The Boys 2 - Le prime impressioni sulla seconda stagione - Anteprima

I ragazzacci di Kripke sono tornati più agguerriti che mai!

di Salvatore Cardone / lunedì 14 settembre 2020 / Anteprima

“Da grande voglio essere come Patriota”. È ciò che direbbe - in modo del tutto lecito - ogni bambino del mondo, almeno quello creato da Garth Ennis e Darick Robertson, completamente all’oscuro di ciò che in realtà si cela dietro la maschera del supereroe senza macchia e senza paura. The Boys, del resto, col suo piglio duro, le sue scene crude e spietate e il suo ritmo completamente fuori di testa, soltanto un anno fa ci aveva descritto perfettamente tale situazione, spiattellandoci sul naso - e distruggendo così l’infanzia della maggior parte dei ragazzini cresciuti a pane e comics - una verità ardua da digerire e da assimilare. Nella serie tv targata Amazon Prime Video non c’è posto per la pietà, non c’è posto per l’altruismo o per il senso di giustizia: vige il potere, il controllo, il dominio. A ogni costo. È proprio questo il discorso che ruota intorno alla strepitosa serie messa in piedi da Kripke e soci, pronta a tornare con una seconda stagione più irriverente e spietata che mai.

Del resto, il dado ormai è tratto: i supereroi non sono quello che sembrano e la loro incarnazione primordiale, i Sette, sono senza mezzi termini il pericolo peggiore, capeggiati da quello che potrebbe definirsi senza troppi problemi un vero e proprio criminale a piede libero, un lupo travestito da agnello: Patriota. Già, proprio lui. Il volto della Vought (e scusate l’allitterazione) è indubbiamente il “boss finale” che i nostri Boys, più agguerriti che mai dopo gli eventi della prima stagione, sono costretti a fronteggiare, in uno scontro che pur sembrando impari, continua imperterrito e senza esclusione di colpi. Dopo aver visto i primi episodi (il resto arriverà uno a settimana fino al 9 ottobre) siamo pronti a rivelarvi le nostre primissime impressioni sulla nuova stagione che - spoiler - sono super positive e ci lasciano gridare, stavolta, uno slogan diverso da quello iniziale: “A morte Patriota!”.

ATTENZIONE: Il prossimo paragrafo contiene grossi spoiler relativi alla prima stagione. Se non l'avete vista, passate oltre.

La seconda stagione di The Boys, come avevamo già inteso dai primi trailer, riparte (quasi) direttamente subito dopo gli eventi della prima. Butcher - interpretato da un magistrale Karl Urban - ha scoperto, proprio sul finale della prima ondata di episodi che la compianta moglie Becca (Shantel VanSenten) è in realtà viva e vegeta e non solo. La donna ha anche un bambino, un bambino nato da un abuso portato a termine, tanto per cambiare, dall’odiatissimo Patriota, ora più che mai nemico giurato anche per questioni personali. Come risulta evidente da queste parole, e sullo sfondo di una battaglia violentissima che si è consumata proprio nel finale della primissima stagione, ci troviamo di fronte ad un racconto ancora una volta sgangherato e fuori di testa, che ha proprio nell’analisi da ogni punto di vista di ogni fazione il suo grande punto di forza. Da una parte Patriota, desideroso più che mai di allacciare i rapporti con un figlio che nemmeno conosceva, dall’altra Butcher, convinto oltremodo a distruggere lo stesso Patriota e tutta la Vought. In mezzo, però, troviamo tantissime storie “accessorie” ma tutte dannatamente utili nel far avanzare la storia nella direzione più consona possibile, senza che essa subisca mai (o quasi) intoppi e senza cadere in sbavature di sorta. I primissimi episodi spiattellano subito in faccia allo spettatore uno scontro degno del miglior cliffhanger tra buoni e cattivi, e lo fanno proprio nelle battute finali, che aprono successivamente le porte a quello che sarà lo show da qui in avanti. Senza farvi troppi spoiler vogliamo soltanto anticiparvi che ne vedrete veramente delle belle, in tutti i sensi. E siamo soltanto all’inizio.

FINE SPOILER

Il detto “squadra che vince non si cambia” è chiaramente applicabile anche al caso specifico di The Boys 2, con qualche variazione e in modo del tutto naturale. La natura “settimanale” della stagione, che allontana dunque lo stilema classico del binge watching, ha chiaramente cambiato in qualche modo lo stile introduttivo dello show, che si “macchia” di un inizio se vogliamo più lento e introduttivo rispetto alla violenza con cui, sin dal primissimo istante, la prima stagione si era affacciata sulla scena qualche mese fa. Niente paura, però, perché Hughie (Jack Quaid), Frenchie (Tomer Kapon) LM (Laz Alonso) e Kimiko (Karen Fukuhara) sono sempre alla ricerca del modo più doloroso possibile per distruggere la Vought, e lo fanno col solito tono sprezzante e incurante dello stomaco degli spettatori, così come in generale fa un po’ lo show dalle sue origini.
Se i primissimi episodi pagano la presenza di un piccolo freno all'inizio, già gli altri hanno un tono decisamente più in linea con l’idea originaria dello show. I circa 57-58 minuti da cui è composto ogni episodio sono una vera e propria esplosione sensoriale, un treno di emozioni su cui salire è praticamente doveroso, a patto però, e lo ricordiamo, di avere lo stomaco forte in preparazione di alcuni passaggi veramente cruenti e incuranti del prossimo. In tutta questa violenza non mancano certamente i soliti momenti ai limiti del comico, pregni di battute mainstream e momenti “caciaroni”, guidati con la mente e lo spirito da un Karl Urban che, se non esistesse, bisognerebbe veramente inventarlo.

Non vogliamo girarci troppo intorno, anche perché la sua natura diretta e super sfrontata non ce lo permetterebbe. Il vero piatto forte di questi primissimi episodi è rappresentato dall’introduzione nel cast dei cattivi di un nuovo membro dei Sette, chiamata a sopperire l’invisibile mancanza (almeno per gli occhi) di Translucent, che ha indubbiamente rubato la scena, piazzandosi con forza in cima alla classifica dei personaggi più carismatici e autoritari di questa primissima parte di stagione. Parliamo di Stormfront (Aya Crash) ma attenzione: se state subito pensando ad una sorta di Starlight 2.0, ossia ad una guerriera che in fondo in fondo lavora per il bene comune e per la giustizia, state sbagliando di grosso. Stormfront è anzi un personaggio incredibilmente sfacciato e senza freni, in tutti i sensi. Violenta, arrivista e spietata: lei è quanto più vicino ci sia al personaggio di Patriota (Anthony Starr) a cui, siamo sicuri, darà del filo da torcere per quel che concerne la leadership dei Sette, e non soltanto.
Lo stesso antagonista, per così dire, è ancora una volta al centro dello show, ora più che in passato. In questi primissimi episodi abbiamo infatti preso coscienza della voglia degli sceneggiatori di esplorare maggiormente il background dei pesonaggi, partendo proprio dal biondo più odiato dello show, mostrando un lato del loro essere se vogliamo diverso e più intimo. Questa esplorazione comprende anche personaggi amati come Starlight (Erin Moriarty), così come altri odiati come Abisso (Chase Crawford): la “riabilitazione” del super(non tanto)eroe dei mari è una delle tematiche più interessanti di questa primissima parte di stagione.

Chiosa finale per Giancarlo Esposito e per il suo ruolo da nuovo leader della Vought American. Con grande classe e con il suo stile ormai inconfondibile, l’attore di origini italiane ha messo subito i piedi saldamente a terra, portando sullo schermo un volto autoritario e sfrontato, necessario per il ruolo e anche per opporsi senza timore al potere della paura di cui si serve da ormai troppo tempo il buon vecchio Patriota.

I primi episodi della seconda stagione di The Boys sono la conferma definitiva della qualità dello show. La scelta di puntare di più sulla narrazione a discapito dell’azione (sempre il perno di tutto, tranquilli) si è rivelata vincente, e l’introduzione di Stormfront ha, fondamentalmente, fatto tutto il resto. Il ritmo più cadenzato dei primi due, introduttivi, episodi lascia il campo ad un nuovo treno di emozioni, da vivere tutte d’un fiato fino al prossimo 9 ottobre, giorno in cui il secondo ciclo di episodi si concluderà definitivamente. Per il momento, comunque, potete dormire sonni tranquilli: i “ragazzi” sono tornati!

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