Chi sono i Fantastici Quattro? – Speciale

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I Fantastici Quattro sono, fondamentalmente, la più grande invenzione della Marvel tutta, ma quasi nessuno lo sa.
E dopo aver risposto alla domanda che da il titolo a questo pezzo in una riga, così se non avete voglia di leggere fino in fondo almeno siete a posto, possiamo continuare un attimo ad esplorare il concetto.

Umili Origini

Ci sono molte storie sull’origine di questo gruppo di eroi, ma l’unica verità è semplicemente che i Fantastici Quattro erano un maremoto in un medium che veniva da circa dieci anni di acque completamente immobili.
Il genere supereroistico nato negli anni 40 era rimasto l’unico tipo di fumetto ad essere colpito solo parzialmente dalla censura attuata dal Comics Code Authority. Questo era un organo creato dalle case editrici e la National Comics, meglio nota come Dc Comics, controllava non solo il mercato, ma anche i distributori di fumetti.
Quindi quando la piccola casa editrice Atlas Comics pubblicò un albo che sembrava parlare di mostri, non ci fecero troppo caso, ma quei “Fantastici Quattro” alla fine, erano qualcosa di molto di più.

Verso il futuro

Nati nel 1961 dalla penna di Stan “The Man” Lee, un uomo con la propensione per inventare storie fuori scala, e dalle matite di Jack “The King” Kirby, il re del fumetto americano, questi quattro bizzarri personaggi all’inizio erano solo dei banali bozzetti.
Reed Richards, uno scienziato aveva inventato un razzo che avrebbe permesso all’uomo di arrivare sulla Luna prima dell’Unione Sovietica, ma il governo non gli permetteva di partire prima che il suo velivolo non fosse sufficientemente schermato contro i misteriosi “Raggi cosmici”.
Non volendo perdere la sfida della corsa allo spazio, grazie alla fidanzata Susan Storm e al fratello di quest’ultima Johnny Storm, riesce a convincere il suo migliore amico, il pilota Ben Grimm a fare il salto nello spazio che, ovviamente, finirà per avere risultati… fantastici

Colpiti dalle radiazioni, i quattro amici, ottengono abilità superumane:
Reed può allungare e deformare il suo corpo, Johnny può prendere fuoco senza danni e volare, Susan diventa invisibile (e dopo qualche numero scoprirà di poter creare campi di forza) e Ben diventa un mostro arancione fortissimo.
La soluzione a questo miracolo che sembra una maledizione è chiara a tutti: questi poteri dovevano essere usati per il bene dell’uomo, e così Ben, Reed, Johnny e Susan lasciano il posto alla Cosa, Mr. Fantastic, La Torcia Umana e alla Ragazza invisibile, i Fantastici Quattro!
Che nei primi tre numeri della loro serie non avevano neanche un costume.
Una scelta bizzarra per un fumetto di supereroi, ma di certo non l’unica della serie.

Con Nemici Così…

Se la concorrenza infatti scriveva attorno alle abilità dei suoi personaggi presentandoci supereroi afflitti da problemi che si potevano risolvere solo con i superpoteri, i primi Fantastici Quattro avevano un sacco di problemi personali.
Reed e Sue litigavano come fidanzati veri, Ben era segretamente innamorato di Sue, e Johnny era un ragazzino con il potere di un semidio, e doveva imparare a gestirlo.
Insomma, un bel mucchio di dramma.
Ovviamente, raccontato così sembra tutto molto profondo e molto bello, ed in effetti lo è, ma prendete tutto quello che dico come un qualcosa che succedeva un bel po’ di tempo fa.
L’esecuzione, agli occhi moderni di quelle prime storie non sembrerà stellare, ma guardando con occhi attenti, potrete notare che tutto quello che oggi ci piace in un certo tipo di narrazione supereroica, nasceva qui, su queste pagine.

Già dopo pochi numeri, sulla testata Fantastici Quattro torreggiava un motto piuttosto bombastico “Il più grande fumetto del mondo”, che forse esagerava un poco, e forse era ancora troppo modesto.
In pochi numeri i Fantastici Quattro avevano messo le fondamenta per quella che sarebbe diventata la casa delle idee, la Marvel Comics, avevano inventato il concetto di universo condiviso, di storie collegate, dei patemi, delle storie ambientate nel mondo reale, ma anche tutta una serie di concetti ed idee fuori di zucca (di alcuni discutiamo ne qui!) come un bacherozzo spaziale che venera il nichilismo, una scimmia aliena con poteri esplosivi, un cartone vivente che può cambiare forma a piacimento, un alieno gigante che mangia i pianeti, ed il secondo uomo più intelligente del mondo, che è così divorato dal senso di colpa e dall’invidia che decide di diventare quello che nel parere di chi scrive è il più grande supercriminale mai creato: il Dottor Destino.

Ma quindi, perchè sono così Fantastici?

Certo, negli anni dopo la coppia Lee e Kirby, molti altri autori si sono avvicendati al quartetto, magari cambiando o sostituendo un membro qua e la, perché devono sempre esserci dei Fantastici Quattro a vegliare sul mondo, ma più la serie andava avanti, più quello che la rendeva speciale svaniva.
Perché certo, Johnny è un adolescente con superpoteri… ma l’anno dopo Stan Lee e Steve Dikto inventeranno l’Uomo Ragno, che era la summa perfetta di quell’idea.
Ben Grimm era un mostro, ma un certo Bruce Banner ed il suo alter ego verdino noto come Hulk avevano problemi molto più fantastici ed opportunità molto più grandi per creare grandi storie.
Insomma, il focus sul gruppo doveva cambiare, e fra tentativi ed errori, fra esperimenti falliti e riusciti, la nuova formula dei Fantastici Quattro, sembra sempre di più la vecchia.

I Fantastici Quattro non sono supereroi: sono una famiglia alla quale è successo un grande miracolo. Gli è stata data la possibilità di scoprire, di aprire la pista non solo all’interno del loro mondo immaginario, ma anche in quello reale.
E nelle storie moderne, dove il quartetto è sempre più focalizzato sul futuro, fra la fondazione di una scuola per geni, alla creazione di nuove famiglie all’interno della famiglia, con l’arrivo dei figli di Reed e Sue, e di Ben e di sua moglie Alicia, i Fanstastici Quattro stanno battendo sempre nuove strade verso un domani diverso, E vedendo tutto questo futuro, queste navi spaziali e combattimenti cosmici, dobbiamo ricordarci, che tutto è nato da un razzo, e dall’entusiastica cocciardaggine di due team. Uno, fatto da un Re e da un Uomo, l’altro, da quattro tizi piuttosto fantastici.

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