Assassin’s Creed: Syndicate – Recensione

La Rivoluzione Industriale rivoluziona anche gli Assassini?

A distanza di un anno e puntuale come sempre, ecco arrivare un nuovo Assassin’s Creed, saga che insieme a poche altre, si è fatta portabandiera di una serializzazione che continua a proporre sandbox spesso curatissimi sul versante grafico, quanto piuttosto ripetitivi nella loro componente più giocosa. Come se non bastasse, il precedente Unity aveva subito pesanti critiche per colpa di un comparto grafico meraviglioso sulla carta ma, soprattutto sul versante PC, afflitto da una serie di bug e glitch che avevano richiesto una serie numerosissima di patch correttive. Quest’anno si viaggia nella rivoluzione industriale inglese per vedere se qualcosa si è mosso.

Il titolo è ambientato nel 1868, in una Londra Vittoriana dominata del Gran Maestro dei Templari, Crawford Starrick. Questo regna sulla città attraverso i membri della gang dei Blighters, criminali che fungono da braccio armato e che lo aiutano a tenere sotto controllo la metropoli che al tempo era considerata il centro del mondo. Per mettere fine ad una corruzione dilagante, impersoneremo due gemelli Assassini chiamati Jacob ed Evie Frye, due differenti personaggi che come vedremo, migliorano la narrazione globale, ma non fanno granché per differenziarsi l’uno dall’altra in termini di giocabilità. Dopo un filmato iniziale che mostra la linea temporale nel presente, verremo catapultati immediatamente all’interno dell’Animus che ci porterà alla vera avventura, con due omicidi da portare a termine. Il gameplay, come vedremo dal tutorial iniziale, non è per nulla cambiato e rimane fedele a quanto mostrato da sempre nella saga. Dal precedente Unity ritorna un comando per la modalità furtiva, ora assegnata ad un tasto che la attiva e la disattiva e non più al grilletto da tener premuto come in passato. Inoltre sarà di nuovo possibile compiere la comodissima discesa automatica che permette di scendere dai luoghi più alti senza rischi per la salute.

Le novità più concrete di questo Assassin’s Creed: Syndicate, coinvolgono il sistema di spostamento esono principalmente due. La prima con la quale vi imbatterete è la guida delle carrozze che popolano le strade di Londra insieme ai passanti. La loro gestione avviene come in un classico free roamnig moderno, con “acceleratore”, “freno” e “retromarcia”, oltre ad una veloce spinta extra data dallo sferzare i cavalli. Questa sensazione si accentua anche per via dei danni che produrrete, con il vostro animale che farà saltare per aria pali della luce e altri oggetti posizionati ai bordi della strada come se a colpirli fosse una vettura di acciaio piuttosto che un semplice cavallo. A parte ciò, bisogna ammettere che questa scelta permette fin da subito di prendere confidenza con questi mezzi, facendoci anche provare una sorta di combattimento stradale fatto di sportellate e di scatti laterali che evidenzia l’animo arcade di questa trovata, ma offre comunque momenti divertenti e adrenalinici.

La seconda novità è invece legata al lancia corda, uno strumento che sembra uscito dai titoli di Batman e che ci permetterà di muoverci con più rapidità anche quando saremo a piedi. Stando vicini ad una struttura, potrete vedere un indicatore che suggerirà di premere il dorsale sinistro. Così facendo raggiungerete molto più in fretta i tetti di Londra, evitandovi la scalata che ci ha sempre accompagnato nelle uscite precedenti. Queste non vengono affatto eliminate, soprattutto quando dovrete raggiungere un punto in alto per sincronizzare la mappa e svelare nuove missioni in città, ma risulta una trovata che velocizza l’azione e di cui difficilmente vorremo farne a meno in futuro. Inoltre vi tornerà utile anche nel caso vogliate collegare due palazzi relativamente distanti. Se prima si doveva per forza di cose scendere e poi risalire se la distanza tra due strutture era eccessiva per un balzo, ora i vostri movimenti potranno continuare grazie ad un lancio più o meno orizzontale che vi farà superare il vuoto senza rallentarvi

Il vostro equipaggiamento da Assassino potrà contare su moltissimi gingilli, tra armi da mischia che andranno create ed eventualmente potenziate, fino a pugnali da lancio, armi da fuoco e bombe dai mille usi. Occorre evidenziare che rispetto al passato la varietà delle armi è calata, quindi anche le animazioni di lotta alla lunga si ripeteranno un po’ troppo. Le missioni proposte non possono quasi mai dirsi davvero originali, con situazioni che faranno tornare alla mente precedenti compiti vissuti negli Assassin’s Creed del passato. La cosa buona è che lo spirito di Jacob e Evie ci è apparso più scanzonato e sbarazzino rispetto ad alcuni personaggi ben più seri, e questo ha contribuito a rendere ogni nuovo compito un po’ più frizzante dal lato dell’immedesimazione. Nulla da dire invece sulle attività secondarie poiché riescono a coprire la vastissima area metropolitana con oggetti da raccogliere, scrigni contenenti sterline e materiali utili per i potenziamenti e tutta una serie di missioni collaterali che ci faranno addentrare nello spirito di una Londra clandestina e tutta da salvare. Come di consueto poi, incontreremo personaggi storici come Charles Dickens, Alexander Graham Bell e Karl Marx che arricchiscono e danno carattere al quadro creato da Ubisoft Quebec.

Con alcune modifiche ben accette al sistema di spostamento per le strade di Londra e alcune attività che riescono a differenziarsi quel tanto che basta, ci saremmo aspettati qualche cambiamento anche sul fronte del combat system, ma purtroppo anche questa volta non c’è stata alcuna modifica. Come già accaduto in passato, il combattimento finisce per rivelarsi un semplice alternarsi tra colpi e contrattacchi, con saltuarie mosse spezza difesa contro chi si sta riparando il volto. Ecco dunque che quando l’indicatore sopra al nemico diventa giallo, si usa il tasto per ribaltare l’attacco, mentre quando è bianco, si usa la presa per oltrepassare la parata. Intanto mentre si aspetta che questi indicatori compaiano, si preme il tasto d’attacco contro il malcapitato di turno che si prenderà tutti i colpi in arrivo mentre gli avversari pensano al da farsi. A poco serve identificare una tipologia di nemico rispetto all’altra poiché le meccaniche di base saranno sempre quelle appena descritte Se avete già giocato ai capitoli precedenti saprete già cosa aspettarvi, ma se invece avete giocato ad un Batman Arkham a caso e pensate di trovarvi di fronte le stesse dinamiche, sarete delusi a più riprese poiché nella Londra del diciannovesimo secolo, anche i peggiori teppisti di strada, dimostreranno di essere perfetti gentiluomini attaccandovi uno alla volta. Quando ci si ritrova a combattere contro cinque o sei avversari le cose si fanno leggermente più interessanti, ma diversamente, se rispetterete il livello del vostro personaggio e non andrete a cercar rogne contro avversari molto superiori a voi, difficilmente vedrete lo schermo di desincronizzazione.

La scarsa sfida proposta finisce per scontrarsi con un sistema di miglioramenti che invece offre parecchi bonus degni di essere acquistati, se non fosse che il loro ottenimento va ad abbassare ulteriormente il livello di difficoltà generale. Oltre all’albero delle abilità dei due protagonisti, che comunque differiscono di appena tre caratteristiche avanzate, vi troverete a migliorare le armi in vostro possesso, a costruirne di nuove con il denaro e i materiali raccolti e a migliorare le fila della vostra banda per il controllo di Londra. I Rooks, questo il nome della banda che creerete, hanno anch’essi una serie di abilità da sbloccare in sequenza e appartenenti a tre rami differenti. Con alcune potrete armare meglio gli aiutanti, con altre potrete far comparire più carrozze alleate e con altri ancora potrete far chiudere un occhio alla polizia che per le azioni più “contenute” eviterà di darvi la caccia. Il sistema ruolistico pensato per il mondo dei gemelli Frye è dunque molto articolato e pieno di possibilità e dispiace sapere che tutte queste opportunità non vengono sfruttate a dovere per via di un sistema di combattimento poco evoluto ed eccessivamente elementare.

Il comparto grafico che ha destato gran preoccupazione visti i trascorsi di Unity, questa volta non presenta particolari problemi grazie anche ad un’ambientazione molto meno complessa da gestire rispetto alla scorsa rivoluzione francese. A Londra non ci sono folle di tumultuosi ad affollare le strade e questo deve aver semplificato notevolmente un lavoro che comunque si conferma ottimo. Ogni tanto si perde qualche frame mentre si guida una carrozza a gran velocità, ma nulla che possa danneggiare l’esperienza tecnica di una Londra ricreata con grande uso di dettagli. I quartieri vanno dai sobborghi malfamati di Whitechapel alla regale Westminster passando per un Tamigi strapieno d’imbarcazioni. Oltre agli scorci visivi mozzafiato da godersi al meglio dai punti di sincronizzazione, ci ha colpito come la città sia viva e offra strade che si differenziano in base al ceto del quartiere che si visita. Inoltre è presente un meteo dinamico che fa cadere la pioggia, alza la nebbia e saltuariamente fa splendere il sole in una città davvero notevole anche grazie ad alcune iconiche costruzioni riprodotte ad arte. Per quanto riguarda il versante audio, abbiamo musicalità tipiche della serie che ben si adattano alla location, mentre gli effetti sonori sono quelli che abbiamo imparato ad apprezzare negli anni. Il doppiaggio del gioco è interamente in italiano, anche se per le strade di Londra è facile sentire passanti esprimersi in inglese con il tipico accento british.

Assassin’s Creed Syndicate continua imperterrito a proporre la formula che l’ha portato ad essere uno dei videogiochi più attesi e venduti dell’anno, ma non fa nulla per cambiare l’opinione di chi si è stancato di giocare ad un sandbox bellissimo da vedere ma poco intrigante in termini di contenuti. Il fatto che questi ultimi ci siano e siano anche numerosi è innegabile, ma lo è anche il fatto di vedere ogni anno un titolo che non corregge mai i suoi errori (vedi la semplicità nei combattimenti). Ci troviamo insomma davanti al classico Assassin’s Creed che si ama o si odia, con tutte le qualità e le debolezze che questa saga si porta appresso da anni. Il titolo si fa giocare e in alcune sezioni diverte anche, ma una volta finito, difficilmente rimarrà tra i titoli indimenticabili di questa annata 2015, soprattutto se avete già giocato ai predecessori e avete fame di novità sostanziali. Per chi invece approccia la serie per la prima volta o dopo una bella pausa, potrebbe rivelarsi una valida sorpresa, il tutto nella speranza che il prossimo capitolo apporti novità significative, capaci di riportare la saga ai fasti del secondo bellissimo episodio.

Pro
  • – Comparto grafico notevole
  • – Tantissime attività da portare a termine
  • – Una storia tutta da seguire
  • – Interessanti i potenziamenti che coinvolgono personaggi, armi e Rooks
Contro
  • – Il gameplay ha bisogno di una svecchiata
  • – Poca varietà delle armi
  • – Il sistema di combattimento non offre la sfida che ci si aspetterebbe
  • – I due personaggi potevano essere maggiormente differenziati

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