Catherine Full Body – Recensione

Nel 2011 Atlus ha pubblicato su PlayStation 3 e Xbox360 un curioso gioco che univa una trama complessa e piccante coinvolgendo il giocatore con quello che potremmo definire sia un anime interattive, sia un notevole puzzle game. Il risultato di questo originale mix prese il nome di Catherine e divenne presto molto amato dei giocatori appassionati di produzioni giapponesi e, più in generale, di chi cercava uscite alternative rispetto a quelle a cui il mercato ci ha abituato. Ora, in questo periodo di ripescaggi, Catherine ritorna in esclusiva PlayStation 4 con una versione che, a cavallo tra remake e remastered, aggiunge molto altro insieme a texture più definite.

In Catherine la storia ha un ruolo fondamentale definendo anche il contesto su cui poggiano le basi delle sezioni puzzle. Noi seguiremo le disavventure del giovane Vincent, un uomo di 32 anni, fidanzato con la sua coetanea Katherine (con la K). Le cose non vanno sempre bene e in uno di questi momenti si palesa Catherine (con la C) una giovane che non passa certo inosservata per il povero amante indeciso. Là dove il gioco originale lasciava Vincent e il giocatore tra questi due personaggi femminili, Catherine Full Body fa un passo ulteriore, aggiungendone un terzo chiamato Rin. Molto più innocente e dolce rispetto alle due protagoniste originali, questa giovane che inizierà a lavorare al bar frequentato da Vincent complicherà ulteriormente le scelta di vita del nostro, andando ad integrarsi piuttosto bene (ma non perfettamente) nella trama originale che, per l’occasione, è anche stata parzialmente riscritta ed ampliata con ulteriori finali per venire incontro a questa importante aggiunta.

Una delle cose più interessanti di Catherine prima e di questa edizione Full Body ora, è il suo modo di giocare con noi. Anche se sembra un controsenso, mentre noi giochiamo, interagiremo con il titolo Atlus attraverso una serie di scelte che non sono ascrivibili come buone o cattive, ma che giocano spesso sulle zone grigie e che quindi stimolano il giocatore a prendere decisioni che magari nella vita reale non sono mai capitate. Se la loro funzione è quella di guidarci verso i 15 diversi finali, l’atto pratico è quello di coinvolgerci emotivamente nella vicenda facendoci entrare nella mente di Vincent per trasformarlo in un nostro avatar. Inutile dirvi che la cosa funziona sempre molto bene, rendendo anche il gioco molto rigiocabile proprio per il suo alto contenuto di bivi e diramazioni.

Catherine Full Body non è però solo un social simulator, ma anche un puzzle game. Questa componente verrà fuori quando, nei suoi sogni, Vincent si troverà in mutande a dover scalare una torre apparentemente senza fine. Legate a doppio filo alla trama, queste sezioni ci chiederanno di salire su una serie di blocchi di varia natura. Peccato che questi blocchi siano sospesi nel vuoto e richiedano di essere spostati per permettere una scalata che all’inizio è solo una corsa contro il tempo, ma andando avanti rivela ostacoli di vario genere, compresi antagonisti come Vincent intrappolati in questo incubo  e decisi più che mai a far valere il loro spirito di sopravvivenza. Così tra pecore che vi spintonano oltre i blocchi, sezioni che franano, altre su cui si scivola e tutta una serie di trappole e tranelli, dovrete anche muovere questi elementi creando dinamiche utili per farvi strada verso la cima.

Qui arrivano alcune novità di questa nuova riedizione, ossia un avanzamento automatico che, se attivato, completerà per voi le scalate, permettendovi di concentrarvi unicamente sulla storia, e una versione remix dei puzzle stessi, con blocchi che assumono nuove conformazioni o che stavolta portano con loro una serie di regole e caratteristiche inedite. Francamente nessuna delle due è un’aggiunta che mi sentirei di attivare alla prima partita, ma la prima rimane un’utile aiuto per chi, una volta risolti gli enigmi, vuole ricominciare il gioco e scoprire ulteriori finali senza per forza rifarsi ogni volta queste sezioni, mentre al seconda diversifica l’esperienza, andando oltre i quattro livelli di difficoltà che offrono comunque già parecchi differenze dall’uno all’altro.

Visti gli anni che ci separano dall’uscita originale, è bello vedere quanto Catherine sia ancora in splendida forma su PlayStation 4. La pulizia dell’immagine è notevole, con personaggi caratterizzati con attenzione e con ambienti che, seppur ridotti in numero, sono comunque ricreati splendidamente. Essendo un gioco che punta da sempre più sullo stile che sul numero dei poligoni, è strabiliante per motivi diversi rispetto ai soliti, ma riesce a solleticare i giocatori con situazioni ben studiate, rendendoli parte del gioco di seduzione attuato dalle diverse protagoniste. I dialoghi sono ottimamente doppiati sia in inglese che in giapponese, mentre i testi sono completamente in italiano. Avvolgenti gli effetti sonori, così come le musiche scelte per accompagnare noi e Vincent in questo provocante ma pericoloso viaggio.

Con l’aggiunta di un personaggio, Catherine Full Body diventa quasi un remake del titolo originale, migliorando com’era ovvio la componente grafica ma soprattutto arricchendo la componente narrativa che ora comprende una fanciulla extra e altri cinque finali. Inoltre, anche la fase puzzle è stata arricchita, con un modo per aiutare i giocatori in difficoltà e una modalità remix che modifiche le scalate e rinnova la sfida. E per incrementare la rigiocabilità, sappiate che le tante scelte da effettuare vi spingeranno a riflettere su argomenti tutt’altro che banali. Non è quindi solo un gioco furbo che vuole far leva sulle sue protagoniste, ma è anche un’uscita che tratta certi temi con intelligenza e che si rivela molto più psicologico e profondo di quanto si creda sulle prime.

Pro
  • – Storia intrigante
  • – Un nuovo personaggio extra
  • – Fasi puzzle con tante regole, anche rinnovate
  • – Psicologico e profondo
Contro
  • – Rin non si incastra sempre alla perfezione nella trama originale
  • – Alcuni puzzle sapranno farvi penare
  • – Storia piuttosto breve (ma molto rigiocabile)

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