The Great Ace Attorney Chronicles – Recensione

Si torna nei tribunali (inglesi) di Capcom

Qui in Europa le visual novel non sono proprio il genere più popolare. Se c’è però una serie che ha appassionato tanti giocatori, compresi quelli che all’epoca non ne avevano mai provata una come il sottoscritto, quella è stata la trilogia di Phoenix Wright. Le avventure dell’avvocato hanno appassionato tutti quelli che le hanno provate e ora, dopo un sequel con Apollo Justice e uno spin-off con Il procuratore Miles Edgeworth, Capcom ci presenta una collection che raggruppa in un sol colpo due uscite e alcuni extra dedicati all’antenato che ha dato origine a tutto.

Togliamoci subito il dente: The Great Ace Attorney Chronicles non è disponibile in italiano. I testi sono unicamente in inglese e spesso per caratterizzare al meglio ogni personaggio, viene usato un linguaggio che può necessitare di avere sottomano Google Translate. Non è un dramma perché lo scorrere delle frasi viene lasciato al giocatore che potrà premere un tasto quando sarà pronto ad avanzare, però non è una cosa da poco. Anche la trilogia originale, che quando arrivò su Nintendo DS era stata tradotta in italiano, con la sua riproposizione ha perso la nostra lingua e questo è davvero un gran peccato. Se non vi sentite pronti (o in grado) per leggere chilometri di testi in inglese, mi spiace dirlo, ma conviene guardare altrove. Se invece vi solletica l’idea di buttarvi in una serie di misteri da risolvere, allora siete nel posto giusto.

La storia si ambienta alla fine del XIX secolo e mette in campo personaggi mai visti prima ma che richiamano in modo evidente chi ha giocato i titoli precedenti. L’inizio non perde tempo e mette il nostro personaggio Ryunosuke Naruhodo in procinto di finire in prigione per un crimine non commesso. Supportato da altri personaggi e accusato da altri, dovrà dimostrare la sua innocenza in un tutorial che spiega le basi del gioco a chiunque fosse a digiuno di tribunali simulati. Finito il caso, l’azione si trasferirà a Londra, dove un certo investigatore Herlock Sholmes lo affiancherà in difficili e intricati casi isolati, che poi tanto isolati non sono. Nonostante il nome illustre appena letto sia stato modificato per ovvi motivi di copyright, i personaggi di tutta l’opera sono caratterizzati magnificamente, come da tradizione. I loro tic, le loro reazioni e il loro design sono sempre perfetti, anche quando si tratta di testimoni minori. La sorpresa è sempre dietro l’angolo e, anche se alcuni di loro sono evidenti macchiette, poter interagire con loro è sempre uno spasso che stimola costantemente i neuroni.

Se non avete mai giocato ad una visual novel, immaginate un incrocio tra un libro e un’avventura grafica punta e clicca. Dal primo prende le tantissime linee di dialogo da leggere che compaiono sotto alle tante inquadrature che ci mostrano luoghi e personaggi; dalla seconda prende l’uso di oggetti, l’esame di luoghi d’interesse e, in modo alternativo, la gestione dei dialoghi. Capitano scambi di battute che richiedono una nostra scelta, ma il nostro intervento si fa sentire soprattutto in aula, durante i contro interrogatori. Solitamente un testimone offre una testimonianza con una frase che potremo contraddire mostrando una prova. Se ciò non fosse evidente fin da subito, lo si può incalzare fintanto che non aggiunge qualche elemento contraddittorio ad una prova consolidata come per esempio una foto. C’è la possibilità di rimanere bloccati se non si considerano bene le informazioni del momento o se non si riconosce la strada che gli sviluppatori hanno pensato per far progredire la storia, però è stata inserita una modalità che manleva il giocatore dal compiere scelte e fa procedere la storia senza il suo intervento. Questa soluzione può essere attivata e disattivata a piacimento e permette quindi di uscire da situazioni da cui non vedevamo soluzione, consentendoci poi di riprendere il controllo del processo. Davvero un’ottima trovata.

La nuova collezione Capcom non mostra grandi picchi tecnici, mantenendo lo stile che gli aveva permesso di arrivare originariamente anche su GameBoy Advance. La differenza tecnica con i giochi della trilogia originale sta però nella ricostruzione 3D di ambienti e personaggi, un tempo rappresentati tramite sfondi e sprite bidimensionali. Il risultato non lascia a bocca a aperta solo perché si è pensato di eseguire questo upgrade mantenendo il design originale, scelta che verrà molto apprezzata dai fan storici e che non scontenterà chi arriva solo oggi, permettendo una continuità grafica per tutti quelli che vorranno poi giocare la trilogia originale dopo questa uscita. La soddisfazione che il gioco offre quando si mette alle strette un testimone passa anche dalla parte audio, caratterizzata dagli stessi effetti sonori ascoltati in passato ma soprattutto da musiche che richiamano alcuni storici temi e che si fanno sempre più epici man mano che i segreti più grandi del processo vengono a galla. Infine il gioco mantiene la totale assenza del doppiaggio, scelta apparentemente strana al giorno d’oggi (specie dopo aver visto alcuni trailer doppiati in inglese) ma assolutamente sensata se si considera la quantità di testo scritto e la già altissima caratterizzazione dei personaggi.

The Great Ace Attorney Chronicles andrebbe visto come un grandissimo libro giallo in inglese, che però offre anche un lato visivo con uno stile e un’attenzione ai dettagli eccellente che passa dalla parte grafica e coinvolge anche il sonoro, esaltante nei momenti in cui in aula succedono ribaltoni e si vanno a scardinare false verità. Non è un gioco comune e l’assenza dell’italiano è un’enorme mancanza, eppure non posso che consigliarlo a tutti i curiosi che hanno una buona conoscenza di questa lingua. Noi l’abbiamo provato in versione PS4 senza problemi ma se potete scegliere, vi consigliamo di giocarlo in versione Switch, console che permette la portabilità e che, con The Great Ace Attorney Chronicles si può quindi trasformare in un ottima sostituta di un bel libro.

Pro
  • – Scrittura appassionante
  • – Personaggi sempre eccellenti
  • – Due giochi (e DLC) in un unico pacchetto
  • – Comparto tecnico ammodernato ma rispettoso
Contro
  • – Tutto in inglese
  • – Non sono contemplate soluzioni alternative ai casi

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