ha un garbo ed una prontezza descrittiva che va dritta al punta, come un bisturi in sala operatoria, che alla fine quasi non lascia una cicatrice, da come riesce ad entrare perfettamente nel nocciolo della questione.

Tutti i colori (pastello) della vita

Vincenzi, dal lato disegno, ha un bellissimo stile, morbido, che vola a metà fra l’illustrazione per l’infanzia ed il fumetto francese. Tutto ciò si interseca perfettamente con la sceneggiatura di Niccolini, quasi stessero danzando assieme. La regia della tavola, l’uso di gabbie e vignette irregolari, vero e proprio elemento di design all’interno del libro, fanno di questo viaggio nella vita di Carlo una vera gioia.
Tutto nel mondo della Vincenzi è vivo, tutto è color pastello. Eppure, come nella vita, tutto è pieno di contraddizioni, di tensione, di una visione registica resa su tavola che dimostra una grandissima tecnica.
Sono rimasto sconvolto da come si riesca far recitare gli occhi dei personaggi. Questi semplicissimi tondi neri sfumati su campo bianco, così semplici ma al contempo così cruciali per tutto quello che è questo libro. Come riescano a far vedere lo stato d’animo di Carlo e di chiunque lo circondi, in una scelta di stile che ho trovato sconvolgente.

Mai la fine

Ho letto Carlo Urbani: il medico della Sars tutto d’un fiato mentre aspettavo il treno, al freddo in una stazione del treno sperduta. Ho quasi perso il treno, perché non riuscivo a metterlo giù.
Carlo Urbani: il medico della Sars è, nel parere di chi scrive, un grandissimo esempio di come si possano raccontare le storie.
Le parole finissime danzano assieme ai disegni sfumati e raccontano una storia che ha tantissimo cuore. Eppure, una volta finito, ti ha tirato un pugno nello stomaco così forte da farti girare la testa.

Un fumetto che riesce a dare tantissimo, usando davvero poco, e non perchè abbia poco da fare o dire, ma perchè era giusto così. Era giusto danzare assieme alla scoperta della vita di Carlo Urbani, era giusto raccontare questa storia così, come una valzer fra pensieri, parole, disegni e storia del mondo. Parliamo di un fumetto che, nel parere di chi scrive è una gemma nel suo genere.
Carlo Urbani: il medico della Sars non è un libro che dovreste leggere tutti. Capisco che molte persone non amino le storie che, con un eufemismo, possiamo definire agrodolci ma che, con le parole fuori dai denti sono devastanti a livello emotivo. Ma è un libro che vi potrà far cambiare idea su molte cose. È un libro che fa della semplicità un’arma gentile, animata dalla passione e dal coraggio.

Pro

– Storia coinvolgente

– Biografia onesta

– Disegni molto particolari

Contro

– Storia non per tutti

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