Dragon Ball Xenoverse – Recensione

Riscrivere la storia con le onde energetiche

In questi anni sono stati realizzati innumerevoli videogiochi più o meno convincenti ispirati alla saga di Dragon Ball. Sicuramente tutti gli appassionati ricorderanno la serie Budokai come una delle più avvincenti e la speranza di poter ritrovare quella qualità all’interno del qui presente Dragon Ball Xenoverse è più forte che mai. Questo nuovo titolo si dimostra fin da subito come un picchiaduro diverso dai suoi predecessori puntando al rinnovo del genere con l’aggiunta di una componente spiccatamente RPG. Così facendo ci troviamo davanti ad un gioco per certi versi di nuova concezione che fa leva sulla conoscenza della serie da parte degli appassionati per proporre battaglie alternative e permettere al giocatore di cambiare il corso degli eventi attraverso una storia e alcuni personaggi completamente inediti.

Nella trama principale di Dragon Ball Xenoverse non impersonerete i famosi sayan o qualsiasi personaggio già visto nella serie, ma, per la prima volta, dovrete creare un vostro alterego – selezionando una delle cinque razze viste nel manga originale e aventi caratteristiche differenti – che entrerà fin dalle prime battute nella pattuglia temporale guidata da Trunks. Il vostro scopo sarà quello di rimettere a posto la Storia che sta subendo pericolosi cambiamenti da parte di alcuni loschi individui. Dopo un breve tutorial si viene catapultati a Tokitoki City, quello che a tutti gli effetti rappresenta una sorta di grosso menu esplorabile in 3D. La città è suddivisa in quattro distinti settori che offrono negozi in cui comprare e luoghi dove avviare missioni principali, secondarie e online.

La trama principale ripercorre le più importanti saghe presenti in Dragon Ball Z come ad esempio quella dei sayan, della squadra Ginew, di Freezer fino ad arrivare a Majin Bu e alla serie di Dragon Ball GT. Purtroppo la ripetitività danneggia un po’ l’esperienza considerando che lo scopo principale di ciascuna missione finirà per essere quello di eliminare tutti i nemici che vi si pareranno davanti. Gli sviluppatori hanno cercato di rendere un po’ più varie alcune missioni secondarie offrendo anche una sorta di “cattura la bandiera” con le sfere del drago, ma il succo non cambia poi molto. Le missioni secondarie (o parallele così come le chiama il gioco) si affrontano con altri due personaggio che saranno guidati dalla CPU in modalità offline, ma che potranno essere sostituiti da giocatori umani nel caso si scelga di collegarsi alla grande rete. Completando ogni missione otterremo degli oggetti da utilizzare durante le battaglie, delle abilità, degli accessori e punti esperienza che, al salire di livello, offriranno ulteriori punti da spartire tra gli attributi del nostro personaggio. Inoltre potremo andare alla ricerca di oggetti sparsi per la mappa grazie allo scouter, attrezzatura che ci permette anche di visualizzare il livello degli avversari contro cui ci troviamo a combattere.

Il gameplay è frenetico e si sviluppa in un ambiente completamente tridimensionale. Potrete volare per l’area di gioco, avendo comunque la possibilità di agganciare il nemico sul quale vorrete concentrarvi. Ogni scontro poi mette in scena attacchi in velocità, colpi dell’aura, abilità e attacchi supremi che rendono piuttosto varie le possibilità. Ogni colpo è molto semplice da realizzare, compresi quelli più devastanti che richiedono solo di tener premuti i due grilletti del pad e di premere un tasto quando la vostra aura sarà al massimo. Questa semplificazione accontenterà chi desidera uno scontro il più spettacolare possibile, ma potrebbe deludere quei giocatori che speravano in un picchiaduro con una buona componente tattica. Non mancano infatti momenti in cui il button mashing più frenato salirà prepotentemente alla ribalta. Le mosse a disposizione sono comunque moltissime e la possibilità di equipaggiarle sul proprio personaggio, così come i vestiti con abilità più o meno differenti, permettono a tutti di vivere un’avventura piena di sfaccettature. Se poi si escludono i primissimi scontri che fungono bene o male da tutorial, si fa notare un’intelligenza artificiale decisamente buona, in quanto sia i nostri alleati che gli antagonisti si comporteranno a dovere per cercare di portare a termine la missione.

Dragon Ball Xenoverse presenta un comparto multigiocatore decisamente funzionale. Oltre alle classiche partite 1vs1, 2vs2 e 3vs3, potremo affrontare in cooperativa anche le missioni parallele, rendendo il titolo più divertente e longevo. Per far sì che l’online sia più accessibile e meno frustrante, gli sviluppatori hanno pensato di aggiungere delle opzioni che permettono al nostro alter-ego di affrontare altri giocatori dello stesso livello. Le nostre partite online si sono sempre dimostrate all’altezza delle aspettative, mostrando un netcode stabile e offrendo poi dei premi in moneta di gioco e oggetti specifici alla fine di ogni scontro, qualsiasi sia il risultato ottenuto.

Al di là della personalizzazione del vostro personaggio, il roster proposto è davvero completo: si passa dai più conosciuti Goku, Vegeta, Crillin, Piccolo, Gohan e Radish fino ad arrivare ai meno famosi Guldo, Rekoom, Ginew, coprendo quasi tutti i lottatori che si sono avvicendati nella serie Z e GT. Oltre al numero elevato, gli sviluppatori Dimps, hanno saputo creare modelli dettagliati ed estremamenti fedeli alle controparti disegnate da Toriyama donando loro un aspetto che è frutto di una cura maniacale. Se il comparto tecnico fa i salti mortali per proporci protagonisti che sembrano arrivare direttamente dall’anime, lo stesso non si può dire per quanto riguarda le ambientazioni o la città di Tokitoki.

Quest’ultima vorrebbe fungere da HUB anche per l’interazione con gli altri giocatori, ma questa funzione non è sviluppata nel migliore dei modi. Il risultato è che vi troverete a dover correre da una parte all’altra di questo scenario per acquistare qualcosa o per avviare una missione, quando sarebbe stato molto più comodo poterlo fare da un classico menu. Anche l’interazione con l’ambiente durante le battaglie poteva essere migliore con colpi devastanti che si preoccupano di distruggere una roccia o un albero senza però mettere in scena le esagerazioni tipiche a cui la serie ci ha abituato. Ottime le musiche, con tanto di sigla giapponese originale che ci accompagna verso la schermata iniziale e i doppiaggi inglese e giapponese davvero ben fatti. I sottotitoli e le voci nei menu sono invece stati tradotti in un ottimo italiano.

Dragon Ball Xenoverse è sicuramente il titolo più ambizioso dell’intera saga. Gli sviluppatori hanno deciso di scommettere su un prodotto che cerca di incrociare vecchio e nuovo, senza però riuscirci completamente. I combattimenti che sulle prime potrebbero risultare un po’ ripetitivi, in realtà offrono parecchie scelte, sia nella fase di preparazione alla lotta, che in quella dove si fronteggiano gli avversari. Dall’altra parte c’è un HUB centrale che poteva essere più divertente da esplorare, evitando di diventare un’insieme di zone da percorrere avanti e indietro con il solo scopo di vedere cosa c’è in vendita nei negozi, piuttosto che per affrontare una missione secondaria. Il gioco è comunque consigliatissimo agli amanti di Goku, Vegeta e soci poiché permette di affrontare battaglie “alternative” con un protagonista completamente personalizzabile che crescerà e migliorerà insieme a voi. Da non sottovalutare poi la componente cooperativa online che offre molte ore di divertimento extra per chi ha almeno un amico con cui condividere l’esperienza.

Pro
  • – La storia principale è ben raccontata
  • – Roster numeroso e personaggi realizzati ad arte
  • – Numerose abilità, accessori e oggetti per personalizzare il proprio alterego
  • – Arene piuttosto varie
  • – Comparto multiplayer ricco
Contro
  • – Ripetitività nelle missioni da affrontare
  • – Tokitoki City è piuttosto piccola e lineare
  • – Il comparto tecnico non è proprio next-gen

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