Halo 4 – Recensione

Il gioco più atteso dai possessori di Xbox 360 in questo finire di 2012 arriva sugli scaffali tra dubbi e timori. La software house che ha dato i natali alla saga fantascientifica in esclusiva per la console di Redmond ha lasciato il timone ai nuovi arrivati 343 Industries e sono in molti a chiedersi se questo passaggio si rivelerà indolore.

A sorpresa questo passaggio di consegne non solo ha fugato ogni dubbio, ma è anche riuscito a migliorare un concept equilibrato e pieno di attrattiva, portando sugli schermi un Master Chief in perfetta forma ed una Cortana più umana che mai.

Dal menu principale le vostre scelte ricadranno principalmene su Campagna e Infinity. Tornano dal passato Fucina e Cinema, ma è indubbio che svolgono un ruolo secondario rispetto a questi due colossi di gameplay.

La Campagna si apre là dove si era concluso Halo 3 (sempre se lo avete finito in difficoltà Leggendaria) ossia con il nostro Spartan preferito alla deriva sulla Forward Ontu Dawn, diretto verso il pianeta Requiem. Un primo livello di ambientamento ci porterà sulla superficie del pianeta, dimostrando però fin da subito quanto l’ottimo cuore del gameplay originale pulsi con orgoglio in questo quarto capitolo. Le armi dimostrano di essere sempre loro e i nemici confermano questo ritorno a casa attravreso vecchie conoscenze e nuove creature che si alternano e si amalgamano in un universo omogeneo e credibile. Requiem poi nasconde al suo interno livelli di rara bellezza e vedute spettacolari con campi aperti enormi che si prestano a diversi approcci offensivi. Inoltre la fusione di natura e tecnologia accresce, almeno all’inizio, la voglia di esplorare questo pianeta misterioso attraverso i vari capitoli che caratterizzano la Campagna. La durata di questa avventura nei panni di Master Chief non è molto elevata, ma i soliti quattro livelli di difficoltà, uniti alla possibilità di giocare con altri tre giocatori per tutto l’arco dell’avventura sa garantire un livello di rigiocabilità elevatissimo.

Se come abbiamo detto le fondamenta sono rimaste immutate, la storia che collega i vari livelli è raccontata molto meglio rispetto al passato. Quello che emerge è una grande intesa tra lo Spartan e Cortana, l’intelligenza artificiale che muove i suoi passi fin dall’inizio della sua epopea spaziale. Proprio questa sua età avanzata mette in pericolo la bella IA e, complici anche dei dialoghi azzeccati e per molti versi intimistici, si assiste a momenti in cui la narrazione prende il sopravvento sull’azione tipica della serie e non neghiamo si essere rimasti estremamente soddisfatti di questa scelta, specie quando si gioca in solitaria e ci si gode maggiormente questa intimità tra i due personaggi.

La Campagna soddisfa un po’ tutti, ma è il multiplayer a mettere tutti d’accordo mostrando davvero i muscoli della produzione. Selezionando infatti Infinity dal menu iniziale, accederete alla nave da battaglia che ospita tutti gli Spartan esistenti, accedendo di fatto al comparto multigiocatore. Qui potrete effettuare un’ulteriore scelta tra Giochi di Guerra e Spartan Ops, una delle trovate più originali e apprezzate mai inserite in un videogioco. Prima di parlare di questa modalità, partiamo con l’analisi del multigiocatore competitivo più classico. Intanto prima di gettarvi a capofitto negli scontri contro altri giocatori, vi consigliamo di passare in rassegna i vari menu.

Qui potrete personalizzare il vostro Spartan sia nei colori dell’armatura, sia nelle sue componenti estetiche, potrete spendere gli Spartan Point che guadagnerete al passaggio di livello per acquistare armi, accessori per l’armatura, skill come il jetpack, l’ologramma o i nuovissimi scudo e drone.

Tutto ciò servirà a personalizzare il vostro avatar dotandolo di caratteristiche proprie e sempre diverse. Questi acquisti saranno regolati sia dal costo di determinati oggetti, sia dalla disponibilità degli stessi che diverranno acquistabili solo quando sarete arrivati ad un grado specifico (dietro al “grado” si nasconde il sempre ben accetto level up). I giocatori che avranno più tempo per giocare potrebbero affrontare i novellini con armi decisamente più potenti, ma per fortuna questo aumentare di grado viene condiviso anche con gli Spartan Ops, limitando un ipotetico sbilanciamento. Le mappe in multigiocatore sono tante e spesso abbastanza ampie da ospitare anche veicoli di cui impadronirsi per seminare il panico. Molte location viste nella Campagna ritornano sotto forma di arene, garantendo quindi una varietà notevole e garantendo sempre un level design curato e interessante. Le modalità poi estremamente numerose e tra conquiste di zone o bandiere, Flood e altre basate semplicemente sull’abbattimento dei nemici, vi divertirete per molto tempo. Chi avesse poi acquistato la versione in edizione limitata potrà poi scaricare gratuitamente altre nove mappe in uscita in seguito. Quello che rende il multiplayer di Halo diverso da tantissimi altri titoli analoghi è un sistema di combattimento che non premia a tutti i costi chi vede per primo il bersaglio. Grazie agli scudi infatti prima di poter sconfiggere un nemico dovrete scaricare su di lui un be po’ di piombo e questo spesso garantisce all’assalito di sfuggire all’attacco e, se il pad è stretto da mani abili, riuscire a rbaltare la situazione. Questo ha sempre reso il multiplayer di Halo molto più profondo e apprezzato di altre uscite visto che non basta una raffica fortunata per porre fine alla minaccia nemica, ma spesso ci si ritrova a combattere strenuamente anche solo per portare a casa un semplice punto.

Prima abbiamo accennato alla presenza delle Spartan Ops, sostitute della vecchia modalità “Sparatoria” presente in Halo ODST e Halo REACH. Queste missioni divise per episodi, sono dei mini livelli che raccontano quello che è avvenuto sei mesi prima che Master Chief arrivasse su Requiem. Tale modalità è suddivisa come una serie televisiva che ogni martedì rende giocabile l’episodio successivo. Ogni episodio è composto da cinque missioni autoconclusive che potranno essere giocate in solitaria o con i soliti tre amici e garantiscono una durata di circa quindici minuti l’una. Solitamente il compito di queste missioni non è particolarmente cerebrale e richiede di ripulire una zona, di muoversi attraverso un percorso obbligato costellato di nemici o di distruggere dei punti strategici. Il motivo per cui si combatte però non risulta mai davvero fondamentale e sapere di stare affrontando una breve missione che porterà avanti una storia alternativa a quella principale, rende questo espediente davvero interessante. Per non parlare poi del fatto che questi dieci episodi, da cinque capitoli ciascuno, non richiedono un ulteriore esborso di denaro da parte dell’utente, aggiungendosi automaticamente all’elenco delle Spartan Ops disponibili una volta usciti. Inoltre, siccome il vostro personaggio crescerà anche tramite queste missioni cooperative, anche chi non apprezza troppo la competitività che deriva da Giochi di Guerra, potrà divertirsi a veder evolvere il proprio soldato, sfruttando armi e potenziamenti faticosamente guadagnati.

Giunti al termine di questo articolo non possiamo che elogiare il comparto tecnico della produzione che si dimostra molto più definito che in passato, con rotondità molto più marcate e con scenari naturali convincenti. Luci, ombre e soprattutto effetti speciali completano il quadro del miglior Halo mai visto. Ciò non è dovuto solo grazie ad una spremitura sempre più massiccia dell’hardware su cui gira, ma anche da un level design ispirato e da scelte oculate sia per quanto riguarda le armi, sia per quanto riguarda i nemici vecchi e nuovi. La sensazione di stare guardando Requiem da dentro il casco di uno Spartan è poi ottima grazie ad un visore che ricorda moltissimo quello visto nei vari Meroid Prime di Nintendo, aumentando il senso di immedesimazione. Le musiche sono ottime soprattutto durante i momenti più toccanti, mentre forse manca un po’ quell’epicità che si riscontrava in alcuni titoli precedenti. Anche i dialoghi, completamente in italiano, hanno subito una trasformazione, eliminando del tutto i buffi commenti dei piccoli Covenant in favore di un taglio più militaresco, specie nelle mai troppo lodate Sparan Ops.

In definitiva, con Halo 4 343 Industries superano Bungie su tutta la linea confezionando una Campagna che sa sorprendere pur rimanendo fedele (forse troppo) alle linee guida tracciate dal passato e un multiplayer competitivo mai così ricco, veloce e pieno di cose da acquistare per personalizzare il proprio Spartan. La stella che però secondo noi più fa brillare questo capitolo èrappresentata dalle Spartan Ops, che, in un mondo videoludico in cui ormai si pagano anche i costumi alternativi per i personaggi, ci regala cinquanta missioni aggiuntive da giocare e rigiocare con amici e perfetti sconosciuti. Anche se poi uscirà una “Stagione 2” molto probabilmente a pagamento, non possiamo che approvare questo originale e riuscito sistema di fidelizzazione dell’utente che, scommettiamo, ci porterà dritti dritti fino all’inevitabile e scontato Halo 5.

Pro
  • – Sistema di combattimento equilibrato e armi ben bilanciate
  • – Giocabile con amici in qualsiasi modalità di gioco senza grane o problemi
  • – Modalità competitive numerose e personalizzabili
  • – Le missioni Spartan Ops sono un’ottima idea rispetto alle solite Orde.
  • – Presente e funzionale lo split-screen per due giocatori in locale
Contro
  • – Campagna non particolarmente longeva, ma negli standard del genere
  • – Forse si poteva osare un po’ di più sul versante novità. Forse…

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