Hitman 2 – Recensione

Una delle maggiori forze dell’agente 47 è sapersi adattare, qualità che stavolta ha dovuto rispolverare per poter ritornare sui nostri sistemi di gioco. Con il passaggio da SquareEnix (che aveva pubblicato la prima stagione episodica iniziata nel 2016) a Warner Bros. Interactive, è stato ripensato l’intero processo di distribuzione che, con Hitman 2 abbandona le puntate rilasciate periodicamente, per proporre fin da subito un gioco completo, comprensivo di tutte e sei le location che dovremo visitare in questa seconda stagione. Un cambiamento notevole che farà contenti quei giocatori che vogliono tutto subito senza aspettare mesi.

Com’era lecito aspettarsi, Hitman 2 riprende la storia della prima stagione, con un riassunto piuttosto conciso che ci ricorda cosa era successo in una trama non proprio convincente. A essere onesti, la trama non è il massimo nemmeno questa volta, ma non tanto per la narrazione in sé che ora si sviluppa anche durante le missioni evitando di comparire solo come breve video alla fine, ma perché diventa presto secondaria in quell’enorme parco giochi in cui si trasformano in fretta le sei bellissime location pensate per questo nuovo episodio.

Già dalla mappa tutorial a Hawke’s Bay (area molto più piccola delle successive) si riscontra una serie di possibilità notevoli, con un bersaglio che potrà essere eliminato in così tanti modi da lasciare spiazzati i giocatori alle prime armi, esaltati da una sorta di nascondino in una casa che si riempirà presto di nemici armati. C’è chi vorrà eliminare un po’ di guardie fregandosene se il punteggio finale si abbasserà e chi invece punterà unicamente al bersaglio designato. Il modo in cui farlo spetterà anche in questo caso al giocatore, che potrà scegliere di sfruttare le occasioni dettate dagli eventi, così come uccisioni più classiche tra armi da fuoco più o meno silenziate, passando per l’immancabile cavo in fibra e arrivando a katane, shuriken, granate esplosive, forbici, cacciativi, veleni assortiti…

Le possibilità e le occasioni sono il fuoco in cui è forgiata la serie Hitman, ma le nuove ambientazioni qui proposte riescono a potenziarle più che mai. Se il tutorial è esaltante riproducendo una lussuosa casa sulla spiaggia a tre piani, pensate cosa potreste combinare quando, per esempio vi recherete all’Autodromo di Miami… i civili affolleranno il luogo e inevitabilmente servirà un po’ di tempo per familiarizzare con l’ambiente, cercando di passare inosservati. I travestimenti torneranno di prepotenza, ma saranno i consigli di Diana, il contatto di 47, a risultare più preziosi che mai.

Tornano infatti le opportunità, delle ministorie che vi proporranno degli obiettivi in sequenza e che, se rispettati, vi porteranno sempre più vicino all’eliminazione del bersaglio. Potete considerarle delle “morti speciali” che spessissimo usano l’ambiente e le circostanze per far succedere un “incidente” fatale che vi lascerà allontanare dal fattaccio senza alcun sospetto da parte della sicurezza e che depennerà questa possibilità dalla ricchissima lista di azioni che sarà possibile intraprendere all’interno di una missione. Anche stavolta infatti la parola d’ordine di Hitman 2 è rigiocabilità.

Detto chiaramente, queste due ultime uscite della serie non puntano molto sul portare avanti una trama, quanto piuttosto sul ricreare scenari dalle mille sfaccettature che possano permettere tantissimi approcci diversi. Vi basterà dare un’occhiata nel menu per rendervene conto: ci sono obiettivi definiti classici che consistono nel far fuori la vittima con la pistola silenziata, piuttosto che con il cavo in fibra, ma ce ne sono molti altri specifici delle missioni in corso. Questi spesso richiedono di seguire le tante situazioni che potrete scegliere di affrontare direttamente sul campo, quando venite avvisati di essere vicini ad un’opportunità che darà il via ad una catena di eventi da seguire ed eseguire.

Completare questi eventi, così come svolgere determinate azioni all’interno di una mappa, vi faranno guadagnare punti esperienza specifici per quella zona, permettendovi di sbloccare gadget non equipaggiabili al primo tentativo, così come aree di ingresso alternative in cui siete già travestiti da meccanico o da chissà che altro. Non sottovalutate quindi il fattore rigiocabilità perché in Hitman, tutte le volte che svolgerete una missione già completata vi troverete a fare qualcosa di diverso, in luoghi differenti, all’interno di mappe che giustificano la loro ampiezza grazie ad una concentrazione molto ampia di cose da fare, da vedere e, spesso, da manomettere.

Quindi sì, in Hitman 2 bisogna essere diabolicamente creativi, ma non preoccupatevi se per voi una paperella di gomma è solo un giocattolo da gettare nella vasca da bagno: ogni missione troverà un modo per stupirvi mentre voi padroneggiate l’arte di un grande stealth game incrociato con il puzzle. Se tornate dal primo episodio (che poi sarebbe il sesto, ma non complichiamoci la vita…) potreste notare poche significative novità, fattore che può essere visto in positivo viste le sue reali qualità, ma anche in negativo se si pensa ad alcuni difetti che ci sarebbe piaciuto veder sparire.

Tra questi c’era sicuramente quello che attivava il livello di sospetto senza informarci del perché. Ora questa eventualità è stata ridotta al minimo grazie ad un riquadro che compare in alto a destra ogni qualvolta che abbiamo lasciato in giro qualche traccia, mostrandoci quale dei nostri pasticci è uscito allo scoperto. Anche le occasioni sono state rese più chiare ed esplicative, evitando che alcuni passaggi venissero ignorati per via della nostra mancata comprensione. Il fatto però è che Hitman 2, così come il suo predecessore che può essere giocato dai menu di questo secondo episodio se già lo avevate comprato, è un mix riuscito di stealth, puzzle solving, improvvisazione e cattura dell’attimo.

Questi ingredienti, uniti da un’intelligenza artificiale perfetta nel non essere troppo realistica per non alimentare un’inutile frustrazione, danno vita a situazioni in cui ogni avvio di missione prevede una marea di strade diverse, chiedendo al giocatore di sceglierne una per poi seguirla fino in fondo. Completare ognuna delle decine di obiettivi e sfide può richiedere molte ore già nel semplice tutorial, figuratevi quando arriverete nel villaggio colombiano in cui avrete a che fare con ben tre bersagli contemporaneamente, ciascuno di loro opportunamente collocato in aree caratterizzate alla perfezione ma anche disposti a lasciare la loro zona sicura per partecipare a diversi eventi che potranno solo finire con il botto se avrete pianificato bene ogni cosa.

Il miglioramento tra il primo Hitman e questo seguito è evidente grazie alla possibilità di far convivere le missioni della stagione 1 con quelle appena uscite. Attenzione perché queste andranno riscaricate in versione Legacy per poter essere integrate in quello che, a tutti gli effetti, rende Hitman 2 una piattaforma per avviare missioni attuali, passate e soprattutto future, compresi i bersagli elusivi che torneranno dal prossimo 20 novembre con un evento che avrà come protagonista un assassino fieramente modellato e interpretato dall’attore Sean Bean.

L’arrivo di ulteriori bersagli terrà vivo il gioco – gratuitamente – ben dopo la pubblicazione, senza farsi mancare ulteriori espansioni a pagamento ma anche i celebri contratti, ossia missioni gratuite create dai giocatori nelle ambientazioni esistenti che possono avere una serie di obiettivi e regole specifiche. In più, in questa edizione fa capolino anche il multigiocatore, sia cooperativo che competitivo. Purtroppo non potrete cooperare nelle missioni standard, ma solo attraverso la modalità Sniper Assassin, in cui impugnerete un fucile da cecchino e dovrete collaborare per far fuori da lontano i bersagli designati. Questa buona idea è attualmente penalizzata dalla presenza di una singola mappa che dopo alcune partite dimostra di avere il fiato corto.

In attesa di altre ambientazioni in cui cooperare potrete competere contro un altro giocatore (anche un vostro amico) nella modalità Ghost, una sorta di corsa contro l’avversario 1 contro 1 in cui dovrete segnare cinque punti eliminando bersagli scelti casualmente dal gioco nella mappa di Miami. Il nome deriva dal fatto che visualizzerete il fantasma del vostro avversario mentre si muove per la mappa, senza che però possa interagire con voi o con i vostri bersagli; in caso di morte questa non sarà definitiva come nel gioco in singolo in cui dovrete caricare il salvataggio, ma perderete un po’ di tempo per il respawn con una pausa che potrebbe avvantaggiare un rivale più cauto. Siccome però si è sotto pressione, spesso si eccede con l’avventatezza e ciò può dare luogo a partite che, soprattutto tra amici, potranno procurare grosse risate.

Tecnicamente il Glacier Engine fa un ottimo lavoro anche questa volta, dimostrandosi in perfetta forma quando deve riprodurre ambienti con un altissimo numero di personaggi. In questo l’autodromo di Miami è perfetto per rendere l’idea, con spalti gremiti e con una gran folla all’ingresso che vi farà chiedere come mai potrete fare a portare a termine la missione.

In Colombia, specie nell’area della giungla si notano alcune compenetrazioni poligonali con le piante, ma nulla che possa compromettere una giocabilità ottima. Le ambientazioni sono ampie e ben suddivise senza però dare l’idea di essere a comparti stagni, con un level design riuscitissimo che ricrea un mondo realistico, senza dimenticarsi di infarcirlo con una serie di opportunità che sapranno stuzzicare la vostra fantasia, mentre le animazioni sono convincenti seppur molte derivino dal primo episodio.

Non manca qualche bug che ci incastra nello scenario o che fa fluttuare qualche oggetto per aria ma la pulizia del gameplay rimane ferrea. Validissimo il doppiaggio in inglese che beneficia dei sottotitoli in italiano, oltre che nella traduzione nei menu. Non particolarmente numerose ma sempre d’atmosfera le musiche, pronte ad accompagnarvi in giro per il mondo e a sottolineare le vostre azioni, facendosi sentire soprattutto quando avrete atterrato i bersagli designati.

Hitman 2 non va confuso con uno sparatutto in terza persona perché è praticamente l’opposto: ci sono volte in cui non si spara nemmeno un colpo e quando si viene scoperti si fa prima a ricaricare un salvataggio (ottimi quelli automatici!) piuttosto che tentare di recuperare la situazione affrontando forze armate che arriveranno a frotte e che non sarà semplice far fuori per via di un gunplay che fatica in queste situazioni. Ogni missione va affrontata con intelligenza, esplorando e conoscendo a fondo una mappa che, al prossimo tentativo saprà proporre molte altre possibilità se gli concederete l’occasione. Se vi piace giocare sperimentando vari approcci, sarà anche un gioco estremamente lungo, divertente e per, certi versi, “comico”, con situazioni tanto macabre quanto spassose, visto che, in ogni caso, si tratta sempre di far fuori brutta gente. Se vi è piaciuta la prima stagione questa vi farà saltare di gioia, mentre se avete preferito alcune uscite precedenti di Hitman maggiormente basate su una storia e meno sul gameplay da sviluppare nei livelli, anche stavolta potreste soffrire un po’ la direzione intrapresa. Ora non ci resta che attendere il primo bersaglio elusivo per iniziare a divertirci con i contenuti gratuiti in arrivo.

Pro
  • – Gameplay collaudato
  • – Sei mappe spettacolari
  • – Rigiocabile più e più volte con approcci diversi
  • – Contenuti gratuiti costanti
  • – Bello da vedere e da ascoltare
Contro
  • – Trama poco approfondita
  • – Modalità multigiocatore appena accennate
  • – Qualche contenuto extra non sarebbe stato male

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