Dishonored – Recensione

Dopo alcuni anni di silenzio, gli stealth game sono tornati in auge e addirittura si sono presentati in coppia. Insieme al ritorno dell’agente 47 con Hitman: Absolution, si è presentata sugli scaffali una nuova IP dal nome Dishonored. Prodotto da Bethesda e sviluppato dai ragazzi di Arkane Studios, il titolo ci fa vivere un’avventura in prima persona che ci ha portato alla mente il buon vecchio Thief, sapendosi però distinguere a sufficienza grazie a meccaniche inedite e davvero riuscite, oltre che ad un’ambientazione steampunk originale e ottimamente caratterizzata.

Voi sarete Corvo Attano, guardia personale dell’imperatrice, inizialmente inviato in missione per cercare una cura per la peste che sta affliggendo il regno. La vostra avventura inizierà su un battello che vi sta riportando a palazzo per comunicare alla regnante l’inesistenza di tale soluzione. Questa fase servirà per farvi prendere confidenza con i controlli e per farvi assaggiare la fase stealth tramite un nascondino intrapreso con Emily, bambina figlia dell’imperatrice e amica di Corvo. Una volta raggiunto il gazebo della regnante, le cose precipiteranno e da li a poco vi troverete rinchiusi nella prigione del castello accusati di regicidio e di aver fatto rapire la piccola erede al trono.

Sei mesi dopo, poco prima di essere giustiziati troverete un modo per fuggire grazie ad alcuni misteriosi amici e inizierete una fuga per la vita che proporrà le nozioni base degli stealth game, con guardie da attaccare alle spalle scegliendo di eliminarle rapidamente o di farle svenire con un azione un po’ meno rapida ma capace comunque di rendendole permanentemente inattive.

Imparerete a combattere tramite un semplice sistema di attacco e difesa che può dare anche il via a letali e cruente contromosse, oltre a scoprire che, un po’ come succede in Bioshock, se la mano destra impugnerà una spada per gli attacchi corpo a corpo, la sinistra potrà impugnare una pistola a colpo singolo, piuttosto che una silenziosa balestra o un potere che sbloccherete più avanti. La vostra fuga vi porterà a vedere il lato più oscuro di Dunwall, fatto di persone morte di peste e di branchi di ratti affamati che dovrete evitare a tutti i costi. Mentre cercate di raggiungere il lato del fiume in cui vi aspetta il misterioso salvatore che ha reso possibile la vostra fuga, incontrerete ronde da evitare, eliminare o rendere inoffensive, in un livello piuttosto lineare ma comunque foriero di diverse soluzioni per risolvere anche le situazioni più intricate.

Giunti a destinazione verrete portati al Pit Hounds Pub e da qui le cose si arricchiranno in maniera netta e il gioco inizierà a mostrare le proprie carte migliori. Oltre ai Lealisti, ossia i tre personaggi che vi indicheranno i bersagli da eliminare, farete la conoscenza di Piero, meccanico tutto fare che dopo avervi donato l’iconica maschera visibile sulla copertina del gioco, vi permetterà di acquistare potenziamenti di vario tipo per l’equipaggiamento. Ma ancora più importante sarà l’incontro onirico con l’Esterno, entità misteriosa che vi donerà il potere della Traslazione, ossia una sorta di teletrasporto che vi tornerà utile durante la vostra missione e che come ogni potere soprannaturale consumerà la classica barra del mana. Tale potere soprannaturale non sarà comunque l’unico che potrete acquisire o potenziare.

Una volta ottenuto questo fondamentale potenziamento, vi verra affidata la prima missione e verrete portati sul posto da Samuel, il barcaiolo del luogo. Giunti a destinazione capirete di essere arrivati in un macro livello ricco di possibilità, ma comunque ben delimitato. Questi limiti però non devono spaventare poichè all’interno di questa macro area sono presenti altre zone più piccole ma comunque foriere di sorprese e di missioni secondarie.

L’ottenimento di nuovi poteri è collegato al ritrovamento di rune sparse nel mondo di gioco, indicate chiaramente da icone quando si utilizza un inquietante strumento costituito da un cuore umano in cui è inserito un qualche meccanismo che si illumina quando si sta andando verso la direzione corretta. Alcune rune saranno raggiungibili più o meno facilmente, mentre altre vi verranno donate dalla grande varietà di personaggi secondari che vorranno offrirvi missioni secondarie di ogni tipo. Inoltre, sparsi anch’essi per il mondo di gioco, abbiamo gli amuleti d’osso che sono una sorta di bonus simili ai perks visti nei moderi sparatutto online.

Capirete bene che la libertà tanto bramata nei giochi stealth appare ora a portata di mano e se considerate che potenzialmente il gioco può essere completato senza uccidere nessuno, compresi i bersagli principali, capirete quanto sia malleabile il sistema di gioco e quante siano le possibilità per portare a termine l’incarico. Inoltre il gioco propone tre finali ben distinti basandosi proprio sul numero di vittime che ci si sta lasciando alle spalle e ciò spinge il giocatore a muoversi il più in silenzio possibile, stordendo le guardie ed evitando il contatto. I poteri che potrete acquisire scambiandoli al costo delle rune saranno diversi e andranno da attacchi speciali indirizzati all’eliminazione dei nemici come per esempio il Ciclone o il Branco di ratti, piuttosto che alla Visione oscura che permette di vedere attraverso i muri e indica il cono visivo della guardia, passando per la Distorsione che rallenta il tempo o ancora la Possessione in cui potrete prendere il controllo di un animale o, al secondo e ultimo livello di potenziamento, di esseri umani. Infine esistono potenziamenti passivi che aumentano la vitalità e l’agilità di Corvo permettendo anche una sorta di doppio salto che permette di raggiungere posti che invece avrebbero richiesto Traslazione.

In ultimo considerate che, se le missioni saranno sequenziali e non libere, l’acquisizione di tali poteri è lasciato interamente alla scelta del giocatore. Basta avere il numero di rune richiesto e il potere o il suo relativo potenziamento sarà vostro. Ciò permette di personalizzare ancor di più il vostro approccio rendendo l’avventura di Corvo, la vostra avventura. Il risultato finale è un gioco che sa essere difficile quanto si desidera grazie alle quattro difficoltà selezionabili inizialmente e che sa adattarsi al giocatore che sta impugnando il pad. Ciò garantisce al gioco una rigiocabilità elevatissima e la possibilità di affrontare le varie missioni già svolte direttamente dal menu principale permette di migliorare in ogni momento i propri risultati. Comodissimo inoltre il sistema di salvataggio che permette di salvare in ogni momento e che garantisce un salvataggio rapido e automatico su due differenti file in modo da impedire che il gioco salvi un attimo prima di essere inevitabilmente scoperti.

Il lavoro grafico e sonoro svolto dagli sviluppatori è assolutamente encomiabile. Il design di Dunwall, dei suoi vicoli così come i suoi luoghi più sfarzosi, garantisce una cura nel dettaglio che ricorda per molti versi quel capolavoro di Bioshock. Il level design come potrete ben immaginare è eccellente e la sensazione di fisicità di essere davvero nei panni di Corvo è accentuata dai movimenti di braccia e gambe spesso visibili nonostante il gioco sia in prima persona. Il design dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda i volti, non si basa sul fotorealismo, ma crea spessissimo dei volti allungati e quasi caricaturali, enfatizzando difetti come cicatrici o rughe. La nostra prova è stata affrontata su Xbox 360 e il gioco può essere utilizzato anche senza installazione, ma effettivamente accettando il consiglio che ci viene offerto in fase di primo avvio, al costo di 5 giga abbiamo riscontrato un netto miglioramento delle texture. Per quanto riguarda invece il comparto sonoro, il gioco è interamente doppiato in un ottimo italiano e il sentir parlare le guardie spesso porta a scoprire qualche informazione che potrà tornarci utile in qualche modo. Effetti sonori validi e credibili e un comparto sonoro forse non memorabile, ma comunque perfetto per le atmosfere riprodotte, completano un affresco assolutamente da provare.

Dishonored è il gioco che per certi versi non ti aspetti. Assuefatti da giochi in prima persona piuttosto simili tra loro, Corvo scivola loro alle spalle e li elimina senza problemi, grazie ad un sistema di combattimento intelligente e ad un gameplay che sa elargire divertimento sia ai giocatori più votati all’azione, sia a quelli più pazienti, capaci di cogliere le tate possibilità offerte nelle varie e bellissime ambientazioni di gioco. E non fatevi spaventare da chi dice che il gioco è corto, perchè se volete vedere tutto quello che il gioco ha da offrire, dovrete esplorare per bene le ambientazioni di gioco, risolvere le missioni secondarie, raccogliere le rune, gli amuleti d’osso, potrete leggere molti documenti che approfondiscono la vita a Dunwall e magari provare a non uccidere nessuno durante il vostro percorso di vendetta e salvataggio. In questo caso il gioco vi durerà il giusto, ossia una ventina di ore buone, alla fine delle quali potrete sempre provare un livello di difficoltà più arduo. Insomma da qualunque parte lo si guardi, Dishonored dovrebbe essere giocato da tutti quei giocatori che voglio ancora tenere acceso il cervello davanti ad un’avventura diretta con stile e interpretata nel modo che preferite.

Pro
  • – profondamente coinvolgente
  • – il gameplay si adatta al modus operandi del giocatore e non viceversa
  • – level design intelligente, sfaccettato ed estremamente curato nei dettagli
  • – combat system ben studiato ma non invasivo
  • – la liberta concessa è davvero notevole
  • – estremamente rigiocabile
Contro
  • – la trama non si può certo definire originale
  • – qualche piccolo bug nell’intelligenza artificiale

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