DERU: The Art of Cooperation

“Il Gameplay prima di tutto” dovrebbe essere il motto di qualsiasi videogiocatore capace di avviare un gioco. Questa massima, insieme a “ci si diverte di più in compagnia”, dovrebbero essere scolpiti a chiare lettere negli studi di Ink Kit, lo sviluppatore indie che ha portato su Steam e su Nintendo Switch DERU: The Art of Cooperation. Senza nemmeno sapere di che si tratta, il nome indica già una meccanica carissima a molti giocatori e, se questa cooperazione si attua stando seduti sul divano accanto ad una seconda persona, ecco che l’attenzione di un certo tipo di pubblico è già stata catalizzata.

DERU: The Art of Cooperation è accostabile ad un’opera d’arte essenziale, lontana dai poligoni che oggigiorno sono onnipresenti, così come dal concetto di storia. Il concept è anch’esso basilare, con due triangoli uno bianco e uno nero che devono semplicemente raggiungere l’icona dell’uscita presente in una schermata comunque statica, in cui il punto di arrivo è immediatamente chiaro; quello che non è chiaro è il modo in cui possono raggiungere tale traguardo visto che lo schermo è attraversato da righe di pittura bianca e nera che possono distruggere il triangolo dello stesso colore che entrerà in contatto con loro. L’unico modo per raggiungere lo scopo sarà farsi aiutare dal triangolo del colore opposto, perfetto per interrompere la linea colorata e far così passare il proprio compagno di avventure che, da lì a poco, dovrà fare lo stesso.

I triangoli si muovono liberamente con gli stick analogici, input che (all’inizio) non ha bisogno di pulsanti accessori per saltare, sparare o chissà cos’altro. La pulizia grafica si accompagna quindi a quella del gameplay, per un gioco adatto veramente a tutti grazie ad un livello di immediatezza sorprendente. La sua identità da puzzle game fa in modo che ogni livello richieda un approccio diverso per essere superato, senza però pressare i giocatori con dinamiche come il tempo o le vite contate. Tutto ciò rende l’esperienza molto appagante, spingendo a divorare i 70 livelli che compongono i cinque “mondi” a disposizione.

La comunicazione tra i due giocatori è fondamentale e, anche nei casi di errore dovuti ad una mancata coordinazione, piuttosto che ad un’idea non proprio eccellente, ci si ritrova a ragionare insieme e a sperimentare. Il gioco nasce per essere giocato insieme ad un amico in locale (non esiste alcuna modalità online) ma è possibile giocarlo anche in solitaria, dovendo però muovere contemporaneamente entrambi i protagonisti triangolari. I primi livelli vanno via senza problemi anche così, ma progredendo diventa necessaria una precisione maggiore che, gestita su due elementi diversi e attraverso due sistemi di controllo diversi, può essere parecchio difficoltoso. Il single player è quindi possibile, però non è certo il sistema ideale per divertirsi con l’opera di Ink Kit.

L’aver già paragonato DERU: The Art of Cooperation ad un opera d’arte dovrebbe indirizzarvi ad immaginare un gioco apparentemente molto semplice, che fa però delle pennellate colorate e nei motivi che tracciano sullo schermo, il suo punto di forza. Oltre ad essere bello da vedere, l’impatto visivo crea dei labirinti complessi e mai banali da districare, fondendo insieme design e level design in un’uscita sicuramente unica nel suo genere, accompagnata da un sonoro d’atmosfera. Disponibile anche su PC, è la versione per Nintendo Switch quella che vi consigliamo senza riserve, grazie alla sua divisione del controller che permette così di cooperare in qualsiasi circostanza.

Vista la semplicità del concept e dello stile utilizzato non c’è molto altro da dire su DERU e sul suo modo di fare videogame: è qualcosa di netto e pulito che, anche attraverso la sonorità zen scelta, ci porta un puzzle cooperativo eccellente, che ovviamente però non soddisferà chi ha bisogno di azione e cose che esplodono. Per chi invece vuole rilassarsi e divertirsi con una persona cara, senza bisogno di chissà quali effetti speciali, è invece un acquisto consigliatissimo che saprà far avvicinare a questo mondo anche persone solitamente poco avvezze al pianeta videogioco.

Pro
  • – Rilassante e intelligente
  • – Bellissimo da vedere e da ascoltare
  • – Adatto anche a chi non videogioca abitualmente
Contro
  • – Avremmo voluto ancora più livelli
  • – In singolo perde un po’ di fascino

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