Princess Peach: Showtime! – Recensione

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Tra i numerosi personaggi che abbiamo imparato a conoscere nelle avventure di Super Mario, Peach resta sicuramente la più impressa. All’inizio era una damigella in pericolo che solo i più abili potevano incontrare e salvare. Ma il tempo è passato, è diventata co-protagonista in Super Mario Bros. 2, ha pilotato kart, e nel 2005 è anche stata protagonista di Super Princess Peach, gioco uscito su Nintendo DS. La sua completa emancipazione è però arrivata solo recentemente, grazie alla pellicola cinematografica dei Fratelli Mario. Qui ha potuto mostrare un carattere forte, libero, audace e autorevole, ingredienti perfetti per un’eroina a tutto tondo. Per questo motivo, Princess Peach: Showtime! rappresenta l’occasione ideale per dimostrare come anche la Principessa del Regno dei Funghi sia pronta alla prova del JoyCon.

Ora, guadagnandosi un nuovo capitolo da indiscussa protagonista, sarà capace di gettare le basi per una futura serie, un minimo più costante nelle uscite? Vi raccontiamo tutto dopo aver raggiunto i titoli di coda e passato diverse ore sul coloratissimo palcoscenico allestito da Nintendo per l’occasione.

In origine, Peach era la classica principessa rapita da dover salvare dalle grinfie di Browser. Poi divenne una compagna di squadra affidabile da poter selezionare in qualche avventura che però non portava ancora il suo nome nel titolo. Il suo ruolo di co-protagonista era condiviso con tanti altri personaggi, in uscite sempre incentrate sull’idraulico più famoso del mondo videoludico.

Finalmente, però, con Princess Peach: Showtime! non c’è nessun altro elemento narrativo che la confina a ruoli secondari, rendendola così la protagonista assoluta di una storia fresca e molto divertente.

Un comodo hub dove selezionare i livelli e ovviamente personalizzare Peach.

Nello specifico, ci ritroviamo a visitare il pittoresco Teatro Splendente, ambientazione inedita che coinvolge artisti di ogni sorta e ospita spettacoli all’insegna dell’avventura, dell’adrenalina e del divertimento. Un’occasione come tante per staccare dalla routine e godersi un po’ di tempo in pace, verrebbe da pensare, e invece ci ritroviamo imprigionati al suo interno a causa della pericolosa Uva Spina e della sua oscura compagnia teatrale.

Gli sgherri mascherati di Uva Spina cominciano a portare scompiglio in tutto il teatro cambiando le sceneggiature delle varie storie presenti e rovinandole a loro piacimento: toccherà alla principessa Peach risolvere la situazione e salvare il Teatro Splendente. Per fare ciò, in Princess Peach: Showtime! faremo subito la conoscenza della sfavillante Stella, custode di un antico potere che sfrutteremo in ogni stage per trasformarci negli eroi dei vari spettacoli.

Dal punto di vista della narrazione, si tratta della classica avventura che ricalca lo stile che da sempre contraddistingue le esperienze di casa Nintendo. L’immaginario realizzato per l’occasione, invece, ben amalgamato a un gameplay sorprendentemente variegato, rappresenta il binomio che più stupisce in questo Princess Peach: Showtime!.

Nelle sessioni di Peach detective dovremo usare un po’ di ingegno per far luce su alcuni misteri.

Il Teatro Splendente non poteva che essere l’hub nel quale muoverci. Qui decideremo quali livelli e spettacoli affrontare, in un percorso che ci obbliga a scalare e liberare i vari piani fino al fatidico confronto finale con la malvagia Uva Spina in persona. Ci teniamo a segnalare fin da questo momento che per completare Princess Peach: Showtime! abbiamo impiegato circa 6 ore, un quantitativo non eccessivamente scarno ma di certo non troppo generoso. Le ore possono leggermente aumentare per i collezionisti e gli amanti del completismo, grazie anche a qualche piccola sfida extra presente negli spettacoli. Apprezziamo la scelta di offrire un’esperienza tarata per il giocatore singolo, ma se proprio vogliamo essere puntigliosi, la totale assenza di qualsivoglia opzione multigiocatore, magari con Daisy, non convince del tutto.

Il gameplay ovviamente è ciò che davvero fa la differenza in positivo, rendendo Princess Peach: Showtime! un adventure-platform molto divertente. Come ben noto, nei vari stage indosseremo gli abiti della protagonista di turno e questo va a modificare sensibilmente la tipologia di sfida che dovremo affrontare.

Non mancano alcune boss fight riuscite sia sul piano estetico che effettivo del gameplay.

Ecco allora che con Peach spadaccina o kung fu affronteremo pericoli multipli, tra fendenti e calci rotanti, alternati ad una discreta dose di riflessi per le schivate. Con Peach pasticcera, invece, affronteremo divertenti minigiochi basati sul tempismo per la preparazione di torte e biscotti, mentre con Peach detective dovremo risolvere dei piccoli casi che non possono non richiamare lo stile del Professor Layton. L’importante è non aspettarsi un gameplay platform “alla Super Mario”. Questo è un gioco di Peach e se volete un platform più classico, fatto di power-up e nemici su cui saltare in testa, vi conviene puntare, ad esempio, su Super Mario Bros Wonder.

Le trasformazioni presenti in Princess Peach: Showtime! sono in tutto dieci e sono ben differenziate per offrire sezioni più action, ritmiche o platform. L’idea è di incontrare i gusti di tutti i giocatori abituati ai giochi Nintendo, anche se non sempre sono riuscite a convincerci del tutto. Peach supereroina o pattinatrice, ad esempio, brillano grazie a sezioni squisite sul piano estetico ed adrenaliniche su quello del gameplay. Con Peach sirena o ninja, invece, abbiamo notato un potenziale non totalmente sfruttato che avrebbe meritato una gestione differente durante i livelli dedicati.

Indipendentemente dalle tipologie di trasformazioni e dagli spettacoli ad esse dedicate, in Princess Peach: Showtime! il livello qualitativo generale delle avventure è molto alto, dimostrando la grande versatilità di Peach.

I pericoli da affrontare non mancano di certo, ma Peach saprà adattarsi a ogni situazione.

Ad essere sinceri, in realtà, in moltissime occasioni abbiamo avuto la sensazione che i livelli si interrompessero quasi sul bello. Un po’ come se il climax finale di ogni stage impedisse di godersi i vari poteri al massimo delle proprie capacità. Che sia una scelta voluta o meno per lasciare il gioco appetibile e valido anche per i neofiti non è dato saperlo con certezza, ma un poco di rammarico rimane. Inoltre bisogna ammettere che il livello di sfida generale è estremamente basso. Le cose migliorano dopo circa un terzo dell’avventura, ma spesso questo incide più sul trovare segreti e gestire attività secondarie, piuttosto che sull’arrivare alla fine dello stage. L’idea, insomma, che il gioco sia adatto soprattutto ai più piccoli è molto concreta.

Ultimo, ma non per importanza, ci teniamo a fare due considerazioni anche riguardo il comparto tecnico di Princess Peach: Showtime!. Nello specifico, va evidenziato il pregevole lavoro svolto sul fronte estetico, con un immaginario (per quanto riconoscibile e familiare) estremamente riuscito nella sua unicità.

Il Teatro Splendente brilla in ogni angolo, mentre i vari spettacoli presentano un’incredibile cura per i dettagli, grazie ad ambientazioni ispirate e riuscite sotto ogni punto di vista. Considerando che il team dietro a tale risultato è Good-Feel, ovvero la stessa software house giapponese che con Nintendo aveva realizzato Yoshi’s Crafted World nel 2019, era lecito aspettarsi un risultato di così alto livello.

La Compagnia dei Mosti presenta una nutrita schiera di elementi tanto bizzarri quanto ostili.

Dobbiamo sottolineare, però, qualche piccola magagna tecnica durante i caricamenti, oltre a vistosi cali di frame che frenano l’azione quando si gioca in modalità TV.

Princess Peach: Showtime! è un’opera che riesce finalmente a dare la giusta importanza ad un personaggio come Peach, meritevole di essere la protagonista indiscussa di un capitolo che convince per meriti propri.

L’avventura progettata da Nintendo per sconfiggere la temibile Compagnia dei Mosti è un mix di tanti gameplay diversi, capace di sorprendere a larghi tratti, fino al suo rocambolesco finale. Non tutto riesce ad essere perfettamente equilibrato sul palcoscenico imbastito per l’occasione, e sul piano qualitativo non mancano i compromessi figli della scelta di osare solo fino a un certo punto.

Rimane comunque un’esperienza avvincente e in grado di coinvolgere soprattutto i più piccoli che resteranno abbagliati davanti a tanta meraviglia. I più esperti invece dovrebbero tener conto dell’estrema semplicità e della brevità dell’esperienza. Se accetteranno questi limiti, potranno piacevolmente godersi il viaggio.

Pro

– Gameplay vario grazie alle trasformazioni

– Stilisticamente è una chicca

– Ideale per far divertire i più piccoli

Contro

– Fin troppo basilare nella prima parte

– Gli esperti lo completeranno in un baleno

– Qualche vistoso calo di frame

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