Cyberpunk 2077: Phantom Liberty – Recensione

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Sono passati circa tre anni dalla pubblicazione di Cyberpunk 2077, progetto realizzato dal team polacco di CD Projekt Red che è riuscito a conquistarci fin dal lancio. Non sono mancati problemi, tra uscite old gen tecnicamente ingiustificabili e svariati errori di comunicazione, però guardando oltre i limiti tecnici, riuscì a convincere tantissimi giocatori, noi compresi.

Il primo e unico DLC di Cyberpunk 2077, Phantom Liberty, di recente pubblicazione, rappresenta però il punto più alto dell’intero progetto, superando gli standard del gioco base sotto molti punti di vista. Lo abbiamo approfondito con piacere, ritornando sulle strade digitali di Night City per l’occasione e scoprendone tutte le migliorie implementate.

Phantom Liberty getta il giocatore in una nuova avventura all’interno di un nuovo quartiere della città di Night City denominato Dogtown, una grande area letteralmente militarizzata e lasciata sotto il controllo di un esercito di mercenari che ne comanda le strade con pugno di ferro. Inizieremo con il contatto da parte di una misteriosa netrunner di nome Songbird che ci permetterà di entrare nella nuova area in maniera un po’ rocambolesca. Da lì, in pochi minuti verremo travolti da un’escalation di eventi degni delle migliori spy-story disponibili.

Parliamo di una storia che mescola numerosi aspetti di fantapolitica e ne allargare i confini accennati nella trama principale di Cyberpunk 2077. Il tutto, avviene coinvolgendo diverse forze in gioco e mettendoci al centro di un piano ordito per destabilizzare potenzialmente gli equilibri militari mondiali.

Adesso gli inseguimenti sono ancora più adrenalinici.

Abbiamo passato una ventina di ore per terminare il DLC di Phantom Liberty, senza ovviamente completare tutte le attività secondarie ed extra aggiunte. Considerando i vari segreti implementati, il contatore delle ore raggiungerà facilmente le trenta ore.

Una volta acquistato e installato Phantom Liberty è possibile accedervi dopo aver superato un momento specifico della storia principale, ricevendo proprio una chiamata dalla netrunner menzionata. Oppure, se avete terminato il gioco, vi basterà caricare l’ultimo salvataggio per dedicarvi a questa serie di missioni. Infine, come terza opzione, potrete avviare direttamente l’espansione e giocarla con un personaggio pre-impostato, inserendo alcune abilità sul suo skill-tree.

I nuovi personaggi del DLC sono ben caratterizzati, ma il migliore rimane l’agente interpretato da Idris Elba.

Come è facile desumere, il DLC di Phantom Liberty ripropone lo stesso gameplay vissuto e apprezzato nel gioco base di CD Projekt Red, ampliandone alcune meccaniche. Nello specifico, considerando la trama incentrata sullo spionaggio, vengono valorizzati gli approcci stealth, le abilità comunicative basate sulla persuasione e le capacità tecniche. Impostare i vari potenziamenti del personaggio sui rami tecnici e tecnologi offrirà, in sostanza, un sacco di opzioni che renderanno l’avventura ancora più divertente.

Dopo un inizio ricco di adrenalina nel primo approccio a Dogtown, faremo la conoscenza di una spia sotto copertura chiamata Solomon Reed (con l’incredibile interpretazione di Idris Elba). Le varie attività a suo supporto giocheranno un ruolo fondamentale per raggiungere uno dei due finali principali presenti, così come altre varie sfaccettature nelle scelte sia narrative che di gameplay. Sotto questo aspetto, si può prendere una deriva sostanzialmente differente dal classico action-rpg, andando ad influenzare anche il finale di Cyberpunk 2077.

Le numerose missioni di infiltrazione permettono approcci sorprendentemente variegati.

Proprio sull’ultima parte di Phantom Liberty, nello specifio, ci siamo ritrovati invischiati in un’esperienza totalmente diversa da quella tradizionalmente offerta dal brand, per certi aspetti angosciante e spaventosamente cupa. Elementi che impreziosiscono il lavoro di CD Projekt Red e sotto molti aspetti superano quanto fatto nel gioco base.

Phantom Liberty risalta in una nuova area esplorabile, appunto Dogtwon, che rappresenta “una città nella città”: in rovina, militarizzata, ma ricca di attività. La cura per i dettagli tra aree di interesse, quantità di abitanti e situazioni casuali nelle quali ci si imbatte a ogni nostro passaggio, è incredibile.

Non mancano ovviamente la solita buona dose di missioni secondarie e attività extra tra nuovi e vecchi conoscenti, e vi assicuriamo che faticherete ad abbandonare questa nuova area per tornare tra le solite strade di Night City.

La nuova area, Dogtwon, è ricca di attività principali e non, tutte da scoprire.

A maggior ragione, però, Phantom Liberty si riflette anche in diversi miglioramenti apportati al gioco base con l’aggiornamento 2.0. Questo comporta svariati miglioramenti dell’IA nemica, così una migliore gestione dello stato di “ricercato” quando si commettono le effrazioni che riprende lo stile dei GTA con tanto di stelle. Abbiamo anche un respawn più realistico delle forze dell’ordine nelle varie aree nei momenti più delicati, così come un vero e proprio ampliamento delle opzioni di combattimento durante gli inseguimenti, tra sparatorie e possibilità di hackeraggio su strada senza sosta.

Anche il level cap viene aumentato fino al 60 e permette numerose combinazioni che diversificano ulteriormente l’offerta. L’unica, piccola, delusione, riguarda il nuovo ramo delle abilità sbloccate con Phantom Liberty, sotto la voce di “Relic” che si sblocca automaticamente dal menù delle skill menzionato. Queste necessitano di punti specifici da ottenere tra le varie aree del nuovo distretto e slegati dal classico sistema di progressione, ma il loro effettivo utilizzo durante l’avventura non è così interessante come per tutte le opzioni inserite nei rami classici.

Non mancheranno i momenti dove soffermarsi per godere del paesaggio.

Phantom Liberty è un’espansione incredibilmente riuscita tanto sul piano del gameplay quanto su quello narrativo. La storia di V, il suo legame con Johnny Silverhand, tra vecchi e nuovi personaggi, raggiunge nuove vette che ingolosiranno tutti gli amanti di Cyberpunk 2077. Se avete apprezzato il gioco base, sarete sicuramente tra i principali estimatori di Dogtown e tutte le sue migliorie, diversamente invece non sarà questo DLC a farvi cambiare idea.

Pro

– Spy story coinvolgente e incredibilmente riuscita

– Dogtown è un’area ricca di fascino e attività

– I nuovi personaggi ben si incastrano nel mondo di Cyberpunk

Contro

– Per le nuove abilità del Relic ci aspettavamo qualcosa di più

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