Forza Horizon 4 – Recensione

Il piacere della guida è sempre stato l’ingrediente principale della serie Forza Horizon. La saga nata come spin-off di Forza Motorsport ha scalato in fretta le preferenze dei giocatori grazie al divertimento che ha saputo generare, con la sua formula che mischia racing game e free roaming. L’Horizon Festival ci ha infatti permesso di scorrazzare liberamente prima per il Colorado, poi nell’area mediterranea tra Francia e Italia e nel 2016 nella selvaggia e bellissima Australia. A due anni di distanza, puntuale come un orologio, la festa a base di auto, musica e gare si sposta in Gran Bretagna. Chi è preoccupato che questa terra non possa competere con quelle viste in passato non deve temere di rimanere deluso perché, non appena prenderà il controllo della hypercar che ci introduce alle sue strade, Forza Horizon 4 lo stupirà con meccaniche uniche che settano nuovi standard per il genere. Credete che stia esagerando? Mi sembra giusto… datemi qualche minuto del vostro tempo e vediamo insieme cosa mi ha fatto innamorare del gioco.

Basta un’occhiata alla schermata d’avvio con la McLaren Senna che viaggia placida per il mondo di gioco per rimanere ammaliati. Attenzione: non parlo della grafica comunque incredibile, ma del continuo passaggio di stagione che fa da sfondo alla sua progressione. Ok, il passaggio dall’estate soleggiata all’inverno innevato non è proprio una novità del genere racing ma, torniamo un attimo al momento in cui si inizia a guidare… Eccoci dunque sulla McLaren Senna che corriamo verso il Festival in una strada di campagna mentre l’autunno fa volare le foglie secche ai bordi della strada. Imboccata una stradina accanto ad una cascatella accade però la prima magia: una velocissima transizione trasforma l’autunno in inverno e, neanche il tempo di chiudere la bocca pe lo stupore e vi troverete a guidare un fuoristrada che inizia la sua corsa sul fiumiciattolo ora ghiacciato.

Ghiaccio e neve renderanno molto differente guidare questo bestione già di suo molto diverso dalla McLaren, ma probabilmente quello che vi colpirà sarà che, a differenza dei giochi in cui le strade diventavano bianche e un po’ più scivolose, qui la neve ha una sua consistenza, rallentandoci quando passiamo attraverso i cumuli più alti e ricreando il mondo ovattato che ci si aspetterebbe da una situazione simile.

E poi arriva la Primavera e ci ritroviamo su un’auto da rally con cinque o sei moto da cross che ci ronzano intorno. I colori della foresta sono molto più accesi e il fondo fangoso che ha creato il disgelo è scivoloso in maniera diversa rispetto alla neve. Non saprei spiegarvelo a parole, ma la sensazione c’è tutta e funziona. Salti e qualche bella pozza d‘acqua (molte più che in passato, se siete dei fan come me del saltarci dentro a tutti i costi!) ci fanno volare fino all’estate, periodo dell’anno che ci riporta sulla McLaren Senna e che ci conduce infine al suntuoso Festival preparato quest’anno.

Dopo aver stupito con effetti speciali, Forza Horizon 4 rallenta per permetterci di rimettere in ordine le idee. Dopo essere stati sballottati da una stagiona all’altra nell’introduzione più bella che io ricordi in un racing game, si apre una sorta di tutorial invisibile che durerà circa cinque o sei ore. Tranquilli, è davvero invisibile e a parte qualche rapida indicazione sull’utilizzo del GPS o del sistema di progressione, tutto quello che dovrete fare sarà guidare e divertirvi. Non ci saranno nemmeno limiti a quello che potrete fare in termini di gare, oltre ovviamente al doverle sbloccare gareggiando nelle varie discipline a disposizione. Anche le prime auto vi verranno regalate potendo scegliere da una minuscola selezione e quindi l’unica vostra preoccupazione sarà quella di guidare e di ottenere influenza.

Questo modo alternativo di chiamare i punti esperienza vi verrà dato in premio alla fine di ogni gara, ogni volta che troverete qualcosa di nuovo sulla mappa, quando acquisterete un’auto… praticamente qualsiasi cosa facciate, compreso scattare foto o creare vinili per le auto, per poi condividerli con la community. Ottenuto il numero prefissato di influenza si attiverà un evento speciale, superato il quale avrete un altro step da raggiungere per passare alla stagione successiva. All’inizio non avrete molte possibilità di scelta, ma vi assicuro che per iniziare, le gare a disposizione sono più che sufficienti. Anche perché completando gare, farete salire di livello la vostra abilità in quella disciplina, sbloccandone altre quando sarete passati al livello successivo.

Superata l’estate quindi vi aspetta l’autunno, ma Forza Horizon 4 sa che per farvi capire al meglio le sue qualità deve farvele provare. Ecco dunque una gara già svolta nella stagione calda, rifarsi viva ora che le foglie sono seccate e la pioggia ha già ripreso a cadere. Quello che prima era uno sterrato ora è una fanghiglia scivolosa che non si fa mancare anche pozze d’acqua piovana. L’approccio risulta quindi terribilmente diverso e se vorrete tornare ad affrontare quella gara anche in inverno vi accorgerete che sotto alla solita conformazione del tracciato, si nasconde una nuova esperienza da vivere.

La cosa più incredibile però è che questa natura quadrupla delle gare si espande a tutta la mappa, proponendo un parco giochi un po’ più grande di quello visto in Australia, che si moltiplica per quattro e ci propone di fatto quattro diversi modi di affrontare la Gran Bretagna di Playground Games. Sembra un annuncio da lancio pubblicitario ma in realtà è davvero così. Chi si sta chiedendo con quale meccanismo ruotino le stagioni, posso dire che dopo il “tutorial” di cui vi parlavo e al termine del tour guidato che ci fa fare Forza Horizon 4 attraverso l’arco di un anno virtuale con l’acquisizione di punti influenza per raggiungere la stagione successiva, ecco che il gioco si apre completamente e diventa ancora migliore di quanto già non fosse.

Per chi gioca senza il collegamento a internet, le stagioni seguiranno semplicemente la data del vostro sistema (console o PC che sia), ma per tutti quelli che giocano online (opzione consigliatissima), saranno i server di gioco a farvi passare da una stagione all’altra ogni settimana, proponendo una serie di sfide che possono andare da campionati in cui gareggiare e con obiettivi specifici, così come prove di abilità da eseguire con auto speciali. Tutto questo vi porterà Punti Forza che, come i crediti di gioco, vi permettono di acquistare oggetti speciali di ogni tipo, da vetture extra fino ad elementi di personalizzazione per il vostro avatar pilota, tra magliette, pantaloni, cappelli o clacson speciali che possono replicare anche il tema di Killer Instinct o di Halo.

Ci si trova quindi in un mondo connesso con altri giocatori che sfrecciano accanto a noi e con cui possiamo partecipare anche ad eventi collettivi come i Forzathon, sfide cooperative in cui allearsi per coprire una lunghezza di salto enorme attraverso il contributo, grande o piccolo, di ciascun partecipante. Fintanto che non si è in una gara competitiva poi le auto degli altri piloti diventeranno fantasmi quando ci avvicineremo, evitando le tanto odiose collisioni quando si gira tranquilli per la mappa o si sta tentando di superare una sfida.

Se non siete tipi da gioco online contro altri giocatori, Forza Horizon 4 non vi nega nulla della sua esperienza, con ogni gara (anche quelle stagionali) che può essere affrontata contro i Drivatar, in cooperativa con amici, contro altri giocatori presenti in pista o contro i Rivali, ossia i ghost che replicano i tempi di altri piloti. Per chi invece apprezza modalità un po’ più insolite e slegate dalle corse tornano Re della Collina e Infezione, unicamente multigiocatore ma perfette per proporre un po’ di auto che si rincorrono e si tamponano.

La personalizzazione dell’esperienza non può sfuggire alle impostazioni che riprendono senza apparenti novità quelle già presente nella serie Forza: c’è la difficoltà dei Drivatar da impostare su una decina di livelli, gli aiuti alla guida più o meno concreti, la traiettoria in pista e i danni alla vettura che possono essere attivati o disattivati in base al modello di guida che desiderate, andando a modificare la reazione delle vetture. Queste poi sono presenti con 450 esemplari che accolgono tutte le case più famose con auto che vanno dai classici del passato, anche a ruote scoperte, e bolidi nemmeno attualmente in commercio, e sono curate in ogni dettaglio, oltre che ammirabili attraverso l’immancabile modalità Forzavista. Per i più smanettoni non mancano nemmeno le modifiche estetiche e quelle relative alle performance, con pezzi da acquistare per migliorare i vari parametri.

Non aspettatevi un gioco simulativo perché si eseguono salti da oltre cento metri, ma quando si guida si avverte fin da subito un modello di guida eccellente che risponde adeguatamente ai comandi e alla varietà di situazioni in cui potrete mettere il vostro mezzo. Le corse poi possono essere affrontate con qualsiasi tipo di vetture, comprese quelle offroad mentre si guida una hypercar. L’idea è eccellente per permettere di personalizzare ogni sfida, ma proprio su questa caratteristica arriva il mio unico appunto sul gioco: scegliendo di intraprendere una corsa offroad su per una montagna innevata con un Camaro, solo la mia vettura sembrava in crisi, mentre i Drivatar salivano senza grossi problemi su per il pendio.

Allo stesso modo, mantenere attivi i danni meccanici alla vettura in particolari competizioni che prevedono salti importanti, può compromettere le performance del motore, senza però che questo si ripercuota anche su quello dei Drivatar avversari. Se vi succede vi basterà abbandonare la gara o concluderla e poi riprovarla in condizioni differenti, ma in un tale contesto di eccellenza, questa svista può saltar fuori. Comunque, nulla che non possa essere risolto con una bella patch.

Parlare del comparto grafico a questo punto potrebbe risultare superfluo, ma è l’unico modo che ho per lodare il lavoro svolto da Playground Games e Turn 10. Le vetture sono una più bella e dettagliata dell’altra, con cruscotti visibili dalle visuali interne, ma specialmente attraverso il già menzionato Forzavista. Per chi usa un volante poi, è presente anche una visuale interna che elimina quello virtuale in game per lasciavi davanti solo il cruscotto, così da non avere davanti agli occhi il problema del “doppio volante”. Già che sono in tema posso dirvi che, giocato con questa periferica Forza Horizon 4 è qualcosa di fenomenale, specie in fatto di esperienza di guida: potrebbe davvero sembrarvi di essere in viaggio per il bellissimo mondo di gioco!

Anche il controller comunque si comporta bene grazie allo spirito personalizzabile del titolo, garantendo anche in quel caso grosse soddisfazioni e risultando probabilmente meno stancante, seppur meno “WOW!”. Tornando alla grafica, il nostro più grande complimento non può che andare alla mappa, che sarebbe risultata eccellente anche senza l’alternanza delle stagioni. Così invece setta un nuovo metro di paragone, con foglie che si alzano d’autunno, neve che cade d’inverno ed elementi della strada che compaiono o scompaiono a seconda della stagione. C’è una cura maniacale che quasi fa passare in secondo piano la mappa vera e propria fatta di qualche paesino da attraversare, campi a perdita d’occhio, foreste, fiumi, laghi e la citta di Edimburgo in alto a destra per garantire anche un elemento più cittadino che non guasta mai quando si cerca qualche gara meno aperta.

Il gioco viaggia a 30 fps su Xbox One, ma può raggiungere i 60 solo su Xbox One X a patto di rinunciare ai 4K che riportano il frame rate a 30. Se possedete questa versione della console, il nostro consiglio è di rinunciare alla risoluzione più estrema per godervi il gioco con la fluidità che tutti gli amanti dei racing game ricercano. Purtroppo la lingua italiana è ancora una volta assente come nel terzo capitolo, con i soli sottotitoli a tradurre quello che ci viene detto dai vari personaggi.

Ascoltare i DJ parlare in italiano nelle tante radio tematiche a disposizione sarebbe stato bello ma possiamo rifarci con una tracklist davvero ampia e validissima. In alcuni casi poi, alcuni brani sembrano essere stati selezionati personalmente dagli sviluppatori per accompagnarci in eventi specifici, come per esempio Nell’antro del re della montagna, musica classica che si scatena con tutta la sua potenza durante un’emozionante testa a testa con un treno a vapore.

Forza Horizon 4 è qualcosa a cui non si crede finché non lo si gioca. Anche se avete giocato i precedenti Horizon, questo quarto episodio aggiunge tante di quelle caratteristiche che sembra impossibile che riescano a coesistere senza difficoltà in un unico progetto. Avere un mondo connesso senza che questo disturbi in alcun modo anche chi preferisce giocare in autonomia, spingendolo però a prendere parti ad eventi collettivi, è un traguardo incredibile per il genere, capace quasi di far passare in secondo piano il geniale sistema di rotazione delle stagioni. Avere ogni giorno qualcosa da fare, che si auna gara, piuttosto che una sfida che si può completare semplicemente andando in giro per la mappa a caccia di collezionabili, vi incollerà allo schermo a lungo, offrendo sempre un motivo per tornare a giocare, anche a distanza di mesi. Da oggi i racing game e lo stesso “fratello maggiore” Forza Motorsport dovranno darsi da fare per raggiungere il livello di completezza e di coinvolgimento raggiunto con Forza Horizon 4 e, per nostra fortuna, saremo noi giocatori a beneficiare dei passi avanti che ne deriveranno. Se volete un assaggio del futuro che ci aspetta, lo potrete trovare oggi stesso in una Gran Bretagna digitale che non è mai così viva.

Pro
  • – Le stagioni cambiano davvero l’esperienza
  • – Online senza difficoltà
  • – Personalizzazione ad ogni livello
  • – Arcade ma scalabile
  • – 450 vetture
  • – Mappa meravigliosa X4
  • – Troverete sempre uno stimolo per giocare
  • – Soundtrack eccellente
Contro
  • – I drivatar non sono influenzati da alcuni limiti come i danni
  • – Manca il doppiaggio in italiano

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