Donkey Kong: Jet Race

Ormai anche i muri conoscono la storia dello scimmione Donkey Kong. Dopo l’ascesa e la caduta a inizio anni 80, il personaggio era stato messo da parte per poi sorprendere tutti con il suo maestoso ritorno nell’epoca dei 16 bit con la gloriosa trilogia Country e l’immenso DK64, operata da Rare. La stessa Rare, di lì a poco, ha abbandonato i lidi Nintendo e lo scimmione è stato lasciato a sé stesso, protagonista solo di qualche titolo portatile (la serie Mario VS Donkey Kong) e di qualche apparizione nei giochi sportivi di Mario. Per fortuna in questa desolazione c’è stato l’originale e divertente Jungle Beat, uscito originariamente per i bonghi di Donkey Konga e in seguito approdato anche se Wii, perdendo però un po’ del fascino “tribale” della prima uscita. Ulteriore e più recente fortuna che Nintendo ha pensato bene di rispolverare la serie Donkey Kong Country affidandola ai talentuosi Retro Studios. Questo Donkey Kong: Jet Race, non sviluppato direttamente da Nintendo ma affidato a Paon Corporation (chissà perché poi), appartiene comunque alla schiera di tutti quei titoli in cui ben volentieri avremmo fatto a meno di vedere il gorillone Nintendo. Vediamo perché.
Rare, prima di lasciare Nintendo, voleva regalare al GameCube un gioco di corse con protagonista Donkey Kong. Poi non se ne fece nulla, e molti anni dopo la Nintendo riprese l’idea: dapprima DKJR doveva essere rilasciato sempre per il cubetto viola (o nero) e doveva sfruttare i già citati bonghi, poi si decise definitivamente di portare il gioco su Wii e renderlo adatto a usare nunchuk e Wiimote. Si tratta dunque di un titolo, che trae chiara ispirazione dal concept di Mario Kart: dopo aver scelto un personaggio dovremo gareggiare contando non solo sulle nostre abilità ma anche sull’aiuto di svariati strambi oggetti atti a colpire gli avversari o a potenziare noi stessi.

Stavolta i personaggi del gioco non guideranno un kart, ma gareggeranno grazie a una coppia di barili propulsivi legati in vita. Per fare correre il nostro alter-ego virtuale noi dovremo agitare alternativamente, e come ossessi, il nunchuk e il Wiimote legati fra loro in modo che il nostro personaggio batta le mani sui barili per farli funzionare. Ovviamente per affrontare le curve basterà agitare solo il nunchuk o solo il Wiimote (a seconda della direzione della curva stessa). Spesso avremo anche la necessità di saltare, e per farlo dovremo sollevare entrambe le periferiche all’unisono. Sarà disponibile una nutrita schiera di personaggi fra cui scegliere, divisi nella schiera dei kong e in quella dei kremlings: oltre ai ben noti Donkey Kong, Diddy, Cranky e Dixie, tornano anche alcuni volti quasi dimenticati come Lanky Kong e Wrinkly Kong. Gli strumenti, ottenibili scoppiando dei palloncini, hanno effetti molto simili a quelli visti in Mario Kart, ma cambiano nella forma. Non ci sono altre variazioni significative al gameplay: raccogliendo banane, sparse in gran quantità per le piste, potremo usufruire di alcuni speciali turbo; inoltre, un paio degli animali tradizionalmente amici del gorillone, Rambi il rinoceronte ed Enguarde il pescespada, verranno in nostro aiuto una volta che avremo distrutto una cassa con la loro effige sulla pista, sbaragliando velocemente tutti gli avversari davanti a noi. I personaggi, per un totale di 16, hanno tutta una serie di caratteristiche diverse (velocità, accelerazione, fisico); inoltre i kong potranno usufruire di strumenti votati più alla difesa, mentre i kremlings di strumenti più atti a offendere e a danneggiare. Oltre a tutta una serie di trofei da vincere, potremo cimentarci in una serie di sfide (alcune davvero ostiche) proposte da Candy Kong o semplicemente nelle classiche prove a tempo. Sarà possibile giocare fino in quattro contemporaneamente, con lo schermo condiviso e ovviamente con quattro coppie di nunchuk e di Wiimote. Incomprensibile invece la scelta di non dotare il gioco di una modalità online, che oltre che allungare notevolmente la longevità del titolo ne avrebbe incrementato anche il divertimento.

Il comparto grafico e quello sonoro sono senza dubbio i punti forti del titolo, che pur non sfoggiando una caratura di prim’ordine, perlomeno emerge dalla media dei titoli Wii grazie a una grafica coloratissima, sempre fluida e ispirata. Anche le musiche fanno la loro parte, con motivetti allegri che si ascolteranno sempre volentieri (fra cui troveremo anche alcune tracce remixate dei vecchi titoli di DK) e un vasto campionario di vocine e versi assortiti. I punti positivi del gioco finiscono praticamente qui, perché purtroppo questo titolo saprà regalare qualche ora di divertimento e nulla più. I motivi sono semplici e innumerevoli sono un sistema di controllo che, pur restando un inno all’originalità, ben presto stanca le braccia. L’altro motivo principale è che, dopo le poche ore sufficienti a vincere i trofei e a superare le sfide di Candy, il gioco non ha davvero più niente da dare. L’unica ancora di salvataggio potrebbe essere solo quella di possedere amici (muniti di nunchuk e Wiimote) disponibili ad agitare le braccia come forsennati per qualche minuto, altrimenti il panorama è grigio come non mai. Una modalità online sarebbe davvero tornata utile, ma sembra che Nintendo stessa avesse capito che dedicare tempo e server per la modalità online di un titolo come questo, non valesse la pena di essere fatto. La cosa peggiore però è che esiste l’eventualità che non abbiate nemmeno voglia di vincere tutti i trofei: dopo qualche minuto di gioco ci si rende conto di come le piste, già poche, siano tutte scopiazzate fra di loro. Ognuna di esse possiede due o tre copie ripetute, basate sempre sulla stessa ambientazione, e se non sono uguali fra loro poco ci manca. Ciò restringe la varietà a pochissimi tracciati davvero diversi tra loro: un difetto davvero inaccettabile ai giorni nostri. Come se tutto ciò non bastasse, il curioso sistema di controllo fa sì che le piste siano molto limitate in varietà, tutte recintate e di una larghezza limitata.
La verità fa male soprattutto a chi ama il gorilla Nintendo: questa sua incarnazione è troppo brutta per essere vera. Intendiamoci, non ci troviamo sicuramente davanti a un incubo, ma sicuramente ad un titolo mediocre e assolutamente indegno del nome che porta. Donkey Kong Jet Race potrà regalarci qualche ora di divertimento, ma nulla più: non vale davvero la pena spendere più di qualche euro per un gioco che presto finirebbe sullo scaffale a prendere polvere. Il titolo cerca di essere fresco e divertente, ma gli sviluppatori potevano davvero sforzarsi un po’ di più per quello che è e resta un’icona del mondo dei videogiochi: Donkey Kong merita sicuramente altri palcoscenici, come più volte ha dimostrato.

Pro
  • – Comparto grafico e sonoro buoni
  • – Atmosfera allegra
Contro
  • – Sistema di controllo frustrante e stancante
  • – Pochissime modalità
  • – Pochi tracciati, tutti simili tra loro
  • – Longevità limitatissima
  • – Solita mancanza dell’online

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