Far Cry 3 – Recensione

Se avete giocato a Far Cry 2, è facile che vi sia piaciuta l’enorme savana pensata dagli sviluppatori, ma è altrettanto facile che abbiate sognato posti di blocco che rigenerano i nemici per diversi mesi. Nel frattempo sono passati tre anni e dalla savana siamo tornati nuovamente in un’ambientazione tropicale, con tanto di acque cristalline, spiagge dorate e tanta vegetazione. Il cambio di location per fortuna non ha apportato solo una nuova mappa da esplorare, ma un gameplay cento volte migliore rispetto al precedente capitolo. Posti di blocco compresi.

Far Cry 3 va controcorrente all’interno del genere degli FPS proponendosi come un titolo prevalentemente single player. E’ la storia di Jason Brody e dei suoi amici, ricchi figli di papà che girano per il mondo in cerca di emozioni forti, arrivando “a fare casino” sull’isola sbagliata. L’avventura inizia nel peggiore dei modi e presto vi troverete a scappare nella giungla inseguiti da cani e da nemici pronti a farvi fuori. Durante questa fuga sarete solo un ragazzo impaurito che si ritrova completamente disarmato davanti ad eventi molto più grandi di lui. Questo incipit risulta immediatamente forte e dal grande impatto emotivo, poichè ci mette nei panni di un personaggio assolutamente normale, senza addestramenti militari assortiti e per questo capace di far scattare immediatamente il senso di immedesimazione. Questo senso di impotenza comincia a traballare non appena ci risveglieremo. Si scopre infatti che l’intero arcipelago, composto da tre diverse sole, è da anni soggiogato dalla violenza e dalle razie compiute dai pirati che vi avevano inizialmente “accolto”. Se prima non si desiderava altro che fuggire dall’isola insieme a suoi amici, con il tempo scoprirete di poter fare davvero qualcosa per gli isolani, iniziando missioni principali e secondarie che sembrano uscite da un gioco di ruolo piuttosto che da un normale FPS.

Il gameplay è un riuscito ibrido che prende in prestito tanti diversi elementi da altrettanti titoli di successo, regalando all’utente un mondo di gioco vario e articolato. Inizierete con un’unica base operativa che fungerà anche da punto di ripartenza per eventuali morti. Questa sarà immediatamente raggiungibile tramite un sistema di viaggio rapido semplice e intuitivo eseguibile in qualsiasi istante. Il primo approccio con l’ambiente vi sarà offerto quando dovrete scalare una torre di comunicazione per rivelare la mappa della relativa porzione d’isola. La minimappa vi indica il punto in cui dovrete andare, ma non vi crea in automatico un percorso, lasciandovi liberi di scalare alcune rocce, piuttosto che seguire un piccolo sentero poco battuto. Nel nostro giocato, arrivati più o meno in zona abbia iniziato a sentire un rumore inquietante, prima di accorgerci di essere finiti vicino ad un serpente poco amichevole che ha finito per morderci sul braccio. Una volta sbarazzati dell’animale a colpi di machete abbiamo scalato la torre e arrivati in cima abbiamo disattivato il sistema di comunicazzione che ostruiva il segnale, scoprendo così un diciottesimo dell’area esplorabile.

In questa porzione di mappa comunque piuttosto vasta, compariranno diverse icone e diversi tesori da raccogliere oltre alle sagome di alcuni animali in specifiche posizioni. Si scopre presto che aprendo scatole lascite incustodite o percuisendo i cadaveri dei nemici, potrete trovare denaro e oggetti più o meno utili, oltre che piante da raccogliere in giro per l’isola e da combinare per creare medicine o potenziamenti per il combattimento e per difendersi dal fuoco. Il fatto è che se i soldi vi serviranno per acquistare armi, munizioni e modifiche per le stesse (mirini assortiti, canne più lunghe, caricatori più capienti che sembrano usciti da un FPS bellico), vi accorgerete presto che potrete portare solo un’arma per volta. Per migliorare la vostra situazione non dovrete fare altro che uccidere particolari animali e scuoiarli per prendere le loro pelli. Questo rituale un po’ macabro in realtà diventa estremamente interessante e sensato all’interno di un gioco che ci getta in un’ambiente ostile e ci chiede di sopravvivere. Inoltre se alcuni degli animali utili per i miglioramenti basici sono cinghiali o capre, per i più performanti dovrete cacciare orsi, tigri e squali. Anche se gli animalisti a questo punto avranno già sgranato gli occhi, vi assicuriamo che andare a cercare una ragazza scomparsa e ritrovarsi accerchiati da quattro draghi di komodo, farebbe venire qualche ripensamento anche a loro. In un cetrto senso si tratta della naturalissima legge della giungla (virtuale in questo caso). Proseguendo con la vostra esplorazione dell’isola (badate bene che non abbiamo detto “procedendo con la storia”) vi troverete ad acquisire punti esperienza da investire in poteri e abilità derivanti dai tre tatuaggi che vi sono stati fatti all’inizio del gioco.

Squalo, airone e ragno, sono i tre rami di un ambero delle abilità che vi permetterà di trasformarvi da ragazzini impauriti a vere macchine da guerra. Potrete scegliere di abbattere i nemici di soppiatto, o di perfezionare tale mossa aggiunegendo anche la possibilità di trascinare via i corpi dopo averli eliminati. Potrete sbloccare l’abilità di usare le granate, piuttosto che essere più rapidi nel ricaricare l’arco dopo aver scoccato una freccia o ancora poter nuotare in apnea più a lungo.

Ricapitolando, abbiamo le torri di comunicazione che sembrano uscite da un qualunque Assassin’s Creed, un sistema di crafting che permette di migliorare l’equipaggiamento che riporta alla mente un qualsiasi Monster Hunter (seppur in Far Cry 3 il tutto sia estremamente più semplice e immediato). Oggetti da scoprire e mappe del tesoro da acquistare per trovare i collezionabili più preziosi sono tutte dinamiche tipiche di un GDR, così come abilità e “poteri” da sbloccare, il tutto intrecciato con meccaniche da FPS convincenti e ben realizzate. Se a questo si aggiunge una gestione dei veicoli molto più naturale e meno macchinosa che in passato, è facile capire quanto di buono sia stato fatto rendere l’esperienza affascinante e coinvolgente, lasciando il giocatore spesso spaesato sul da farsi: se da un lato si vuole conquistare un accampamento nemico per farlo proprio e guadagnare così un punto di checkpoint in più (oltre che un nuovo punto per il viaggio rapido), dall’altra magari si vuole andare a caccia di un’animale che vive in quella zona e che ci permetterebbe di ampliare il nostro equipaggiamento.

Oppure potreste voler tentare una delle tante prove rakyat che ci mettono in competizione con i giocatori registrati nella nostra lista amici che stanno giocando a Far Cry 3 con un sistema che sembra il fratello dell’Autolog di Need For Speed, mettendo a confronto i nostri risultati e i loro.

Si finisce per sentirsi davvero in una grande isola sperduta chissà dove, con nemici da temere, ma anche con le abilità e i mezzi per farsi temere da loro. Ciò porta il giocatore a dimenticarsi di essere a casa davanti alla propria TV, facendolo cadere in un mondo vasto e pieno zeppo di possibilità.

Dopo un’affermazione del genere il giocatore solitario può fiondarsi ad acquistare il gioco ad occhi chiusi, ma chi invece apprezza giocare con gli altri? Incredibilmente Far Cry 3 non è tutto single player, proponendo sia una componente online competitiva che una coopertiva fino a quattro giocatori. La prima sembra essere stata aggiunta più perchè voluta da Ubisoft stessa, che non per una vera utilità, visto che quanto viene proposto, nonostante la presenza di un editor delle mappe estremamente complesso ma comunque completo, non riesce a tener testa al Call of Duty o all’Halo 4 di turno. Non perchè sia fatto male, ma semplicemente perchè non aggiunge nulla all’esperienza finale. L’isola non viene struttata come in single player e ci si ritrova a spararsi addosso sempre in aree piuttosto circoscritte. Diverso il discorso inerente la campagna cooperativa, ambientata prima che Jason e i suoi amici arrivassero sull’isola e suddivisa in sei scenari sequenziali che comunque potranno essere affrontati nell’ordine che si preferisce. Tra assalti e difesa di luoghi specifici questa componente racconta ulteriori retroscena sui personaggi della trama principale, visti dagli occhi di una ciurma la cui nave è stata venduta ai pirati. Niente per cui strapparsi i capelli, ma procedere con altri amici che ci coprono le spalle, si rivela divertente e soddisfacente. Durante questi sei livelli affronterete sparatorie di ogni tipo, ma anche competizioni di diverso tipo contro i vostri compagni d’armi. Chi riuscirà a colpire più nemici con il fucile di precisione? Chi distruggerà il maggior numero di barche con un RPG? E chi sarà il giocatore che riuscirà a raccogliere il maggior numero di bombe mentre guida il proprio acqua scooter?

Tutte queste attività porteranno poi a salire di livello e lo sblocco di armi e miglioramenti contribuiranno alla rigiocabilità di questa modalità accessoria, ma estremamente gradita.

Tecnicamente Far Cry 3 può essere definito un vero colosso. Pur non avendo avuto la possibilità di giocarlo su PC, la versione Xbox 360 provata ha dimostrato un’orizzonte molto ampio, un dettaglio estremamente alto di texture e una fluidità dell’azione che pur contando “solo” 30 fps, rimane fluida e godibile in qualsiasi situazione. Inoltre la fisicità del protagonista è sempre rimarcata dai vari movimenti che compie, siano essi correre con l’arma in pugno, piuttosto che ripararsi dietro una roccia eseguendo una scivolata. In tutti questi casi vedrete braccia o gambe che seguono il movimento rendendo il tutto molto immersivo. Non mancano poi effetti psichedelici ed ambientazioni oniriche ispirate e allucinate al punto giusto. I nemici sono spesso simili tra loro ma con il prosieguo della trama la loro diversificazione aumenterà, e non solo nell’abbigliamento. Il level design poi riesce a proporre continuamente nuove zone che si differenziano le une dalle altre tramite flora, fauna e conformità stesse. Scoprire una grotta e addentrarsi al suo interno diventa così un’esperienza esaltante, ma anche piuttosto tesa, visto che non si può mai sapere se all’interno ci attende un prezioso tesoro o un orso inferocito. Ottima poi la gestione del fuoco che risulta anche migliorata rispetto a Far Cry 2.

L’aspetto sonoro è altrettanto valido con un ottimo doppiaggio dei personaggi principali. Jason e Vaas sono estremamente curati e per una volta sembra che i doppiatori fossero davvero consci di quello che stava accadendo a schermo, recitando sia nelle vesti del personaggio disperato che cerca riscatto e vendetta, sia in quelle dello psicopatico che mantiene comunque un certo senso dell’umorismo. Segnaliamo comunque tante belle parolacce pronunciate un po’ da tutti, le quali rendono il gioco non proprio adatto ad un pubblico giovane, come dimostrato dal PEGI in copertina. Ottimi poi gli effetti sonori che contribuiscono a creare l’atmosfera grazie ai suoni di una flora che viene mossa dal vento, piuttosto che dai versi della fauna, spesso inquietanti e utili per capire quando si sta per subire un attacco.

Far Cry 3 può essere considerato senza troppo timore di smentita il miglior sparatutto in soggettiva per giocatore singolo del 2012. Il suo modo di proporre al giocatore un mondo vivo e vibrante passione, ricco di segreti, di sfide e di missioni da portare a termine rende il gioco Ubisoft un gigante del divertimento elettronico, lasciando al palo un secondo capitolo con qualche difetto di troppo. Non meravigliatevi se il correre su e giù per questo arcipelago virtuale vi porterà via diverse decine di ore. Una volta completato al livello di difficoltà massimo (che vi consigliamo fin dal primo giro per godere appieno del senso di sopravvivenza che il gioco trasmette) avrete ancora la componente cooperativa, affrontabile anche insieme ad un secondo giocatore offline. Un Natale da passare su un’isola tropicale? Noi crediamo di sì.

Pro
  • – Ambientazione vastissima e curatissima
  • – Tante meccaniche differenti sposate perfettamente in un gameplay complesso ed esaltante
  • – Comparto tecnico validissimo anche su console
  • – Comparto cooperativo godibili sia online che offline
Contro
  • – Qualche difettuccio riscontrabile nell’IA dei nemici
  • – Comparto competitivo online dalla scarsissima personalità

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