Call of Duty Ghosts – Recensione

Puntuale come un orologio svizzero anche in questo novembre 2013 arriva la nuova versione di Call of Duty, una saga che nel tempo ha saputo dividere il pubblico, ma che grazie alla sua immediata giocabilità, continua a vendere milioni di copie. L’idea di proporre qualcosa di nuovo, mantenendo però inalterata la formula di base, dovrebbe essere già una preoccupazione notevole per gli sviluppatori Infinity Ward , ma questa volta, con l’uscita delle nuove console Next Gen e di un avversario come Battlefield 4, le sfide che il team ha dovuto affrontare sono diventate davvero tante. Vediamo come se la cava dunque una delle saghe videoludiche più famose con il qui presente Call of Duty: Ghosts.

Come di consueto partiamo dalla modalità per giocatore singolo, forse la meno importante nell’economia di un gioco che basa da sempre la sua popolarità sull’impianto multigiocatore. La campagna proposta questa volta ci porta a combattere in giro per un mondo diverso da quello che conosciamo. L’America viene attaccata pesantemente in un prologo ambientato prima nei dintorni di Los Angeles e poi in una stazione spaziale dove si trovano i controlli di un potentissimo satellite chiamato Odin. La Federazione (questo il nome dei “cattivi”) entrerà in possesso di questa devastante arma e inizierà ad utilizzarla contro le maggiori città americane. La storia poi farà un balzo in avanti di dieci anni e ci vedrà impegnati a combattere in uno scenario bellico estremo, facendoci poi fare la conoscenza dei Ghosts, soldati entrati nella leggenda, capaci di ribaltare un conflitto che ormai sembrava perduto.

La trama viene raccontata in modo piuttosto lineare e anche se si ha ancora l’impressione di essere sballottati da una parte all’altra del globo più per variare le ambientazioni, piuttosto che per un vero motivo narrativo. Non mancano momenti spettacolari, ma sono stati tralasciati tutte quelle situazioni e quegli obiettivi inseriti nel precedente Black Ops II, in cui si poteva, almeno parzialmente, modificare gli eventi. Qui tutto è stato deciso a priori come un tempo e l’unica preoccupazione del giocatore è quella di arrivare vivo al successivo checkpoint. In ogni livello c’è un computer da raccogliere e contenente alcune informazioni su un certo personaggio, ma niente di più. Così facendo anche la rigiocabilità diventa estremamente scarsa e l’unico motivo per riaffrontare la campagna o un livello specifico è di innalzare il livello di difficoltà tra i quattro presenti.

Come dicevamo però la campagna è solo una delle quattro modalità da scegliere dal menu principale (anche se inizialmente saranno solo tre). Da qui in poi entra in ballo il comparto multigiocatore classico al quale si affianca l’inedita modalità Squadre. Per chi scrive, questa è la novità più azzeccata di Call of Duty: Ghosts, visto che potrete affrontare diverse modalità di gioco combattendo contro squadre avversarie gestite dalla CPU. Le modalità disponibili sono piuttosto varie e comprendono una sfida asincrona contro una squadra addestrata da un altro giocatore, una sfida diretta contro un altro giocatore e il resto della sua squadra gestito dalla CPU, una modalità sopravvivenza contro un numero prestabilito di ondate nemiche con potenziamenti e lanci casuali di oggetti da utilizzare per difendersi, e infine una scelta casuale di modalità e mappe contro l’intelligenza artificiale. Il motivo per cui abbiamo apprezzato enormemente la nuova modalità Squadre è la possibilità di far crescere il soldato che si impersona, mantenendo esperienza e sbloccabili anche nel multiplayer classico. Potrete così allenarvi contro avversari di cui potrete scegliere il grado di difficoltà (selezionando Recluta, il più semplice, affronterete bot di livello basso e dotati di equipaggiamento scarso, mentre selezionando Esperto, vi troverete a combattere contro soldati di livello minimo 40  e con armi decisamente più performanti) oltre a poter prendere confidenza con le tante mappe proposte.  Infine ricordate che in questa modalità potete invitare nella vostra squadra anche i vostri amici online o addirittura un amico in locale seduto accanto a voi. In questo modo lo schermo si dividerà in due orizzontalmente e potrete vivere assieme tutte le modalità che Squadre propone. Tra queste si segnalano i classici Deathmatch a squadre, Dominio, l’originale Frenesia (in cui dopo un’uccisione si attivano abilità speciali e un timer di 30 secondi che obbligano il giocatore ad eliminare un altro nemico pena la propria esplosione), l’apprezzata Uccisione Confermata, Cerca e distruggi, Avvoltoio, Salvataggio, Caccia e Blizt. Nonostante queste nove varianti comunque non è possibile scegliere autonomamente la propria preferita a meno che non si scelga di affrontarle localmente senza però poter acquisire punti esperienza.

Per tutti quelli che invece voglio lasciar riposare l’intelligenza artificiale dei bot (peraltro ben realizzata e competitiva in base al livello di difficoltà selezionato) e preferiscono scontrarsi contro giocatori umani, c’è il classico multiplayer che in realtà non si discosta molto dalla modalità Squadre, se non per l’ovvia strutturazione dei team e per la presenza di modalità come Tutti contro Tutti e Infezione. Combattendo contro altri avversari umani potrete affrontare anche battaglie più numerose rispetto alle classiche, affrontando mappe più vaste rispetto agli standard della serie. Niente di troppo spropositato e che faccia rimpiangere l’assenza di mezzi di trasporto, ma comunque piuttosto intriganti per qui predilige scontri meno claustrofobici e più aperti. Un esempio è dettato dalla mappa Stonehaven in cui potremo combattere in un tipico panorama scozzese che mette in scena un vecchio borgo medioevale vicino ad un castello. Qui potremo muoverci liberamente per le colline, esplorando parti del castello che ci permetteranno di tenere sotto controllo gran parte della mappa, e che premiano i giocatori che avranno scelto equipaggiamento a lungo raggio. Ci sarà comunque modo di nascondersi grazie a sezioni con un ruscello, cunicoli scavati all’interno del terreno e altre strade secondarie che arricchiscono la mappa. Se Stone Heaven è forse la mappa più grande o comunque aperta, non mancano altri divertenti scenari da scoprire, alcuni pieni zeppi di passaggi secondari e altri che invece propongono zone più claustrofobiche e adatte allo scontro ravvicinato. Il loro numero e varietà è comunque piuttosto buono già adesso, senza le mappe extra che verranno rilasciate tramite DLC in futuro.

L’evoluzione del personaggio ha preso in prestito alcune caratteristiche del passato e le ha fuse insieme. Adesso per esempio potrete scegliere arma primaria e relativi accessori (mirino, sottocanna, silenziatore e molto altro), un’arma secondaria che si traduce in una pistola, anch’essa con relativi accessori, granate letali, granate tattiche, abilità (altrimenti detti perks) da equipaggiare e infine il tipo di aiuto che si vuole ricevere dalla striscia di uccisioni nemiche, tra assalto, suppoto o specialità. Ogni componente, eccetto i perks, è acquistabile con i punti Squadra ottenuti al passaggio di livello e quindi occorre essere cauti prima di ogni acquisto. Le abilità attivabili sono in numero limitato e differiscono tra loro anche dal costo di attivazione. Eliminando però dell’equipaggiamento potrete ottenere degli slot extra in cui inserire nuove abilità. Se per esempio non utilizzate mai le granate tattiche o l’arma secondaria, potrete toglierle per poi ottenere nuovi spazi in cui inserire abilità che prima non potevano essere inserite, se non eliminandone altre.

L’ultima modalità disponibile in Call of Duty: Ghosts è una novità per la serie ed è facilmente accostabile alla vecchia modalità Zombie. Il suo nome è Estinzione e ci vedrà combattere contro un’orda aliena, mentre dovremo cooperare con altri giocatori per trivellare i nidi nemici e disinfestare l’area. Le meccaniche in questo caso assumono connotazioni da gioco di ruolo visto che salendo di livello potrete sbloccare altre tre classi di personaggi che avranno a loro disposizione nuove abilità. Quella con cui inizierete potrà per esempio rifornire le armi degli alleati a patto di aver guadagnato abbastanza denaro dall’uccisione dei nemici. Man mano che eliminerete la minaccia e salirete di livello potrete potenziare le quattro abilità della vostra classe, scegliendo se dedicarvi solo ad una o diversificando l’assegnazione dei bonus. La particolarità non è data solo da un’impostazione e una crescita del personaggio completamente separata dal multiplayer visto fino ad ora, quanto dai nemici stessi che dovremo affrontare. Non immaginatevi una diversificazione estrema, ma le tipologie di alieni, notevolmente differenti dai soldati che avrete affrontato in precedenza, richiedono collaborazione e sangue freddo per prevenire o controbattere i vari attacchi che verranno portati alle vostre fila. Considerate che inizierete sempre armati di una semplice pistola e che i vostri bonus saranno sempre di livello 1 e capirete quanta tensione e adrenalina saprà fornirvi questa modalità, a patto di avere qualche amico con cui affrontarla, visto che i bot non saranno disponibili per questa modalità.

Ad inizio articolo abbiamo detto che una delle sfide più gravose davanti a cui si sono trovati gli sviluppatori, è stato portare Call of Duty: Ghosts sulle nuove console Next Gen. Noi abbiamo avuto modo di provare la versione Xbox One e per quanto riguarda il comparto tecnico, dobbiamo ammettere di non essere rimasti particolarmente impressionati. Il gioco gira sempre alla massima fluidità, ma texture e modellazione poligonale sono figlie della scorsa generazione. Il fatto che il gioco sia uscito anche sulle “vecchie” console probabilmente non ha permesso di adattarlo al meglio, ma dispiace un po’ dover aspettare un altro anno prima di vedere un “vero” Call of Duty Next Gen. Alcune mappe come abbiamo detto sono più grandi del solito, la possibilità di giocare in split screen è un bonus che gli altri prodotti non offrono e la fluidità di gioco (fondamentale in uno sparatutto di questo tipo) è granitica, però continuare a utilizzare il vecchio motore grafico rende tutto al di sotto degli standard che ci si aspetta da una nuova e performante console. Il gioco è graficamente apprezzabile, sia chiaro, solo che non si avverte lo scarto generazionale, se non per una resa grafica leggermente migliore. Per il prossimo anno serve un restyle grafico completo, con l’introduzione di un nuovo motere che possa davvero traghettare la serie nella nuova generazione.

Call of Duty: Ghosts è contenutisticamente strabordante. Dietro alla giocabilità amata/odiata della serie ci sono una serie di modalità principali davvero interessanti. Il giocatore solitario potrà affrontare una campagna senza particolari sorprese, ma questa volta potrà anche decidere di affrontare la CPU in sfide che gli insegneranno a conoscere le mappe e l’equipaggiamento, senza l’obbligo di gettarsi nell’online “puro” per farsi crivellare di colpi dai più abili. Il sistema di progressione è abbastanza canonico e le ricompense ottenibili sembrano ben bilanciate nell’economia del gioco. Per chi invece ama il multigiocatore sarà difficile staccarsi dal gioco per via dei tanti possibili approcci alle mappe e alle tante modalità proposte. Poi se avete un fratello/amico potrete sfruttare lo split screen per affrontare insieme a lui le mille battaglie proposte. Tutto questo però deve scendere a patti con una campagna breve e piuttosto canonica, con uno stile di gioco che nel bene o nel male è rimasto lo stesso di sempre e con una versione Next Gen che non fa molto per esaltare lo scarto generazionale. In pratica chi ama la serie continuerà a farlo augurandosi solo di veder arrivare la vera next gen per l’anno prossimo, mentre gli altri non troveranno nulla che farà cambiare loro idea.

Pro
  • – Tante modalità corpose e ben assortite
  • – Modalità Squadre contro la CPU, perfetta per allenarsi e per acquisire punti esperienza
  • – Multiplayer competitivo e ricco
  • – Presente lo spit screen per due giocatori.
  • – Modalità Estinzione più tattica di quanto non sembri
  • – Mappe ben costruite e progettate
Contro
  • – Campagna per giocatore singolo breve e priva delle novità introdotte in Black Ops 2
  • – Qualche modalità inedita ma poche vere novità
  • – La versione per Next Gen non rispecchia la forza bruta delle console

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