Final Fantasy VII Rebirth – Recensione

, , , , ,

Per molti Final Fantasy è Final Fantasy 7. Chi ha giocato le prime sei uscite (ora disponibili anche sulle console moderne) sa che l’avventura di Cloud e compagni potrebbe non essere la migliore, ma la sua popolarità è innegabile. Ci mise del suo l’essere uscito per la nuova PlayStation, i 3 dischi in cui si divideva l’avventura, il comparto 3D e la CGI dei filmati. Dopo oltre 25 anni, in un’epoca in cui i remake vanno alla grande, anche Tifa e Aerith dovevano tornare. Final Fantasy VII Remake arrivò su PS4 e in seguito su PC, ma era solo la prima parte dell’avventura, tra l’altro la più guidata e sui binari. Recentemente è arrivata la seconda parte, quel Final Fantasy VII Rebirth che ci porta fuori dalle mura cittadine di Midgar e ci mostra per la prima volta il grande mondo che dovremo salvare.

Le vicende ecologiste dei nostri e dell’AVALANCHE in Final Fantasy VII Remake hanno seguito il corso degli eventi originali, inserendo qua e là alcuni piccoli cambiamenti. Non vi faremo spoiler perché potreste non aver ancora iniziato il viaggio, ma il suo finale ha reso più nuovo del previsto questo progetto. Final Fantasy VII Rebirth si dimostra fin da subito in linea con alcune modifiche minori che si sono scelte di apportare. Il primo capitolo dei 14 presenti inizia subito con il flashback di Nibelheim, città natale di Cloud e luogo dove Sephirot diventa il cattivo che conosciamo. Scegliere di svelare subito alcuni segreti che teoricamente sarebbero stati svelati in seguito, non modifica la trama, ma rende più chiari alcuni riferimenti fatti alla fine di Remake.

Il gioco inizia con il flashback di Nibelheim, dove Cloud e Sephirot sono ancora dalla stessa parte

La cosa importante da sapere è che la storia appassiona anche stavolta, sia chi non l’ha mai vissuta, sia chi la sta riscoprendo attraverso le modifiche pensate da Square-Enix. Questa frammentazione del gioco originale, oltre a permettere di vendere 3 giochi e non più uno solo, amplia enormemente la nostra conoscenza di questo mondo e dei suoi abitanti. Tra attività, dialoghi e situazioni, tutto si intreccia in modo magistrale e l’idea di stare esplorando un mondo vivo e sfaccettato non poteva essere resa meglio.

Immagino sia superfluo dirlo, ma è sempre meglio chiarirsi: giocare Final Fantasy VII Rebirth senza aver giocato Remake non è una buona idea. Gli eventi, i personaggi e anche il gameplay che si possono scoprire nel gioco del 2020 sono necessari per godersi quello che propone questo secondo capitolo.

Alcuni cambiamenti coinvolgono diversi protagonisti, tra cui l’amatissimo Zack di Crisis Core

Teoricamente sarebbe importante aver giocato anche lo spin-off Reunion e sapere chi è Zack Fair, ma se lo conoscete dal 1997, potreste anche evitare, a patto di aspettarvi qualche sorpresa. Sta di fatto che la storia si rivela più complessa dell’originale e che, anche raggiunti i titoli di coda, mille domande vi ronzeranno per la testa. Sappiate fin da ora che queste domande non troveranno risposta almeno fino all’uscita della terza e ultima parte, quindi siete avvisati.

Sapendo cos’è successo prima e nonostante Rebirth si interrompa con un cliffhanger, godersi la storia e il suo svolgimento non è difficile. Ciò accade anche grazie al gameplay che riprende quello di Remake, dimostrandosi però ancora più ricco. Abbandonate le strade di Midgar e dei suoi settori, appena usciti dalla cittadina di Kalm, respireremo tutt’altra aria. A parte alcuni capitoli come il 1° o il 3°, ancora guidati poiché ambientati all’interno di un qualche contesto specifico, altri come i capitoli 2 e 4 sono completamente free roaming. Avrete una missione principale da seguire per avanzare, ma anche moltissime attività collaterali.

Le aree free roaming sono 6 e contengono tutte un sacco di attività, senza però risultare ridondanti

Ci saranno torri da riportare online per scoprire che succede nei dintorni, santuari degli Esper per potenziare le evocazioni che potrete ottenere dopo averli sconfitti, cristalli di mako da analizzare, bestie da cacciare e missioni secondarie vere e proprie. Le mappe presenti sono sei, ciascuna con decine di attività da completare, se lo vorrete. Farlo, oltre a potenziare i personaggi tramite punti esperienza, permetterà di ricevere punti da scambiare con premi unici e conoscere meglio i propri compagni e il mondo che ci circonda.

Mettere in pausa la storia per iniziare a gironzolare per l’area appena raggiunta è a discrezione del giocatore. Dal mio punto di vista ho trovato molto equilibrato il numero di attività di ogni mappa. Non sono uno sproposito come accade in altri titoli e si intrecciano armoniosamente con la voglia di esplorare e con i tanti punti di spostamento rapido che si possono sbloccare. Luoghi specifici, vecchie pensiline per il servizio di trasporto chocobo e punti d’interesse possono essere raggiunti dalla mappa in pochi istanti, accorciando notevolmente il tempo di spostamento.

La mappa delle aree con le attività scoperte.
La parte bianca è la “nebbia” che indica le zone ancora da visitare

Nelle fasi di esplorazione i Chocobo saranno fondamentali poiché velocizzeranno il movimento e permetteranno anche di superare ostacoli naturali. Il nostro consiglio è di procuratevene uno il prima possibile (nella Prateria vi basterà seguire la storia principale) per poi iniziare ad esplorare in libertà.

Se l’esplorazione si è espansa enormemente, il gameplay durante i combattimenti si è arricchito in modo più specifico, anche perché funzionava già benissimo. La fusione tra action e azioni da eseguire tramite la barra ATB torna in grande spolvero, aggiungendo le Azioni Sinergiche. Queste mosse speciali eseguite da due personaggi, si possono eseguire in ogni momento, anche con la Barra ATB vuota. Per essere attivate però, necessitano che i membri coinvolti abbiano usato un certo numero di barre ATB in precedenza.

I combattimenti raggiungono livelli di epicità davvero esagerati

Usare una magia o un’abilità aggiunge una carica al personaggio che l’ha usata, obbligandoci quindi a cambiare spesso l’eroe ai nostri ordini. Dei tre personaggi che potremo portare in battaglia, i due guidati dalla CPU saranno meno efficaci di quanto lo sarete voi. Usare Cloud ed eseguire un’abilità stremante, passare a Barret per riempire la Barra ATB ed attivare le munizioni speciali e infine scegliere Red XIII per scatenare il suo assalto, diventerà presto un’abitudine.

RED XIII è finalmente giocabile, con il suo stile di combattimento unico e la sua incredibile saggezza

Per questo motivo, sarà importantissimo padroneggiare ciascun eroe, visto che le loro abilità sono molto differenti. Se Tifa mantiene il suo ruolo di attaccante, con abilità di potenziamento, Red XIII (uno dei nuovi arrivati), basa il suo stile di lotta sull’incassare colpi mentre è in difesa, per poi contrattaccare e assorbire punti vita con gli attacchi seguenti. Conoscere forze e debolezze dei propri compagni, così come equipaggiarli con i giusti tipi di Materia e gestire le abilità che potranno apprendere, renderà molto vario e appagante vederli crescere e migliorare.

A tutto ciò non mancano momenti più leggeri offerti per esempio dai minigiochi che incroceremo. I due più elaborati saranno il gioco di carte Regina Rossa e lo strategico Fort Condor. Quest’ultimo è un’evoluzione di quanto visto nell’espansione INTERmission di Final Fantasy 7 Remake. Un po’ come nei MOBA, avremo la nostra base da una parte del campo di battagli e quella nemica dall’altra. In mezzo ci saranno due corsie su cui posizionare unità che dovranno contrastare quelle che ci verranno inviate contro. Stavolta potremo vedere in anticipo le truppe che il nemico sta per schierare, così da prepararci per la controffensiva. Più complesso di quanto sembri sulle prime, si dimostra più profondo e divertente che in passato.

Il gioco di carte Regina Rossa è tra i migliori che io ricordi, in Final Fantasy ma anche in altre uscite

Regina Rossa è il card game che molti NPC giocano, e seppur le sue regole possano sembrare complesse, si basa sul posizionamento di carte su un tabellone. Ogni carta ha effetti diversi su alcune caselle adiacenti, permettendo di aggiungere altre carte, potenziandone altre o distruggendo quelle si troveranno su di esse. Le prima partite vanno via lisce, ma già gli avversari di livello 4 obbligano a modificare il proprio mazzo e tentare più volte. Non serve sbatterci la testa, ma farlo vi ricompenserà con nuove carte e anche con una storia dietro al gioco.

Si potrebbe continuare a parlare delle tantissime aggiunte introdotte in Final Fantasy VII Rebirth, come per esempio la creazione di oggetti tramite il crafting, ma vi basti sapere che tutto quello che c’è di nuovo funziona bene e quello che già c’era, funziona meglio che nel precedente Remake. Una cosa tutt’altro che banale, se si pensa all’apertura di un mondo enorme che è stato creato sulle basi di una mappa 3D di 27 anni fa. Vista la grandezza della produzione, anche in questo caso Square-Enix non poteva sbagliare e, lasciata al palo la vecchia generazione di console che non poteva gestire mappe così ricche, il risultato finale è notevole. Per quanto mi riguarda, giocare a 60 frame per secondo un titolo come questo è prioritario, ma ognuno potrà fare la scelta.

Al prezzo di qualche animazione più legnosa, assisterete a scene e momenti memorabili.
Anche a 60 fps, se vorrete rinunciare al 4K

Talvolta qualche animazione dimostra una legnosità eccessiva nei movimenti durante l’esplorazione, così come il pop up può far saltare fuori elementi secondari, ma non ho notato nulla che possa affossare il comparto tecnico di Final Fantasy 7 Rebirth. Con l’ultima patch non ho rilevato rallentamenti nemmeno negli scontri più accesi e spettacolari, con magie, evocazioni, attacchi sinergici e limit break. Inoltre è stata aggiunta una modalità “soft” per rendere più morbidi i contorni. A me non ha convinto ma, di nuovo, ognuno potrà fare le sue considerazioni.

Inoltre il comparto artistico di Final Fantasy VII Rebirth è davvero eccellente, con mostri ricreati magnificamente e con ambienti naturali e panorami davvero evocativi. E poi ci sono le musiche, sempre emozionanti e talvolta protagoniste a sorpresa, come quando si scopre un cristallo di mako, immerso nella natura. Il mix di esplorazione, unito ad ambienti affascinanti e musiche iconiche, farà passare le ore senza che ve ne accorgiate. E ne passeranno almeno 100 nella prima run se vorrete scoprire tutto quello che il gioco ha da offrire.

Nemici giganti, ambienti meravigliosi e musiche immortali riportano sui nostri schermi un viaggio davvero emozionante

Discorso a parte riguardo doppiaggio e sottotitoli. I sottotitoli in italiano seguono il doppiaggio in giapponese, quindi se scegliete di ascoltare i dialoghi in inglese e riuscite a capirlo, noterete differenze piuttosto marcate. Io ho scelto quest’ultima configurazione per cogliere più sfumature di quello che viene detto sia in una lingua che nell’altra, ma la scelta è vostra. Sia la recitazione giapponese, sia quella inglese sono di ottima fattura.

Final Fantasy VII Rebirth aveva due grosse missioni: portarci finalmente fuori dalle mura di Midgar e portare avanti una trama rimaneggiata. Entrambe sono state portate a compimento in modo notevole, specialmente la prima. Il world building è incredibile, non solo nella messa in scena, ma anche nell’aggiunta di attività che non mi hanno mai annoiato, nonostante facciano parte di alcune macrocategorie. Questo perché portano ad esplorare sempre nuove aree e permettono di beneficiare di un viaggio rapido efficace e ben posizionato.

Quello che si legge nell’immagine è quello che molti giocatori stanno già dicendo al terzo capitolo che chiuderà questa gigantesca opera di remake

Riguardo la storia invece siamo solo alla fine del secondo atto su tre e quindi è inutile farsi domande su un futuro mai così incerto. Quel che accade però è un piacere da seguire grazie a personaggi ed eventi a cui ci si affeziona ancor più che in passato. Tutte le aggiunte al gameplay chiudono un pacchetto ricco di emozioni e di sfide, capace di richiedere moltissimo tempo, ma sempre troppo poco rispetto a quando arriverà il capitolo finale. Nel frattempo giocatelo con gusto, perché titoli così sono davvero rari.

Se sei convinto e vuoi supportarci, puoi acquistarlo in offerta qui su Amazon.it

Pro

– Storia rimaneggiata con cura

– Gameplay espanso e raffinato

– Personaggi molti diversi da muovere in azione

– Mappe open world belle da esplorare

– Tante attività ben intrecciate

– Comparto tecnico e artistico di valore

Contro

– È necessario aver giocato almeno Remake

– Alcune svolte sul finale sono da mal di testa

– Bisognerà aspettare ancora qualche anno per la conclusione

Ultimi articoli

Helldivers 2 – Recensione

Il mondo dei videogiochi si sta sempre più evolvendo, accettando ogni tipo di giocatore. Ottima cosa, non c’è che dire, ma risultano assenti, tra i

Read More »

Ultime news

Cat Quest III ha una data d’uscita

Nella giornata di oggi, durante il Nintendo Indie World Showcase, The Gentlebros e Kepler Interactive hanno annunciato che Cat Quest III, il gioco di ruolo d’azione open-world in 2,5D, sarà lanciato

Leggi Tutto »

Vigor sta arrivando su PC

Dopo anni di attesa e una pletora di richieste, Bohemia Interactive è entusiasta di offrire ai giocatori di PC di tutto il mondo la possibilità

Leggi Tutto »

Questo sito utilizza cookie, anche di proprietà di terze parti, che consentono di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze dell’utente. Continuando la navigazione si considera accettato tale uso. Leggi l’informativa cookie: in essa sono indicate anche le modalità con cui potrai disabilitarli in qualsiasi momento.