Prince of Persia: The Lost Crown – Hands-On alla MGW23

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Dal 24 al 26 novembre a Milano, come ogni anno ormai, si è tenuta la Milan Games Week. Evento decisamente importante per gli appassionati di videogiochi e non solo, dato che è possibile riunirsi sotto un unico tetto per condividere le proprie passioni, ma anche per provare giochi in anteprima. C’è da dire che rispetto agli scorsi anni, proprio questo ultimo fattore ha scarseggiato un po’. Nonostante questo, presso Nintendo abbiamo avuto l’opportunità di provare Prince of Persia: The Last Crown. L’ultima fatica di Ubisoft vuole rilanciare la serie con un genere metroidvania, più fedele ai primissimi capostipiti. Vediamo com’è andato questa nostra prima prova sul campo.

Come già accennato poco sopra la possibilità di provare Prince of Persia: The Last Crown ci è stata data presso lo stand Nintendo, su Nintendo Switch. Ricordiamo però che il titolo, in arrivo il prossimo 15 gennaio, sarà disponibile pressoché su tutti i dispositivi. Questa versione di prova aveva una durata limitata di quindici minuti, dove alcuni strade erano strategicamente bloccate per impedirci l’accesso. Inoltre, come mi è stato riferito, il livello affrontato prendeva in considerazione la parte iniziale del gioco, ma il nostro principe era già arricchito di vari power-up e oggetti che, probabilmente, si potranno recuperare più avanti. Questo per offrire un’esperienza di prova più completa e far vedere fin da subito le potenzialità di questo nuovo Prince of Persia.

La prima cosa che abbiamo fatto pad alla mano è stata ovviamente aprire il menù di gioco per aver un piccolo quadro su cosa effettivamente il nostro principe è in grado di fare. In una prima pagina erano presenti icone per armi e cure. Nonostante non si potesse fare molto in questa sezione, non escluderei che il gioco completo possa offrire diverse armi, oltre alle due iconiche sciabole. Allo stesso modo immaginiamo che anche il parco cure si dimostrerà più ampio e vario. Più interessante la seconda pagina, dedicata agli amuleti. Per chi conosce Hollow Knight ed il suo sistema di amuleti, Prince of Persia: The Last Crown ne copia le dinamiche senza minimamente nascondersi.

Gli amuleti sono equipaggiabili solamente in punti di checkpoint e salvataggio, rappresentati da particolari alberi dorati. Gli effetti di questi amuleti sono tra i più disparati: dal far aumentare il numero di colpi durante una combo, fino ad aumentare la quantità di valuta lasciata dai nemici. Come in Hollow Knight, il nostro protagonista ha un numero di slot per gli amuleti che può utilizzare ed allo stesso tempo ogni amuleto ha un valore di slot che può occupare. In questo modo saranno possibili più o meno combinazioni di amuleti in base agli slot occupati. Nel caso non siate così esperti in questa tipologia di giochi, fidatevi: gli amuleti fanno assolutamente la differenza.

Veniamo ora al combat system e alle prime impressioni che mi ha dato Prince of Persia: The Last Crown. Il nostro principe è dotato di due sciabole, le quali possono essere utilizzate per sferrare combo in successione. In aggiunta usando il grilletto sinistro si può anche effettuare un parry. I nemici ci daranno un aiuto in questo, dato che durante alcuni loro attacchi ci sarà una sorta di luccichio che ci indicherà la possibilità di effettuare la deviazione su quel colpo. Talvolta il parry sarà la nostra unica possibilità di contrattacco, in particolare se il nemico imbraccerà uno scudo. Mandando a segno le combo potremmo caricare un particolare barra, la quale, una volta riempita, ci permetterà di eseguire un attacco speciale che sbaraglierà qualsiasi nemico.

Oltre agli attacchi corpo a corpo, il nostro Principe possiede anche un arco per sferrare colpi a ripetizione. Attenzione però, perché le frecce sono contate, ma allo stesso tempo sarà possibile recuperarle come drop dai nemici, oppure in appositi stand presenti nella mappa. Tenendo premuto il pulsante per scagliare le frecce sarà possibile indirizzare il colpo caricato, anche tramite una guida luminosa che indicherà la direzione della freccia. Anche se non lanceremo proprio una freccia, ma piuttosto una sorta di lama che rimbalzerà e tornerà poi verso di noi per recuperarla.

In sostanza, Prince of Persia: The Last Crown non si è inventato nulla di nuovo o trascendentale nel combat system, anzi prende esempio da altri metroidvania di grande successo negli ultimi anni come il già citato Hollow Knight oppure Ori and the Will of the Wisps. Questo però non è assolutamente da considerarsi un difetto, perché questo gameplay funziona decisamente, dimostrandosi rapido, divertente ed efficace. Allo stesso modo la mobilità del nostro personaggio permette di effettuare scivolate per oltrepassare ostacoli, ma anche per superare nemici.

I dash non possono mancare in questo tipo di giochi, così come la possibilità di usare i muri come sponda per saltare verso l’altro. Assente in questa prova il doppio salto, ma sono abbastanza certo che salterà fuori in qualche modo. Anche qui generalmente le sezioni di platforming si alternano tra aree decisamente basilari ed altre più articolate, ma efficaci nella loro realizzazione. In particolare, alcune zone diventano più “tematiche” attraversando la mappa, con sezioni appunto uniche per quella parte.

Ci sono poi alcune features inserite in questo Prince of Persia: The Last Crown, ma che al contempo non ci sono state spiegate appieno durante questa prova. Prima tra tutte è la manipolazione del tempo. Spiegandomi meglio, è possibile creare un nostro “clone specchio” semplicemente con la pressione di un tasto. Questo rimarrà li immobile, ma nel momento in cui decidiamo di premere nuovamente il tasto il tempo scorrerà all’indietro e torneremo nella posizione in cui abbiamo creato il “clone”.

Assolutamente molto scenografico ed in linea con la storia del gioco, peccato però che in quei 15 minuti di gioco non ho mai trovato la necessità di farlo. In aggiunta, mi è sembrato di notare che nel momento in cui il nostro “clone” sia al di fuori della porzione di mappa in cui stiamo giocando, la possibilità di riavvolgere il tempo si annulli. Certamente nel gioco completo questa feature prenderà più senso e diventerà più utile.

A livello grafico e tecnico, nonostante sia una versione di prova, sembra tutto al proprio posto. Del resto, stiamo parlando di un metroidvania, quindi un titolo in 2D, che anche avendo un sistema grafico moderno non ambisce a grafiche impensabili. Ancora di più su Nintendo Switch, dove persino il frame rate era alquanto ballerino. Nonostante ciò, l’ambientazione ed il mondo di Prince of Persia è ben presente. Anche la presenza di alcuni “nodi temporali” sotto forma di gemme da rompere, le quali poi faranno ricostruire parti di mappa distrutte, è una trovata sicuramente azzeccata e scenograficamente azzeccata. Come lo sono anche i nemici, diversi a seconda delle ambientazioni e soprattutto con move set esclusivi. Unica pecca, il fatto che non mi è stato possibile affrontare alcun boss durante questa prova.

Prince of Persia: The Last Crown di Ubisoft mi ha convinto. Non sembra essere il titolo che rivoluzionerà completamente il mondo dei metroidvania, ma sembra che si potrà difendere decisamente bene. Veloce, dinamico ed intuitivo, sicuramente nasconde anche qualche qualità in più che non ci è stata ancora mostrata. Ma anche se così non fosse sono fiducioso nel dire che ci troviamo di fronte ad un prodotto sicuramente valido che potrà far contenti ogni appassionato della serie. Dai più giovani, cresciuti con i Prince of Persia su PlayStation, fino ai veterani che hanno conosciuto la serie tramite i capitoli originali.

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