Watch Dogs Legion - Anteprima

La londra post Brexit è davvero così temibile?

di Marino Puntorieri / martedì 18 giugno 2019 / Anteprima

Nonostante i soliti fastidiosi leakes degli ultimi giorni che hanno anticipato il progetto legato al nuovo Watch Dogs, l’annuncio ufficiale del terzo capitolo della saga di Ubisoft Toronto è stato corposo ed altisonante, volto ad attirare subito l’attenzione dei giocatori più o meno esperti. Presentato proprio all’inizio della conferenza Ubisoft, tralasciando la breve dimostrazione musicale di Assassin's Creed Symphony, è riuscito subito a suscitare l’interesse generale, tra chi si è ritrovato estremamente soddisfatto di ciò che è stato mostrato e chi invece avevo ben più di una riserva. Tanto per cambiare insomma, la nuova produzione Ubisoft ha spaccato critica e pubblico; ragionando su tutte le informazioni pubblicate ed a disposizione siamo pronti anche noi a dare qualche giudizio preliminare.

 

Watch Dogs Legion, nonostante la perdita del suffisso numerico, è da considerare un vero è proprio terzo capitolo; quanto questo ci permetta di avere collegamenti narrativi con il passato del brand non ci è dato saperlo, anche se il nome “Dedsec” associato al nuovo gruppo di “ribelli” fa ben sperare sul lato della storia. L’ambientazione, piuttosto curiosa, coincide con una Londra post-Brexit  in piena crisi, con un governo-padrone che non ci pensa due volte ad utilizzare l’esercito e la censura per controllare ogni cosa sotto l’effigie della violenza e della persecuzione dei cittadini più deboli. Un contesto interessante e dal palese parallelismo, volutamente esagerato ovvio, al moderno quadro politico del Regno Unito, che però rischia di essere percepito con arroganza e superficialità se non contestualizzato nel modo giusto.

Il gameplay mostrato effettivamente sul palco è cominciato impersonando proprio un normale cittadino da poco passato al Dedsec, dal carattere irascibile e dedito all’utilizzo delle maniere forti. L’obiettivo della missione era la ricerca di nuova leva esperta nell’hacking informatico per rimpinguare le fila dell’organizzazione, durante un’ispezione serale nella giungla urbana ricolma di forze dell’ordine e controlli ai limiti del tollerabile. L’individuazione del personaggio ha però provocato una rissa con le stesse guardie, sfociata in una fuga spericolata in macchina e, considerando le poche abilità a disposizione, l’inevitabile morte definitiva del nostro uomo. Proprio il permadeath, nell’ottica della gestione dei membri del gruppo, rappresenta la principale componente mostrata come novità a Los Angeles, e solo il passaggio ad un altro personaggio dal comodo pannello di scelta ha permesso di portare a termine la missione nel miglior modo possibile.

Secondo le parole degli sviluppatori potremo arruolare qualsiasi cittadino, con abilità, forze e debolezze personali, da utilizzare a seconda della missione e di come vogliamo svolgere la stessa. Curioso sarà capire quanto variegate saranno le situazioni possibili e gli approcci eventualmente applicabili, ricordandoci fin da subito delle promesse sul palco legate a cutscene personalizzate e presenti a bizzeffe. Secondo i video mostrati, i cittadini hanno una divisione netta a seconda anche di uno stratificato background caratteriale, e sono raggruppati in macro categorie che effettivamente ci faranno decidere il tipo di approccio in una determinata missione: tra Enforcer (più per lo scontro diretto), Infiltrator (spionaggio versatile e rapido), Hacker (dediti all’utilizzo degli strumenti più all’avanguardia per bypassare la sicurezza informatica) e chi ne ha e più ne metta. Proprio sull’ultima categoria citata, l’utilizzo di una vecchietta molto in la con gli anni, nel video di presentazione, ha spaccato critica e pubblico tra chi lo ha trovato estremamente divertente, e chi troppo fuori luogo ed esagerato.

Watch Dogs Legion è, senza troppe difficoltà, riuscito ad attirare su di sé l’attenzione mediatica con una presentazione corposa e ben stratificata, nonostante qualche ripetizione e qualche buco a livello di spiegazione nuda e cruda. I dubbi rimangono moltissimi, tra il comparto narrativo ed un fattore ripetitività dietro l’angolo se non ben gestito sotto il punto di vista del gameplay. Piacevoli le novità fin da subito riscontrabili sulla gestione di una vera e propria associazione per rovesciare il fittizio e corrotto governo inglese, con un potenziale incredibile legato alla possibilità di reclutare qualsiasi cittadino; forza Ubisoft, aspettiamo fiduciosi il 6 marzo 2020 per poter provare tutte le novità che ci hai descritto.

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Scheda

Azione, Open world, Avventura nel mondo reale su Xbox One, PlayStation 4, PC

Pegi 18

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