Cult of the Lamb – Provato il roguelite che è anche gestionale – Hands on

Il mondo Indie è incredibilmente variegato, pieno di idee particolari, bizzarre, ma sicuramente ben curate e Cult of the Lamb fa parte di esse. Come alcuni di voi sapranno, il publisher Devolver Digital ha sempre saputo attirare la mia attenzione in qualche modo tramite appunto le sue idee stravaganti. Ed anche questa volta, grazie all’aiuto degli sviluppatori Massive Monster, ci sono assolutamente riusciti con un titolo dalle apparenze innocenti, ma con retroscena tutt’altro che innocui.

Il titolo è in uscita il prossimo 11 agosto, praticamente su tutte le periferiche, ma su Steam è già disponibile la versione in accesso anticipato e una breve demo di una mezz’ora. È proprio su questo dimostrativo che abbiamo messo le zampe per provare le caratteristiche generali di questo titolo che, non vi nego, ha attirato la mia attenzione fin da subito. Possiamo definire Cult of the Lamb come un mix molto vario di generi, ma che sorprendentemente sembra funzionare fin da subito. Lo stile generale del titolo può essere etichettato come horror cute, ovvero quelle opere che al primo sguardo sembrano qualcosa di carino, innocente, quasi adatto ai più piccoli, ma che nascondono un retroscena macabro ed inquietante. La prova infatti inizia con il nostro piccolo agnellino che dovrà essere sacrificato in nome di 4 divinità ultraterrene alquanto “lovecraftiane”, ma al momento dell’atto sanguinario il piccolo agnello viene invece chiamato da una quinta divinità incatenata, più potente, la quale afferma di essere l’unica e vera divinità. Quest’ultima chiederà al piccolo animaletto di fondare un culto in suo nome, affrontando le altre 4 divinità ed offrendogli dei poteri paranormali per compiere questa richiesta. Come ho detto in precedenza, il mondo indie è pieno zeppo di situazioni bizzarre ma, per quanto surreale, questo inizio di trama si dimostra subito avvincente e, grazie al suo stile di animazione, è in grado di strapparvi un sorriso più di una volta.

Per quanto riguarda il gameplay ci troviamo anche qui in un piccolo mix di generi, dove spaziamo tra momenti che ricordano i roguelike ed altri più gestionali. Il cuore del gioco pesca nel genere dei roguelike, visto che è stato chiesto al nostro agnellino di sconfiggere le altre divinità e distruggere i culti rivali; per farlo il nostro animaletto si troverà ad affrontare diversi dungeon per raggiungere i propri nemici e nel frattempo raccogliere risorse e nuovi adepti per l’espansione del proprio culto. Lo stile di combattimento è molto semplice, ma al contempo efficace: il nostro protagonista ha due strumenti di attacco, uno corpo a corpo ed una “maledizione” che consuma punti magia per essere utilizzato. Questi due oggetti vengono forniti all’inizio del dungeon, ma ovviamente potranno essere cambiati successivamente, nel momento in cui ne trovassimo di più interessanti e potenti lungo il cammino. Oltretutto, il nostro percorso sarà anche costellato di vari oggetti, mercanti e potenziamenti di vario tipo, come ogni rougelike che si rispetti. Molto importanti saranno i vari adepti che potremo salvare lungo il nostro viaggio, essenziale per la parte gestionale del titolo. Essendo coinvolti nella costruzione di un nuovo culto ci è stato fatto dono di un terreno spoglio, il quale diventerà il nostro quartiere generale per l’adorazione dell’unica e vera divinità. In quest’area potremo costruire varie postazioni per espandere sempre di più il nostro culto, ma anche semplicemente per incrementare le nostre potenzialità per la successiva run nei dungeon. I vari adepti che salveremo nel nostro percorso verranno catapultati direttamente nella nostra base e tornandoci potremo dargli ulteriori istruzioni per la costruzione di nuovi punti d’interesse o semplicemente per sistemare la zona abbattendo alberi, rompendo massi e quindi accumulando risorse che comunque potremo accumulare anche noi stessi nei dungeon. Il gameplay di base risulta subito molto vario, con questa dualità tra la parte action e quella gestionale. Inoltre è bene sottolineare che prima di entrare nei dungeons ci si ponevano davanti ben cinque porte, offrendoci quindi una discreta varietà di ambientazione ed anche nemici, senza contare poi gli equipaggiamenti che potremo sbloccare volta per volta.

Il fattore grafico come ho già accennato è qualcosa di effettivamente ben curato è molto particolare, la grafica cartoon si pone perfettamente nell’economia del titolo ed anche la scelta di angolazione della visuale durante le parti action sa accompagnare al meglio gli scontri dato che non è completamente isometrica dall’alto, ma leggermente più inclinata. Non ho percepito invece una colonna sonora memorabile od incalzante, ma ovviamente la prova di soli 30 minuti può aver limitato la mia attenzione, concentrandomi di più sul gameplay rispetto al sonoro. Piccola “mancanza” nella demo è l’assenza della lingua italiana, infatti sia i menù di gioco che i dialoghi testuali sono in lingua inglese. cercando nei vari shop online, compreso quello Nintendo, sembra però che la versione finale di Cult of the Lamb comprenderà anche la lingua italiana. Una buona notizia che speriamo di confermarvi presto.

Possiamo dire quindi che questa prima prova di Cult of the Lamb mi ha assolutamente incuriosito e lasciato con una voglia matta di continuare a giocare per incrementare sempre di più l’unico e vero culto, distruggendo qualsiasi rivale. Ovviamente il titolo va provato molto più a fondo per una concreta valutazione, anche solo per sapere quanti equipaggiamenti sono disponibili e in quali bizzarre combinazioni, dato che nella demo se ne provano giusto un paio. Nonostante questo, la prima impressione è delle più positive ed il fatto di avere anche una parte più gestionale può essere la ciliegina sulla torta per un titolo memorabile, in grado di bilanciare al meglio la parte action e quella più rilassante di un gestionale. Ancora una volta mi trovo quindi a fare i complimenti a Devolver Digital assieme a Massive Monster, ma il verdetto finale arriverà tra poco più di un mesetto. La prova della demo è comunque consigliatissima.

Pro
  • – Intuitivo e semplice
  • – Parte action e gestionale ben equilibrate
  • -Storia bizzarra, ma che attira
Contro
  • – Lingua italiana assente
  • – Grafica cartoon che non farà impazzire chiunque

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