Tekken 8 – Recensione

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In meno di un anno i tre picchiaduro più famosi di sempre sono tornati sui nostri schermi. Tekken 8 chiude infatti il terzetto iniziato da Street Fighter 6 e seguito da Mortal Kombat 1, entrambi convincenti e ben radicati nelle loro meccaniche originali. Tutti hanno inserito diverse novità e anche il nuovo picchia picchia di Bandai Namco si presenta promettendo maggiore aggressività e un bel po’ di modalità per giocatore singolo. A occhio, questo sembra il modo migliore per festeggiare i trent’anni di una saga tamarra e molto amata. Sarà davvero così? Scopriamolo insieme.

Considerando i trent’anni di carriera, è difficile che qualcuno non abbia mai incontrato Tekken. Però, siccome il settimo episodio usciva nel 2017, sulla generazione di hardware che ci siamo lasciati alle spalle, è importante non tagliare fuori nessuno. Anche perché Tekken, fin dalla sua uscita in sala giochi nel lontano 1994, è sempre stato un gioco accessibile da tutti, seppur incredibilmente profondo. È probabile che conosciate qualcuno che lo gioca premendo i tasti a casaccio e, nonostante questo, combini comunque qualcosa. Se però questo qualcuno volesse imparare a giocare un po’ meglio e con cognizione di causa?

Lo stile speciale automatizza troppo certe dinamiche e chiunque voglia giocare a Tekken 8 con un minimo di libertà, si dimenticherà presto della sua esistenza.

Come in tutti i picchiaduro ci sono le move list e i tutorial, ma una bella modalità che introduce il giocatore in modo lento e ragionato? Tekken 8 ce l’ha, ma prima di iniziare è d’obbligo una precisazione: a meno che non siate giocatori che vogliono solo vedere azioni spettacolari premendo a caso, evitate di usare i comandi speciali. Al contrario di quanto accadeva in Street Fighter 6, che propone un sistema di controllo da affiancare al classico, questa aggiunta snatura completamente Tekken 8, sminuendo il lavoro svolto sul combat system. I quattro pulsanti frontali assegnati ai quattro arti del personaggio, dopo trent’anni sono ancora obbligatori se si vuole apprezzare Tekken, quindi fate pure una prova se siete curiosi, ma non rovinatevi il gioco.

La soluzione trovata da Tekken 8 per insegnarci a giocare gradatamente, è la modalità per giocatore singolo chiamata Arcade quest. Vi dico subito che chiunque voglia scoprire questo capitolo, e ancora di più le dinamiche della serie, è da qui che dovrà partire. Con un incrocio tra storia di formazione e grande omaggio alle sale giochi che ormai vivono solo nei ricordi dei più vecchi di noi, verremo introdotti a Tekken e alla passione che si è creata attorno ad esso.

Le sale giochi tornano protagoniste in una modalità che ci insegna a giocare e ci fa respirare virtualmente l’atmosfera di un tempo, tra sfide e suggerimenti.

Creato un nostro avatar, partiremo da una piccola e amichevole sala giochi, cercando di vincere tornei sempre più prestigiosi, sperando di arrivare in vetta. Potremo muovere fisicamente il nostro personaggio tra i cabinati e sfidare chi sta giocando, consapevoli di poterci imbattere in avversari alla nostra portata, così come altri molto più abili. Accumulando vittorie faremo salire di grado il personaggio scelto, accumuleremo esperienza reale grazie a suggerimenti e indicazioni specifiche del nostro lottatore e potremo avanzare nell’avventura.

Il roster di 32 lottatori è molto ricco fin dal day-one, a anche chi non vorrà acquistare gli inevitabili DLC in arrivo, avrà moltissimo con cui divertirsi.

L’idea di poter selezionare il combattente che preferiamo, così come di cambiarlo quando vogliamo, rende tutto molto dinamico, rallentando solo durante certi dialoghi che lasciano un po’ il tempo che trovano. È importante sottolineare che il gioco si premura di fornirci informazioni, ma anche un ambiente amichevole che poi sarà traslato nella lobby online. Consideratelo una valida introduzione al mondo delle competizioni di Tekken, in cui va bene se vinci, ma va benissimo anche se perdi e ti sei divertito.

Dove questa modalità funziona meno è nella durata: basteranno infatti tre o quattro ore per completare questo viaggio nostalgico tra le sale giochi e, se non per sbloccare qualche oggetto cosmetico, non c’è un vero motivo per tornare a questa modalità single player. Giocandola però sbloccherete la Super Battaglia Fantasma, modalità molto più rigiocabile.

Qui, grazie all’IA potrete insegnare combinazioni di mosse al fantasma del vostro personaggio, così come sfidare i lottatori “allenati” da altri giocatori, semplicemente combattendoci contro. La sequenzialità degli scontri che si susseguono uno via l’altro, così come l’idea di combattere contro se stessi è buona, lo è un po’ meno il risultato finale. Combattere realmente contro altri giocatori è molto più imprevedibile, ma con il tempo, gli allenamenti dei propri personaggi potrebbero portare situazioni molto più varie e appassionanti.

Affrontare avversari fantasma in serie sarà estremamente divertente e appagante. Alcuni risultano ancora un po’ troppo passivi, ma con il tempo dovrebbero migliorare.

Inoltre, qui potremo sfidare i fantasmi di giocatori fortissimi, così come quelli caricati appositamente dagli sviluppatori, ottenendo sempre nuove sfide. È ancora presto per capire se tutto funzionerà come si spera, ma la strada è sicuramente quella giusta, visto anche il sostegno generale di cui il precedente Tekken ha sempre beneficiato.

L’altra grande modalità per giocatore singolo è la Storia. Divisa in 15 capitoli ci troveremo davanti a qualcosa di simile a quanto visto in Tekken 7, ma con una narrazione portata ancor più all’estremo. Per chi non lo sapesse, nei primissimi Tekken tutto ruotava attorno ad un padre ed un figlio, esperti di arti marziali, che si gettavano a turno giù da una rupe. Ok, detta così fa ridere, ma il succo, stringi stringi, era quello. In Tekken 8, fin dal primo capitolo che vede confrontarsi Kazuya e Jin, sembra di assistere ad uno scontro preso da Dragon Ball.

“Ciao, sono Kazuya. Un tempo mi limitavo a buttare Heihachi giù dai dirupi, oggi mi trasformo in diavolo, sparo laser dalla fronte e distruggo il mondo.”

Al di là dei personaggi che si trasformano in esseri demoniaci, c’è chi corre in moto sui palazzi, chi distrugge satelliti attorno al pianeta con un raggio laser che gli esce dalla fronte, ci sono colpi e mazzate in grado di far tremare la Terra. Tutto è così esagerato che sarà facile farsi una risata. La cosa interessante è che tutto è in linea con lo stile esagerato della produzione, e quello che alcuni potrebbero considerare ridicolo, per un appassionato appare esageratamente folle ma, a suo modo, epico.

A corollario di questo Story mode che non può presentare tutti i 32 personaggi del roster, si unisce una serie di storie secondarie che prevedono un finale diverso in base al lottatore scelto. Cinque scontri predefiniti e sempre uguali, ma con filmati finali che spesso tralasciano la serietà della storia principale, per virare sul comico, come già accaduto in passato. Chi volesse scontri sempre diversi potrà contare sulla modalità Arcade, che punta su 8 match da cui vengono pescati anche ghost dei giocatori online.

Divertimento da spiaggia in stile Tekken, proprio come un tempo.

I nostalgici di Tekken 3 troveranno anche la modalità Tekken Ball, in cui si danneggia l’avversario lanciandogli contro un pallone da spiaggia. Il vecchio Tekken Force è invece stato inserito in un formato alternativo all’interno dello Story Mode, risultando però solo come un contentino per i fan e non una vera modalità extra. In queste fasi combatteremo parecchi nemici contemporaneamente, ma la speranza di tornare presto ai classici e più divertenti scontri 1 contro 1 sarà forte.

Mentre giocherete con queste modalità, scoprirete che Tekken 8 tiene fede al nome che porta, ma al contempo inserisce diverse novità prese in prestito da altre saghe storiche. Intanto il gameplay si mantiene immediato e fracassone per i nuovi arrivati, così come estremamente profondo per chi vuole davvero imparare a giocare. I 32 combattenti sono molto diversi tra loro e basterà dare un’occhiata alle ricchissime move list per capirlo.

Se non siete esperti, scegliete un personaggio e studiatevi la pagina delle tecniche speciali. Questa suddivisione aiuta a capire le potenzialità del lottatore senza stordirvi con centinaia di possibilità (comunque presenti).

Questi elenchi di mosse sono stati semplificati e divisi in due parti. La prima che troverete è quella che riassume gli aspetti più importanti del personaggio, mentre la seconda mostra ogni singolo colpo o combo. Già questo permette ai nuovi arrivati di concentrarsi sugli aspetti più importanti senza demoralizzarsi davanti a 100/120 mosse diverse per ciascun lottatore. Gli esperti invece avranno da sudare nell’addestramento, dove potranno anche affrontare le sfide delle combo, cercando di ricordare le infinite possibilità.

Puntare moltissimo sull’aggressività degli scontri ha invece modificato alcuni aspetti che potrebbero sembrare marginali ma che a conti fatti non lo sono. All’inizio di ogni round, sotto le energie avrete una barra Heat già piena. Attivarla permetterà di potenziare i colpi standard, sbloccherà mosse esclusive e permetterà nuovi potenti attacchi che ne consumano una bella fetta, ma che possono togliere parecchie energie. Inoltre, qualsiasi colpo inferto mentre è attiva, toglierà energie anche in caso di parata. Una volta che però la barra si sarà esaurita, dovrete fare a meno di questa possibilità per tutto il resto del round.

Le mosse Rage potrete eseguirle solo una volta per round e solo quando avrete poca energia. Mandarle a segno però, può ribaltare un round.

L’ultima possibilità è la modalità Rage, che si attiva però solo quando le vostre energie residue sono scarse. Questa situazione termina se perdete il round o se eseguite la devastante mossa speciale a cui è legata. Farsela parare vi farà sprecare quest’ultima possibilità, ma se doveste andare a segno, potreste infliggere un enorme quantitativo di danni, recuperando anche un round che sembrava perso. L’esecuzione di queste mosse è legata alla pressione di un pulsante dorsale o di un grilletto, quindi la loro attivazione è estremamente semplice. Il problema semmai è sfruttarle al momento giusto, possibilmente quando l’avversario è appena stato lanciato in aria o ha appena effettuato un attacco standard che sarà assorbito ma non bloccherà l’esecuzione della tecnica speciale.

Con un combat system così complesso ma anche accogliente, l’idea di andare a combattere online sarà ben accolta anche dai principianti. Di sicuro vi aspetteranno batoste incredibili, specie in questo primo periodo in cui anche i giocatori più esperti stanno salendo la classifica, ma le soddisfazioni non mancheranno. Potrete aggirarvi per la lobby anche per assistere ai combattimenti di altri giocatori, potrete sfidare in ogni momento i loro fantasmi o, semplicemente, attivare la classica e più diretta ricerca di partite.

Nella lobby online potrete sfidare giocatori, fare da spettatore e guardare i migliori mentre combattono, ma anche affrontare i loro fantasmi, scaricandoli anche per combattere contro di loro e allenarvi contro quello stile.

È bene specificare che quando verrete accoppiati ad un altro giocatore potrete scegliere se accettare la sfida, anche basandovi sulla qualità della sua connessione. Il rifiuto prima dell’avvio del match non comprometterà la vostra reputazione online. Una volta in combattimento si scopre che anche Tekken 8 usa il sistema di rollback visto per esempio in Street Fighter 6. Purtroppo la possibilità di movimento in tre dimensioni rende il suo lavoro più complesso e per questo, può capitare qualche problema di lag.

È facile intuire che in un gioco così veloce, in cui l’attacco è incentivato da dinamiche apposite, trovarsi in ritardo per motivi indipendenti da noi, può causare più arrabbiature del previsto. Impostare filtri per combattere solo con giocatori nella stessa zona e usare una connessione via cavo, può però aiutarvi a combattere senza difficoltà.

Tekken 8 ad un primo sguardo può non sembrare così “next-gen” come ci si aspetterebbe. Non perché sia brutto, quanto perché già il precedente capitolo aveva molto da offrire. È giocando però che si nota una cura ancora più grande che rende ogni scontro uno spettacolo. Non si tratta solo degli effetti speciali scaturiti dai colpi o dalle ottime animazioni, ma anche dai tempi dello scontro, ora rallentati da uno slow motion innescato da una counter efficace, piuttosto che da due colpi partiti quasi contemporaneamente ma di cui solo uno metterà fine allo scontro.

Animazioni, effetti speciali, cambi di camera e slow motion rendono ogni incontro un vero spettacolo.

Anche due giocatori alle prime armi potranno assistere a situazioni esaltanti, facendo subito venir voglia di chiedere una rivincita e di continuare a lottare. Lo stile dei personaggi è notevole e anche se talvolta si cade nel pacchiano, anche senza applicare folli elementi estetici, Tekken è anche questo e va bene così. Notevoli anche gli scenari e di ottima qualità i filmati che accompagnano la storia e i finali dei personaggi. Valide ed esaltanti le musiche, sempre pompate e ottime nell’accompagnare scontri selvaggi mentre gli effetti speciali sottolineano con efficacia i colpi e il loro peso.

Infine il doppiaggio dei personaggi è recitato nella loro lingua madre, con Jin Kazama che parla giapponese, Steve Fox in inglese e Claudio in italiano. Appare un po’ strano ma ci avevamo fatto l’abitudine anche in Tekken 7. Tutti i testi, comprese le note nelle infinite move list, sono in italiano.

Fino ad ora ho considerato Tekken 3 l’apice della serie. Non che gli altri non mi fossero piaciuti, ma ritengo che l’impatto di quel gioco sul mondo dei picchiaduro non lo abbia mai avuto nessun altro capitolo. Tekken 8, potrebbe non avere quella forza distruttiva, ma può facilmente superarlo grazie alle tante modalità inserite, alla voglia di insegnare a giocare a tutti e alla sua grande immediatezza.

Le sfide combo vi insegneranno a prolungare i vostri attacchi, abbracciando completamente la filosofia di Tekken e l’aggressività maggiorata di questo nuovo episodio

Nei suoi 80 giga contiene 32 personaggi diversi, filmati, modalità, move list, azione sfrenata, strategia, un ottimo online e, soprattutto,  un combat system profondissimo ma anche accessibile. Per un fan di Tekken non poteva esserci un capitolo migliore di questo e, se si pensa a come è migliorato il settimo capitolo negli anni, il futuro si prospetta esagerato.

Pro

– Combat System raffinato e spettacolare…

– … da imparare nel valido Arcade Quest

– 32 personaggi con i rispettivi finali

– Storia esagerata

– Ottima l’idea dei fantasmi

– Online ben strutturato

– Tecnicamente spettacolare

Contro

– Storia e Arcade Quest un po’ corti

– Online conviene affidarsi a giocatori “vicini”

– Anche qui, ci aspettano tanti DLC a pagamento

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