Digimon Survive – Recensione

Digimon Survive è l’ultimo videogioco del franchise Digimon, nato negli anni ‘90 e reso famoso dalle serie anime di Toei Animation e noto anche per una presunta, e piuttosto infondata, rivalità con Pokémon (qui la recensione di Leggende Pokémon Arceus) . Una storia che a distanza di anni fa ancora ridere molti, mentre altri continuano ad alimentarla; per questo l’arrivo del titolo sviluppato da Hyde ed edito da Bandai Namco su Nintendo Switch è stato sorprendente. Ci troviamo davanti ad un visual novel ibridato ad un JRPG strategico, due mondi praticamente agli antipodi. Come sarà andato per questo titolo dei mostri digitali? Scopriamolo subito!

Isekai? Certo, ma bene!

Protagonista della storia è Takuma Momozuka, ragazzo che prende parte ad un campeggio scolastico, che si rivelerà qualcosa di insolito: assieme ad altri ragazzi, si imbatterà in un tempio dedicato ai Kemonogami, strane divinità locali.

Una delle prime scelte da affrontare

La situazione precipiterà quando verranno attaccati da dei Gotsumon apparsi all’improvviso, ma l’arrivo di alcuni Digimon, tra cui un Koromon che quasi subito si evolverà in Agumon, alcuni dei protagonisti si salvano e riuniscono in una scuola abbandonata, iniziale base del campeggio, scoprendo di essere ora in un misterioso mondo parallelo. Niente di troppo diverso da ciò che le serie animate ci hanno proposto negli anni, ma la storia di Digimon Survive risulta complessa e coinvolgente, con molti spunti veramente interessanti. Gli stessi personaggi, sia umani che Digimon, per quanto possano apparire un po’ stereotipati, sono ben scritti e memorabili.

Visual Novel: l’apice
Per quanto le scene dei giochi del genere tendano ad essere un po’ statiche, qui rendono molto bene

Parlando del gameplay, dobbiamo dividerlo in due sezioni: visual novel e JRPG stategico, con la prima che è certamente preponderante. Con la visuale quasi in soggettiva di Takuma potremo interagire con gli altri personaggi e l’ambiente circostante, alla ricerca di qualche segreto, in una sorta di punta e clicca. In nostro aiuto abbiamo anche la telecamera del nostro smartphone, che può rivelare punti disturbati e invisibili ad occhio nudo, palesando così oggetti o nemici. Inoltre, caratteristica presente in ogni visual novel che si rispettive, ci sono scelte multiple.

Esse influenzano sia l’affinità con gli altri personaggi ed un valore di karma, distinto in morale, furia ed armonia, ed entrambi avranno un impatto su quelle che saranno le evoluzioni delle nostre creature. Tuttavia, a volte queste scelte risultano solo apparenti. Un altro problema sta nel ritmo piuttosto lento, specialmente nelle fasi iniziali, cosa che in molti casi rischia di sfociare nella noia. D’altro canto, notizia che farà felici gli appassionati in Italia, i testi sono stati tutti tradotti in un ottimo italiano, una rarità per le visual novel. È inoltre ottima la possibilità su Nintendo Switch in modalità portatile di usare in touch screen, molto più comodo rispetto al movimento con l’analogico.

JRPG: il minimo sindacale
Battaglia contro diversi Dokugumon, una delle principali

L’altra faccia del gameplay, relativa al gioco di ruolo strategico, si sviluppa in molto simile ad altri esponenti del genere con visuale isometrica: ad ogni turno viene determinato l’ordine delle azioni di alleati e nemici, con ogni Digimon che potrà muoversi, attaccare e infine orientarsi, scelta importante perché colpire lateralmente o alle spalle comporterà un vantaggio. Gli attacchi si dividono in normali, che colpiscono su caselle adiacenti, e speciali, che consumano una barra specifica ed hanno un maggiore raggio d’azione. Se però in un turno non si attacca, il mostro digitale assumerà una posa difensiva. A ciò si aggiungono il comando Evoluzione, sbloccabile durante la storia per le creature principali e tramite oggetti per quelle reclutate, che le renderà più potenti e cambierà i loro attacchi, e Parla, con la quale potremo potenziare i nostri Digimon e interagire con quelli nemici.

Infatti, similmente alla serie Shin Megami Tensei (qui la recensione del quinto capitolo), dovremo rispondere a tre domande per cercare di farceli amici, con un indicatore diviso in 6 sezioni che si riempirà o svuoterà in base alle risposte. Se finite le tre domande l’avremo riempito a minimo metà, potremo chiedere al Digimon di unirsi a noi, sperando che accetti, o di consegnarci uno strumento, ma in caso contrario si arrabbierà e si potenzierà. Se l’impalcatura del gameplay appare complessa e stratificata, purtroppo il risultato finale si rivela deludente: le battaglie sono molto semplici, poco strategiche e, fatta eccezione di alcune libere attivabili in determinate sezioni, poco frequenti. Anche per quanto riguarda le creature collezionabili Digimon Survive fa il minimo sindacale: abbiamo poco più di 100 Digimon, un numero piuttosto esiguo, sia per la serie che per la media dei Monster Collector presenti sulla piazza.

Uno stupendo anime interattivo
La prima evoluzione, quella di Agumon. A me è capitato l’iconico Greymon

Sul comparto visivo, i ragazzi di Hyde hanno fatto un ottimo lavoro: sia i personaggi che i fondali sono realizzati con cura e impegno, seguendo uno stile anime d’impatto e piacevole alla vista, sia per il visual novel che per le battaglie. E sempre a proposito di anime, sono presenti alcune cutscene animate molto ben fatte. Anche il comportato audio è ottimo, sia per le tracce sonore sempre abbinate all’atmosfera, che per il doppiaggio giapponese di pregevole fattura, che peraltro presenta la voce di Chika Sakamoto per Agumon, esattamente come per le serie di Toei Animation.

Commento Finale
Un Gazimon appena reclutato. Personalmente uno dei miei preferiti

Digimon Survive si è presentato come un ibrido tra visual novel e gioco di ruolo strategico, ma purtroppo questa ibridazione si è dimostrata deludente. La parte visual novel è grande, con storia e personaggi ottimi, tanti misteri da scoprire e un’estetica anime splendida, ma il gameplay da GdR risulta semplice e poco strategico, così come le creature da collezionale esigue. Pertanto, se cercate un JRPG o un Monster Collector, sarà meglio per voi guardare altrove perché il titolo di Hyde potrebbe rimanervi indigesto. Se invece siete fan della serie o interessati alle avventure narrative, avrete pane per i vostri denti.

Per ulteriori informazioni qui trovi la pagina ufficiale del gioco.

Pro
  • – Graficamente e sonoramente splendido
  • – Storia e personaggi appaganti
  • – Ottimo visual novel, tra l’altro tradotto in italiano
Contro
  • – Alcune scelte solo apparenti
  • – Ritmo lento, specialmente all’inizio
  • – Se cercate un JRPG o un Monster Collector, sarà meglio guardare altrove

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