Stronghold: Definitive Edition – Recensione

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Fin dal suo primo e improvviso annuncio, Stronghold: Definitive Edition ha infiammato i cuori degli appassionati di strategici in tempo reale, specie dopo il ieludente Stronghold: Warlords del 2020. Firefly Studios ha così deciso saggiamente di riproporre uno dei capitoli più iconici, godibilissimo ancora oggi, rinnovandolo sia nel comparto grafico che nei contenuti. Dopo aver provato per molte ore le difficili campagne di Stronghold: Definitive Edition possiamo anticiparvi come il team inglese ha scelto una soluzione che soddisferà principalmente i fan di vecchia data. La speranza è che ciò possa dare il via a lavori analoghi anche sui capitoli successivi, come fatto da Microsoft per il brand di Age of Empires.

Per chi non sapesse di cosa si tratta, Stronghold: Definitive Edition riprende l’omonimo e storico primo capitolo che ha reso grande il team di Firefly Studio nel settore degli RTS. Nello specifico, il giocatore è proiettato in sfide medievali in grado di ampliare il classico contesto militare e abbracciare il più variegato concetto di “simulatore di castello”. Un termine che riflette una gestione in tempo reale di tutto ciò che riguarda l’attento monitoraggio della felicità dei propri sudditi. Questo parametro sarà necessario non solo per ottenere nuove truppe arruolabili, ma anche lavoratori da gestire per la raccolta delle varie risorse presenti.

Si comincia sempre da poche risorse, due case e qualche sparuto edificio per le risorse primarie.

Il focus ovviamente rimane sul piano bellico, con un discreto quantitativo di unità riproposte in scala 1:1 tra arcieri, balestrieri e cavalieri più e meno corazzati. Non mancheranno assedi ai castelli e fortificazioni che concedono un sacco di opzioni tra unità per le mura, strumenti d’assedio e trappole. Nonostante ciò, quel che rende ancora oggi divertente il gameplay di Stronghold: Definitive Edition è la sua duttilità e il senso di sfida. Essi scaturiscono dalla necessità di pianificare ogni costruzione con attenzione, per capire a seconda delle risorse a disposizione cosa costruire e con quale priorità.

Anche in questo Stronghold: Definitive Edition emerge un enorme grado di soddisfazione nel vedere i popolani cimentarsi nei compiti assegnati, come se fossero i vari pezzi di un unico e grande ingranaggio da noi finemente sistemato. I boscaioli che tagliano la legna, agricoltori e allevatori che fanno avanti-indietro dal granaio alle proprie terre con varie pietanze o gli artigiani che sfruttano legno e ferro dal magazzino per realizzare armi e armature nelle proprie botteghe per poi sistemarle nell’apposita armeria. Questi sono solo alcuni degli esempi che si lasciano apprezzare e aumentano il coinvolgimento durante la costruzione del proprio castello

Il gioco è ovviamente riproposto con il doppiaggio originale in italiano, con tutte le storiche interpretazioni.

Ciò che rende Stronghold: Definitive Edition estremamente meritevole è, in primis, il lavoro di restyling grafico. Elemento apprezzabile sul piano della cura applicata nei vari dettagli delle singole texture, rivisitate per l’occasione, sia per gli edifici che per le unità. Una soluzione che è stata dosata per non andare a cambiare un tratto caratteristico della produzione sul piano visivo, lasciata con disegni grossolani e colori vivaci.

Anche le animazioni sono state arricchite di elementi in grado di renderle più fluide in ogni situazione, anche se ci teniamo a sottolineare alcuni storici problemi di pathfinding che avremmo sperato fossero almeno ridimensionati in questa nuova versione.

Sfruttare una posizione sopraelevata è fondamentale per avere la meglio in inferiorità numerica.

I giochi di luce regalano nuovi scorci sul piano della luminosità, con ombre in grado di attribuire nuove profondità alla tridimensionalità dei vari edifici. Il tutto è accompagnato da un comparto sonoro, rimasterizzato per l’occasione dallo storico compositore della serie Robert L. Euvino che ci ricorda quanto gli sforzi per un lavoro certosino possono essere ripagati oltre il puro effetto nostalgia. La copmponente audio vede inoltre il piacevole ritorno del doppiaggio italiano amato fin dagli albori, pur con i propri limiti.

La vera sorpresa di Stronghold: Definitive Edition è, però, sul piano dei contenuti, rimpolpati per l’occasione con due nuove e impegnative campagne realizzate appositamente per i giocatori più esperti. Il tutto senza dimenticarsi delle 26 missioni riproposte dal gioco originale, dove si è intenti a riunificare il regno contro gli iconici lord della serie.

Tantissimi vecchi e nuovi scenari nei quali cimentarsi per battaglie epiche.

Per i nuovi contenuti, nello specifico, si tratta di 14 missioni realizzate dai cofondatori di Firefly Studios, Simon Bradbury ed Eric Ouellette. In queste si enfatizza la difficoltà già riscontrata nel gioco base, tra assedi, difese e costruzioni che portano le capacità al limite. Come se non bastasse, Stronghold: Definitive Edition offre un nuovo “Sentiero dei castelli”, modalità riproposta nei capitoli successivi, con 10 scenari unici per ore e ore di contenuti inediti e coinvolgenti.

Dulcis in fundo è stato inserito il supporto al multigiocatore per i vari scenari e al Workshop di Steam per le mod della community. L’unico rimpianto è di non avere una modalità schermaglia classica, dove poter gestire le partite a proprio piacimento. Si tratta di una mancanza per certi versi grave, ma pensando alla mole di tutti gli altri contenuti presenti, tra nuove e vecchie modalità, è impossibile non rimanere soddisfatti.

Le macchine d’assedio giocano un ruolo fondamentale sia in attacco che in difesa.

Stronghold: Definitive Edition è il ritorno in grande stile del primo storico capitolo di una saga amatissima nel panorama degli strategici in tempo reale. Un progetto fedelissimo alla propria natura e, dall’altro, ampliato grazie a nuove modalità che strizzano l’occhio ai fan più temerari e pronti alle vere sfide. Se si pensa al prezzo di acquisto di soli 15 euro fin dal lancio, non si può non elogiare un’operazione di tali proporzioni. La speranza è che sia un segnale positivo per dare il via ad operazioni analoghe sui successori, alzando ulteriormente l’asticella qualitativa.

– Gameplay strategico godibilissimo anche oggi…

– Nuove campagne e scenari per i fan delle sfide

– Comparto tecnico e sonoro rifiniti e valorizzati

– Rapporto qualità prezzo ottimo fin dal lancio

Contro

– Qualche problema storico con il pathfinding

– L’assenza della modalità Schermaglia è difficile da digerire

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