Like a Dragon: Infinite Wealth – Recensione

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A fine 2020 la serie Yakuza faceva una piccola, grande magia. Manteneva l’impianto di gioco che l’ha contraddistinta per anni ma modificava radicalmente il gameplay. Si passava infatti da un beat’em up in tempo reale, a meccaniche da JRPG che prevedevano combattimenti a turni e statistiche per equipaggiamenti e classi. Questa rivoluzione che tanto preoccupava i fan, si dimostrò in grado di mantenere altissima la qualità narrativa della serie e di arricchire una giocabilità già notevole. Ora arriva il sequel, quel Like a Dragon: Infinite Wealth che sceglie di continuare su quella strada e migliorarsi ancora, spostando tutto alle Hawaii.

Il precedente Yakuza: Like a Dragon (qui la recensione) faceva tutto quello che vi ho detto poco fa, ma anche qualcosa di più. Sceglieva infatti di cambiare protagonista e di raccontare una storia che, almeno all’inizio, viaggiava su binari facilmente comprensibili anche da chi non conosceva la serie. Per un nuovo giocatore, nonostante fosse il capitolo numero 7, era insomma il capitolo perfetto, poiché presentava un nuovo protagonista tutto da scoprire. Ichiban Kasuga ha conquistato prestissimo i giocatori, e lo stesso hanno fatto i coprotagonisti che lo hanno affiancato nella sua avventura.

Ichiban torna ad essere il protagonista, con il suo fare gentilissimo, a volte un po’ tonto, ma anche risoluto. Un perfetto eroe da JRPG.

Qualcuno però sentiva la mancanza di Kiryu, protagonista storico della serie, che in Like a Dragon: Infinite Wealth torna e si dimostra un coprotagonista perfetto. La sua presenza e le emozioni che smuove, così come gli eventi che precedono questo sequel, diventano stavolta molto più importanti per apprezzare quanto ci verrà raccontato. Un nuovo arrivato che volesse iniziare da qui, potrebbe quindi sentirsi spaesato. Il nostro consiglio è quindi quello di aver giocato almeno il capitolo d’esordio di Ichiban. Non ve ne pentirete e apprezzerete ancora di più le novità qui introdotte.

L’intero primo capitolo sui quattordici presenti, è un grande preambolo all’azione. Qualcuno lo considererà un po’ troppo lento e chiacchierone, ma getta le basi per tutto quello che verrà dopo. Durante il suo svolgimento a Ijincho, mappa principale del precedente episodio, il gioco alterna temi sociali importanti in Giappone come altrove, ad altri più frivoli e divertenti. Questo bilanciamento sbanda un po’ verso la follia giapponese una volta raggiunte le Hawaii, ma la serietà torna in scena prepotentemente soprattutto quando i fatti coinvolgono il veterano Kiryu.

Il ritorno di Kiryu nella saga principale rende tutto migliore ed emotivo. Specie dall’inizio del capitolo 3.

La scrittura dei personaggi è sempre molto interessante e i dialoghi che si attivano con i compagni in punti specifici della mappa, aggiungono spessore. I nuovi ingressi nel party, Tomisawa e Chitose, non hanno nulla da invidiare ai vecchi, offrendo situazioni che sapranno intrigarvi.

Per farla breve, a noi la storia è piaciuta. Al massimo, se ci si lascia portare, si rischia di perdere il filo per via dell’infinità di attività che Like a Dragon: Infinite Wealth propone a ripetizione. Arrivati alle Hawaii infatti, la mappa si riempie delle tante possibilità che ci aspettano. Si va dal fotografare pazzoidi mentre si gira su un tram, fino ad effettuare consegne in bicicletta in una sorta di spin-off di Crazy Taxi, tra acrobazie standard e altre che comprendono i respingenti a molla di Sonic. Gli appuntamenti con affascinanti signorine scimmiottano ora app di incontri online e negli arcade sono presenti ulteriori classici di SEGA.

Tra le infinite attività secondarie c’è anche quello che potremmo definire uno spin-off di Crazy Taxi, tra bonus e consegne acrobatiche fuori di testa. Certo, mancano gli Offsprings…

E poi ovviamente, ci sono missioni secondarie in ogni dove che riportano in scena anche vecchie conoscenze per chi ha giocato il prequel. Tutte queste attività diventeranno subito opzionali, ma hanno una varietà e talvolta una qualità tale che sarà divertente avviarle per spezzare la routine principale. Senza contare che molte di esse sapranno ricompensarvi non solo con semplice denaro, ma anche con equipaggiamento ed eventualmente pestamici tutti nuovi da “evocare” durante i combattimenti.

Per concludere la parentesi delle attività secondarie, occorre nominare due grandissime novità. La prima riguarda i Sujimon, alternativa in stile Like a Dragon dei Pokémon. Se nel prequel potevamo solo collezionarli, incontrando nemici e sconfiggendoli, ora potremo combattere insieme a loro. Sconfiggendo un nemico, potremo effettuare un minigioco per cercare di convincerlo ad unirsi a noi.

Le battaglie tra Pok… ehm, Sujimon sono una delle attività secondarie parallele più grandi e riuscite.

Se lo farà potrà entrare nella nostra squadra e combattere nelle battaglie Sujimon. Potremo incontrare altri allenatori da sfidare e ci saranno anche alcune “Palestre” e rispettivi boss ad attenderci. Il gameplay ovviamente è semplificato rispetto al gioco Nintendo, ma la presenza di elementi come fuoco, ghiaccio, erba, luce e buio, renderà piuttosto strategiche le battaglie più impegnative.

E se questo ancora non vi basta, vi aspetta l’isola Dondoko. Qui il gioco da scimmiottare è Animal Crossing e il suo sviluppo lo rende sicuramente l’attività secondaria più grande di tutto Like a Dragon: Infinite Wealth. Pur essendo completamente facoltativo, se non per una breve parentesi di presentazione, dovremo ricostruire un resort caduto in disgrazia per colpa di pirati che hanno iniziato ad usare questo piccolo paradiso come discarica di rifiuti.

Dondoko Island porta Animal Crossing nel mondo di Like a Dragon. Se vi cattura ci perderete ore che frutteranno comunque parecchi soldi.

Tutto viene spiegato pian piano e la progressione può coinvolgere molto più di quanto si possa pensare. Tra l’altro, sviluppare adeguatamente l’isola e attirare visitatori è un modo molto efficace per ottenere denaro da investire poi nel potenziamento delle armi una volta tornati alla vostra missione principale.

Dopo le grosse modifiche al gameplay fatto dal predecessore, verrebbe da pensare che tutto sia rimasto immutato. Per certi versi è vero, visto che Like a Dragon: Infinite Wealth resta un JRPG a turni, ma ci sono stati cambiamenti sostanziali che aumentano il controllo del giocatore e la tattica da utilizzare. Ora infatti, all’inizio del turno di un nostro personaggio, potremo muoverci all’interno di un’area circolare. Farlo permetterà di avvicinarci ad oggetti contundenti presenti nella zona, così come direzionare la respinta del nemico che vogliamo colpire.

I combattimenti sono stati arricchiti da una fase di posizionamento che vi permetterà di gestire in modo più tattico gli scontri. Un’aggiunta davvero eccellente.

Far volare all’indietro un cattivo, mandandolo a sbattere contro altri assalitori, danneggerà tutti quelli coinvolti, rendendo tattico il posizionamento. Allo stesso modo, farlo scontrare contro un nostro alleato, innescherà un ulteriore attacco gratuito. Questa novità apparentemente semplice, modifica notevolmente ogni scontro, rendendolo più dinamico e strategico.

A ciò si aggiungono tutte le variabili dei nuovi lavori, in larghissima parte originali e spassosi. Surfisti, maestri di arti marziali, ballerine di hula, cowboy e moltissimo altro permetteranno di creare il party che si desidera e di studiare forze e debolezze. Anche gli effetti ad area o di respinta beneficiano del posizionamento sul terreno di scontro, rendendo davvero folle e divertente scontrarsi con teppisti e criminali che popolano la mappa di gioco.

I nuovi “lavori” sono molto più originali e tematici rispetto a quelli visti in passato, e riescono tutti a creare curiosità nel giocatore.

Per mettervi alla prova ci saranno anche dungeon speciali che cambiano ad ogni ingresso, quindi avrete sempre qualcosa di nuovo da provare. Menzione d’onore a Kiryu, anche lui equipaggiabile con diversi lavori ma con quello di partenza che si differenzia da tutti gli altri, rendendo anche onore al suo passato grazie a diversi stili di combattimento.

Un’ultima nota prima di passare oltre: il gioco è stato criticato per aver messo in vendita tramite DLC alcuni lavori esclusivi e il New Game +. Premesso che il precedente Yakuza: Like a Dragon includeva regolarmente il New Game + e non aveva lavori extra a pagamento e premesso che in SEGA si potevano risparmiare questa brutta figura anche senza inserire mai questi due extra, mi sento di tranquillizzarvi. Ci sono così tanti contenuti anche nell’end game che, tra lavori “standard” da portare fino al livello 99 e dungeon extra, l’idea di ricominciare tutto da capo mantenendo i progressi sembrerà ai più una follia bella e buona.

Tra New Game + a pagamento e “lavori premium” SEGA scivola sui DLC. Non fate come Sawai qui nella foto e avrete comunque un gioco godibilissimo e completo.

Non siamo davanti ad uno Street Fighter V, uscito quasi senza modalità. Qui avrete da giocare 70 ore anche senza andarvi ad imbarcare in attività da endgame che aumenterebbero ulteriormente il totale. Non fatevi quindi suggestionare da questa strampalata idea avuta da SEGA e godetevi le tonnellate di contenuti presenti.

Like a Dragon: Infinite Wealth è disponibile anche sulle console della vecchia generazione e questo ha obbligatoriamente frenato la realizzazione tecnica delle versioni maggiori. Nonostante ciò, il gioco offre un comparto grafico e sonoro di altissimo livello, con alcuni limiti minori come un po’ di pop up in lontananza quando si esplora. Personaggi e nemici sono modellati con cura e dimostrano sempre un loro stile peculiare, così come i combattimenti si dimostrano spettacolari grazie ad effetti speciali che diventano esagerati e folli nelle situazioni più estreme. Durante le cutscene le cose migliorano ancora, visto che il dettaglio dei volti è esagerato e le scelte registiche sanno sempre enfatizzare al meglio quanto proposto.

I personaggi e le scelte registiche sono da sempre un marchio di qualità per la serie e anche questa volta vi attendono situazioni epiche e pazzesche.

Le ambientazioni sono notevoli e, se si escludono i dungeon sotterranei che restano piuttosto poveri di dettagli, sanno mostrare passanti, vegetazione e auto in movimento, garantendo sempre una notevole fluidità. Il comparto sonoro è graziato da musiche eccellenti e da un doppiaggio che si presenta in giapponese, inglese e cinese. La nostra scelta ovviamente ha puntato sul giapponese che si dimostra perfetto. In questo modo potrete anche notare la scelta di far parlare in inglese certi personaggi (siamo pur sempre alla Hawaii) e vi godrete il gioco così com’è stato pensato. I sottotitoli e i testi sono in un ottimo italiano, permettendo a tutti di godersi questa grande avventura.

Like a Dragon: Infinite Wealth è il capitolo più grande della serie. Propone una mappa principale che è due volte quella del predecessore, offre attività di qualsiasi tipo, tanti lavori tra cui scegliere, varianti fuori di testa di Pokémon ed Animal Crossing, tutto in un solo gioco. La storia però è meno inclusiva verso i nuovi giocatori: per quanto si sforzi di riassumere gli eventi, averli vissuti offre un coinvolgimento maggiore nei confronti di Kasuga e, soprattutto, in quelli di Kiryu.

Effetti speciali, debolezze e ora posizionamento: il combattimento di Like a Dragon regala sempre grandi momenti e lo rende un favoloso JRPG.

Sicuramente un fan lo adorerà, tra richiami a classici di SEGA e Nintendo e una storia che si prende in giro ma che sa anche quando concentrarsi e tornare molto seria. Onestamente non so se classificarlo come uno dei capitoli migliori in assoluto ma è sicuramente uno dei più epici e pazzi che mi vengano in mente. E in tutto questo è anche dei migliori JRPG in circolazione.

Pro

– Storia appassionante

– Tantissime attività, alcune giganti

– La migliore mappa della serie

– Follia giapponese quando serve

– Combat System rivisto ed ampliato

– Comparto tecnico di livello

Contro

– Richiede un po’ di background per essere apprezzato al massimo

– Primo capitolo lento

– Con tutte queste attività si rischia di tralasciare la trama principale

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