Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds – DLC – Recensione

Bellezza glaciale

Vedere come gli sviluppatori olandesi Guerrilla Games abbiano saputo passare dal genere sparatutto di Killzone al mondo aperto di Horizon Zero Dawn è stato sorprendente. Circa nove mesi fa infatti approdava in esclusiva su PlayStation 4 quello che molti, noi compresi, considerano l’open world dall’impatto scenico migliore di sempre, un primato che ci ha fatto immergere nel mondo della protagonista Aloy al 100%. Il gameplay prendeva in prestito varie idee da altre produzioni analoghe ma il risultato finale è tutt’ora da considerarsi grandioso. Come di consueto, specie se si ha a che fare con produzioni così imponenti, ora questo universo si ingrandisce con l’espansione The Frozen Wilds, protagonista del qui presente articolo.

Il codice review offertoci da Sony e Guerrilla Games ci ha permesso di giocare a questa nuova espansione facendoci scegliere se utilizzare una protagonista di livello 30 o di affrontare questa nuova avventura con la Aloy già presente nei nostri salvataggi. Per poter raggiungere il punto d‘inizio di questa espansione, occorre aver completato la missione Una cercatrice alle porte, quella che si affronta dopo alcune ore e che precede l’apertura della mappa standard. Con la piena libertà di movimento in tasca dovremo dirigerci verso la parte nord ovest, dalle parti del Tumulo, per incontrare un membro della nuova civiltà Banuk che arriva proprio dalla nuova area chiamata Lo Squarcio. Qui la neve copre quasi ogni cosa e le insidie che vi aspettano, compreso il fantomatico Demone che vi risiede, sono pensate per essere affrontate da una protagonista che sia almeno di livello 30. Se avete completato la storia non avrete problemi, diversamente potreste aver bisogno di procedere ancora un po’ prima di essere in grado sopravvivere in queste lande ostili.

Una volta arrivati troverete ad aspettarvi alcuni PNG che vi daranno missioni più o meno importanti, così come tre nuove specie di nemici che, a dirla tutta, non differiscono poi moltissimo da quelle già incontrate nel gioco base. Quello che invece è stato migliorato è la varietà dei compiti da affrontare: continuano ad esserci banditi da sconfiggere e un Collolungo da scalare, ma ci sono alcune variazioni che rendono più piacevoli e meno ripetitive queste attività. La voglia di proseguire e di portare a termine le missioni più importanti non è quindi frenata da “riempitivi” ma anzi si è spronati ad esplorare la zona per conto proprio, ma anche attraverso compiti accessori che intrattengono e che offrono una sorta di tour guidato per tutta l’area. In questa nuova zona troveremo alcune interessanti variabili al gameplay che spingono su salti e scalate, e panorami che affascinano gli occhi, il tutto mentre continueremo a far crescere Aloy grazie all’innalzamento del level cap che passa da 50 a 60, offrendoci anche nuove abilità da sbloccare nell’inedito ramo Viaggiatrice. Il dosaggio dei punti esperienza sembra poi molto attento, permettendo di raggiungere tale traguardo a chiunque inizi a giocare con una protagonista già livellata al suo precedente limite massimo.

L’area di gioco che si viene ad aggiungere alla mappa base non si può considerare grande, però è sfruttata alla perfezione, con un design che aggiunge un importante tassello al mondo primitivo creato dagli sviluppatori. Oltre a nuovi approfondimenti inerenti la storia, potremo ottenere nuovi equipaggiamenti, così come nuovi collezionabili da barattare con i mercanti della zona. Se vorrete soffermarvi su ogni quest a disposizione come abbiamo fatto noi, mettete in conto tredici ore circa, variabili in base alla difficoltà che avrete selezionato all’inizio. Scegliere invece di proseguire unicamente con le quest più importanti rischierebbe di portavi alla conclusione della vicenda in un quarto del tempo, rovinando però gli equilibri di certe originali dinamiche e facendovi perdere molto di quello che una mappa così bella, con tanto di bufere di neve eccellenti, può mostrarvi. Infine è stata migliorata la gestione dei PNG che ora propongono espressioni nei dialoghi molto più credibili, oltre che movimenti che li rendono più umani e meno “statue di sale”.

The Frozen Wilds è un’espansione di quelle vere, con parecchi contenuti e con tutte le meccaniche del gioco base opportunamente rimescolate per offrire nuova linfa ad un gameplay che funziona ancora benone. Maggiore varietà nei nemici non ci sarebbe dispiaciuta, così come una mappa ancora più grande e con attività completamente inedite, ma quello che ci troviamo davanti è un ottimo modo per riportarci nelle terre abitate da Aloy, in attesa di scoprire se il futuro che ci attende sarà composto da una nuova espansione o, addirittura da un secondo capitolo. Non è quindi un’espansione sorprendente come furono a suo tempo quelle di The Witcher 3, ma è comunque una grande aggiunta che potrebbe però soffrire un po’ per via del prezzo di vendita di circa 20 euro (un terzo del gioco base). Per chi non conoscesse ancora Aloy, ricordiamo che dal prossimo 6 dicembre uscirà la Complete Edition, pacchetto che includerà anche The Frozen Wilds, dimostrandosi quindi piuttosto appetitosa per i ritardatari.

Pro
  • – Nuove interessanti missioni
  • – Gameplay arricchito
  • – Mappa splendida
  • – Tante attività per farci esplorare ogni zona
  • – Level cap aumentato a 60
Contro
  • – I nuovi nemici ricordano un po’ troppo quelli classici
  • – Prezzo un po’ elevato

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