Capcom Fighting Collection – Recensione

Se c’è un brand negli anni è riuscito a lasciare il segno e far crescere generazioni di fan dei picchiaduro quello è Capcom. Lo storico team giapponese con sede a Osaka ci ha abituato negli anni a remaster e collection legati a suoi beat ‘em up 1vs1 più storici con sorprendente fermezza e disinvoltura. Una scelta che ha rimarcato la perseveranza di una software house che, da un lato, continua a diversificare i suoi progetti e proporre esperienze su più generi, mentre dall’altro continua a valorizzare una storicità che nel mondo dei picchiaduro più arcade ha fatto scuola. In onore del 35esimo anniversario della serie Street Fighters, Capcom però non ha solo annunciato il suo sesto e ufficiale capitolo, ma ha realizzato Capcom Fighting Collection che rispetto ai precedenti pacchetti offre un ventaglio di titoli vari e, soprattutto, preziosi. Una vera occasione non solo per i nostalgici degli anni d’oro dei cabinati, ma anche per i curiosi che vogliono avvicinarsi al genere in attesa Street Fighters 6.

Capcom Fighting Collection è il giusto mix di vecchie glorie dal gameplay intramontabile

Nostalgia canaglia

Capcom Fighting Collection racchiude in un unico cofanetto digitale 10 titoli che hanno fatto la storia dello sviluppatore negli anni Novanta, inondando le sale giochi di cabinati pronti a divorare tempo libero e monete di grandi e piccini. Il pacchetto, nello specifico, comprende Darkstalkers: The Night Warriors, Night Warriors: Darkstalkers’ Revenge, Vampire Savior: The Lord of Vampire, Vampire Hunter 2: Darkstalkers’ Revenge, Vampire Savior 2: The Lord of Vampire, Red Earth, Cyberbots: Full Metal Madness, Super Puzzle Fighter 2 Turbo, Hyper Street Fighter 2: The Anniversary Edition e Super Gem Fighter Mini Mix. Parliamo di capitoli divertenti e ben diversificati che divorano il tempo libero dei videogiocatori con una facilità per certi aspetti disarmante, risultando estremamente impegnativi per chi è alle prime armi o ha perso lo smalto di un tempo con i picchiaduro puramente arcade. Da segnalare che per ogni titolo presente, escluso Super Puzzle Fighter 2 Turbo, c’è una sezione adibita all’allenamento con ogni personaggio sui vari capitoli; possibilità fondamentale per impratichirsi e trovare personaggi preferiti e tattiche ideali da sfoggiare contro gli avversari.

Tra citazioni e riferimenti palesi, si tratta della collezione più varia e appetibile per gli appassionati, dove l’unico “vero” Street Fighter è l’edizione speciale del suo secondo capitolo uscito nel lontano 2004, che include le versioni Champion Edition, Turbo, Super e Super Turbo in un’unica edizione. Brand poi riproposto includendo il divertente e atipico puzzle game Super Puzzle Fighter II Turbo e la sua declinazione da beat ‘em up Super Gem Fighter che risulta tanto caricaturale quanto divertente e approcciabile per i nuovi arrivati. Il vero pezzo da novanta della Capcom Fighting Collection, però, è la serie Darkstalkers con tutti i suoi 5 progetti, inclusi le ultime due varianti mai uscite prima al di fuori del mercato orientale e che presentano alcune novità per il roster, così come per il moveset di Demitri, Victor e compagni. Per la serie appena menzionata si è trattata di una vera e propria (ri)scoperta e considerando la varietà di un combat system invecchiato benissimo, è nata in noi la speranza di un ritorno in auge del brand su next-gen.

Per quanto riguarda invece Red Earth abbiamo una vera e propria storia con solo quattro eroi tra i quali scegliere e una sequenza definita di boss dalle dimensioni più o meno generose e una difficoltà crescente. In questo caso ogni nemico ha una barra della vita molto grande sulla parte inferiore dello schermo, così come un moveset specifico che obbligherà i giocatori a giocare con la pazienza e un minimo di tattica per non rientrare in un trial and error compulsivo. Parliamo di un gameplay ben ibridato ad alcune meccaniche più ruolistiche quali punti esperienza e livelli che a suo tempo lo hanno reso decisamente pionieristico e per i quali merita di essere approfondito anche dai più giovani. Piccola menzione anche per Cyberbots che è rimasto il titolo più difficile da digerire, soprattutto durante i primi incontri, ma che con un po’ di pazienza si è rivelato una gradita aggiunta al cofanetto per gli scontri più caotici tra robot armati di tutto punto che sapranno sicuramente come tornare a farsi apprezzare dai videogiocatori.

Dal cabinato alla console

Accedendo al menù inziale della Capcom Fighting Collection è possibile accedere ai vari titoli con pochi click, così come selezionare la versione inglese o giapponese dei progetti che lo permettono, per scoprire alcune – piccole – variazioni estetiche. I salvataggi specifici permettono di avere sottomano i vari progressi fino a quando si rimane all’interno dello stesso titolo, anche se non è possibile mantenere i salvataggi da per ritornarci con disinvoltura quando si passa da un titolo all’altro; un piccolo prezzo da pagare, insomma. Possiamo giocare sia offline per destreggiarci contro la punitiva IA oppure online dove creare lobby fino a nove giocatori o attivare la tipica modalità spettatore. Ovviamente in ogni momento di una partita offline è possibile introdurre in locale un secondo giocatore, proprio come nei cabinati, mentre la stabilità dei server online ci è parsa di buon livello, al netto della consapevolezza di dover attendere qualche minuto di troppo durante il matchmaking, soprattutto per partite classificate. Situazione per la quale l’assenza di qualsivoglia tipo di crossplay si fa sentire con un pizzico di rammarico.

Piacevolissima, invece, la scelta di introdurre numerosi artwork e bozze prese dai vari capitoli, con tanto di illustrazioni per alcuni progetti che non possono fare gola ai più grandi e nostalgici, tra libretti per le istruzioni originali e schizzi originali mai pubblicati prima. Non siamo però davanti a una riproposizione enciclopedica per informazioni e curiosità che, soprattutto con i capitoli di Darkstalkers, sarebbe risultata la ciliegina sulla torta. Sotto questo punto di vista il lavoro svolto per fatti, analogie, curiosità e racconti scritti per la Street Fighter 30th Anniversary Collection continua a non avere paragoni qualitativi. Per quanto riguarda il layout dei menù, invece, è stato preferita una strada più minimalista e user friendly, con la Capcom Fighting Collection che presenta varie opzioni e modifiche sia estetiche sia di gameplay (con la mappatura completamente personalizzabile dei comandi) per ognuno dei dieci titoli accessibili in ogni momento e, nonostante in alcuni momenti ci sia parsa fin troppo semplificata, abbiamo apprezzato le varie opzioni disponibili tra filtri e formati per lo schermo.

Commento finale

Capcom Fighting Collection è una graditissima collezione ideale non solo per gli appassionati dei picchiaduro arcade, ma che ha tutte le carte in regola per farsi scoprire e apprezzare da chi il periodo d’oro dei cabinati lo ha solo vissuto superficialmente. Un cofanetto che alterna must have dello storico marchio giapponese con alcune sorprese – finalmente – rispolverate per l’occasione; una serie unica nel suo genere. Tra online e rinnovato sistema di medaglie e progressi di gioco, avrete ben più di un motivo per tornare sull’ultima raccolta made in Capcom, sia con amici sia in solitaria.

Pro
  • – Un cofanetto prezioso per gli amanti dei picchiaduro
  • – Tutta la serie Darkstalkers nel suo splendore è rimasta godibilissima
  • – Numerose personalizzazioni sia estetiche sia per i comandi di gioco
  • – Artwork, bozze e musiche da (ri)scoprire con pochi click…
Contro
  • – Per il matchmaking è necessaria un po’ di pazienza
  • – … ma avremmo sperato in un lavoro ancor più dettagliato per riferimenti e racconti

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