Call of Duty: Black Ops 4 – Recensione

Quando ti trovi a recensire un gioco che nei primi tre giorni di pubblicazione ha già racimolato mezzo miliardo di dollari, è facile chiedersi per chi stai scrivendo la recensione. Il Call of Duty di quest’anno ha novità profonde e coraggiose che meritano di essere approfondite, ma il fan della serie non ha esitato un istante per buttarsi nella mischia dando fiducia al progetto, forse proprio per la curiosità di provare sulla propria pelle queste novità, sicuro di trovare il familiare feeling che ormai è diventato un marchio di fabbrica. Anche Call of Duty Black Ops 4 ha infatti il dono (o la maledizione, se siete tra i detrattori) di fornire lo stesso feedback dei suoi predecessori, pur cambiando, e non di poco, le dinamiche e le modalità in campo.

Probabilmente lo sapete dall’annuncio dello scorso maggio, lo avete letto anche su Donna Moderna e ve lo ha ricordato anche il parrucchiere, ma in Call of Duty Black Ops 4 è stata rimossa completamente la campagna per giocatore singolo. Dietro a questa scelta ci sono stati studi poco incoraggianti condotti su quanti giocatori hanno effettivamente terminato le missioni in solitario nelle precedenti uscite e, visti i risultati, Activision ha deciso di staccare la spina alla modalità per cui, in origine, era nata la serie. Prendetelo come specchio dei tempi che passano ma, in Black Ops 4 non esiste nessuna storia. Qualcuno potrebbe obiettare che nel Quartier Generale Specialisti il gioco provi a narrarne una, ma sarebbe davvero tirata per i capelli.

Ci sono alcuni filmati che raccontano semplici (ma molto semplici!) episodi che dovrebbero dare un contesto narrativo ai dieci personaggi pensati per il multigiocatore ma, oltre a non colpire nel segno, non sono supportati in alcun modo. Queste “missioni” sono infatti dei tutorial che chiamano in causa una versione virtuale del sergente Woods che, imprecando come l’originale, ci mostra passo passo le abilità di ogni specialista, per poi offrirci una partita di prova da svolgere contro i bot. Tutto quello che rimane al giocatore solitario è affrontare questi dieci match a difficoltà superiore per ottenere le classiche tre stelline o creare delle partite personalizzate in cui si combatte sempre insieme e contro ad una squadra di bot, ma senza ricevere alcun punto esperienza ed eliminando quindi ogni tipo di progressione. Se volete giocare un qualche tipo di single player, Call of Duty Black Ops 4 non è il gioco che fa per voi.

I tempi che cambiano hanno eliminato la campagna, ma siccome la moda del momento è quella dei battle royale, Activision ha pensato bene di riempire il buco lasciato dalla componente per giocatore singolo con quella che probabilmente è il suo opposto. Arrivo così Blackout, inedita modalità che vi vedrà paracadutarvi in una gigantesca mappa mentre combatterete, in squadra o da soli, per essere gli ultimi sopravvissuti. Molto più simile al realismo di Player’s Unknown Battleground rispetto al celeberrimo Fortnite, Blackout si dimostra fin da subito molto diverso rispetto a quello che Call of Duty ci ha sempre offerto: mappa enorme in cui contano moltissimo i fucili di precisione per colpire a distanza, nessun respawn e un tipo di gameplay molto dilatato o incredibilmente breve, in cui si può morire a pochi secondi dall’arrivo, così come incontrare un nemico solo dopo diversi minuti, tra fasi di attesa e altre di movimento, mentre il cerchio che delimita l’area di scontro si riduce sempre più per far “incontrare” i giocatori rimasti.

L’idea è interessante poiché cambia radicalmente la visione dei deathmatch, trasformandoli dal rapido massacro del multigiocatore classico, a tesissimo confronto su larga scala, ma sono presenti anche diversi limiti. Il primo è il non aver inserito alcun tutorial. Chi non ha mai giocato ad un battle royale sarà sicuramente spiazzato durante le prime partite, dovendo imparare a giocare non tanto sulla propria pelle (che sarà inevitabilmente polverizzata dal primo giocatore di passaggio), ma dalla fase in cui potrete fare da spettatore guardando le gesta degli altri. La raccolta di oggetti e il loro riconoscimento sarà fondamentale per avviare una qualsiasi strategia e l’avere un luogo dove poter fare pratica non sarebbe dispiaciuto a nessuno.

Il secondo limite, ben più grave, è la presenza di una sola mappa. Il terreno di scontro è davvero grande e suddiviso in aree tematiche che prendono in prestito mappe classiche del deathmatch e le rielaborano per funzionare in questa battaglia globale, ma rimane il fatto che è sempre e solo quella. Atterrare da una parte rispetto ad un’altra cambia effettivamente l’approccio allo scontro ma non ci vuole certo un esperto di strategia per capire che prima o poi i giocatori vorranno dell’altro. La comparsa di altre mappe attarverso il Season Pass o, speriamo, tramite aggiornamento gratuito farà probabilmente da ago della bilancia per determinare se la battaglia con i battle royale più famosi potrà anche solo essere ingaggiata, o se Blackout rimarrà soltanto un esperimento.

Da qui in poi Black Ops 4 gioca sul sicuro, basando il suo fascino sulle due modalità storiche, ossia Multigiocatore e Zombi. La prima dovrebbe essere il vostro vero motivo per capire se questo nuovo episodio fa per voi, poiché offre il classico divertimento della serie, piazzando però alcune indovinate modifiche. La prima è quella di abolire il combattimento aereo che era stato preso in prestito da Titanfall e che, per qualche episodio aveva proposto soldati che correvano sui muri ed eseguivano doppi salti. Ciò riporta il combattimento a terra e dona agli scontri un aspetto più classico e meno “nervoso”.

Gli specialisti sono un’ottima conferma, con abilità che forse meritano un’aggiustatina per essere davvero equilibrate, ma che non sbilanciano troppo l’esperienza globale. Inoltre possono essere personalizzati in lungo e in largo con il buon vecchio sistema Pick 10 che ci permette di scegliere cosa portare con noi, in base all’equipaggiamento sbloccato e alle abilità ottenute salendo di livello. Questo aspetto è diventato molto importante poiché uno degli oggetti che potreste voler portare con voi è il medikit: in Black Ops 4 infatti non esiste più la rigenerazione automatica (è presente solo nella modalità Zombi) e l’unico modo per recuperare è usare questo oggetto che richiede una breve animazione e qualche successivo istante nel quale il valore numerico delle energie ritorna ai 150 punti massimi. Ciò aggiunge un elemento strategico che inizialmente potrebbe sembrarvi molto trascurabile, ma che a lungo andare si dimostra un’idea vincente e ben realizzata.

Non sono da meno le 14 mappe a disposizione, tutte riconoscibili e ambientate in luoghi che si prestano perfettamente alle tante modalità presenti. La conformazione di ciascun’area garantisce occasioni per i tiri a distanza, così come per gli scontri ravvicinati, con aree un po’ più grandi che spesso vengono utilizzate nelle modalità in cui occorre conquistare una posizione. Abbiamo deathmatch a squadre e tutti contro tutti, Uccisione confermata, Hardpoint e tutti i classici del passato (mancano giusto Uplink e Gun game), ma sono stati aggiunti Furto e Controllo: nel primo non esiste il respawn e bisogna recuperare una valigia piena di soldi prima della squadra nemica, potendo poi spendere il denaro recuperato per potenziare il proprio arsenale e avere così qualche vantaggio extra, mentre nel secondo si devono conquistare o difendere due diverse zone tenendo al contempo d’occhio il numero di respawn a disposizione. In qualsiasi modalità si giochi, il divertimento è assicurato anche grazie ad una resistenza un po’ più alta del solito per quanto riguarda le energie dei personaggi, ora un po’ meno propensi a finire sotto terra dopo una singola sventagliata. Si muore sempre tanto e spesso ma, complice anche la barra delle energie ben visibile sulla testa dei nemici quando li si colpisce, gli scontri a fuoco sono più esaltanti e funzionali.

La modalità Zombi fa anch’essa diversi passi avanti, soprattutto per quanto riguarda la quantità. Ora abbiamo fin da subito ben tre avventure da vivere, con una quarta dedicata però ai soli possessori del Season Pass. In IX saremo gladiatori nell’Antica Roma (ma sempre armati di shotgun e mitragliatori), in Viaggio disperato dovremo affrontare un’invasione zombi durante l’affondamento del Titanic e in Sangue dei Morti ci ritroveremo ad Alcatraz. Qualsiasi sia la vostra scelta avrete a che fare con una modalità survival in cui dovrete provare a sopravvivere, ondata dopo ondata, ad una serie di mostruosità sempre più dure a morire.

Con i punti ottenuti si comprano armi, si aprono porte e ora si comprano anche dei potenziamenti specifici per la classe che avrete scelto dalle statue di alcune divinità o da distributori automatici. Nei menu è indicata sia una modalità narrativa che una Assalto in cui conta il punteggio e si scalano le classifiche, ma anche in quella che dovrebbe raccontare una storia, non è certo facile seguirla, anche perché saranno i personaggi a dialogare tra loro mentre voi vi date da fare per non morire. Inoltre ci saranno pezzi da montare e oggetti da attivare che, nel marasma generale, possono creare più confusione che altro. Divertente è divertente, specie se giocato con amici, ma sul termine “narrativo” se ne dovrebbe discutere visto che per capirci qualcosa conviene cercare informazioni sul web.

Il comparto tecnico di Call of Duty Black Ops 4 rende giustizia al gameplay che propone, con ambientazioni colorate e curate con texture di ottima qualità, specie nelle modalità Multigiocatore e Zombi. Quando si tratta di Blackout le cose si fanno necessariamente un po’ più semplici considerando la vastità della mappa, ma il compromesso scelto che sacrifica qualità grafica per mantenere la fluidità a 60 frame per secondo è più che giustificato. Il gioco scorre fluido anche quando si attiva lo split screen, disponibile per tutte le modalità, Blackout compresa, ma in questo caso la qualità generale viene ulteriormente compromessa. È comunque ammirabile vedere che questa possibilità troppo spesso dimenticata, in Black Ops 4 sia presente e in buona salute. Musiche militaresche e un doppiaggio in italiano discreto ma piuttosto macchiettistico concludono il discorso su un livello tecnico buono ma mai sorprendente, con arene statiche ed elementi indistruttibili che, al giorno d’oggi appaiono un po’ stonati. Anche in questo caso però, se siete abituati allo stile di Call of Duty, non avrete problemi ad apprezzarlo.

Call of Duty Black Ops 4 riesce nell’impresa di essere diverso dal solito, pur rimanendo quello di sempre. La scomparsa della campagna lo depenna definitivamente dalla lista della spesa di chi ama giocare per conto proprio (anche se probabilmente la serie è uscita da quella lista già da molti anni…), mentre Blackout potrebbe non convincere tutti per via di uno stile di gioco molto lontano da quello rapido e immediato a cui COD ci ha abituato. Inoltre la presenza di una sola mappa non potrà far resistere a lungo questa modalità, con la tipologia di distribuzione dei contenuti cvhe determinerà le sue sorti per il futuro. Nulla dire invece sul multigiocatore classico, terreno su cui Black Ops 4 non arretra di un passo e anzi, avanza grazie ad intuizioni vincenti, e su Zombi, sopravvivenza che può piacere o meno ma che permette di cambiare un po’ il registro del gameplay. Non ci troviamo davanti ad un gioco perfetto, ma ad un gioco che sa fare leva sui piaceri del pubblico, provando al contempo ad accontentarlo seguendo il genere videoludico del momento. Non essendo un reato e visti i risultati ottenuti, è difficile dare torto ad Activision, ma sarà fondamentale vedere cosa succederà in futuro, visto che sempre più titoli tendono ad ampliare l’esperienza gratuitamente e senza far comprare costosi Season Pass che potrebbero incidere negativamente sulla corsa di un colosso apparentemente inarrestabile come Call of Duty.

Pro
  • – Interessanti novità al gameplay
  • – Multigiocatore sempre divertente
  • – Zombi con ben tre diverse mappe incluse
  • – Blackout cambia drasticamente il modo di giocare
  • – C’è lo split screen
  • – Sempre fluido e colorato
Contro
  • – Niente campagna per giocatore singolo
  • – A chi piace Call of Duty potrebbe non piacere Blackout
  • – Blackout ha bisogno di contenuti
  • – Zombi non propone novità di rilievo
  • – Le abilità deli specialisti andrebbero equilibrate

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