Dreams – Recensione

La potenza dei sogni

Qualsiasi videogiocatore ha nella mente il suo gioco perfetto. Io e un mio amico in terza elementare avevamo ideato un sequel sulla base di un gioco che ci era piaciuto da matti: io avevo idee di gameplay piuttosto folli, lui sapeva disegnare meglio di me e buttava giù gli schizzi dei personaggi, delle armi e dei nemici che inventavamo su un quaderno a quadretti. Ovviamente tutto è rimasto su quei fogli, ma se fosse successo oggi, forse invece di sognare un gioco non realizzabile, probabilmente avremmo potuto provare a crearlo grazie a Media Molecule e al suo Dreams, contenitore di videogame creati dall’utenza attraverso il potentissimo e completissimo editor che, come vedremo, si rivela essere il cuore pulsante di quest’ottima esclusiva PlayStation 4.

Lo sviluppatore inglese non è certo un nuovo arrivato nel campo degli editor e dei “giochi” come questo, visto che in passato ha dimostrato il suo talento con Little Big Planet e relativi sequel. Dreams però si spinge oltre: avendo notato i modi alternativi e originali che i giocatori hanno usato per creare inedite esperienze con il piccolo Sackboy, si è scelto di ampliare enormemente le possibilità offerte. Il rischio in questi casi è quello di complicare eccessivamente un programma – che tra l’altro va gestito tramite un controller – finendo per rendere estremamente elitario il suo utilizzo e di fatto fallendo nello scopo primario di rendere possibile a chiunque la creazione del proprio gioco dei sogni. Come fare quindi? Beh, per prima cosa si può partire dando il buon esempio e per farlo abbiamo Il sogno di Art, un’avventura interamente creata da Media Molecule attraverso l’editor di Dreams.

La storia del suonatore di contrabbasso che conosceremo in questa grande demo dura appena tre ore, ma è portata avanti da vari segmenti, alcuni dei quali in cui ci si muove come se si trattasse di un’avventura grafica, muovendo il cursore/spiritello che ci accompagnerà ovunque in Dreams quando dovremo interagire con l’editor e talvolta anche nei giochi, se sarà richiesto dalla situazione. Ci sono sezioni platform in cui abbiamo mosso due giocattoli di Art, altre maggiormente puzzle, altre semplicemente narrative, altre in cui abbiamo assistito ad un numero da musical. Sackboy aveva molto più carisma di Art, questo è importante dirlo subito, però i motivi per cui dovreste giocare questo contenuto sono tre: da una parte abbiamo una storia più complessa e affascinante di quanto si possa pensare, poi si possono prendere spunti per un nostro possibile progetto, magari prendendo anche parti specifiche per poi rielaborarle a modo proprio, e infine, giocandolo si possono raccogliere bolle che contengono elementi extra che si sbloccano nel nostro editor, offrendo così più possibilità in fase di creazione.

Dopo esservi fatti un giro insieme ad Art, tornando al menu principale troverete ad aspettarvi una grande pagina che vi mostra i contenuti già creati da sognatori come voi. Con vari filtri potete scoprire i più nuovi, i più giocati, i più votati e via di questo passo, verso una marea di giochi nel gioco davvero impressionante. C’è chi ha ricreato parti di videogame molto amati come Metal Gear Solid e Sonic Adventure, c’è chi si è buttato sull’azione più immediata dei retrogame e chi, prendendo spunto dal Captain Toad di Nintendo ha detto la sua in micromondi da esplorare a caccia di gemme. Ogni creazione ha il suo spazio e, come dicevo, può essere scaricata sulla propria console e modificata sia per fare pratica, sia per migliorarla grazie alle specifiche competenze di chiunque vorrà far parte di un nuovo progetto. Mettiamo che, come nell’esempio del gioco che ideai a 8 anni, io non sia un gran disegnatore di personaggi ma abbia ben chiaro cosa devono fare: posso prendere modelli già pronti e inserirli in un livello di mia creazione per poi coinvolgere un amico o un giocatore particolarmente abile che modificherà e migliorerà la componente grafica. Sulla musica, stesso discorso: posso creare semplici motivetti e poi lasciare a chi se ne intende il compito di orchestrare un livello o una sequenza. Il lavoro in team è quindi la carta segreta di Dreams, e la lista dei nomi che si può vedere nei progetti più grandi e ambiziosi, sta lì a dimostrarlo.

Tutte queste possibilità in ambito di gameplay, di animazione, di grafica, di musica, effetti sonori, di modellazione e quant’altro, di solito richiedono programmi costosi, complessi e fuori dalla portata di un qualsiasi appassionato. In Dreams Media Molecule oltrepassa l’ostacolo e ci offre un tool di sviluppo mai visto prima d’ora in questo ambito, strapieno di strumenti da usare, di scorciatoie applicate sui tasti del DualShock 4 e di momenti istruttivi per imparare ad usarli. Qui, per quanto mi riguarda, c’è il vero salto di qualità che divide Dreams dagli altri editor: invece che limitarsi a offrirci un sacchetto strapieno di possibilità, si siede accanto a noi e ci mostra il suo contenuto pezzo per pezzo, attraverso una serie di tutorial impressionante nel numero come nella qualità e nella realizzazione. Nell’era di Youtube e dei suoi tutorial, Media Molecule ci offre guide interattive in cui sul vostro schermo potrete agire e mettere in pratica quello che vi verrà raccontato – in italiano – in un video in finestra che potrete fermare, spostare, ingrandire, far saltare avanti e indietro di 10 secondi se vi siete persi la posizione di un’icona e, ovviamente, riprodurlo da capo. Ogni video dura pochi minuti e nel passaggio da una fase all’altra il gioco salva gli step completati, così da farvi ricominciare ad imparare quando avrete più tempo, dal punto in cui avete smesso. Questo metodo che permette di fare subito pratica con gli strumenti seguendo la voce guida e le immagini, è utilissimo perché insegna in modo chiaro, attivo e concreto concetti talvolta anche astratti che qui trovano una chiara connotazione. Il fatto che poi questi tutorial includano ogni aspetto della creazione, insegnando a muoversi tra il reparto animazioni di un personaggio e quello dedicato alla composizione musicale, rende incredibilmente prezioso il lavoro svolto per creare un editor così completo e sorprendente che, per essere esplorato senza soffermarsi troppo su specifici argomenti, potrebbe richiedervi almeno una decina di ore.

Per parlare della componente tecnica, in questo caso bisogna variare un po’ la prospettiva e dare qualche informazione extra. Intanto la parte puramente grafica è notevole grazie ad uno stile molto caratteristico, talvolta squadrato, talvolta più morbido, colorato ora da sbuffi leggeri, ora da pennellate più decise. Anche solo guardando i template che caratterizzano un cielo notturno, capirete quante possibilità sono offerte in questa originalissima produzione. Vi basti sapere che generalmente non si è puntato sulla pulizia grafica (che potrete comunque trovare), quanto su una direzione artistica sfumata e onirica che, per un gioco chiamato Dreams, è anche un po’ dovuta. Gli elementi presenti di default all’interno dell’editor sono una marea, così come i suoni che potreste volergli abbinare (solo per l’elemento “fuoco” ne troverete una decina). Il tutto però funziona alla grande grazie ad un menu chiaro e facile da raggiungere, una mappatura dei tasti perfetta e vari modi di gestire il controller, passando da quello che usa solo le levette, a quello che integra anche i sensori di movimento (io ho giocato con questo e non ho mai avuto particolari problemi se non quando occorre muoversi di fino), finendo con il PlayStation Move. Poi, certo, ci vuole parecchia pratica, ma essendo obbligati ad usare un sistema di controllo via pad, questo non poteva essere mappato e utilizzato meglio di così. Ovviamente tutta la parte online funziona a meraviglia, con attività della community aggiornate periodicamente e con la possibilità di condividere, votare e collaborare con gli altri sognatori.

Dietro a Dreams c’è lo sforzo di Media Molecule di offrirci l’editor definitivo per creare i nostri videogame su console, progetto a dir poco complesso che però ci porta il miglior ambiente di sviluppo a cui noi giocatori comuni possiamo accedere. Poter giocare le creazioni di altri passa quasi in secondo piano quando si scopre la qualità dei tutorial e le potenzialità più o meno nascoste di questo titolo. Ciò nonostante non è un titolo per tutti: richiede impegno, passione e tanto tempo, ma può ripagare con creazioni che non avreste mai immaginato. Se siete creatori e sognatori, il prezzo di appena 40 euro vi sembrerà irrisorio dopo averlo provato e aver visto la profondità con cui si ramificano le tantissime componenti che spesso diamo per scontate quando giochiamo. Se invece pensate di limitarvi a giocare i livelli degli altri, cosa assolutamente lecita e possibile, vi consiglio fortemente di non tralasciare a priori la parte creativa e di iniziare ad imparare ad usare Dreams dalle basi, attraverso i suoi eccellenti tutorial: nel mio caso ho visto volare le ore mentre piazzavo luci, effetti sonori, e provavo ad animare un personaggio, evitando inizialmente tutta la parte più artistica su cui devo ancora lavorare. Rilascerò mai un gioco? Bella domanda… di sicuro però ho fatto galoppare la fantasia, ho imparato qualcosa di nuovo e ho scoperto, una volta ancora, quanto lavoro serve per creare i videogiochi che amiamo. Tanto di cappello quindi a Media Molecule che è riuscita a dare anima e cuore a quello che teoricamente, sarebbe solo un magnifico tool di sviluppo.

Pro
  • – Potenzialità davvero infinite
  • – Tantissimi tutorial piacevoli da seguire
  • – Sviluppa fantasia e competenze, divertendosi
  • – Community sempre al lavoro
  • – Possibilità di cooperare con altri giocatori sullo stesso progetto
  • – Artisticamente unico
  • – Tutto doppiato e spiegato in italiano
Contro
  • – Richiede tempo e impegno per dare risultati
  • – È così vasto e completo che può confondere
  • – A volte sentirete il bisogno di usare un mouse

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