Dragon’s Dogma 2 – Recensione

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Ho giocato il primo Dragon’s Dogma all’uscita nel 2012. Poi mi ci sono piacevolmente divertito, l’ho terminato e infine l’ho archiviato. Questo per dirvi che non sono mai stato uno di quelli che hanno chiesto a gran voce un suo sequel e hanno gioito al suo annuncio. Mi ha fatto piacere sapere che sarebbe tornato, ma non c’è stato nessuno sconvolgimento emotivo. Recentemente Dragon’s Dogma 2 è arrivato nei negozi fisici e virtuali (qui su Amazon) e, anche grazie alle nuove tecnologie, ha potuto migliorare molti elementi che in passato non avevano convinto del tutto. Vediamo insieme cosa vuol dire diventare un Arisen nel 2024.

Raccontare l’inizio della storia rischia di banalizzare gli avvenimenti, ma è anche utile per far capire quanto questo aspetto sia piuttosto secondario in Dragon’s Dogma 2. Prima assisteremo ad una scena in prima persona in cui saremo identificati come regnate. Alcuni istanti dopo però ci troveremo a muovere un personaggio coperto di stracci, imprigionato insieme ad altri disgraziati.

L’inizio di Dragon’s Dogma 2 è il perfetto esempio del detto “Dalle stelle alle stalle”.

Il motivo di questo sbalzo di eventi sarà spiegato nelle ore successive, ma quello che dovrete sapere è che voi guiderete l’Arisen, eroe legato a doppio filo ad un drago che gli ha strappato il cuore dal petto, lasciandolo però vivo ma maledetto. Di Arisen nel mondo può essercene solo uno, e solo lui potrà mettere fine al drago che minaccia quelle terre.

La storia si fa interessante soprattutto verso l’epilogo, quando si scopriranno varie strade che porteranno anche a finali differenti. Tra l’inizio e la fine però, è facile perdere di vista lo scopo primario, per via di missioni secondarie in ogni dove, capaci di portarci a visitare ogni angolo del mondo. Una storia primaria che fa solo da sfondo, aiuta questa immersione nel mondo creato da Capcom, visto che l’esplorazione della mappa è parte fondamentale dell’esperienza di Dragon’s Dogma 2.

Avventurarsi per la mappa, scoprire segreti, ma anche subire assalti improvvisi, è il cuore del gioco.

Uscire da un accampamento per svolgere una missione, porterà inevitabilmente a incontrare nemici da combattere, alleati con cui unirsi, location inesplorate e nuove missioni. Scorgere sentieri laterali che si allontanano dalla strada principale sarà molto frequente e scegliere di essere curiosi scoprendo dove portano, sarà uno dei motori di cui si nutre questa uscita. Aspettatevi sorprese di ogni tipo, poiché gli sviluppatori si sono davvero sbizzarriti nella creazione di un mondo vario, imprevedibile e ricco di avventure.

Questa grandezza e ricchezza di location e situazioni porta con sé un elemento molto chiacchierato che non sta piacendo a tutti. Sto parlando del viaggio rapido, un’azione ormai canonizzata nei free roaming ma che qui è presente in forme molto meno immediate. Raggiungere per la prima volta un luogo significa aver esplorato la regione ed aver vissuto avventure. Per tornarci dopo averlo scoperto però non vi basterà selezionarlo dalla mappa e premere un tasto. Le alternative sono due: o si paga il trasporto su un carro e si sceglie di fare un riposino, così da trovarsi a destinazione dopo un breve caricamento, o si consuma una pietra magica che ci teletrasporta verso specifici telecristalli che dovremo aver attivato.

Il carro funge da “viaggio rapido”, ma costa denaro, spesso viene intercettato da mostri, obbligandovi a combattere e, andando avanti, verrà distrutto da mostri giganteschi.

Nel primo caso, oltre a dover pagare una piccola quota in denaro, rischieremo di imbatterci in assalti di mostri da sconfiggere (che potrebbero anche distruggere il nostro carro). Per il teletrasporto invece dovremo avere un consumabile che si può trovare come ricompensa, o che si può comprare in numero limitato a prezzi molto alti. Ci tengo a precisare che la mancanza del classico viaggio rapido non è un dramma, ma qualcuno potrebbe sentire la mancanza di una certa “conquista del territorio”. Queste scelte sono state prese perché durante i viaggi si possono verificare moltissime situazioni, ma dopo l’ennesimo assalto al carro e relativa battaglia, è facile avvertire queste fasi come una perdita di tempo in un gioco che comunque non manca di contenuti.

L’altro grande motore che muove Dragon’s Dogma 2 è il combattimento. Durante la creazione del nostro personaggio dovremo scegliere una classe iniziale, ma già nelle prime fasi potremo cambiarla senza alcuna penalità. Durante gli scontri guadagneremo punti esperienza per far salire di livello il nostro Arisen, ma anche punti classe, così da aumentare il livello di questa specializzazione, fino ad un massimo di 10.

Le quattro classi iniziali sono molto classiche, ma offrono già molta varietà. Se poi vorrete cambiare classe, potrete farlo senza problemi.

Alle 4 classi iniziali (guerriero, arciere, mago e ladro), se ne aggiungeranno altre in vari modi, come per esempio completando missioni specifiche. Portare avanti una classe significa sbloccare abilità sempre più forti, ma anche caratteristiche che potremo applicare ad una qualsiasi altra classe. Tutto ciò offre un livello di personalizzazione enorme, applicabile anche alla vostra Pedina principale.

Finora non ve ne ho parlato ma se questo è il primo Dragon’s Dogma che giocate, dovete sapere che, pur essendo un titolo single player, in realtà la vostra sarà un’avventura di gruppo. L’Arisen ha infatti il potere di controllare le Pedine, ossia alleati guidati dalla CPU che vi aiuteranno in battaglia. Una di queste pedina sarà sempre con voi e potrete crearla da zero, come accade per il personaggio principale. Potrete anche selezionare un carattere, così che sia più o meno indipendente e che, per esempio, si concentri sulla raccolta di oggetti nel mondo di gioco, piuttosto che sullo scovare nemici. Gli altri due membri del party saranno invece pedine prese in prestito dalla Faglia, luogo di contatto tra il vostro mondo e quello di altri giocatori.

La Faglia è il luogo principale dove potrete reclutare le Pedine di altri giocatori. Avrete vari filtri per trovare quella che preferite, ma state attenti a quelle con gli occhi rossi…

In questo luogo, sia voi che loro, metterete in condivisione la vostra pedina principale, rendendola disponibile per essere scelta. L’idea, geniale fin dal primo episodio, stavolta si dimostra realizzata molto meglio, grazie ad un sistema online più completo. Inoltre il comportamento delle Pedine offre un aiuto effettivo agli scontri, specie se avrete l’accortezza di selezionare membri del party con classi differenti. In più le pedine in prestito, potranno aiutarvi anche con l’esplorazione, visto che potrebbero conoscere il luogo dove dovrete andare per completare una missione. Conosceranno tale luogo perché lo avranno già raggiunto durante la partita di un altro giocatore e ciò creerà una connessione e una collaborazione efficaci e sentite. La loro IA non è eccelsa e spesso vi capiterà di vederli sbattere contro muri o pendii, mentre cercando di “ricalcolare” la strada da percorrere. Escludendo però questi momenti di smarrimento, si dimostrano alleati validi e concreti.

Anche in questo caso però, Capcom ha voluto inserire un problema, forse anche peggiore dell’assenza del classico viaggio rapido: la peste draconica. Questa malattia non colpisce direttamente l’Arisen, ma può essere passata tra le pedine che sceglierete dalla Faglia. Chi avesse condiviso il viaggio con una pedina affetta da questa malattia, rischia che anche le altre pedine si ammalino. Le pedine contagiate attaccheranno questa malattia ai personaggi non giocanti, i quali potrebbero morire mentre voi riposate alla locanda del paese.

Se vi capiterà di vedere questa schermata, la frittata è fatta. Una delle vostre pedine si è beccata la peste draconica e molti NPC potrebbero essere morti.

Considerate che tra le possibili vittime dell’epidemia potrebbero esserci personaggi fondamentali per portare avanti missioni di vario tipo, e scoprirete perché molti giocatori si sono arrabbiati. Considerando poi che la strutturazione dei salvataggi, gestiti interamente dal gioco quando si va a dormire in una locanda e quando si raggiungono alcuni checkpoint, non permettono diversi slot di salvataggio manuali, il rischio di vedersi compromettere decine di ore di gioco è molto forte.

Una vostra Pedina ha gli occhi rossi ma non si è ancora verificata nessuna sciagura? Ottimo! Ve ne siete accorti in tempo e potrete “curarla” facendola morire male. Qui la fiondiamo simpaticamente in un lago.

I morti si possono resuscitare singolarmente usando cuori di drago ma, come immaginerete, questi non crescono certo sugli alberi. La peste draconica invece non può essere guarita e l’unico modo per liberare una pedina da questa malattia è… ucciderla. Ecco dunque che ogni tanto vi troverete a prendere in spalla la pedina che tanto vi è devota, per poi buttarla in un lago. Qui morirà e potrete poi riportarla in vita, senza peste al seguito, visitando la Faglia più vicina.

Questa montagna russa tra note di merito e scelte che possono quantomeno spiazzare, prosegue con i mostri che incontreremo. Si va da goblin ad arpie, passando per gorgoni, ciclopi, orchi, chimere e sfingi. Alcuni sono mostri minori che attaccano in gruppo, altri sono grosse creature che potremo anche scalare per cercare di colpire meglio il loro punto debole.

La vairetà dei mostri presenti non è elevatissima, ma quando ne incontrerete uno grande, avrete di cui divertirvi. Migliorando però, le battaglie diventeranno sempre più semplici.

La varietà non è immensa, ma avrete comunque un bel da fare con dinamiche di combattimento ben sviluppate. Salendo di livello e potenziandovi, alcune sensazioni “alla Dark Souls”, avvertibili nelle prime ore, svaniranno e lasceranno il posto ad un livello di difficoltà piuttosto basso, capace di mettervi alla prova solo con specifiche e più pericolose creature.

Dragon’s Dogma 2 è disponibile unicamente su PS5, Xbox Series X|S e PC, dimostrando che sarebbe stato impossibile creare questo mondo su hardware meno performanti. Ciò però non significa che tutto vada alla grande. Su PC l’ottimizzazione è piuttosto indietro e molti giocatori si lamentano di problemi grafici e di frame rate deludenti, anche con schede grafiche e processori di ultima generazione. Capcom è al lavoro, ma si sperava in un lancio meno traumatico.

Il mondo di gioco è molto vasto e capita spesso di incontrare alleati con cui interagire e nemici da abbattere. Alcune situazioni poi sono completamente impreviste e ciò contribuisce a rendere ogni sessione imprevedibile.

Su console invece le lamentele sono minori, anche se il frame rate si dimostra tutt’altro che stabile. Quando si esplora, il mondo scorre a 30 fps stabili, ma quando si raggiungono certe aree cittadine, e la console deve gestire anche il comportamento degli NPC, le prestazioni ne risentono maggiormente. Ad essere onesto, non l’ho trovato un vero problema, visto che, seppur imperfetto nella forma, Dragon’s Dogma 2 propone una natura viva e concreta in molti altri modi. Nemici in agguato, pedine che scatenano magie e mosse acrobatiche, personaggi di supporto, giganteschi grifoni che solcano il cielo in lontananza sono solo piccoli esempi.

I centri abitati soffrono di rallentamenti saltuari, dovuti sia alla routine degli NPC, sia per la loro complessa conformazione.

Riguardo il comparto audio abbiamo musiche che si fanno sentire specialmente durante i combattimenti più intensi, mentre gli effetti speciali ricalcano quanto ascoltato in altre produzioni analoghe. Il doppiaggio, presente in inglese e giapponese è buono e sottotitolato in un buon italiano. Gli scambi di battute delle Pedine che avrete con voi vi terranno compagnia e sapranno sorprendervi, soprattutto nelle prime ore. Poi, inevitabilmente, finiranno per ripetersi, ma dovrebbe arrivare presto una soluzione tramite patch per chi vuole zittirle.

Dragon’s Dogma 2 offre momenti di grande emozione, ma inserisce volutamente meccaniche che lo rendono poco adatto ai giocatori che vogliono solo una grande avventura fantasy. Non è solo questione di viaggi rapidi e peste draconica, ma anche di gestione dell’inventario, di combinazioni di ingredienti, di potenziamenti e di progressione dell’avventura. Alcune di queste complessità vengono archiviate con piccoli box testuali di tutorial, dando per scontato che il giocatore sappia già di cosa si parla. Questo può limitare molto l’approccio di chi non fosse immediatamente a suo agio con certe dinamiche, così come fare felice l’appassionato che desiderava questo secondo capitolo.

Le battaglie, anche quelle più piccole, in Dragon’s Dogma 2, offrono sempre un grande uso di effetti speciali. Con maghi e nemici magici, l’effetto ovviamente si amplifica.

Dragon’s Dogma 2 sembra essere stato fatto per accontentare i fan, che potranno così vivere una nuova avventura in un mondo estremamente vivo. Tutti gli altri dovrebbero prima capire cosa desiderano da un gioco fantasy. Chi cerca un nuovo Elden Ring o Baldur’s Gate 3 mancherà il bersaglio per motivi diversi. Chi invece vuole affrontare grandi combattimenti ed esplorare un vasto mondo, consapevole che dovrà quasi sempre percorrerlo e scoprirlo a piedi, sarà un ottimo Arisen.

Pro

– Esplorazione di un mondo vivo

– Le classi sono molto diverse ma sempre appaganti

– Pedine gestite con intelligenza

– Mostri e combattimenti spettacolari

– Missioni in ogni dove

Contro

– Viaggio rapido “alternativo” non per tutti

– La Peste Draconica può creare grossi problemi

– Solo 30 frame quando va tutto per il meglio

– A volte vi sembrerà di perdere tempo

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