Elden Ring – Recensione

Il soulslike che aspettavamo

Quando si parla di Elden Ring, la parola “difficile” va tenuta in seria considerazione. Non è certo una sorpresa per chi conosce i giochi di From Software, ma è bene ricordare questo dettaglio, visto che molti lo hanno considerato più accogliente nei riguardi del videogiocatore medio. L’accostamento forse è derivato dalla sua natura free roaming, inedita in un genere come il soulslike; oppure potrebbe ingannare la presenza di tutorial, così come alcune facilitazioni rese necessarie proprio dall’immensa apertura della mappa. Elden Ring è un gioco molto difficile, può diventare dispersivo e può giustificare senza problemi il fatto che ancora oggi, a tre settimane dal lancio, più della metà dei giocatori che lo hanno acquistato non hanno battuto il primo vero boss del gioco. Eppure, anche per questo, proveremo a spiegarvi perché potrebbe essere uno dei giochi migliori di questo anno già ricchissimo.

Un mondo intero da conoscere

Il canovaccio narrativo di Elden Ring si affianca senza paura a tutti quelli già narrati da From Software. In un regno un tempo meraviglioso, la regina Marika è scomparsa, i lord sono stati uccisi e l’Anello Ancestrale – l’Elden Ring del titolo – è stato distrutto. I discendenti di Marika si sono impossessati dei frammenti dell’anello e da ciò è iniziata la Disgregazione. Con il regno in pezzi, qualcuno chiama alle armi i Senzaluce, esseri descritti “senza vita, eppure viventi”, che si metteranno in cerca dei lord corrotti che possiedono i frammenti dell’anello, per recuperarli e diventare poi a loro volta Lord Ancestrali. La trama pare inizialmente più chiara rispetto ad altre produzioni dello sviluppatore giapponese, ma i sottotesti sono tantissimi, le informazioni sono nascoste un po’ ovunque e, anche stavolta, per capire davvero la storia saranno utili le guide Wiki che si trovano online. Da questo punto di vista quindi, non aspettatevi novità rilevanti.

Il nuovo contrattacco in azione

Le sorprese legate al gameplay invece inizieranno a fioccare fin dai primi minuti. La scelta della classe si rifà a quanto visto in passato, con nomi un po’ diversi dai classici “guerriero”, “ladro” o “mago” ma facilmente individuabili osservando le statistiche predefinite di ciascuna tipologia. La nostra scelta è caduta sul cavaliere errante, classe con cui avevamo già dimestichezza ma che ha riservato più di una sorpresa. Per mantenere la tradizione si inizia da un cimitero, ma poco più avanti c’è un’area tutorial che tornerà utile anche a chi conosce già ogni segreto dei vecchi giochi. Oltre alla possibilità di saltare che migliora l’esplorazione e permette attacchi in volo, lanovità probabilmente più utile per chi userà anche uno scudo è una contromossa che si attiva con il grilletto destro, subito dopo aver parato un colpo. Più semplice rispetto ad una parry, comunque possibile, questa mossa fa crollare i nemici meno potenti e li lascia scoperti per un attacco critico. Attenzione però perché contro creature più equipaggiate, che eseguono combo di più colpi, tentare il contrattacco al momento sbagliato può costare caro e quindi il suo utilizzo va gestito conoscendo i pattern nemici.

Benvenuti nell’Interregno

Finita l’area tutorial, l’ampiezza del mondo di Elden Ring ci si spalanca davanti al naso in modo analogo a quando Link, in Zelda: Breath of the Wild, si risveglia dal suo sonno centenario all’inizio del gioco. Abituati a soulslike che solitamente ci mettono davanti una strada da seguire, ci si sente emozionati dall’enorme libertà che viene concessa, ma anche terribilmente piccoli di fronte a quanto proposto. Il nostro primo obiettivo quantomeno è molto chiaro: il primo lord da sconfiggere si trova infatti nel castello di Grantempesta che si erge davanti ai nostri occhi su una collina. La prima cosa da fare pare essere arrivare nella fortezza, ma la strada è tutt’altro che chiara e semplice. Qui ci vengono in aiuto i luoghi di grazia, aree di sosta che in Dark Souls conoscevamo come i falò. Oltre alle solite funzioni di level up, armonizzazione di incantesimi, gestione delle fiaschette per ripristinare punti salute e punti abilità, (tutte da attivare proseguendo nella vostra missione), vi torneranno utili i raggi di luce che escono da queste aree e che puntano nella direzione del successivo luogo di grazia. È bene ricordare che Elden Ring non è un free roaming che piazza indicatori sulla mappa, e questo lo si può intuire già dal fatto che la mappa del territorio andrà sbloccata esaminando particolari elementi di gioco.

Uno dei tanti boss dei tanti dungeon opzionali

Sudare ogni vittoria

Ogni progresso che potrete ottenere in Elden Ring va conquistato. Allo stesso tempo ogni avversità va gestita nel modo corretto, fosse anche girare al largo da un nemico eccessivamente potente. Ne è un esempio il grande cavaliere che ci attende sulla strada non appena inizia il gioco vero e proprio, un boss opzionale che vi farà capire questo concetto in pochi, brutali istanti e che potrete pensare di sfidare solo dopo molte ore di gioco. Girare al largo o utilizzare lo stealth per attaccare alle spalle un nemico ignaro è sempre una buona tattica, ma spesso non basterà. Trovarsi dinnanzi a creature decisamente letali è uno dei pochi indizi per capire se ci si sta avventurando verso un’area eccessivamente complessa. Osare però è anche l’unico modo per avanzare e trovare altre possibilità di personalizzazione. Nei precedenti Dark Souls, un personaggio che lottava con spada e scudo poteva cavarsela anche senza mai usare un incantesimo, evitando di potenziare con i level up la caratteristica che aumentava i punti abilità. Qui questa barra non serve solo per lanciare magie, ma anche per attivare mosse speciali che vengono chiamate Ceneri di guerra. Queste abilità si legano a speciali tipologie di armi e permettono di lanciare folate di vento e proiettili magici, di eseguire pestoni a terra e colpi che possono causare sanguinamento. In più esistono le evocazioni, vere e proprie creature come lupi, cavalieri o scheletri che lotteranno al vostro fianco dopo che li avrete chiamati spendendo un bel po’ di punti abilità. La personalizzazione continua poi con armi da migliorare, balsami da creare unendo componenti specifici e oggetti da costruire attraverso il crafting, unendo piante, funghi e altri ingredienti ben più macabri per ottenere consumabili dalle mille utilità.

Gestite in modo alternativo, ma anche qui ci sono le missioni secondarie

Se bisogna conquistare tutti questi elementi, occorre una vasta area che possa contenerli e nasconderli al giocatore. La mappa realizzata da From Software è assolutamente perfetta allo scopo e fin dalle prime battute si scoprono caverne, sotterranei e costruzioni che nascondono oggetti speciali alla cui guardia però ci sono spesso nemici di un certo livello. Questi boss opzionali saranno almeno un centinaio: non tutti sono pericolosi allo stesso modo, alcuni si ripetono cambiando solo alcune caratteristiche ma quasi tutti sapranno farvi penare. La loro utilità, oltre all’oggetto che detengono, sta anche nel farci combattere e salire di livello senza inchiodarci ad un’area come in passato, in cui diventava fondamentale ripetere ad oltranza alcune sezioni per poter salire di livello o comprare determinati oggetti. Per esempio, dopo essere arrivati al primo lord ancestrale e aver subito una sonora bastonata, abbiamo sfruttato il comodissimo viaggio rapido verso i luoghi di grazia sbloccati in precedenza, per continuare ad esplorare la primissima parte di mappa. Abbiamo incontrato NPC, abbiamo portato avanti missioni secondarie opzionali, ottenuto nuove ceneri di guerra e, ovviamente ci siamo potenziati. Inoltre il senso di scoperta aiuta a perdersi nel gioco, visto che la varietà di ambientazioni è tale da invogliare chiunque ad esplorare questo grandissimo mondo. In questo vi tornerà utilissimo Torrente, il cavallo spiritico che potrete evocare quando non sarete in un dungeon e che permette di velocizzare il vostro vagare, così come di combattere più efficacemente con manovre di toccata e fuga.

Un villaggio allagato che nasconde un barcaiolo fantasma? Presente

Tutt’altro che next-gen, ma funziona

Il livello artistico di Elden Ring è elevatissimo, con panorami mozzafiato che aumentano ulteriormente il respiro già ampissimo che coinvolge il gioco. Pur trattandosi di un altro universo corrotto e diabolico, l’Interregno sa anche essere poetico e questo non è un traguardo da poco visto il livello del comparto tecnico. Questo si rivela essere anche stavolta il tallone d’Achille di From Software, visto che fenomeni di pop up, cali di frame anche su console next-gen in modalità prestazioni e texture non sempre pulitissime, sporcano un po’ l’impatto globale. Per non parlare di disconnessioni e bug che affliggono la versione PC. Per fare un paragono diretto, graficamente si comporta molto meglio il remake di Demon’s Souls per PS5, rispetto ad Elden Ring sempre sulla stessa console. A sua giustificazione va detto che questa nuova opera sfrutta un ambiente aperto, privo di caricamenti e sempre pronto a stupire con qualcosa di inaspettato. Validissime le musiche che vanno dall’accompagnamento durante le vostre scampagnate esplorative, fino a temi incalzanti, epici e potenti degli scontri contro i boss. Il gioco è doppiato in inglese, mentre tutti i testi sono tradotti in un ottimo italiano.

Questo è Margit. Evocate un po’ di gente e colpitelo quando si concentra su qualcun altro

Commento Finale

Elden Ring può essere considerato un capolavoro per i giocatori abituati ai soulslike, e se lo siete probabilmente vi starete già perdendo in qualche recesso dell’Interregno. I vecchi Dark Souls vi sembreranno lontani anni luce e l’idea di un nuovo esponente del genere ambientato in una mappa chiusa e restrittiva, vi farà alzare gli occhi al cielo. E va benissimo così. Tutti gli altri giocatori, mossi dall’hype che si è creata attorno ad Elden Ring potrebbero però trovarsi per le mani un gioco anomalo, in cui nessuno ti tiene la mano e anzi si è spesso abbandonati a sé stessi. L’accessibilità di cui tanto parla certa gente, ci ha ricordato il messaggio che certi bontemponi lasciano da sempre nei soulslike sul bordo del precipizio e che recita “più avanti troverai tesoro”. Elden Ring è un gioco per appassionati che vogliono mettersi alla prova, stavolta anche in una mappa aperta ricolma di segreti da guadagnarsi. I nuovi giocatori sono i benvenuti, ma non sono il target di riferimento: dovranno infatti imparare anche dinamiche che gli appassionati hanno assimilato in 13 anni di soulslike e che ora danno per scontate. Non sarà facile ma se il desiderio è tanto, lo sarà anche la soddisfazione.

Pro
  • – Gameplay rinnovato in moltissimi aspetti
  • – La mappa è enorme e ricchissima
  • – La sfida non finisce mai
  • – Nemici vari, con alcuni ritorni
  • – Sorprende ad ogni sessione
  • – Comparto audio potente ed evocativo
Contro
  • – Dà per scontato che chi gioca conosca le basi di un soulslike
  • – Tecnicamente migliorabile
  • – Online problematico anche per colpa di disconnessioni inaspettate
  • – Presenti bug e problemi tecnici, specie su PC

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