Unicorn Overlord – Hands-on

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Atlus non è di certo un editore a cui piace starsene con le mani in mano e anche in questo 2024 sta garantendo un anno ricco di esperienze JRPG ricche di fascino tanto nella forma quanto nella sostanza. A breve distanza dalla pubblicazione di Persona 3 Reload, apprezzatissimo nella recensione del collega Graziano, ci prepariamo a concludere il primo trimestre del nuovo anno con Unicorn Overlord, JRPG tattico che nella storia e le ambizioni ci ha ricordato le vibes di un certo Triangle Strategy.

Lungi dal menzionare un titolo che in men che non si dica era riuscito a rapire cuore e mente degli appassionati del genere di riferimento, fin dal primo trailer di Unicorn Overworld abbiamo avuto la sensazione di poter riavere tra le mani qualcosa di qualitativamente simile.

Finalmente abbiamo potuto mettere le mani sulla versione demo su Nintendo Switch, disponibile gratuitamente dal 23 Febbraio, tra diverse certezze e alcune titubanze. Ma andiamo con ordine.

Unicorn Overworld è il nuovo progetto di Atlus e Vanillaware, con il team con sede ad Osaka che ha deciso, dopo Dragon’s Crown e 13 Sentinels: Aegis Rim, di alzare ulteriormente l’asticella qualitativa.
Un lavoro che non nasconde le proprie ambizioni e vuole porsi come somma di un percorso che ha permesso al team di accumulare tantissima esperienza sul fronte artistico, narrativo e ovviamente del gameplay.
Testando con mano le prime ore di gioco siamo riusciti a tracciare quantomeno i confini del progetto sotto tutti e tre gli aspetti, tra molte certezze e alcuni piccoli dubbi difficili da dissolvere.

Sarà impossibile non affezionarsi a certi personaggi.

Per la trama, ci troviamo nel tipico mondo fantasy medievale instabile politicamente, impersonando un giovane principe che cerca di riconquistare il proprio regno dalle grinfie di alcuni comandanti un tempo fidati servitori della corona. Iniziando proprio dal rivivere gli ultimi istanti di un regno in rovina e con una regina che permette a un piccolissimo protagonista di fuggire con gli ultimi fedeli sudditi, capiamo subito la volontà di Vanillaware di proporre una storia di guerra e fantapolitica che vuole ramificarsi con il passare delle ore.

Il potenziale si denota fin da queste battute iniziali, anche se non riusciamo ad avere proprio quell’effetto wow ipotizzato dai trailer. In attesa di un climax in crescendo sul prodotto finale, ciò che viene raccontato in queste prime ore di gioco rimane comunque su buoni livelli. Abbiamo un buon numero di personaggi, alleati e non, presentati con le classiche personalità viste e riviste in titoli analoghi, ma il mix d’insieme comunque convince e ben si presta durante i (numerosi) dialoghi con scene ricche di fascino, accompagnate da una colonna sonora di pregevole fattura.

I combattimenti effettivi mostrano tutta la bellezza del comparto artistico, ma che peccato poterli solo vedere da spettatori.

Per quanto riguarda il gameplay effettivo, in questo hands-on, Unicorn Overworld ci ha permesso di iniziare a prendere confidenza con la libertà legata all’esplorazione delle varie regioni che costituiscono il Regno di Cornia. Nello specifico possiamo decidere (quasi) fin da subito, se muoverci direttamente verso le missioni principali o prenderci del tempo per dedicarci ad attività secondarie, utili per livellare e trovare qualche buon alleato da assoldare.

Parlando di un JRPG tattico, durante le fasi di battaglia è possibile muoversi utilizzando le varie unità che presentano due o più nostri eroi come vere e proprie formazioni a sé stanti, decidendo contro quali nemici farli scontrare o indirizzandoli verso la liberazione/difesa di qualche punto di interesse, come ponti, fortezze e castelli, per recuperare salute o resistenza.

Il coinvolgimento si impenna incredibilmente quando dobbiamo decidere come muovere le varie truppe nel modo più efficiente possibile.

Nel bene e nel male, gli scontri effettivi di Unicorn Overlord si risolvono in modo del tutto automatico. Possiamo decidere se visionare direttamente le nostre unità su schermo darsi battaglia utilizzando una manciata di abilità attive e passive a seconda dell’occasione o risolvere tutto in modo ancora più rapido senza il cambio di visuale dedicato.

UnQuesta scelta un po’ dispiace. Oltre a godere del bellissimo comparto estetico per queste sessioni specifiche, speravamo di poterci dedicare direttamente alla scelta delle varie mosse. Invece, ci si baserà su un classico sistema sasso-carta-forbice a seconda di vulnerabilità e punti di forza delle varie classi per capire se abbiamo possibilità di successo o meno durante uno scontro.

Ogni eroe ed ogni classe di riferimento ha punti di forza e di debolezza da dover considerare quando decidiamo come assemblare i vari plotoni… le opzioni non mancano.

Tramite questo hands-on di Unicorn Overlord è riuscito ad attirare la nostra attenzione mostrando le potenzialità di un progetto molto affascinante dal punto di vista narrativo e artistico. Il gameplay, al momento, propone numerose opzioni durante le fasi che precedono la battaglia vera e propria; scelta che incentiva di più il giocatore a creare le combinazioni di pedine migliori e capire come muoverle sullo scacchiere bellico ideato da Vanillaware. Rimane da capire se questa apparente passività sulla risoluzione degli scontri venga ben gestita per le sessioni più avanzate di gioco o rischi di deludere i videogiocatori.

Dal punto di vista contenutistico Unicorn Overlord saprà regalare tantissime ore di divertimento su schermo, con uno stile che ben si presta anche all’esperienza su Nintendo Switch. Elemento da non sottovalutare considerando tutti gli appassionati del genere che preferiscono la comodità del giocare ovunque rispetto alle versioni console più tradizionali.

Pro

– Storia dalle numerose e interessanti ramificazioni…

– La gestione delle unità su più piccoli plotoni risulta azzeccata e permette molta personalizzazione

– Contenutisticamente promette tantissime ore di gioco tra missioni principali e non

– Comparto grafico promosso fin da subito

Contro

– … ma narrativamente potrebbe non riuscire ad elevarsi oltre una certa soglia

– I combattimenti passivi possono non incontrare i gusti di tutti i giocatori per il genere di riferimento

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