Avatar – La Leggenda di Aang – Recensione della Serie Netflix

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Avatar – La Leggenda di Aang è la serie Netflix tratta dall’omonimo cartone animato, un cult dell’animazione. Sappiamo tutti che gli adattamenti da animazione a live-action si sono spesso rivelati buchi nell’acqua, e questa serie ne aveva già ricevuto uno, il terribile L’ultimo dominatore dell’aria. Tuttavia, sia il live-action di One Piece che il coinvolgimento dei creatori originali hanno alimentato una sincera speranza per questo adattamento. Per il momento è uscita la prima stagione, 8 episodi basati sulla prima parte della serie animata. Com’è andata? Scopritelo della nostra recensione.

In un mondo di stampo orientale dov’è possibile dominare uno dei quattro elementi, ciclicamente si reincarna l’Avatar, in grado di controllarli tutti, per riportare l’equilibrio. L’attuale Avatar, il dominatore dell’aria Aang, è scomparso per poi venir ritrovato ibernato 100 anni dopo, mentre la Nazione del Fuoco ha avviato una guerra espansionistica sterminando i Nomadi dell’Aria. Aang, aiutato dai fratelli della Tribù dell’Acqua Sokka e Katara, dovrà quindi intraprendere un viaggio per apprendere gli altri domini e porre fine al conflitto secolare. Nel frattempo, il principe del Fuoco Zuko si mette sulle sue tracce intento a catturarlo.

Aang in una delle scene nella Tribù dell’Acqua

Nonostante numerosi indiscrezioni che puntavano a significative modifiche, la trama di questa prima stagione è rimasta molto fedele all’originale. Ci sono comunque delle reinterpretazioni, più o meno riuscite. La storia inizia infatti con l’attacco ai Nomadi dell’Aria, mostrando uno scontro drammatico che palesa un tono decisamente più serio. Ciò si può anche notare in alcuni punti che sono stati estesi e approfonditi. Per esempio, nei flashback sull’origine della cicatrice di Zuko, l’evento non solo è più dettagliato ma è seguito da una scena inedita, un confronto tra lui e Ozai.

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica: altre modifiche sono invece problematiche e non aggiungono molto allo storytelling. Azula, sorella minore di Zuko, nella prima stagione del cartono era un personaggio che faceva giusto qualche cameo per poi diventare rilevante dalla seconda in poi. Qui viene resa un po’ più presente e si cerca di legarla ad alcuni eventi, ma il suo coinvolgimento risulta un po’ troppo limitato.

Peccato per il suo poco coinvolgimento perché Azula è stata un gran personaggio e questa sua controparte promette faville

O ancora, Sokka è diventato più serio rispetto alla sua controparte animata, un comic relief che almeno inizialmente fungeva più da punto di vista dello spettatore, ma ciò, per quanto ben costruito, comunque non aggiunge profondità al personaggio. E sempre a proposito di comicità, sono state inserite ogni tanto alcune battute che però a volte stonano con le atmosfere più dark.

Basi buone, costruzione altalenante

Nonostante ciò, a livello complessivamente possiamo ritenerci soddisfatti di come la serie Netflix su Avatar – La Leggenda di Aang ha gestito la narrazione. Il ritmo inoltre è incalzante e non si sente mai il senso di compressione della storia che invece ha caratterizzato il precedente film.

Da un punto di vista visivo, la serie si regge in piedi dignitosamente. Le ambientazioni sono rese piuttosto bene, così come le creature fantastiche che le popolano e le tecniche di dominio. Anche i costumi sono ben curati, per quanto all’inizio possano avere quel sapore di cosplay, ma il design piuttosto semplice li rende credibili. Anche la colonna sonora si dimostra di buon livello.

La sala del Signore del Fuoco è ardente come sempre

Un po’ altalenante è purtroppo la recitazione, in particolare per i tre protagonisti. Possiamo però spezzare una lancia a loro favore considerando che sono giovani attori, il cui impegno è percepibile. Gli altri membri del cast si dimostrano scelte valide. Infine, il doppiaggio è di buon livello, per quanto purtroppo non presenti nessuna voce iconici. I doppiatori scelti, come Davide Doviziani (Aang), Sara Ciocca (Katara), Alex Polidori (Sokka) e Manuel Meli (Zuko), hanno saputo fare il loro lavoro.

La serie Netflix che adatta il cult dell’animazione di Nickelodeon è riuscita a narrare la prima parte delle vicende dell’Avatar più dignitosamente del film del 2010. Sinceramente ci avrebbe stupito di più il contrario. Siamo davanti ad una serie visivamente valida, che pecca giusto in alcune rielaborazioni narrative meno riuscite e in una recitazione un po’ altalenante. Questa prima stagione ci ha comunque convinti, facendo ben sperare per le successive. Se siete fan di Avatar – La Leggenda di Aang, vi conviene dargli una possibilità.

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