Guilty Gear -Strive- – Recensione

Il capitolo più rock di sempre?

Quando si parla di picchiaduro, i nomi che saltano fuori sono spesso quei tre o quattro. Eppure Guilty Gear è sulla piazza da oltre vent’anni, ha sempre avuto un’elevata qualità e gli esperti lo reputano uno dei beat’em up più interessanti mai creati… Il problema potrebbe nascere proprio a causa del suo essere un po’ troppo “per esperti”, una caratteristica che ha sempre tenuto lontano il grande pubblico, impedendo la notorietà e il successo che merita questa grande saga. Con Guilty Gear Strive Arc System Works ha tentato un doppio salto mortale, cercando di non perdere la nomea di “picchiaduro tecnico” ma rendendosi approcciabile anche da chi non sa neppure cosa sia una Roman Cancel. Vediamo se ci sono riusciti. Prima di continuare, se vi piacciono i nostri video, vi ricordiamo di iscrivervi al canale e attivare la campanella per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti.

L’avvio di Guilty Gear Strive è purtroppo molto lento. La connessione ai server di gioco, che si avvia anche per chi vuole giocare offline ma ha la console connessa alla rete, può durare anche più di un minuto e colpisce anche chi ha una connessione in fibra ottica. Per fortuna questa attesa è la più lunga in cui vi imbatterete, anche quando vorrete giocare online. Guilty Gear nasce per mettere di fronte due giocatori, ma questo non vuol dire che le modalità per giocatore singolo siano poco interessanti. La più “strana” e insolita per un qualsiasi patito di picchiaduro è la modalità Storia: al contrario di quanto accade in molte altre produzioni, la storia in Guilty Gear ha sempre fatto parte dell’universo di gioco in modo totale, e non è solo un debole collante tra gli scontri di questo o quel personaggio. Pensate che per capire bene gli avvenimenti e apprezzare al massimo il roster presente, dovreste aver giocato tutti i capitoli precedenti. Se così non fosse potete andare sul sito ufficiale del gioco, leggere i riassunti di sette brevi manga e vedere i 22 (!) video che Arc System Works ha caricato sul suo canale Youtube e che corrispondono ai capitoli degli story mode da Guilty Gear Xrd-SIGN- alla seconda versione di Revelator. (Se siete interessati a questi contenuti potete trovate tutti i link in descrizione sotto a questo video). Fatto questo potreste finalmente capire al meglio lo Story mode di questo nuovo Strive, scoprendo però che quello che ci viene proposto in questa modalità è un lungo anime non interattivo. Non ci saranno scene di intermezzo inframmezzate da un round da vincere giocando. Qui assisterete agli eventi senza poter fare nulla, se non godervi quanto di buono è stato fatto. Se i vecchi story mode della serie erano spesso composti da sequenze statiche, qui tutto è in movimento e l’impressione è quella di assistere ad una serie TV a puntate dedicata a questo grande picchiaduro.

Se questa soluzione non vi appassiona o vi fa pensare che il gioco vero e proprio possa essere poco curato, potrete ricredervi giocando alla modalità Arcade o a quella Survival della modalità Offline, così da sgranchirvi le dita e iniziare a fare a botte. Sarebbe però utile dare prima un’occhiata al tutorial e, in seconda battuta, alla modalità Missioni. Il tutorial fornisce una veloce infarinatura su quello che potrete fare nel gioco, ma è con le Missioni che potrete davvero approfondire la vostra conoscenza con i vari personaggi. Moltissime dinamiche vi verranno infatti mostrate proprio in questa modalità, in cui le vostre dita verranno messe alla prova sul pad in combinazioni sempre più complicate, passando di personaggio in personaggio e facendovi vedere la grandissima varietà che caratterizza questi 15 lottatori iniziali. Il numero può sembrarvi limitato, ma dopo aver scoperto la loro differenziazione e le loro possibilità, quando arriveranno i primi 5 nuovi combattenti inclusi nel Season Pass, probabilmente non avrete ancora imparato ad usare tutto il roster iniziale. Alcune di queste missioni vi forniscono già un personaggio con cui eseguire una speciale azione, ma altre, come quelle che vi spiegano come attivare le mosse più devastanti, qui chiamate Overdrive, vi permetteranno di scegliere qualsiasi personaggio, offrendovi ogni volta le sue mosse caratteristiche.

Riuscire a completare la modalità Missioni non è affatto una passeggiata, con il suo centinaio abbondante di nozioni, seguite da prove sul campo da ripetere e imparare. Questo può darvi un’idea del perché Guilty Gear sia sempre stato considerato uno dei giochi più tecnici mai realizzati, ma per fortuna, Arc System Works stavolta ha cercato di mettere un freno alla gestione spesso troppo elitaria di certe dinamiche. Intanto il ritmo di gioco è leggermente calato, situazione che potrà notare solo chi conosce le altre uscite, visto che la velocità è generalmente molto alta. Dall’altra parte è stato ridimensionato il sistema di combo che prima richiedeva una manualità estrema per piazzare un sacco di colpi, puntando piuttosto sul tempismo dell’esecuzione e sul fare andare a segno anche combo di due o tre colpi che sanno già far male. Anche la chiusura all’angolo non è più un problema, con un sistema che semplicemente proietta chi subisce in una nuova area, riportando lo scontro al centro ma penalizzando chi è stato sbalzato via con un totale maggiore di energia persa. Quindi il gioco ora è più semplice? No, però è più approcciabile da chi non conosce la serie. Quello che non è cambiato è permettere ad un giocatore estremamente abile di avere la meglio su chiunque altro, potendo usare non tanto le mosse più potenti, ma concatenandole tra loro grazie alla tecnica delle Roman Cancel. Questa consuma metà barra della special ma interrompe un’animazione, sia essa un attacco, un colpo andato a vuoto o un attacco nemico che è appena stato parato, offrendo una piccola finestra temporale in cui si può agire nel modo più spietato possibile. Le combo relativamente corte di cui parlavamo possono così essere collegate a colpi normalmente non utilizzabili di seguito, permettendo così di crearsi le proprie combo. La cosa non è affatto semplice e richiede un tempismo e velocità di reazione impressionanti ma, come vi dicevo, i giocatori più esperti avranno modo di mettersi alla prova in modo concreto.

Guilty Gear Strive dà il suo meglio quando si gioca contro un altro giocatore, ma anche se ci si vuole allenare contro la CPU non scherza affatto. Il suo unico problema è la scarso numero di modalità, specie se paragonato alle precedenti uscite. Per fortuna sono state promesse ulteriori aggiunte che arriveranno come aggiornamento gratuito, ma per ora, oltre alle già nominate Missioni, si può affrontare la modalità Arcade, sempre apprezzata e che ci mette davanti 8 scontri sempre più complessi e con piccole (ma proprio piccole) scene di apertura e chiusura per ogni personaggio, e la modalità Sopravvivenza in cui dovremo affrontare una serie infinita di scontri da un round, con un po’ di recupero vitale tra uno e l’altro, fino alla nostra sconfitta. Sembra poco ed in effetti Guilty Gear ci aveva abituato a molto altro, ma il roster presente aiuta moltissimo. Tutti e 15 i personaggi sono unici in tutto e per tutto, con colpi e tempistiche esclusive. Abbiamo lottatori veloci, altri lenti e potentissimi che si affidano alle prese, altri ancora che usano attacchi a distanza e altri, beh, estremamente strani ma sempre pericolosi. Sul menu di selezione troverete una brevissima descrizione per ognuno e fino a cinque stelline che vanno ad indicare la semplicità di utilizzo, con 5 che indica chi è adatto ai principianti. Il loro carisma è innegabile e oltre alle vecchie glorie conosciute dai fan, convincono anche le nuove leve, con Giovanna che si dimostra velocissima nello sferrare calci (ricordando a tratti la sempre amata Chun-Li di Street Fighter) e Nagobiyuki, un samurai che alterna una lentezza estrema a colpi di una rapidità disarmante, oltre che una particolare sete per il sangue versato.

Ovviamente Guilty Gear Strive si può giocare in locale con un amico, ma la componente online è fortissima. Da buon giocatore single player temevo che questo potesse essere l’ennesimo picchiaduro in cui il matchmaking mi avrebbe messo contro avversari incredibilmente più esperti, costringendomi a tornare con la coda tra le gambe alle modalità single player. Invece mi sono dovuto ricredere davanti alla strampalata ma vincente struttura ideata dagli sviluppatori. Come già testato nella beta, il multigiocatore inizia con una battaglia contro la CPU che mi ha inviato al sesto piano di una Torre. Dopo aver perso uno scontro, sono stato declassato al quinto e in seguito al quarto. In questi passaggi ho notato in modo evidente un abbassamento della bravura dei miei avversari, tanto che dopo poco sono riuscito a risalire al quinto livello. I piani di questa Torre sono 10 e se sulla cima ci sono i campionissimi, ai livelli più bassi ci sono i giocatori più abbordabili, quelli con cui anche un giocatore medio come me se la può giocare. Questa alternanza tra vittorie e sconfitte, invoglia a continuare a giocare, anche grazie a lobby in cui ci si muove con un personaggio creato da una manciata di pixel. In questa modalità standard saremo noi a doverci procacciare uno sfidante, salendo su una pedana di fronte a chi è in attesa di qualcuno con cui combattere. Se però preferite scontri e attese più classiche, ci sono anche stanze private da creare per giocare con amici e un matchmaking automatico che si mette in cerca di avversari mentre siete in modalità allenamento. Oltre all’efficacia degli abbinamenti tramite livelli di difficoltà adeguati, l’online di Guilty Gear Strive funziona anche grazie al sistema di Rollback dei frame che in pratica sincronizza la partita anche quando si gioca con giocatori oltreoceano. Nelle nostre sfide tutto si è svolto sempre senza problemi e la bontà degli scontri non ha mai mostrato lag o fenomeni che potessero compromettere il match.

La bontà assoluta del gameplay va di pari passo con l’incredibile lavoro svolto sul comparto tecnico e artistico. Pensare che lo Story mode in stile anime è stato creato con la grafica in game, rende l’idea di quanto sia bello e spettacolare il gioco. Su PlayStation 5, a 60 fps, questo nuovo Guilty Gear è spettacolare oltre ogni dire: animazioni che sembrano disegnate a mano sono invece create tramite il motore grafico 3D, che permette transizioni tra aree, slow motion e rotazioni di telecamera durante gli scontri più accesi, spettacolarizzando ogni colpo ma lasciando intatta la pulizia che un simile gameplay merita. Il fatto che si possano leggere le parole incise sui guanti dei personaggi o l’apparizione della scritta “Counter” sullo sfondo dello scenario, sono chicche aggiuntive che rendono davvero impressionante quello che lo schermo vi mostrerà. Tutto senza nominare la parte audio che beneficia di un ottimo doppiaggio giapponese e inglese, sottotitolato in italiano, di effetti sonori perfetti per riprodurre i colpi più vari e… di una colonna sonora in stato di grazia. Il rock è da sempre un pilastro della serie, con nomi di band e canzoni usati più volte nell’universo narrativo della serie per mosse ed armi, ma i pezzi che accompagnano le scazzottate dei personaggi sono davvero epici, oltre che cantati, e aggiungono un ulteriore motivo per esaltarsi davanti a questo grandissimo picchiaduro.

Guilty Gear Strive è la consacrazione di una serie che per vent’anni ha sempre proposto grandissimi capitoli senza riuscire mai a sfondare davvero. Stavolta c’è tutto quello che serve per farsi conoscere dal grande pubblico, partendo dall’impatto grafico e sonoro che possono attirare chiunque, fino al gameplay vero e proprio che si adopera molto più di altri suoi concorrenti, nell’accontentare nuovi giocatori ma anche gli espertoni che non si sentiranno traditi. Il roster verrà ampliato con un Season pass già in programma e contenente altri cinque personaggi, i contenuti per giocatore singolo si espanderanno gratuitamente e si spera che la lunga connessione iniziale venga ridotta ma, detto ciò questa è la migliore versione di Guilty Gear che poteva essere realizzata. Complimenti vivissimi a Arc System Works per questo capolavoro e per essere riusciti a rendere appetibile la modalità online di un beat’em up che più giapponese di così non si può anche ad uno come me. Mi troverete ai piani più bassi della Torre, ma lo spettacolo è assicurato!

Pro
  • – Gameplay perfetto, per tutti
  • – 15 personaggi diversi e unici
  • – Storia atipica ma funzionale
  • – Online divertente ed equilibrato
  • – Comparto tecnico e artistico incredibile
Contro
  • – Aspettiamo altre modalità single player
  • – La connessione iniziale va velocizzata

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