Destroy All Humans! – Recensione

L’alieno Crypto ritorna all’attacco con il remake!

L’inizio degli anni 2000 ha visto nascere e fiorire i free roaming. Dopo GTA III in molti si sono buttati nella mischia cercando di ritagliarsi un posticino accanto al titolo Rockstar, facendo così nascere e prosperare un genere che ancora oggi ha un enorme successo. Alcune uscite ce le siamo dimentice senza tanti complimenti, ma altre come Destroy All Humans! hanno variato abbastanza la formula da poter vivere di vita propria. Ora, dopo quindici anni, l’originale uscita creata da Pandemic Studios ritorna sotto l’etichetta THQ Nordic ad opera di Black Forest Game, con un remake che aggiorna l’impatto grafico agli standard attuali, lasciando però inalterato il gameplay.

La razza degli alieni Furon si sta estinguendo. L’unico loro mezzo per riprodursi è infatti la clonazione e per via di questo processo, sempre più DNA viene alterato perdendo le proprietà originali. Per qualche strano motivo è proprio sul pianeta Terra che il DNA alieno prospera, visto che si è integrato in quello umano. Il povero homo sapiens non sa però che Crypto-137 e il suo amico e scienziato Pox, si stanno dirigendo proprio sulla Terra per recuperare prezioso DNA che verrà prelevato eliminando tutti i poveri umani che si metteranno sulla loro strada. A questo incipit strano ma abbastanza in linea con altre produzioni, c’è però il colpo di scena che non ci mette nei panni di un eroe umano in difesa della Terra, bensì in quelli tutti particolari di Crypto, l’alieno che proprio non ne vuole sapere di venire in pace. La storia che ci viene proposta punta moltissima sull’ironia e sulla messa in scena di un’umanità davvero stupida che, beh, si merita di essere fulminata, lanciata e disintegrata da Crypto, creando situazioni divertenti che si traducono in missioni che ci vedono proseguire sotto i comandi dello scienziato Pox sempre in vena di malefatte. Potrete smettere di aspettarvi qualcosa di raffinato fin da prima che una mucca espleti i suoi bisogni fisiologici davanti al vostro naso, ma c’è da dire che l’umorismo grezzo, impiantato in un contesto anni 50 come quello rappresentato, funziona e sa divertire.

Quello che però crea il vero divertimento è il gameplay, un insieme di possibilità e situazioni che potrete gestire grazie alle doti speciali del nostro alieno. Al contrario dei soliti tizi da free roaming che solitamente possono solo sparare e rubare auto, Crypto può usare pistole che emettono raffiche elettriche, altre che disintegrano i bersagli e anche esplosivi a controllo remoto. Ma il meglio arriva quando si scopre che può lanciare oggetti tramite la sua telecinesi, può occultarsi prendendo le sembianze di un qualsiasi altro umano e può guidare il suo devastante UFO. Il jetpack sempre attivabile dopo un salto e altre abilità che si sbloccano giocando le missioni principali potranno diventare ancora più devastanti, modificando la sensazione di stare giocando ad un classico free roaming (cosa che poi in effetti non è, viste le aree non propriamente grandi) e offrendo in effetti dinamiche anche abbastanza originali per l’epoca in cui uscì. Oggi che abbiamo visto un po’ di tutto l’effetto è meno originale, ma il mix di follia e distruzione che ne consegue continua a divertire anche ai giorni nostri, a patto di giocarlo con calma senza abbuffarsi subito con tutto quello che propone.

Dico ciò perché anche se il gioco diverte grazie ad un gameplay immediato, rischia di esaurire dopo poche ore le sue idee, proponendo poi attività che ripetono diversi meccanismi. Anche le missioni principali che si svolgono attraverso sei macro aree tematiche come la fattoria, la fiera di paese e alcune villette lungomare, non hanno chissà quale inventiva nel proporci qualcosa da fare, strappando qualche sorriso grazie ad alcune trovate indovinate ma senza davvero colpire per l’originalità della situazione. Oltre a poter ripetere le missioni principali per completare anche eventuali obiettivi secondari, in queste aree ci aspettano quattro generi di sfide che vanno dal rapimento di umani – da lanciare verso il raggio traente del nostro UFO in movimento – fino alla distruzioni indiscriminate di mucche o umani, passando anche per qualche “gara” in cui dobbiamo inseguire una sonda. Anche il numero di queste attività è molto limitato, con una solo sfida per zona in cui conquistare tre stelle. Una volta fatto si può considerare archiviata.

Quello che rimane a quel punto è la devastazione delle aree, con un sistema che richiama le stelline di GTA, che rappresenta quanta gente e quali veicoli vi troverete alle calcagna. L’unico motivo per svolgere questa attività è la raccolta di DNA umano utile per acquisire punti da spendere per i potenziamenti, ma anche qui si fa in fretta ad acquistare tutto, fermando la progressione solo quando le abilità sono bloccate perché non siamo andati abbastanza avanti con la trama. Il diventare velocemente potenti, insieme ad unità nemiche non particolarmente minacciose, fa sì che il gioco viaggi verso il finale senza mai mettere in difficoltà il giocatore; nel mio caso per esempio ho dovuto ricominciare una missione solo e soltanto perché non riuscivo a rimanere in incognito e compariva l’avviso di missione fallita. La mancanza di un selettore di difficoltà non aiuta e ci si ritrova alla fine soddisfatti dell’esperienza grazie al taglio ironico e buffo, ma senza essere mai stati messi davvero alla prova. Ed è un peccato quindi che si sia scelta la strada di mantenere assolutamente inalterato il gameplay, perché con qualche accorgimento extra, si sarebbe potuto confezionare un’edizione migliore dell’originale, senza grandi sforzi.

Puntando tutto sul miglioramento grafico, il lavoro svolto in questo ambito è sicuramente positivo e in linea con i titoli usciti oggi, nel 2020. Le zone da esplorare non sono mai particolarmente grandi e l’interatività si limita nel far esplodere strutture specifiche e nel lanciare oggetti più o meno grandi in base a che si usi Crypto, piuttosto che il suo disco volante. Quello che però rende piacevole questa uscita è lo stile, rimasto fedele all’idea anni 50 del predecessore e al suo modo caricaturale di rappresentare alcune categorie come contadini, pin-up, poliziotti, soldati, teen-ager e tutta una serie di individui che avremmo potuto incontrare in quel periodo. Effetti speciali ed esplosioni funzionano, così come la gestione della fisica durante i lanci, seppur venga gestita in modo piuttosto semplice. Buoni i dialoghi in inglese sottotitolati in italiano, gli effetti sonori d’epoca e le musiche evocative che riprendono le classiche sonorità dei film di oltre sessant’anni fa.

Destroy All Humans! è un gioco che, anche grazie al suo prezzo budget dimezzato sa di appartenere al passato. Per fortuna sa anche di avere carattere e per questo giustifica il suo ritorno con una componente grafica migliorata che lo rende più attuale di quanto in realtà non sia. Guidare Crypto-137 alla conquista del mondo è sempre divertente ma il gameplay vecchia scuola e un po’ limitato lo mostrano per quello che è, ossia un titolo con quindici anni sulle spalle, camuffato da uscita attuale. Se volete un gioco semplice e scaccia pensieri, che possa anche farvi fare quattro risate, può fare al caso vostro; se invece cercate un free roaming che sappia tenervi compagnia a lungo e che vada oltre alla distruzione indiscriminata, dovreste cercare qualcosa di più attuale e meno old school.

Pro
  • – Crypto è un personaggio riuscito
  • – Gameplay semplice e spassoso
  • – Alcune situazioni e battute sono parecchio divertenti
  • – Distruzione su vasta scala
  • – Prezzo budget
Contro
  • – Sfida un po’ bassa
  • – Le attività si ripetono rapidamente…
  • – … e non sono neanche tante
  • – L’unico miglioramento rispetto all’originale riguarda il comparto tecnico

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