Samurai 8: La leggenda di Hachimaru - Anteprima

le prime impressioni sul nuovo manga di Kishimito

di Salvatore Cardone / martedì 19 novembre 2019 / Anteprima

A distanza di cinque anni dalla conclusione di Naruto, molto controversa e per tantissimi appassionati deludente, Masashi Kishimoto torna sulla scena con Samurai 8: La leggenda di Hachimaru, manga a metà tra il sci-fi e il fantasy che porta con sé – ovviamente – un carico incredibile di aspettative. Del resto, ogni qualvolta un “pezzo grosso” propone una nuova storia, la curiosità dei fan è sempre alle stelle e con il creatore di uno dei manga più iconici degli ultimi anni non poteva che essere così. Kishimoto-san, però, è chiamato ad una missione molto delicata: bissare il successo ottenuto con Naruto. Non sarà affatto facile portarla a termine a causa anche di un immaginario sconfinato costruito intorno alle vicende del ninja più famoso del mondo, ma le buone premesse ci sono tutte. Sin dalle prime pagine della nuova opera, infatti, si respira un'atmosfera dinamica e frenetica, accompagnata da una storia che sembra avere grandi potenzialità per stupire e sorprendere. Chiaramente è ancora presto per poterlo affermare con certezza ma, dopo questo primissimo contatto, siamo molto fiduciosi. Il motivo? È presto detto!

Samurai 8 ha come sfondo un mondo fittizio che mischia in modo del tutto naturale tecnologia e progresso a quella inconfondibile aura tipica del Giappone feudale, identificato attraverso le storie dei samurai e delle loro gesta. Il protagonista della vicenda è il giovane Hachimaru, un ragazzino che coltiva (un po' come Naruto) un unico grande sogno: diventare un samurai. La sua situazione, però, è sulle prime battute a dir poco drammatica. Hachimaru, accompagnato dal fido amico a quattro zampe Hayataro – una sorta di cane cibernetico – ha una condizione di salute tutt'altro che rosea. Il giovanissimo, infatti, non può nemmeno uscire di casa, giacché la sua struttura corporea non gli consente alcun tipo di possibilità motoria se non con l'ausilio di appositi macchinari, a cui il ragazzo è costantemente attaccato. Oltre ad Hayatarou, il protagonista vive le sua giornata insieme al padre, Furuta, col quale però vive un rapporto tutt'altro che idilliaco.

La vita di Hachimaru si “svolge” principalmente all'interno di un mondo virtuale, una sorta di MMORPG in stile Sword Art Online, all'interno del quale il ragazzo riesce a portare avanti (seppur in modo fittizio) quello è che il suo grande sogno: essere un samurai di fama mondiale. Fortunatamente – o sfortunatamente, per certi versi – la sua vita è pronta a cambiare da un momento all'altro. Sulla strada del giovane si palesa Daruma, quello che all'apparenza sembra un “semplice” gatto parlante, ma che in realtà risulta essere uno dei samurai più grandi di sempre, costretto a rifugiarsi in quelle sembianze per sfuggire alla caccia di un gruppo di guerrieri che non hanno ancora rivelato né le loro intenzioni né la loro appartenenza. Daruma avvicina Hachimaru perché convinto che il ragazzo nasconda un potente artefatto, appartenuto probabilmente al padre Furuta (anch'egli un ex samurai) e che risulta in qualche modo fondamentale e di grande importanza. Il tutto cambia quando Furuta si scontra con un guerriero nemico dalla potenza impressionante, che lo riduce in fin di vita, “costringendo” così Hachimaru a risvegliare un potere incredibile, sopito all'interno del suo corpo. L'anima di Hachimaru è infatti pienamente compatibile con la trasformazione in samurai e, risvegliando la trasformazione, anche il suo corpo abbandona quella struttura cagionevole tanto limitante. Il giovane ragazzo occhialuto, dopo aver salvato il padre, decide di partire insieme a Daruma alla ricerca di quella grande avventura che nel suo cuore, finora, aveva soltanto sperato di vivere.

Ciò che ha reso (e rende ancora oggi) Naruto uno dei capolavori più apprezzati degli ultimi anni è sicuramente il grande immaginario creato dal maestro Kishimoto intorno alla sua produzione. Luoghi iconici, storie memorabili (vissute o raccontate) ma anche, e soprattutto, personaggi indimenticabili che si alternavano senza soluzione di continuità nel corso degli eventi. A livello quantitativo Naruto ha saputo portare in scena una ricchezza senza precedenti e lo ha fatto già dalle primissime battute. Samurai 8 sembra voler replicare le fortunate gesta del suo predecessore, seppur con un impatto iniziale diverso. Anche qui è chiaro quanto ci sia un forte interesse nel creare un immaginario imponente, fatto di situazioni, luoghi e personaggi dal forte carattere, seppur derivativo in alcuni frangenti. Samurai 8 infatti spazia allegramente tra tematiche di ogni tipologia, che abbracciano non solo la fantascienza ma anche il divinatorio, risultando così già dalle primissime pagine un'opera che sembra avere tutte le carte in regola per poter fare molto bene. Ciò viene sicuramente supportato da un cast che, già da ora, vuole mettere bene in chiaro le cose. Lo stesso protagonista, seppur assimilabile in molti atteggiamenti al classico “eroe di turno”, riesce a risultare originale nella sua visione delle cose, votata all'altruismo sì, ma con quel sano egoismo tipico dei ragazzi in quella fase della vita. Anche Daruma e Hayataro sembrano figure destinate a rimanere nel cuore dei fan, così come lo stesso Furuta, il padre di Hachimaru che, come da copione, sembra sapere molto di più di ciò che effettivamente vuole dare a vedere. Il fascino della storia, però, passa ovviamente per le “mani” degli antagonisti, vero punto di forza nell'universo di Naruto. Seppur ancora molto misteriosi, i primi nemici ad affacciarsi sulla scena sembrano promettere molto bene per il futuro, a causa anche di quella che sembra una sorta di collocazione a metà tra il mistico e l'interplanetario. Samurai 8 infatti è ambientato in un universo in cui girovagare per la galassia non sembra un problema, e proprio i nemici più ostili sembrano provenire da un mondo diverso o, addirittura, potrebbero palesarsi come delle vere e proprie entità ultraterrene. Seppur ancora prematuro, il giudizio sul cast principale dell'opera sembra dunque promettere molto e non vediamo l'ora di scoprire come il tutto si evolverà.

Anche senza quella sorta di frenesia generale che pervade gli scontri e le situazioni viste all'interno della precedente opere di Kishimoto-sensei, Samurai 8 garantisce un ritmo generale molto fresco e godibile. La stessa scelta di utilizzare i samurai come personaggi ci pare una variazione molto intima sul tema, capace di far continuare a “giocare in casa” l'autore ma allo stesso tempo offrire quella sensazione di novità necessaria per gettarsi dietro il (roboante) passato. Samurai 8 appare nettamente più maturo, dunque, sia nelle gestione dei dialoghi sia nei temi trattati, ma anche a livello estetico, con una realizzazione artistica semplicemente encomiabile. Pur senza lasciarsi andare alla rappresentazione di tavole particolarmente elaborate, i disegni di Akira Okubo supportano egregiamente il viaggio di Hachimaru, partito alla ricerca delle chiavi speciali per aprire la tanto agognata scatola di Pandora, oggetto del desiderio di quelli che sembrano essere a tutti gli effetti i principali antagonisti dell'opera: i guerrieri di Acala.

Il primo volume di Samurai 8: La leggenda di Hachimaru ci ha convinti appieno. Una storia che promette grandi cose e un immaginario elaborato e stratificato sono i punti di forza principali di un manga che vuole fare le cose in grande, prendendo però la strada più lunga, ossia affidandosi ad una partenza non esattamente fulminea in cui i dettagli vengono soltanto abbozzati. Il maestro Kishimoto ha dimostrato in passato di saper espandere in modo magistrale un plot narrativo qualsiasi, e ci aspettiamo che proprio questo accadrà già dal prossimo volume, che debutterà nei prossimi mesi. Intanto: che il viaggio cominci!

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