Card Shark – Recensione

Carta vince, carta perde, tieni d’occhio la regina

Spesso si dice che barare è un’arte e questo è assolutamente vero, perché molto spesso richiede innata destrezza ed un tempismo non da poco. Questa è forse una frase alquanto bizzarra per iniziare una recensione di un videogioco, ma vi assicuro che presto vi farò cambiare idea, dato che il gioco in questione è Card Shark. Questo titolo indie è stato sviluppato da Nerial Limited sotto la supervisione e produzione di uno degli attuali colossi del settore indipendente, ovvero Devolver Digital. Il titolo è stato rilasciato lo scorso 2 giugno su PC tramite Steam ed esclusivamente console su Nintendo Switch.

Partiamo dal presupposto che Card Shark possiede una trama ben congeniata, del tutto scorrevole ed alquanto fitta; infatti, appena iniziato il gioco ci viene subito riferito che potremo riscontrare scene più o meno “forti” che possono comprendere anche suicidi. Fattore che fa comprendere come il titolo punti molto sulla sua narrazione attorno al gameplay. Card Shark è ambientato nel rinascimento francese, decorato di sfarzosità, nobili ed anche veri personaggi storici di spessore. Gli avvenimenti hanno inizio in una piccola locanda, dove il nostro protagonista lavora come cameriere, sotto una padrona tutt’altro che amichevole. In una sera di lavoro che sembra essere una di tante un particolare cliente attira la nostra attenzione, tanto che ci chiede di sederci al tavolo con lui. In questa conversazione scopriamo che il nostro interlocutore è il Conte di Saint-Germain, personaggio di spicco della storia francese, ed in aggiunta veniamo a conoscenza del fatto che il nostro protagonista è muto. Il Conte ci spiega come stia aspettando alcuni ospiti per una partita di carte e ci chiede se vogliamo aiutarlo a barare durante la partita in cambio ovviamente di un compenso. Il nostro compito sarà quello di sbirciare la mano dell’avversario mentre gli versiamo da bere e successivamente tramite il movimento dello straccio per pulire il tavolo segnalare al Conte quale sia il seme prevalente tra le carte dell’avversario. Sembra andare tutto liscio, quando ad un certo punto l’uomo che sta giocando contro il Conte perde le staffe accusando il nostro nuovo amico di barare; nella baraonda l’uomo diventa sempre più aggressivo e siamo costretti a fuggire insieme al Conte che ci offrirà non solo riparo, ma anche di diventare a tutti gli effetti la sua spalla. Da questo momento inizierà un indimenticabile viaggio per tutta la Francia, costellato ovviamente da moltissime partite a carte per aiutare il nostro nuovo mentore nei suoi intenti. Sottolineiamo che in Card Shark non è presente un doppiaggio, ma bensì ogni dialogo viene visualizzato in maniera scritta, completamente tradotto in italiano.

Veniamo ora al gameplay effettivo, dove sono stato effettivamente stupito dal messaggio iniziale che suggeriva l’utilizzo di un joypad per vivere al meglio l’esperienza offerta da Card Shark. Sostanzialmente l’intero titolo si basa su una serie di minigiochi e quick time events per portare a termine i vari trucchetti e strategie per barare (28 in totale) che il Conte di Saint-Germain, ma non solo, ci insegnerà durante il nostro percorso. Per fare un esempio basilare, prima di tutto dobbiamo scegliere una destinazione da raggiungere insieme al nostro maestro tra quelle disponibili. Su ogni destinazione che è possibile raggiungere saranno presenti alcuni simboli, come carte o monete: quelli contrassegnati da carte rappresentano nuove strategie da imparare ed avanzamento nella trama principale, le monete rappresentano luoghi dove si organizza una partita e saremo noi stessi a poter scegliere quale trucchetto usare per fregare i nostri avversari. Durante ogni viaggio di avanzamento nella storia la procedura è quasi sempre la stessa: il Conte ci spiegherà quale strategia andremo ad utilizzare, spiegandoci i comandi da utilizzare e riprovandola quante volte vogliamo con qualche piccolo aiuto. Un vero e proprio tutorial insomma. È importante capire bere la strategia, dato che una volta arrivati sul posto dovremmo essere infallibili se vogliamo proseguire. Durante la partita vera e propria, inoltre, sulla parte bassa dello schermo sarà presente una barra con la faccia del nostro avversario. Questa barra si riempirà gradualmente se impiegheremo troppo tempo per eseguire il trucco e, nello sfortunato caso in cui la barra raggiunga il limite, lascio a voi la scoperta delle conseguenze. Basilarmente questo è il gameplay di Card Shark, forse un po’ troppo ripetitivo e talvolta stucchevole per le lunghe descrizioni dei trucchi da attuare, ma la sfida devo ammettere che non manca affatto, anzi talvolta si può effettivamente sentire una pressione da prestazioni quando ci troviamo sull’effettivo campo di gioco e dobbiamo effettuare al meglio la strategia insieme al nostro partner.

Per quanto riguarda il comparto artistico Card Shark sicuramente sa stupire, con una grafica disegnata a mano che ci immerge con facilità nel diciottesimo secolo. Da sottolineare la grandissima cura con cui sono state curate le animazioni che, unito ad uno sfondo più statico, offrono un design eccellente per il genere indie. Allo stesso modo anche il comparto sonoro riesce ad accompagnare ogni momento scandendo a dovere ogni situazione presentata. Pecca però l’eccessivo riutilizzo di alcune colonne sonore, come quella che accompagna il momento di tutorial per imparare il trucco, alquanto ripetitiva dopo un po’ visto che ci troveremo molte volte ad affrontare queste fasi di pratica. Decisamente un punto a favore l’utilizzo di personaggi storici realmente vissuti e che hanno avuto molta importanza durante quel periodo storico, facendo tornare alla mente vecchie lezioni di storia della scuola media o superiore; dall’iconico Luigi XV fino a Voltaire giusto per citarne qualcuno. Nonostante tutto però, il ritmo generale tra narrazione e gameplay può apparire un po’ lento, con più enfasi sui dialoghi, piuttosto che ai momenti di gameplay. Questo dev’essere il motivo per cui è presente una modalità dev’è possibile godersi la storia senza dover affrontare le sfide di gioco.

I ragazzi di Nerial Limited hanno saputo creare un gioco unico nel suo genere, dal carattere effettivamente peculiare, con una narrazione solida tanto quanto “educativa” se così vogliamo definirla, non soltanto dal punto di vista storico, ma anche per quanto riguarda le strategie di imbroglio. Card Shark presenta una direzione artistica curata in ogni dettaglio, dalla storia misteriosa ed avvincente, fino agli sfondi disegnati a mano, passando per le animazioni dei nostri protagonisti su carta. Il gameplay d’altro canto ci propone una sfida di certo interessante, ma anche abbastanza ripetitiva di tanto in tanto. I trucchi da eseguire in fin dei conti sono ben 28, ma le lunghe sessioni di tutorial possono annoiare dopo le prime volte, spezzando un po’ troppo i ritmi di gioco. Il titolo sicuramente si presta per lo stile di gioco su Nintendo Switch, ormai console prediletta per i titoli indie e su cui è disponibile anche una demo di prova, nel caso voleste un assaggio del gioco. Il prezzo di 20 euro non è basso, ma se amate i giochi che hanno qualcosa da raccontare e sanno farlo bene questo può sicuramente essere un titolo adatto, e chissà che poi non riuscirete anche voi a stupire i vostri amici con il gioco delle tre carte. Solo, evitate di essere linciati

Pro
  • – Storia avvincente e ben narrata
  • – Comparto artistico pazzesco
Contro
  • – Gameplay di tanto ripetitivo
  • – Musiche stucchevoli in certi momenti
  • – Non adatto a tutti

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