Chariot – Recensione

Una buffa e funerea avventura approda su Xbox One

Dal 1 ottobre è disponibile su Xbox One e gratuitamente per tutti gli utenti Xbox Live Gold, Chariot un titolo all’apparenza semplice che incrocia in maniera interessante le meccaniche dei platform 2D a quelle dei puzzle game. Essendo un titolo che in molti giocheranno gratuitamente, vogliamo raccontarvi perché dovreste scaricare i circa 2 giga e mezzo che lo compongono, in un periodo in cui i bei giochi non mancano di certo.

Sviluppato dalla software house canadese Frima Studios, Chariot narra le vicende di una principessa che, dopo aver perso il proprio padre e re, decide di portare i suoi resti mortali in un sepolcro meraviglioso, degno di sua maestà. Per farlo la nostra giovane eroina dovrà percorrere i livelli proposti portando con se proprio le spoglie del genitore racchiusi in una bara dotata di ruote. Spessissimo vi troverete a sollevare, tirare o spingere la cassa del re attraverso stage che richiedono alla povera principessa di spostare continuamente le povere spoglie del vecchio sovrano. Andando avanti nella storia entrerete in possesso di vari strumenti che potranno essere acquistati tra uno stage e l’altro attraverso il rinvenimento di progetti. Ci saranno ganci per sollevare la cassa, lanterne che vi permetteranno di vedere al buio e diversi altri power up che renderanno la progressione piuttosto stimolante. Oltre agli ostacoli più o meno naturali capaci di variare acune meccaniche del gamplay, si frapporranno tra voi e l’uscita anche alcuni nemici che cercheranno di rubare il tesoro racimolato fino a quel momento. Premendo il tasto X la principessa utilizzerà una spada con cui potrà tenerli a bada senza troppe difficoltà.

All’interno del livello, premendo il tasto RT, il nostro alter-ego userà una fune per tirare il carro del Re, trascinandolo sopra alle sporgenze o ostacoli altrimenti impossibili da superare. Questa abilità si rivela sin da subito fondamentale per poter proseguire nell’avventura e ben presto si unirà la possibilità di tirare a sé la fune senza muoversi, in modo da recuperare la cassa e facilitare le manovre. La fune e il suo modo di usarla aprirà nuove interessanti possibilità grazie per esempio a rotaie spettrali che saranno intangibili per la principessa, ma che saranno invece in attraversabili per il Re, così come quelle della vita che ribalteranno la situazione. Per venire incontro al giocatore durante le situazioni più complesse c’è comunque un sistema di reset del personaggio che vi riporterà all’ultimo checkpoint trovato tenendo semplicemente premuto il tasto B.

Le pietre preziose sparse in giro per gli stage, così come i progetti e i teschi nascosti un po’ dappertutto, saranno tra l’altro ottenibili solo ed unicamente dalla cassa. In pratica per raccoglierli dovrete portarli a contatto del carro e non della principessa. Ciò ovviamente spinge i giocatori ad ingegnarsi per disegnare percorsi sempre più complessi con lo scopo di ottenere punteggi sempre maggiori e tesori sempre più ricchi che faranno felici i completisti.Per loro, oltre alla modalità principale, è disponibile anche un attacco al tempo dove si dovrà raggiungere l’uscita nel minor tempo possibile. Ad attendervi ci saranno medaglie d’oro, d’argento e di bronzo, ma per ottenerle dovrete sudare le proverbiali sette camicie.

Il problema principale di Chariot risiede però nella ripetitività di certe azioni durante i livelli. Si sprecheranno le volte che dovrete issare il povero sovrano, così come quelle in cui dovrete spingerlo e tirarlo per tutti i livelli. L’essere così legati al carro del titolo dopo un po’ inizia a diventare limitante e purtroppo inizieranno anche a scarseggiare le situazioni in cui vi troverete ad ammirare una nuova svolta nel gameplay, piuttosto che alzare gli occhi al cielo per dover nuovamente ripetere una sezione per colpa della fisica che in alcuni casi è meno precisa di quanto dovrebbe. Questo limite, che si dimostra croce e delizia del gioco Frima Studios, si ammorbidisce durante la cooperativa locale. Con un altro giocatore nei panni del fidanzato della principessa, il dover sempre tirare il carretto diventa una manovra da gestire a metà, offrendo maggiore spazio di manovra. Oltre a queste possibilità e al divertimento che ne consegue, esiste anche la possibilità di affrontare alcune ramificazioni dei livelli che altrimenti sarebbero impossibili in solitaria, offrendo un ulteriore motivo per riaffrontare l’avventura insieme ad un amico. L’unico aspetto negativo di questa modalità multigiocatore è l’impossibilità di affrontarla online, relegando la coop ad una modalità fruibile solo nelle situazioni in cui avete un amico a casa.

Il comparto tecnico di Chariot è buono ma sicuramente semplice per una console next-gen. Tenendo comunque conto della natura indie del prodotto si segnalano ottime scelte di design per i protagonisti, ambientazioni curate e dettagliate seppur non troppo diversificate e un level design apprezzabile ma non sempre capace di mantenere la freschezza di alcuni punti. Colori vivaci e brillanti rendono la processione rappresentata molto più allegra e spensierata di quanto in realtà dovrebbe essere la situazione. A questo scopo si segnalano anche dei divertenti dialoghi pronunciati dallo spirito dello stesso re che vengono sapientemente sottotitolati in italiano per i meno anglofoni. Le musiche si adattano all’atmosfera generale ma non si possono considerare indimenticabili.

Il titolo di Frima Studios è un platform assolutamente godibile e che vale la pena di giocare soprattutto grazie al suo essere attualmente gratuito. La ripetitività di certi passaggi e azioni, così come un comparto tecnico semplice ma non strabiliante, lo rendono preferibile a quanti potranno usufruire della cooperativa in locale. Tutti gli altri avranno a che fare con un titolo interessante e ben sviluppato che purtroppo dimostra solo a sprazzi interessanti momenti di genialità, seguiti da altri decisamente meno interessanti.

Pro
  • – Gameplay che incrocia platform e puzzle game
  • – Semplice e immediato
  • – Cooperativa in locale divertente e buffa
Contro
  • – Gameplay a tratti ripetitivo
  • – Comparto tecnico semplice e non troppo vario

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