Yakuza: Like a Dragon - Anteprima

Il ritorno di un brand in continua ascesa

di Salvatore Cardone / venerdì 17 gennaio 2020 / Anteprima

Il 2020 videoludico, ormai lo sappiamo, è un anno potenzialmente incredibile. Tra l’arrivo di tantissimi titoli già annunciati, quello di alcuni altri, in realtà soltanto “annusati” ma che hanno già generato un hype smisurato, con dulcis in fundo il lancio ufficiale delle console di nuova generazione, per tutti coloro abituati ad andare avanti a pane (nel caso del sottoscritto, pizza) e videogiochi si prospettano dodici mesi clamorosi. Le roboanti uscite “tripla A”, tra cui spiccano esponenti quali The Last of Us Part II, Ghost of Tsushima, Halo: Infinite, Cyberpunk 2077, Nioh 2 e chi più ne ha più ne metta, rischiano di mettere all’angolo alcune produzioni se vogliamo “minori”, almeno se ne si fa un discorso di risonanza mediatica. Chiaramente, tra queste ci viene subito da pensare a Yakuza: Like a Dragon (o, se vogliamo, Yakuza 7), nuovo capitolo di una delle saghe videoludiche più longeve ma che non ha mai goduto veramente di una fanbase gigantesca, risultando sin dalla sua genesi un prodotto fondamentalmente di “nicchia”. Negli ultimi anni, comunque, il trend sta cambiando e l’esperimento Judgment, capitolo spin-off con tanto di sottotitoli in italiano, ne è la prova più concreta. Il Ryu Ga Gotoku Studio, però, ha da subito dimostrato l’intenzione di non volersi fermare e, anzi, di voler osare sempre più, spingendo verso nuove vette un prodotto qualitativamente più prezioso di quel che potrebbe sembrare. Yakuza: Like a Dragon rappresenta allo stesso tempo sia il proseguo della storia, sia un nuovo - più che promettente - inizio, una scelta condivisibile ma potenzialmente pericolosa che sembrerebbe (stando ai primi pareri di chi lo ha provato) premiare il coraggio e la volontà creativa dello studio. Il motivo o, per meglio dire, i motivi che risiedono dietro a questo potenziale successo sono riconducibili a più argomenti, tutti potenzialmente interessanti.

Il primo - grande - passo compiuto dal team giapponese per dare una svolta precisa alla serie risiede nel delicato cambio di protagonista. Rimpiazzare un vero e proprio eroe, nonché un mito “vivente” per gli appassionati del brand, come Kazuma Kiryu risulta una delle mosse più coraggiose possibili da prendere, ma anche quasi inevitabile. Del resto, se avete già affrontato l’ultimo viaggio de “Il Drago di Dojima” in Yakuza 6: Song of Life, saprete già che gli eventi hanno preso una certa piega e non avrebbe avuto molto senso andare a depredare la bellezza di un finale praticamente perfetto. Ichiban Kasuga, nuovo volto del marchio Yakuza, sembra però avere tutti i presupposti per rivelarsi un ottimo elemento a cui passare il testimone ma, chiaramente, per esprimerci in tal senso è ancora troppo presto.

Il cambio di rotta in termini di narrazione, seppur non conoscendo ancora la sua intensità  oggettiva, si può vedere non soltanto con il cambio del protagonista, ma anche nella scelta di abbracciare una nuova location. Dopo anni di onorato servizio, la bella e malata Kamurocho va in pensione. Yokohama, il nuovo teatro delle vicende narrate in Yakuza: Like a Dragon, vuole comunque sorprendere e stupire e, già dai vari video mostrati sul gameplay del gioco (la cui uscita in patria è molto vicina), sembra godere della stessa vastità sia narrativa che estetica del precedente quartiere. Siamo convinti che la scelta di cambiare ambientazione sia forse una delle più doverose e azzeccate poiché, al netto di tutto l’amarcord del mondo, girare sempre per le stesse strade (anche nello spin-off Judgment) stava effettivamente iniziando a stancare.

La novità più inaspettata e più radicale è da ricercare nel gameplay, vero e proprio elemento distintivo della serie. Il nuovo Yakuza: Like a Dragon abbandona la formula action e abbraccia lo stile degli JRPG. Significa che avremo uno Yakuza, con combattimenti a turni, skill più (o meno) adatte e potenziamenti vari da scegliere con cura. Insomma, un vero paradiso videoludico che però potrebbe non piacere a Chi di è affezionato alla serie anche per il suo gameplay tutto pugni e calci da sferrare con comandi diretti. Del resto toccare una macchina perfetta non è mai un’idea che piace a tutti, in partenza, ma chissà che col tempo i ragazzi del Ryu Ga Gotoku Studio non ci possano convincere che avevano ragione.

Al di là delle considerazioni di natura tutto sommato tecnica, è chiaro come l’intenzione di dare una forte svolta al proprio lavoro diventi quasi doverosa, quando si parla di continuare a tenere viva una serie storica e apprezzata. I primi segnali (arrivati oggettivamente molto lentamente) hanno iniziato a manifestarsi da un po’ di tempo, prendendo poi una piega più decisa proprio con lo sviluppo del settimo capitolo, il nono se si considerano appunto Judgment e il prequel Yakuza 0, paradossalmente i due capitoli capaci di apportare le maggiori innovazioni. Queste buone idee si sono parzialmente riversate nello sviluppo del nuovo progetto, facendo sì che quanto fatto negli anni possa essere ripreso e rivisto. Ciò si avverte ad esempio nella volontà di offrire una maggiore profondità al gameplay e al combat system in particolare, vero e proprio punto di forza di Yakuza, di pari passo ad una componente narrativa sempre al centro delle attenzioni. Siamo sicuri quindi che il cambio di rotta che andrà a colpire anche ila narrazione possa far bene alla produzione.

Yakuza: Like a Dragon ha tutte le carte in regola per diventare uno dei titoli più interessanti di questo strepitoso 2020, nonché uno degli esponenti migliori della saga. Il grande lavoro svolto dal Ryu Ga Gotoku Studio per innovarsi e rinnovarsi, sia sul piano ludico sia su quello narrativo, può risultare potenzialmente devastante, ma bisognerà effettivamente capire come tutto questo possa intersecarsi in modo corretto e funzionale. Per fortuna, per scoprirlo, non dovremmo attendere ancora molto!

Vuoi segnalarci un errore? Scrivici qui!

Social Net

In evidenza

Pokémon Spada e Scudo - Recensione

18 dicembre 2019

Pokémon Spada e Scudo

Ultimi Commenti