Dead or Alive 6 – Recensione

Tra i picchiaduro più interessanti c’è da sempre Dead or Alive, serie Koei Tecmo che sin dalla prima Playstation ha dimostrato di poter competere contro i più celebri esponenti del settore. Oltre alle sue protagoniste sexy e prosperose e alle loro grazie ondeggianti come neanche sulla Luna, la saga si è sempre contraddistinta per una giocabilità immediata, spettacolare, ma anche tecnica, fatta di mosse e soprattutto contromosse che sono diventate un marchio di fabbrica insieme alle procaci lottatrici. Con il passare del tempo il gioco si è evoluto parecchio e ora è finalmente pronto per proporsi con il suo sesto capitolo. Dead or Alive 6 prova quindi a rinfrescare la formula aggiungendo alcune meccaniche inedite, senza però rinnegare le caratteristiche che lo hanno reso celebre.

I picchiaduro al giorno d’oggi devono soddisfare tanti tipi di giocatori: quelli che amano lo scontro online, ma anche chi vuole combattere per conto proprio contro la CPU in una serie di modalità più varie possibili. Il giocatore che appartiene a questa seconda categoria sarà felice di sapere che Dead or Alive 6 prova ad accontentarlo in vari modi, proponendo anche una modalità Storia. Il risultato non è all’altezza delle produzioni americane di cui NetherRealms è portabandiera, ma di scontri per impratichirci ne potremo comunque svolgere parecchi, passando di personaggio in personaggio e potendo quindi utilizzare tutto il ricco roster di oltre 20 personaggi.

I siparietti prima di ogni scontro vanno dal banale al ridicolo, ma sfociano tutti in lotte più o meno complesse che portano avanti la trama di ciascun lottatore. Il problema semmai è che la storia non è lineare, ma segue diversi protagonisti facendo perdere rapidamente il filo di una vicenda che getta i semi per il futuro senza però lasciare davvero qualcosa al giocatore come accadeva in altre uscite. So che parlare di “storia” in un picchiaduro è sempre piuttosto strano, ma visti i risultati ottenuti da certe produzioni e visto che nel menu principale ci aspetta proprio una modalità con questo nome, era lecito aspettarsi qualcosa di più a riguardo.

Per fortuna, se la Storia delude un po’ (specie in termini di narrazione), il discorso cambia notevolmente con Missione DOA. Trovandoci ad aiutare Nico con il suo simulatore virtuale, avremo una scusa per provare una serie molto numerosa di sfide in cui dovremo cercare di ottenere tutte e tre le stelle che ogni prova offre. Una riguarda solitamente il vincere il combattimento, ma le altre due chiedono di eseguire mosse e combo con specifiche direttive, piuttosto che superare determinati punteggi. La parte interessante di queste sfide è che quando ci viene chiesto di eseguire una qualche azione specifica, potremo premere un tasto per entrare nel tutorial e scoprire come si esegue quella particolare azione. Il completamento delle sfide ci porta denaro da spendere in oggetti estetici per i protagonisti, ma anche una valuta speciale utile per sbloccare specifici costumi, da sempre ambito trofeo per i completisti del gioco, oltre che per soddisfare i fan che vorranno ottenere costumi classici e altri più succinti che mettano in risalto le bellezze digitali.

L’offerta single player non è comunque ancora finita, proponendo modalità classiche ma sempre ambite come Arcade (una serie di scontri a vari livelli di difficoltà ma purtroppo senza un qualche finale), Survival (probabilmente la modalità più rapida e divertente visto che i contendenti arrivano sul ring uno via l’altro) e il classico Time attack (simile all’Arcade ma con un cronometro). Questo opzioni saranno quelle che, dopo le prime ore utilizzerete più spesso per ottenere monete di gioco e parti di vestiti, oltre che per allenarvi con i personaggi che vorrete imparare ad usare, aumentando ulteriormente il tempo che passerete sul titolo.

Il sistema di combattimento fatto di colpi, proiezioni e prese (l’equivalente delle contromosse che hanno reso celebre la serie) è più vivo che mai, permettendo a tutti i giocatori di divertirsi fin da subito. Proprio le prese saranno la chiave per distinguere i giocatori appena arrivati da quelli che invece vogliono scoprire il tecnicismo nascosto dietro a questa serie apparentemente votata alla sola estetica. È vero che si possono eseguire combo anche spettacolari premendo ripetutamente il tasto dei pugni o quello dei calci, ma così facendo farete capire all’avversario dove starete per colpire, permettendogli di ritorcervi contro la vostra mossa. Ecco dunque che variare i colpi e la loro altezza diventa fondamentale per diventare imprevedibili e rendere la vita molto più complessa a qualunque avversario. I grilletti vi verranno in aiuto simulando la pressione di due tasti contemporaneamente, ma la novità di questa uscita è legata al dorsale destro, utile per scatenare gli attacchi speciali che attingono da una nuovissima barra che, come da tradizione si riempie combattendo.

Potreste scegliere di sferrare un Assalto Fatale capace di stordire l’avversario, collegando fino a quattro potenti colpi ma dovrete tenere a mente che anche in questo caso sarà possibile rimandarlo al mittente; oppure potreste voler puntare tutto sul Colpo Devastante, singolo attacco che però è imparabile e può solo essere evitato. Oppure potreste usare metà barra per eseguire una contromossa assicurata per ogni colpo in arrivo, facilitando una via di fuga da chi vi ha messo all’angolo. Grande importanza è poi rivestita dalle combo, una lunga lista di possibilità che si moltiplica poi per i 26 personaggi. Questi sono tutti diversi tra loro e offrono stili di combattimento molto vari, eppure, iniziare ad usarne uno rispetto ad un altro non da quasi mai quella sensazione di smarrimento che talvolta può capitare in altri titoli analoghi. Poi ovviamente ognuno ha la sua move list da imparare ma, complice anche l’ottimo tutorial, si può imparare ogni mossa senza troppa difficoltà, lasciandoci poi il compito di contestualizzarla al meglio durante i round.

Il single player non è all’altezza di alcune produzioni americane, ma si difende egregiamente grazie ad una varietà notevole che comprende modalità vecchie e nuove. Il comparto multigiocatore merita invece qualche chiarimento extra poiché, in questi giorni vicini al day one, la proposta si divide unicamente tra match in locale e partite classificate online. Non potrete quindi creare una stanza o un torneo, così come non potrete nemmeno invitare un amico per sfidarlo sulla grande rete. Le partite classificate funzionano molto bene sia nella ricerca dello sfidante, sia durante la partita vera e propria (a meno che non incontriate giocatori dall’altra parte del mondo con una connessione poco performante), ma permane il problema delle disconnessioni forzate dei giocatori che non sanno perdere. In questo caso la partita viene annullata e la vittoria che magari avevate in tasca va a farsi benedire. Se pensate, giustamente, che questa unica modalità sia davvero troppo poco, non demoralizzatevi poiché entro fine marzo arriveranno le partite amichevoli e le stanze private che aumenteranno le possibilità di chi ama competere online, sperando che arrivino anche ulteriori extra come per esempio “Re della collina” e similari.

Il comparto tecnico della serie è sempre stato un punto forte nelle precedenti uscite e, anche stavolta, Dead or Alive 6 non è da meno. Ogni lottatore è animato in modo eccellente riprendendo alla perfezione lo stile di combattimento che incarna. Il massimo ovviamente si ottiene dalle fanciulle, con animazioni spesso ammiccanti che giocano molto sui loro numerosi costumi, i quali si danneggiano durante il combattimento lasciando scoperte alcune parti ma dando anche una vera sensazione di lotta. Se ve lo state chiedendo, sì, i davanzali delle lottatrici, specie quelli di alcune, sono particolarmente abbondanti e offrono una loro interpretazione delle leggi fisiche, ma questo fan service un po’ birichino non toglie nulla alla giocabilità e alla spettacolarizzazione dei vari combattimenti. Questi poi si svolgono in arene interattive che possono offrire diverse situazioni extra per infliggere danni consistenti all’avversario, tra esplosioni, piovre giganti e dinosauri. I suoni dei colpi sono sempre efficaci, le musiche rockeggiano come dovrebbero e il doppiaggio può essere selezionato in inglese (un po’ fuori sincrono in diverse occasioni) o in giapponese, lingua consigliabile per aderire in pieno alla filosofia alla base del gioco. Testi, menu e sottotitoli sono invece tradotti in un buon italiano.

Dead or Alive 6 è una validissima aggiunta ai picchiaduro moderni, in grado di soddisfare i desideri del giocatore single player, garantendo anche una sfida appassionante a chi vorrà giocare online (specie dopo che saranno aggiunte le funzioni aggiuntive verso fine marzo). Il roster è solido e variegato, con personaggio vecchi e nuovi che si differenziano per gli esperti ma che possono essere approcciati senza troppe difficoltà anche dai neofiti. La vena sensuale delle protagoniste è ancora presente e non sono da escludere ulteriori DLC relativi agli abiti che probabilmente verranno inseriti in una versione successiva a questa. Quel che conta però è che il titolo appare fin da ora divertente e in grado di appassionare tutte le categorie di giocatori, da chi vuole imparare a combattere grazie ai tanti tutorial presenti, fino a chi vorrà affinare le proprie abilità in vista di eventi e-sports che sappiano sfruttare i grandi tecnicismi del gameplay, sapientemente celati dalle altrettanto abbondanti grazie di Tina, Kasumi e compagne.

Pro
  • – Single player piuttosto ricco
  • – Roster vario e ben caratterizzato
  • – Gameplay collaudato
  • – Buon sistema di tutorial
  • – Costumi da sbloccare giocando
  • – Bello da vedere e da ascoltare
Contro
  • – Storia pasticciata
  • – Miglioramenti grafici non eclatanti
  • – Poche modalità online (all’uscita)

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