Serve una Fine per un nuovo Inizio

Ciao a tutti, qui Andrea, direttore responsabile di GameSailors.it, sito che nel 2014 è testata giornalistica accreditata e riconosciuta legalmente in tribunale. Oggi, con questo articolo vi racconto perché, dopo 10 anni dal quell’importante traguardo, abbiamo deciso di chiudere questo spazio online.  

Non è stata una scelta semplice, ha richiesto mesi di analisi, pensieri e sensazioni, ma la reputiamo necessaria per non rimanere bloccati in un universo in continua e rapidissima evoluzione. Un universo apparentemente enorme, ma che abbiamo scoperto essere molto più ristretto di quanto si possa pensare. A scanso di equivoci, questa non è la fine del progetto GameSailors, ma quel che succederà dopo sarà sicuramente un gran bel cambio di rotta e di prospettiva.

Detto ciò, un po’ di spiegazioni per voi che ci avete seguito fin qui sono d’obbligo.

Aprile 2003: c’era già internet, ma il fascino delle riviste era ancora potentissimo.
E ti davano anche il poster di F-Zero

Vediamo di capirci: essendo nato nel 1981, l’edicola sotto casa era il punto di contatto tra me e il futuro dei videogiochi. Su quelle pagine mensili si sognava per 30 giorni, scoprendo quali giochi uscivano e puntando quello che avremmo desiderato di più. Poi se ne parlava con gli amici, si scambiavano pareri e ne uscivano discussioni sempre interessanti. Sarò stato fortunato, ma confronto ad oggi, nonostante le varie console war dell’epoca, regnava una pace inimmaginabile. Spero di non apparire eccessivamente nostalgico, perché credo nel progresso e nelle novità che ne derivano, ma quando sento parole come review bombing, sviluppatori minacciati e società con centinaia di dipendenti che chiudono, la nostalgia di quando si faceva tanto con poco, arriva come un treno.

E dopo la carta, internet. A parte alcune uscite come TGM, ancora oggi anche in edicola, moltissime altre, nel tempo, hanno inesorabilmente chiuso o si sono convertite al digitale. Specie nell’ultimo decennio, questo passaggio ha spaccato in due il web. Permettere di creare siti dal nulla (come il nostro, non lo nego), ha creato una saturazione del mercato che potrebbe aver confuso l’appassionato, facendolo vagare per trovare una “casa” che potesse soddisfarlo.

Il nostro primissimo “logo” ad opera del mio amico d’infanzia Davide Rufino

Già nel 2012, nostro anno di nascita, i siti più grandi e con maggiori possibilità di investimento, avevano una fan base enorme e potevano investire per chiamare a sé i nuovi appassionati, consolidando la loro posizione di forza. Il risultato è che i motori di ricerca premiano da sempre chi ha più visite e chi può permettersi di apparire nelle prime posizioni di ricerca, limitando la visibilità di tutti gli altri. Con il parametro qualità non quantificabile per assegnare le posizioni, il risultato era scontato. Aggiungete che chi ha più visite è anche chi può permettersi di spendere di più per apparire in cima alle ricerche e capirete perché, se scrivete “videogiochi recensione”, spuntano sempre i soliti nomi tra i primi risultati.

Il potente che schiaccia l’erba che sta provando a crescere è un classico senza tempo, ma GameSailors.it non è nato per combattere quell’idea. Purtroppo non avrebbe potuto farlo e, se fossimo entrati in questo ambito per applicarvi un modello di business standard, lo avremmo chiuso molto tempo fa. Il germoglio è nato quando ci siamo accorti che, troppo spesso, quello che leggevamo su certi siti, appariva più come un compitino scritto per far contento il PR che aveva inviato il gioco, piuttosto che trasmettere la gioia di aver provato una nuova esperienza.

In questi 12 anni abbiamo giocato, ci siamo divertiti e abbiamo imparato.
Per i dizionari: mettete questa immagine sotto la voce “Privilegio”

Abbiamo quindi scelto di fare le cose a modo nostro e per 12 anni ce ne siamo fregati di visualizzazioni, partnership sospette e guadagni facili tramite notizie click-bait e sponsorizzazioni. Abbiamo percorso una strada economicamente non sostenibile per chiunque volesse guadagnarci, ma che ci ha portato fin qui tramite la passione e le emozioni che i videogiochi ci hanno sempre offerto. Abbiamo fatto bene? Il conto in banca dice di no, ma la coscienza dorme serena. Scegliete voi la risposta che preferite.

A questo punto, qualcuno di moderatamente cinico potrà obiettare dicendo “tutto bellissimo, però intanto ora chiudete il sito”. Vero, ma non perché abbiamo smesso di credere in questo tipo di giornalismo videoludico (e non), ma perché, semplicemente, la vita va avanti e negli anni altre opportunità hanno bussato alla nostra porta. Inoltre il sito di GameSailors.it, oltre a richiedere tempo e fatica, negli anni ha richiesto sempre più risorse economiche. Di solito queste vengono coperte dalle entrate pubblicitarie ma… beh, il sito, per scelta, negli ultimi anni è rimasto privo di pubblicità. Provate ad aprirlo senza AdBlock e non noterete differenze. Fatelo con un sito qualsiasi dei più grandi e vi sembrerà di essere finiti in un casinò online. Potreste pensare che questa lunga esperienza è stata solo una grande voragine in cui abbiamo perso tempo e denaro. In realtà tutto questo ha potenziato enormemente le mie capacità lavorative e tecniche. È infatti grazie ad esse che oggi lavoro in altri settori, con una libertà di tempi e mezzi che hanno migliorato significativamente la mia vita.

In ordine da sinistra: Andrea, Giovanni e Davide,
prima di un evento ufficiale Nintendo con Smash Bros. protagonista

Quindi sì, per arrivare a 12 anni di servizio senza entrate autorigeneranti bisogna avere un’incrollabile passione per quello che si fa. Da solo però avrei sbroccato dopo 3 mesi. Per mia fortuna, lungo il cammino ho incontrato molte persone affascinate da questo modo di parlare di videogiochi. Alcune sono rimaste per anni, qualcuno pochi giorni, altri continuano a crederci. Nessuno di loro, come me, ha mai ricevuto un riscontro economico, tanto meno uno stipendio. Qualcuno infatti cercava un lavoro vero che non avrei potuto garantirgli, mentre altri cercavano solo un gruppo di amici con cui chiacchierare e confrontarsi. Non sempre ci siamo capiti, non sempre sono riuscito a creare quell’unione necessaria per una collaborazione così complessa e ricca. Per queste situazioni chiedo scusa a tutti gli interessati. Grazie a loro ho capito dove avevo sbagliato e dove potevo fare meglio. Per quel che vale, mi dispiace.

A chi invece è rimasto, lascio le prossime righe dell’articolo per un ultimo saluto prima della nostra trasformazione in arrivo da settembre (con alcune prove già in estate…). Leggere quanto avete scritto è stato per me molto emozionante. Grazie ragazzi.

Davide
Era l’anno duemila e qualcosa, sinceramente non lo ricordo con esattezza, perché il voler iniziare a scrivere di videogiochi è stata più una cosa di pancia che una decisone ben studiata. Infatti, nel primo periodo mi trovai abbastanza spaesato, ma anche deciso, perché volevo metterci il massimo, come in tutto quello che faccio del resto.
Sono approdato su Gamesailors.it in un modo abbastanza strano e burrascoso.

Davide mentre fa la conoscenza di un Mario sognante che non apprezza il contatto fisico

All’epoca facevo parte di un’altra redazione assieme a Marino, poi ad un certo punto da un giorno all’altro il sito scoppiò e per varie motivazioni tutta la redazione fu inglobata in GameSailors.
Una bella botta per tutti, ma al contempo un privilegio.
Entrare in un progetto più ampio, con altri canali già ben rodati mi entusiasmava e non poco.
Ahimè con il tempo molti hanno lasciato la nave, come ha suggerito precedentemente Andrea. Al contempo però l’amicizia e la solidità tra i rimasti si fece sempre più consolidata ed affiatata.
Ne ho fatte tante dentro questo mondo: dalla parte scritto come news ed articoli vari, passando per la parte più grafica, cercando di rilanciare Instagram al meglio, fino a Twitch. La scommessona ci fu durante la pandemia, quando decisi di andare in live praticamente tutti i giorni, sia con 2 spettatori che con 10
(record massimo circa 20). In mezzo a tutto questo posso solo dirvi che non c’è stata una singola volta in cui non mi sia divertito e non abbia preso il progetto a cuore.
In anni di attività ogni tanto si fanno degli inciampi, cercando di correre con la stessa velocità con cui lo fanno altri ben più attrezzati, ma sappiate che non è ancora il momento per GameSailors di andare in pensione.
Le cose cambieranno, è normale, ma il cuore, la voglia e la passione, sono ancora sopra ad ogni cosa.
Ci vediamo presto marinai, just trust the process.

Giovanni
Siamo a Gennaio del 2016, e un mio amico mi telefona dicendomi “Guarda, ho un amico che ha un sito
di videogiochi, e vorrebbe espandersi anche nel mondo dei fumetti, hai mica voglia di incontrarlo?” e
così, seduti in una piazza di Genova, ho incontrato Andrea per la prima volta, e a Febbraio 2016 è
uscito il mio primo pezzo su Gamesailors.it, una breve retrospettiva su chi fosse Deadpool, il cui film
sarebbe poi uscito a breve.
Il resto, è abbastanza storia, la mia come quella del sito. Ho parlato di fumetti cercando di essere il più
chiaro possibile per tutti, abbiamo fatto podcast dove indicavamo poster di Batman, giocato a carte
senza saperlo fare, lanciato rubriche e poi nascosto la mano, siamo andati a fiere di settore sia con pass
sia imbucandoci, abbiamo fatto viaggi in treno scrivendo articoli, e interagito sui social, rispondendo a
moltissime domande, dalle più serie, alle più bizzarre.

Giovanni mentre legge Flex Metallo, o Flex Metallo che si fa leggere da Giovanni?

E nel frattempo, ovunque andassi, con qualsiasi altra realtà io abbia mai collaborato, lo dicevo sempre
come prima cosa: io scrivo di fumetti su Gamesailors.it. Ne ero, ne sono e ne sarò così fiero, che l’ho
messo ovunque, sui social, sul saggio fisico che ho scritto, l’ho urlato in ogni ospitata fatta su altre
realtà.
Perché in nessun altro posto in cui io abbia partecipato, neanche in quelli che gestivo io da solo, mi son
trovato bene come qui. Un’isola felice dove ho incontrato colleghi dalle mille sfaccettature, e amici in
gamba. Perché in nessun altro posto ho imparato come si può essere professionali, anche se si è un po’
strani. Perché, quando tutto finisce, comunque il magone ti sale. Ma va bene così. Nel 2016,
Gamesailors era un sito strano, macchinoso, per il quale non sapevo editare le foto da inserire negli
articoli.
Oggi, è un ricordo di qualità.
Quindi, Grazie a tutti, specie ad Andrea, che ha creduto nel suo sogno così forte, da farlo diventare vero
anche per noi.
E non preoccupatevi, non stiamo sparendo. Stiamo solo diventando immaginari.

Gaetano

Ho conosciuto GameSailors nel lontano 2017, in un periodo all’incirca coincidente con l’acquisto
della nuova, all’epoca, Nintendo Switch. È in quell’anno che ho iniziato a conoscere le redazioni
online, in particolar modo GameSailors mi fece un’impressione diversa: sentivo più una
trasmissione di emozioni rispetto ad una mera descrizione degli aspetti di un gioco.
È nel 2020 che sono salito sulla barca. Devo dirlo, è stata un’esperienza non solo piacevole,
ma anche estremamente gratificante. Vedere infatti i miei articoli pubblicati su un sito, e quindi letti,
mi ha riempito di soddisfazione, ad ogni pezzo che veniva pubblicato.

Gaetano mentre si avventura al Romics

Il mio sul sito è stato inoltre un buon modo per affinare le mie capacità, non solo di scrittura.
Proprio di recente ho ripreso col montaggio video, mio interesse fino a molti anni fa, ed editare i
video delle mie recensioni ha decisamente contribuito a riaccenderlo.
Più personalmente, GameSailors è una dimensione positiva, mi ha permesso di confrontarmi con
altri, di condividere idee e sfogare le mie passioni oltre ai videogiochi. Da otaku cronico che sono,
non potevo non parlare anche di manga e anime, un interesse che fino a prima di entrare nella
redazione era relegato alle chiacchierate con amici.
Le cose cambiano e, per quanto il sito stia volgendo al termine, la barca non smetterà di navigare.
Nonostante con un diverso approccio e uno stile un po’ più personale, la nostra passione e il nostro
impegno sarà sempre la stessa. Come si dice da tempo immemore, si chiude una porta e si apre un
portone.

Graziano
“So che arrivo tardi alla festa, ma volevo complimentarmi per l’ottimo lavoro svolto su questa recensione. Bella, esaustiva e curata, semplice e dritta al punto, non mi ha fatto perdere tantissimo tempo e ho apprezzato sia la scrittura che la voce fuori campo. Non ve lo nego, scrivendo spesso recensioni di mio pugno mi risulta difficile adeguarmi ad un gruppo/sito diverso da quelli più grandi che conosciamo tutti, ma voi, devo dirlo, siete stati i primi italiani a farmi ricredere, prevalentemente per l’ottima qualità del video e per la buona sintassi. E sto facendo tutti questi complimenti ad un video di due anni fa, chissà come siete migliorati da allora, avete un nuovo iscritto, questo è certo! “
Voglio aprire il mio paragrafo così, con un commento scritto a Maggio 2018 sotto la recensione di Tokyo Mirage Sessions sul canale Youtube di GameSailors. Uscivo da un periodo stressante in cui i miei articoli erano ancora piuttosto acerbi e imprecisi, ed ero costretto a pubblicare fino a 8 testi al mese per poter restare a galla su un sito in cui i videogiochi e la scrittura critica non c’entravano per niente. Dopo aver lasciato alle mie spalle quell’esperienza poco remunerativa mi concentrai sui miei testi, sui miei articoli, in un blog che avevo da anni. Questa cosa andò avanti fino a Luglio 2020, in cui presi fiducia e iniziai la mia corrispondenza tramite mail con Andrea per entrare in redazione.

Graziano mentre guarda perplesso il remake di Crash team Racing.
Non so perchè, visto che a noi è piaciuto.

Entrai quasi subito in Gamesailors e fu da subito un’esperienza magica. Quella magia resta ancora, oggi, perché nonostante tutto la passione è rimasta accesa.
Era chiaro e lo è ancora oggi: Gamesailors è una dimensione confortante, che però cambia sempre la sua forma. Racchiude in sé qualcosa di molto distintivo, unico nel suo genere, che lascia soprattutto trasparire la passionee la cura di chi scrive.
Sono passati ben quattro anni scrivendo su queste pagine, guardando il sito evolversi e reinventarsi ancora e ancora.
Dalle pagine alle prime puntate del podcast, per poi passare a qualche live su Twitch e poi alle videorecensioni su Youtube. Insomma, di strada ne ho fatta anch’io, qui, pur lavorando su questo progetto da sì e no quattro anni.

Nonostante tutto, però, oggi è forse il momento più difficile in cui scrivere, perché rappresenta un addio alle abitudini, al comfort, a qualcosa che ci ha dato sicurezza. Perché diciamocelo, scrivere qualcosa nellʼetere dellʼinternet è sempre soddisfacente.
Lo so bene, lo faccio da anni, e lo dico con una punta di orgoglio, non lo nascondo. Passare da un piccolo blog in cui mi sono divertito da matti a scrivere analisi fin troppo approfondite sui giochi più assurdi a una vera e propria redazione è un salto di qualità non da poco.

Graziano è uno dei pochi utenti ad aver comprato uno Steamdeck, la console “portatile” di Valve.

Una bellissima realtà che però nasconde anche delle insidie da affrontare.
Vanno guardati in faccia il futuro e la realtà per noi stessi, per permetterci di crescere.
Vogliamo continuare quest’esperienza? Sì.
Continuando in questo modo riusciremmo a mantenere lo stesso entusiasmo?
Probabilmente no.
Per questo c’è bisogno di reinventarci un’altra volta, di evolverci verso una direzione più libera, ma anche più rischiosa.
Quella magia che ho sentito entrando in questa redazione non è ancora sparita, lo sento. Ha solo bisogno di trovare una nuova casa, e penso che saremo tutti disposti a trovargliela o a costruirla di nuovo, che sia col tempo o con le idee bizzarre che baleneranno le nostre testoline.
Così come scrissi nel 2018, GameSailors è stata la prima redazione italiana che mi ha fatto tornare sui miei passi e mi ha fatto crescere tantissimo da tutti i punti di vista, e lo fa ancora oggi. Perciò, chissà, sarebbe bello se in futuro riuscissi a trasmettere anch’io al pubblico ciò che la redazione ha trasmesso a me.
Quindi grazie Andrea, e grazie a tutta la redazione e a chi ci segue.
GameSailors non finisce qui.

Marino

Era l’inizio del 2017 quando ho conosciuto per la prima volta Andrea, in quel di Milano. Ai tempi ero ancora giovane e scrivevo con altri ragazzi (compreso il buon Davide, anche qui collega) in un semplice blog. Non si conoscevano minimamente le “regole del gioco” dietro le varie redazioni videoludiche, ma cercavamo semplicemente di emulare le testate più famose aggiungendoci una certa spensieratezza, spinti dalla
voglia di dire la nostra per la passione che ci contraddistingue nel mondo videoludico.

In modo abbastanza fortuito siamo riusciti ad avere l’accesso a un evento a porte chiuse a Milano dedicato all’imminente lancio di Injustice 2, esclusivamente focalizzato alla stampa del settore più rinomata e una tanto sorprendente quanto rara apertura a realtà più piccole come la nostra.
In quel contesto, avevamo l’occasione di sfidarci in varie postazioni realizzate ad hoc dai creatori del picchiaduro menzionato, ovvero NetherRealm Studios, per provare le meccaniche legate al moveset di acuni personaggi e le modalità di gioco. In modo abbastanza genuino e naturale ho visto un posto vuoto
vicino a un omone barbuto che stava menando pugni a destra e sinistra sullo schermo e chiedendogli di condividere quella postazione abbiamo iniziato a chiacchierare del più e del meno. Quel “gigante buono” era ovviamente Andrea ed ha iniziato a parlarmi della sua gestione del sito Gamesailors.it, delle sue passioni e di come conosceva questo mondo a me ancora difficile da decifrare.

Un Marino più giovane di diversi anni e con più capelli mentre prova quello che ancora oggi è il frutto proibito di chi adora i metroidvania. E intanto la clessidra scorre…

Ammetto che sono rimasto sorpreso e quasi ammaliato dalla quantità di informazioni che condivideva con il sottoscritto in modo molto spontaneo, tra una risata e l’altra, nei vari round con gli eroi DC più disparati.
In quella giornata avevo capito che l’essere invitato a quell’evento così esclusivo, per una realtà da blog completamente amatoriale, era unica nel suo genere, nonché apice di un mondo che a quel livello non poteva darmi di più. Andrea, dal canto suo, cercava nuove leve per il suo progetto, anche senza particolare esperienza, ma volenterosa nel mettersi in gioco e imparare, per far crescere il sito insieme.

La collaborazione e poi completa integrazione del nostro staff in Gamesailors.it è stata una naturale conseguenza e non potrei mai ringraziare abbastanza Andrea per questa occasione. Sono passati molti anni, tra alti e bassi ovvi per un progetto che ha comunque sempre cercato di farsi forza basandosi sulle persone e sulla buona volontà dei singoli. Tornassi indietro rifarei tutto nello stesso modo.

Mano e anello di Marino durante una prova di Devil May Cry V

Grazie ad Andrea e Gamesailors.it, oltre ad aver conosciuto persone fantastiche, ho imparato letteralmente a dare un tono più adeguato al mio modo di scrivere, a essere un redattore (nel suo piccolo) preparato e consapevole di cosa si analizza andando oltre la mera passione.
Le recensioni in anteprima e/o sotto embargo sono state molteplici, piccole e grandi, così come le responsabilità sulle quali Andrea è sempre stato un fidato supporto per qualsiasi necessità, ed è grazie a tutto questo se in parallelo sono riuscito anche ad entrare in una delle realtà redazionali più importanti in Italia con un ruolo più definito ed ufficiale.

Proprio considerando ciò, ho continuato in parallelo a dedicare sempre ogni briciola di impegno nel supportare ed essere parte del progetto Gamesailors. Custodisco nel cassetto dei ricordi alcune Games Week dove riuscivamo ad per incontrarci tra alcuni membri della redazione, così come una manciata di eventi Nintendo a Milano fatti insieme con la stessa semplicità e voglia di fare che da sempre ci contraddistingue.

Adesso che Gamesailors cambia, cercheremo di essere quelli di sempre. Io cercherò di essere quello di sempre, anche un poco più presente, per dare il mio contributo a una realtà che continua a insegnarmi e darmi tantissimo come fosse il primo giorno.

Massimiliano

Sono Massimiliano, il fratellino del capo di tutta la baracca ovvero Andrea. Ebbene sì, io e Andrea siamo estremamente legati sia da un punto di vista lavorativo, sia puramente familiare. Lui mi ha cresciuto sin dalla mia nascita e mi ha fatto appassionare al mondo dei videogiochi grazie alla parola condivisione, la quale era al centro di tutte le partite che facevamo insieme con due controller in mano, appassionandoci al videogioco di turno.

Massimiliano quando ha scoperto quanti videogiochi aveva in casa, grazie alla passione di Andrea.

La notizia della chiusura del sito, data pochi giorni fa, mi ha fatto scendere una lacrimuccia, devo essere sincero.

Nel 2013, dopo aver completato gli studi delle superiori, ho voluto intraprendere un viaggio nel mondo videoludico collaborando con il mio fratellone a tempo pieno. Inizialmente eravamo solo in due ad occuparci del sito internet ma poi, nel corso degli anni la ciurma si è ampliata con alcuni nuovi collaboratori. Questo ci ha permesso di spartirci il lavoro e anche di partecipare a degli eventi videoludici soprattutto nella zona di Milano.

Mi ricorderò sempre della mia primissima fiera alla Milan Games Week insieme ad Andrea. Ero super emozionato e la maestosità dell’evento ha contribuito ancora di più ad ampliare il mio stato d’animo.

Inizialmente mi occupavo sia di recensioni che del reparto puramente di news, poi mi sono focalizzato su questo secondo punto. Ultimamente scrivevo i giochi del mese per la redazione e in futuro continuerò a collaborare grazie ad alcune idee che stiamo già sviluppando.

Vorrei ringraziare tutto il magnifico team con il quale ho collaborato negli anni e nonostante la chiusura del sito internet, abbiamo molte cose in serbo per tutti Voi a partire da settembre. Quindi, mi raccomando, non mancate!


Di nuovo Andrea.

Arrivati a questo punto non posso che ringraziare tutti voi, appassionati che siete passati su queste pagine. Se lo avete fatto, sapete che i video che sono arrivati su Youtube sono stati solo una piccola parte dei nostri articoli. Questi pezzi, quando il sito andrà offline a novembre, resteranno salvati su un cloud, ma non saranno più raggiungibili. Il futuro è come sempre incerto, ma se volete leggere qualcosa, fatelo prima di quella scadenza.

Potreste avere ancora alcune domande e provo ad anticiparle con una breve sessione di FAQ:

D: Ma ora che il sito chiude, non vi rivediamo più?

R: Il sito chiude ma GameSailors continuerà ad esistere su Youtube, Instagram, Telegram e Threads. Abbiamo in programma un nuovo podcast in arrivo da settembre e in base a quello che riusciremo a fare, potrebbero arrivare ulteriori novità. Se vorrete continuare a seguirci, le possibilità per farlo sono parecchie.

D: Oh no! E adesso dove possiamo andare noi lettori abituati a consultare siti senza news click-bait e cretinate dietro ad ogni angolo?!?

R: Per mia esperienza personale, se cercate un buon sito, aggiornato con notizie reali e con una valida community di appassionati, il mio consiglio è IGN Italia. Da gennaio è cambiata la gestione e quella precedente comprendeva firme a me molto care, ma mi sembra che anche la nuova se la stia cavando bene.

D: Quindi tutto quello che avete fatto sparirà?

R: Sì, ma solo per quanto riguarda i contenuti sul sito. Tutto quello che abbiamo creato su Youtube resterà presente e continuerà ad arricchirsi con nuovi contenuti futuri. Non smetteremo di fare videorecensioni e approfondimenti in cui si parla delle nostre passioni, compresi ovviamente i videogiochi. Solo lo faremo con un taglio più personale e non su questo sito.

D: Ma non potete chiudere e sparire per sempre? Mi siete sempre stati antipatici!

R: Grazie per l’attestato di stima. Finchè ci divertiremo parlando di videogiochi, continueremo a farlo. L’alternativa è che il mercato si saturi di GaaS e di free-to-play e non ci siano più bei giochi di cui parlare. A quel punto ci rifugeremo nel retrogame, ma potremo sempre parlare un sacco anche di quello. Però non ti preoccupare: puoi sempre ignorarci e vivere felice.

Se avete altre domande potete farcele sui canali social che trovate a questo link.

Vi leggiamo e cercheremo di rispondere a tutti.


Infine, visto che ho 43 anni, GameSailors.it è (era?) una testata giornalistica e ne ho viste parecchie in questo ambiente, mi permetto di consigliare una newsletter gratuita che arriva ogni domenica e che permette di capire meglio le dinamiche editoriali di un giornale, sia esso cartaceo, sia esso online, e quindi parallele ai siti più grandi che probabilmente conoscete e frequentate.

La newsletter si chiama “Charlie” e potete iscrivervi gratuitamente qui.

Lo specifico per essere il più chiaro possibile: tra noi e Il Post, editore della newsletter, non c’è nessuna collaborazione (magari!) e ve la consiglio solo perché potrebbe aiutarvi a capire un po’ meglio cosa succede dietro a certi giornali/siti. E, magari, capire ancora meglio la nostra scelta.

È stato un onore essere letti da voi e aver fatto parte per così tanto tempo del vostro mondo.
Speriamo che questo sia un arrivederci e vi aspettiamo sui nostri canali social per proseguire il viaggio insieme.

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