Dragon Ball FighterZ – Recensione

È inutile girarci intorno: il manga più famoso e celebre rimane sempre Dragon Ball. Il suo successo ha visto serie di ogni tipo, rinnovate poi a distanza di anni attraverso nuovi capitoli della vita di Goku con la serie GT prima e il recente Dragon Ball Super poi. Con i manga, gli anime e gli OAV dedicati, sono arrivati anche vari tipi di videogame incentrati sui combattimenti, ma con Dragon Ball FighterZ si torna alle origini di questo genere. Niente più combattimenti in arene tridimensionali, ma solo tante botte fortissime tra due team composti da tre diversi combattenti. Nei giorni scorsi abbiamo provato la Open Beta e ora sia finalmente in grado di darvi il nostro parere su questo beat’em up tanto atteso.

Avendo testato il gioco prima dell’uscita ufficiale, l’hub navigabile per raggiungere le varie modalità era deserto e non abbiamo ancora avuto l’onore di prendere delle sonore mazzate dalla comunità online. Da quello che abbiamo potuto vedere dalla open beta non sembrano esserci particolari modalità a riguardo e quindi, se i server non daranno problemi, il divertimento sarà assicurato anche sulla grande rete.

L’impossibilità di andare online ha però dissipato il nostro più grande dubbio: Dragon Ball FighterZ è infatti giocabile interamente offline e non nega nulla di particolare al giocatore che vorrà goderselo in questo modo. Si potranno guadagnare monete di gioco chiamate Zeni con cui acquistare oggetti casuali e scambiare i doppioni con monete speciali che ci permetteranno di comprare quello che ci pare. Di microtransazioni dunque nessuna traccia e questa è già una buona notizia.

Per quanto riguarda le modalità in locale, potrete giocare la modalità storia e quella denominata Arcade, oltre a partite singole e tornei con un massimo di 16 giocatori, siano essi umani, piuttosto che gestiti dalla CPU. La Storia evita di rimaneggiare per l’ennesima volta i fatti visti e rivisti in TV o sui manga, proponendo una vicenda tutta nuova. Qui troverete ad aspettarvi tre diversi archi narrativi che si sbloccheranno gradualmente e già nel primo potrete imparare i comandi grazie ad una serie di scontri tutorial che inizieranno a far salire di livello Goku e i personaggi che via via salverete da un esercito di cloni che sono misteriosamente comparsi.

I primi venti minuti sono un po’ lenti per via di dialoghi che spiegano la situazione in cui si trovano i nostri ma via via potremo combattere spostandoci su una sorta di mappa che ci chiederà di raggiungere il boss di quell’area entro un numero di turni prefissati. Nel mentre potrebbero saltare fuori incontri speciali e lotte che vi metteranno alla prova. Il livello di difficoltà, specie all’inizio è davvero elementare, ma pian piano le cose si faranno più interessanti, rendendo questo modalità gradita e diversa dal solito.

La modalità Arcade è anch’essa interessante, specie sul versante della difficoltà e della rigiocabilità, visto che ci farà scegliere tre sentieri di differente lunghezza che ricordano in modo significativo le torri di Mortal Kombat. La differenza sta nel fatto che dopo ogni vittoria riceverete un voto che vi porterà ad affrontare una squadra avversaria diversa in base alla vostra bravura. Su un percorso simile ad un Out-Run d’annata, potremo quindi deviare verso squadre più o meno potenti a seconda della votazione ottenuta nella precedente, creandoci una strada che si adatterà alla nostra abilità ma che ci spingerà al limite per ottenere il massimo. Di queste torri si potranno sbloccare anche le versioni difficili che, una volta superate sbloccheranno Goku e Vegeta Super Sayan God Super Sayan, o più comunemente detti Super Sayan Blue.

Concentrandosi invece sul gameplay è utile ricordare che lo sviluppatore dietro a Dragon Ball FighterZ è Arc System Works, team specializzato proprio in beat’em up che ha dato vita alle apprezzatissime serie di Guilty Gear e BlazBlue. Queste due saghe non sono celebri come uno Street Fighter o un Mortal Kombat e il motivo può essere ricercato nella loro estrema tecnicità. Non sono insomma dei picchiaduro per tutti. Con Dragon Ball FighterZ questo rischio è stato volutamente evitato per coinvolgere più appassionati possibili e permettere loro di eseguire combattimenti spettacolari senza troppi problemi.

Così la continua pressione di un tasto dedicato ai colpi deboli, medio e potenti dà vita ad una combo automatica e autoconclusiva, mentre le super mosse non vanno mai oltre ad un classico quarto di luna dello stick o della croce direzione, seguita da un tasto. I controlli sono quindi alla portata di tutti, richiedendo solo un po’ di pratica per quanto riguarda alcune mosse finale che possono anche essere combinate tra più personaggi alleati contemporaneamente.

Al di là della grafica di cui parleremo meglio tra poco, questa scelta si metta al servizio della spettacolarità. Ma il gioco è capace di accontentare anche i giocatori più tecnici? In questo caso posso dirvi senza timore di smentita che questa produzione non è all’altezza di altre uscite, sia delle già citate creature di Arc System Works, sia di uno Street Fighetr V che avrà tantissimi difetti ma che come gameplay rimane comunque di altissimo livello. Dragon Ball FighterZ non raggiunge quei picchi di eccellenza, però ha comunque molto da offrire.

Vi basterà andare a sbirciare nell’area addestramento dell’hub di gioco per accorgervi che ci sono missioni speciali per ogni personaggio che richiedono di eseguire combo personalizzate che i migliori potrebbero replicare in combattimento. Si parte da quelle automatiche che vi ho già nominato ma si finisce con sequenze che alternano non solo i pulsanti ma anche colpi bassi, altri in salto e supermosse tutto in una sola sequenza.

Chi vuole mettersi alla prova e non vuole limitarsi alla pressione forsennata di un solo tasto, potrà qui passare un po’ di tempo. Anche perché le possibilità difensive e di contromosse sono diverse, tra colpi che passano attraverso agli attacchi a distanza semplici e altre che usano la tecnica dell’immagine residua per sparire e colpire l’avversario alle spalle. Questo per dirvi che un giocatore che sa come combattere e uno che preme sempre i soliti tasti, avranno uno scontro molto breve in favore del primo.

Queste differenze in termini di combo e di abilità in generale si riscontrano efficacemente grazie alla presenza di 24 personaggi di cui alcuni sbloccabili. Il numero può non sembrare alto e sapere ancor prima del lancio che il roster sarà ampliato con altri 8 personaggi tramite Season Pass non suona benissimo, però la loro differenziazione è notevole. Tutti hanno più o meno un corrispettivo della classica onda kamehameha, ma ad essa si aggiungono attacchi differenti che cambiano in base al pulsante premuto.

Le animazioni sono tutte differenti e non esistono “fotocopie”, anche se un po’ di lavoro di bilanciamento non guasterebbe. A ciò si aggiunge poi il lavoro artistico dietro ognuno di loro, con primi piani, zoomate e pose famosissime che si alternano al combattimento quando si scatenano le mosse più celebri e particolari. Se non si fosse capito, per un appassionato della serie Dragon Ball FighterZ è un miracolo visivo che in appena 5 giga di installazione condensa una buona parte del mondo di Dragon Ball e la rende interattiva.

Vedere le mosse finali o un avversario finire contro una montagna facendola crollare sono abbellimenti che però rendono entusiasmante ogni singolo incontro. Il lato negativo a questa spettacolarità è che talvolta, durante gli scontri più intensi, potrà capitare di essere travolti da luci e colori che vi faranno perdere l’orientamento del personaggio, oltre ad abbondantissime dosi di energia. Il caos in alcuni casi è quindi così tanto da compromettere la leggibilità dell’azione.

Di ottima fattura anche le musiche che si confermano all’altezza della produzione mantenendo sempre alto il ritmo dello scontro, ma risultando piacevoli anche nei menu. Effetti sonori presi dall’anime, un buon doppiaggio in inglese e uno ottimo in giapponese, concludono un lato artistico che spinge a nuovi livelli il concetto di cell shading.

Dragon Ball FighterZ è un’uscita di lusso che non potrà che esaltare gli appassionati dell’universo creato dal maestro Toriyama. Il gioco è immediato e veloce, adatto principalmente per chi vuole un titolo spettacolare, ma esiste comunque un livello di complessità che farà felici i fan del picchiaduro che non vogliono rinunciare a giocare davvero. La presenza di valide modalità single player lo rendono poi appetibile da questa vasta schiera di player che potrà così decidere di allenarsi in vari modi per poi sbarcare online.

E anche se l’online non interessa, non ci sono problemi perché avrete parecchio da fare anche offline in partite contro una combattiva CPU e contro amici nel pià classico 1vs1. Per gli amanti dell’online invece le modalità ci sono ma c’è da valutare l’equilibrio dei vari personaggi, oltre che la stabilità dei server. Rimane il fatto che Dragon Ball e la sua saga sono tornati più in forma che mai, proponendo una formula più classica rispetto agli Xenoverse precedenti ma con un gameplay di più facile fruizione.

Pro
  • – Indistinguibile dall’anime
  • – 24 personaggi ben differenziati
  • – Gameplay per tutti, con qualche tecnicismo
  • – Tante modalità anche in single player
Contro
  • – Combat system apparentemente superficiale
  • – 8 personaggi extra già nel Season Pass
  • – Online senza picchi particolari

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