Suicide Squad: Kill the Justice League – Recensione

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La parte più difficile del trattare un gioco controverso è capire perché è diventato tale prima ancora di uscire e mostrare le sue qualità. Entrato in sviluppo subito dopo l’amatissima trilogia di Batman Arkham, Suicide Squad Kill the Justice League ha alimentato l’idea che potesse diventare in qualche modo un suo sequel. Con Rocksteady allo sviluppo e consapevoli di quanto il team sia stato bravissimo nel creare esperienze single player, le aspettative sono salite alle stelle. Sviluppo travagliato, due film della squadra suicida non proprio esaltanti (specie il primo) e la trasformazione del progetto in Game as a Service hanno fatto il resto nella testa del pubblico.

Ora, se il gioco fosse brutto non sarebbe un problema classificarlo tale, ma quando ti accorgi che Suicide Squad (qui lo trovate su Amazon in offerta) funziona in modi che non ti aspetti, ti viene voglia di spiegare perché ti sei divertito. Quindi sì, Suicide Squad a noi e a chi lo ho giocato davvero, sta piacendo. Ne sono una conferma le ottime valutazioni che si trovano su Steam o sullo store PlayStation. Senza l’arroganza di dirvi perché dovreste (ri)valutarlo, ci tengo però a spiegarvi perché gli ho dedicato più di 30 ore e perché ho voglia di dedicargliene altre.

Una delle cose che molti giocatori non perdoneranno mai a Suicide Squad Kill the Justice League è che si svolge dopo gli eventi di Batman Arkham. C’è un’intera sequenza di una missione principale che ci porta ad una mostra su Batman in cui si ripercorrono gli eventi della trilogia. Alla fine però c’è solo una scena piuttosto sbrigativa che collega il protocollo Knightfall con l’incontro tra l’uomo pipistrello e Superman.

Il modo in cui viene liquidato il finale di Batman Arkham Knight è debolissimo, e molti giocatori se la sono presa con Suicide Squad anche per questo “tradimento”.

Chi si aspettava qualcosa che portasse Bruce Wayne a ricomparire per poi legarsi alla Lega della Giustizia, resterà deluso. Batman Arkham e Suicide Squad sono tra le esperienze più differenti che si possano pensare e questo è un punto fondamentale. È come accostare il calcio e la Formula 1: sono entrambi sport ma sono completamente differenti l’uno dall’altro. Eppure, come sappiamo, possono piacere entrambi contemporaneamente.

Se Batman Arkham puntava forte su una storia in evoluzione, Suicide Squad Kill the Justice League si concentra molto più sulla comicità dei propri personaggi. Harley Queen, Deadshot, Captain Boomerang e King Shark sono sboccati, eccessivi e cinici, ma la loro scrittura è spigliata. Le cutscene sono divertenti e talvolta si sorride anche durante i combattimenti, con dialoghi che caratterizzano certe azioni in modo ironico e peculiare. Riguardo la storia principale invece non si fa particolare mistero, visto che già il titolo del gioco ci dice che dovremo uccidere la Justice League. Con Metropolis assediata da Brainiac e con gli eroi più potenti della Terra assoggettati al suo volere, Amanda Waller e la sua A.R.G.U.S. assembleranno la Task Force X e manderà i nostri a completare missioni sperando che si rivelino utili.

L’arrivo di Brainiac a Metropolis sconvolge la città, la svuota e la riempie di alieni a cui sparare.
Ah, sì: ci mette anche contro i supereroi più famosi dell’universo DC Comics.

Inizierà così una sequenza di missioni principali e secondarie che inseriranno personaggi di supporto e minacce sempre più importanti sulla mappa. Tutto questo, giocato al livello di difficoltà intermedio tra i tre inizialmente presenti, mi ha richiesto 20 ore. Raggiungere i titoli di coda in 10 ore come ho letto in giro è fattibile solo giocando al livello di difficoltà più basso, evitando le missioni secondarie che sbloccano supporti importanti e modifiche alla base, sviluppando al minimo i personaggi e perdendosi di fatto molto del divertimento. Chi lo compra per divertirsi e non per finirlo e pubblicare al più presto articoli online, dovrebbe saperlo.

Il gameplay di Suicide Squad Kill the Justice League è un altro dei motivi per cui sarebbe meglio evitare qualsiasi paragone con Batman Arkham, fosse solo perché qui si spara tutto il tempo, e là, rispettando l’avversione di Batman per le armi da fuoco, non si sparava mai un colpo. Pur prendendo in prestito dinamiche classiche come la ricarica rapida, le schivate e i colpi critici, qui troviamo anche i contrattacchi e gli attacchi mieti scudo. I nemici, in base alla loro tipologia, possono essere vulnerabili ad un contrattacco, prima o dopo un assalto. In quel momento apparirà un indicatore sopra le loro teste che ci dirà che potremo colpirli sparando un colpo energetico, diverso dalle classiche pallottole.

I questi cecchini stanno per sparare e rivelano il momento in cui potrete contrattaccarli con quei fulmini che li circondano.

Farlo farà cadere il nemico colpito e ci permetterà di attaccarlo con molta più facilità. Ne sono un esempio perfetto i cecchini, avvicinabili solo dopo averli storditi, poiché diversamente si teletrasportano troppo rapidamente. I mieti scudo sono invece colpi che si eseguono a distanza ravvicinata e possono essere attivati solo dopo aver colpito i nemici alle gambe. Il loro vantaggio, oltre a portare un grande ammontare di danni agli scagnozzi di Brainiac, è che farà saltare fuori molti bonus scudo, l’unico modo per ripristinare questa importante risorsa in battaglia.

Queste dinamiche sono standard per tutti e quattro i protagonisti, ma ciò non significa che li userete allo stesso modo. Al di là delle abilità che potrete attivare salendo di livello nei tre skill tree di ciascuno criminale, i nostri saranno esperti nell’uso di armi specifiche. Deadshot potrà essere equipaggiato con fucili d’assalto, pistole e fucili da cecchino. Captain Boomerang invece avrà accesso a shotgun, SMG e fucili da cecchino. Questi saranno invece non equipaggiabili da Harley che potrà usare SMG, pistole e mitragliatrici pesanti. Queste ultime saranno utilizzabili da King Shark insieme a fucili d’assalto e shotgun. Oltre a ciò ci saranno grosse differenze date dai gadget.

Scegliere il proprio personaggio limita il vostro arsenale a tre diverse tipologie di armi. Se giocate in singolo però, potrete cambiare quando vorrete.

All’inizio i nostri entrano in possesso di attrezzature che potenzieranno le loro capacità di spostamento. Deadshot prenderà un jet pack, Harley un drone e un rampino di Batman e Boomerang un bracciale della velocità. King Shark invece potrà contare sulla sua forza innata per spiccare balzi enormi. Queste possibilità, unite ai buff e debuff degli equipaggiamenti, uniti alle alterazioni che potrete infliggere, uniti alle missioni che vi troverete ad affrontare, garantiscono situazioni adrenaliniche davvero esagerate, in grado di appassionare e far sentire davvero forte il giocatore che le starà eseguendo.

Anche se Harley risulta quella leggermente più lenta del gruppo, tutti permettono un’esplorazione di Metropolis piuttosto rapida ed agevole. Uno dei problemi reali del gioco è che la città di Superman si dimostra un po’ troppo vuota e, a lungo andare, scarsamente interessante. Le prime ore è bello vedere come la città fosse addobbata per celebrare la Justice League con palloncini, pubblicità e statue. Il fatto che però per le strade non ci sia vita diversa da quella aliena a cui sparare, frena la sua caratterizzazione.

Le sfide dell’Enigmista al day-one sono tutt’altro che “enigmistiche”. Speriamo che arrivi qualcosa di più interessante durante le prossime e già annunciate 4 stagioni.

Vedere la Torre di Lex Luthor, lo stadio, o la centrale elettrica offre un colpo d’occhio notevole, ma in termini di level design i palazzi sono solo aree attorno a cui combattere. Purtroppo non aiuta nemmeno la presenza dell’Enigmista. I trofei che ha sparso per la città non offrono indovinelli, ma basta solo trovarli e raccoglierli. Talvolta gli si deve sparare per farli cadere a terra, ma nulla di più. Ci sono elementi da “fotografare” per risolvere enigmi leggermente più complessi e infine sfide di mobilità in cui passare attraverso alcuni anelli. Da Edward Nigma ci aspettavamo di più.

La varietà delle missioni è stato un altro punto molto criticato ma, anche in questo caso non sono d’accordo. Le missioni presenti richiedono tutte di eliminare nemici e sparare a più non posso, ma questo accade in nella stragrande maggioranza dei Game as a Service che mi vengono in mente. Per questo bisognerebbe criticare anche Destiny o giochi come Borderlands che GaaS non sono. Dovremmo eliminare la categoria Sparatutto che già dal nome dice quello che bisogna sapere.

Distruggere o difendere sono le azioni base di molte attività, ma il caos della battaglia e il divertimento offerto dalle varianti non manca mai.

La tipologia di missioni invece è abbastanza standard per il genere, ma non per questo poco varia. A volte bisogna difendere delle aree come nelle sfide di Poison Ivy, altre volte correre al recupero di civili come per Rick Flag. Altre volte ancora distruggere cristalli e incubatori cercando di fare in fretta per evitare che i cristalli si riformino. In altri casi bisogna recuperare dati dai nemici uccisi per poi riportarli alla base. Insomma, la varietà non è esagerata, ma quello che bisogna fare è sempre chiaro e, soprattutto, funziona grazie agli ingredienti messi in campo.

Prima di passare all’endgame, è utile far presente un “dettaglio” di cui quasi nessuno parla: Suicide Squad Kill the Justice League è giocabilissimo anche in single player. Il gioco nasce per essere affrontato insieme ad altri giocatori e la presenza del cross-platform aumenta la possibilità di trovare compagni online, ma i BOT creati da Rocksteady funzionano alla grande. Giocare da soli permette di passare da un personaggio all’altro, in base alle proprie preferenze o in base ai bonus che talvolta vengono assegnati, ma i restanti tre vi saranno sempre di grande aiuto. Intanto useranno il bottino con cui li avrete equipaggiati e tutte le abilità che avrete sbloccato nel loro skill tree.

In questa immagine vediamo un povero nemico mentre viene bersagliato da Deadshot a sinistra e da King Shark dal basso. I BOT vi toglieranno dai guai diverse volte, rendendo il single player una bellissima esperienza.

Li vedrete usare i potentissimi colpi suicidi, le abilità acrobatiche e semineranno il panico tra le fila nemiche in modo importante ma mai decisivo. Alcune azioni come il recupero dei civili o la distruzione di elementi, richiederanno il vostro intervento, ma loro sfoltiranno i nemici e renderanno più semplice farlo. Inoltre, i BOT non andranno mai KO e potrete sempre chiedere una rianimazione, a meno che non le abbiate finite. Arriveranno sempre in pochi secondi e potrete rapidamente riprendere a giocare. Tanto per darvi un’idea, nelle missioni dell’endgame, talvolta ho ricevuto maggiore aiuto da loro che da altri giocatori più concentrati sulla loro partita.

Per quanto riguardo l’endgame, credo che quello creato da Rocksteady sia, attualmente, quello più leggibile e facilmente comprensibile che abbia mai giocato. Invece di inserire mille tipi di valute per attivare le attività più complesse e remunerative, Qui ne troverete una sola. Completando le missioni a Metropolis otterrete questa valuta che potrete poi spendere per attivare missioni “altrove”. Completarle al livello di difficoltà massimo tra quelli che avrete sbloccato, sbloccherà il livello di dominio successivo. Più salirà il livello dominio, più appariranno nemici forti e modificatori. Più alto sarà il vostro livello dominio e migliori saranno le ricompense che sbloccherete.

Una volta che avrete completato il gioco, inizieranno davvero le sfide. L’Endgame aggiunge molti contenuti e attiva sfide che vi porteranno ad ottenere equipaggiamento sempre più divertente. Con l’aumento dei livelli Dominio aumentano le sfide, ma anche le ricompense.

Anche in questa fase, il gioco si premura di offrirvi obiettivi chiari, chiedendovi per esempio di raggiungere Il livello Dominio 10 per poter sbloccare qualcosa di nuovo. In questa prima fase del gioco, quando ancora la Stagione 1 non è iniziata, troverete tre missioni diverse e ripetibili per far salire il livello Dominio, due di sopravvivenza a tempo e un’incursione tutt’altro che banale che vi chiederà di svolgere due missioni entro 30 minuti e poi affrontare una boss fight.

Giocare all’endgame significa recuperare un sacco di equipaggiamenti esagerati, ma il vostro potenziamento inizierà fin dalle prime missioni, quando inizieranno a comparire i classici oggetti verdi non comuni. Il gioco non offre alcun limite all’equipaggiamento e ciò vuol dire che se trovate un’arma potentissima, magari legata ad un supercattivo dell’universo DC come Due Facce, Bane o Maschera Nera, non diventerà obsoleta nel tempo. Al massimo potreste trovarne un’altra copia che però avrà caratteristiche e bonus diversi.

Questo è il set di armi che potrete ottenere giocando l’Endgame di Suicide Squad. Ogni arma vi sarà utile e potrete personalizzarla in vari modi, investendo i materiali che otterrete.

Se quello che troverete sarà dettato dal caso, una volta ottenuto un oggetto, potrete personalizzarlo in modo dettagliato grazie ai personaggi di supporto. Poison Ivy potrebbe cambiare attacchi di fuoco in elettrici, il Giocattolaio potrebbe modificare i bonus che gli sono stati assegnati. Se avete un’arma preferita e avete un bel po’ di materiali, potrete creare proprio quello che volete, in base al vostro stile di gioco, senza temere di buttare al vento tutti i progressi.

Il comparto tecnico di Suicide Squad Kill the Justice League è davvero valido. Oltre alla bellezza di Metropolis vista dall’alto, con i tentacoli di Brainiac che svettano nel cielo, anche i personaggi principali sono davvero eccellenti. In combattimento è tutto esagerato e fluido, con effetti speciali, esplosioni e animazioni curate e varie. L’unico punto negativo ad oggi sono i nemici, poco ispirati e piuttosto generici. Dopo alcune ore capirete dai differenti modelli chi fa cosa, ma ci saremmo aspettati tutti qualcosa di più vario. La fluidità generale è quasi sempre garantita e dico “quasi” solo perché in una singola situazione con 50/60 nemici contemporaneamente, i loro movimenti sono stati “spezzati” per ridurre il carico della nostra PS5. Abbiamo potuto provare il gioco anche su PC e in entrambi i casi tutto è filato liscio e senza problemi.

Il comparto tecnico di Suicide Squad non ha mai mostrato problemi e si è rivelato in ogni occasione fluido e performante. E sì, c’è chi si è lamentato anche di questo…

Terminando con l’aspetto grafico, va fatto un applauso alle cutscene che, per quanto spesso virino su un comico di grana grossa, offrono dettagli dei volti e animazioni davvero credibili. Già che parliamo delle cutscene, sappiate che il gioco è interamente tradotto e doppiato in italiano. I dialoghi sono ben recitati e l’adattamento è rispettato perfettamente. Non ritengo utile la critica riguardo Gianni Gaude e il suo Deadshot poiché la sua voce mi è sembrata azzeccata nonostante la differenza di età tra doppiatore e personaggio. Mi è invece dispiaciuto il cambio di doppiatore per Batman, anche se, questa scelta facilita il distaccamento tra la serie Arkham e questa nuova uscita. Ottimo gli effetti speciali, meno memorabili le musiche, forse perché travolte da battute ed effetti speciali.

Come dicevo in apertura Suicide Squad Kill the Justice League mi è piaciuto e mi sta piacendo molto. Pur non essendo un amante dei GaaS, questo è forse l’esponente più interessante che abbia giocato, includendo anche il buon vecchio Destiny. La notizia poi che il gioco in autunno diventerà giocabile anche offline, beneficiando degli ottimi BOT già presenti, non può che rendere questa uscita ancora più preziosa e particolare. Se il gioco fosse stato ambientato in un universo alternativo a quello dell’Arkhamverse, come fece al tempo Gotham Knights, probabilmente avrebbe avuto meno difficoltà a convincere i fan. Ora come ora, chi lo sta giocando lo sta apprezzando molto, altrimenti non si spiegherebbero i moltissimi voti positivi di chi lo ha effettivamente acquistato.

Scudi di energia, contrattacchi da effettuare e un’area da difendere.
Se non vi piacciono gli sparatutto adrenalinici potete passare oltre, altrimenti vi sentirete a casa.

Ha i suoi difetti, non raggiunge la qualità di un qualunque Batman Arkham, ma funziona. Un fan degli sparatutto che vuole un gunplay ben realizzato e vario, si divertirà e potrà giocare ogni contenuto anche in solitaria. E poi a breve arriveranno le stagioni con nuovi contenuti gratuiti, utili per migliorare ulteriormente il gioco. Il gioco può non piacere, ovvio, ma vedere così tanto snobbismo (o peggio) basato solo su sulle proprie convinzioni o su informazioni poco approfondite, dovrebbe far pensare. Io mi sto divertendo, e se siete arrivati fin qui, è facile che vi divertirete anche voi.

Pro

– Gameplay frenetico e divertente

– 4 personaggi diversificati

– Bottino ben studiato

– Giocabile anche in singolo tramite ottimi BOT

– Multigiocatore cross-platform

– Tecnicamente valido

– Endgame piacevole e contenuti gratuiti in arrivo

Contro

– Design dei nemici poco accattivante

– Mappa di Metropolis piuttosto vuota

– Enigmista troppo poco “Enigmista”

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