Leggende Pokémon: Arceus – Recensione

Pokémon guarda al futuro, ma anche al passato

Annunciato all’inizio dell’anno scorso, Leggende Pokémon Arceus si è mostrato come un titolo ambizioso e particolare per la serie dei mostriciattoli tascabili. Non solo si trattava del primo titolo Pokémon completamente in 3D con struttura libera, ma anche il primo ad essere ambientato nel passato, in un’epoca molto distante rispetto alle classiche avventure, con un promettente focus sulla lore. Dopo i remake Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente, titoli dallo stile più classico, è tempo di analizzare la nuovissima avventura di Game Freak.

Il prodotto più innovativo della serie dei mostriciattoli tascabili è allo stesso tempo una reivenzione del classico gameplay e uno sguardo al mondo antico

L’antica Hisui

Erba, Fuoco o Acqua? L’ardua scelta

La storia si ambienta su Hisui, l’antica regione di Sinnoh, dove noi saremo catapultati dal futuro da Arceus stesso. Inoltre, il Pokémon trasformerà il nostro smartphone nell’Arceusphone, con il quale potrà guidarci. Verremo trovati dal Professor Laven, un ricercatore che sta studiando i Pokémon, ritratti come creature terrificanti e paurose. Vedendo in noi del buono, il professore ci darà la possibilità di entrare nel Team Galassia, un’organizzazione di colonizzatori con sede al Villaggio Giubilo, unico centro abitato della regione, dove donerà il nostro primo Pokémon tra Rowlet, Cyndaquil e Oshawott. Hisui però non è disabitata, e molte volte avremo a che fare con il Team Diamante, capitanato da Damon, e il Team Perla, con Perula a capo, due fazioni autoctone contrapposte, in particolare sull’identità del Sommo Sinnoh, la divinità da loro venerata. Sappiamo che la serie non è ricordata per trame complesse, e Leggende Pokémon: Arceus non fa di certo eccezione. Tuttavia, la cura nella lore e nel world building è immensa: ogni evento è un tassello che ci aiuta a ricostruire il contesto passato. Eviteremo spoiler, ma sappiate solo che vi soddisferà, soprattutto per i vari misteri di cui Hisui è piena. Inoltre, i vari personaggi presentano somiglianze con alcuni del futuro, essendo i loro antenati, cosa che implicitamente ci racconta altre sfaccettature; ciò vale anche per i Pokémon, con nuove forme ed evoluzioni regionali. Il contesto è rispettato egregiamente, con ad esempio i membri dei Team autoctoni che non usano le Poké Ball, vedendole anzi di mal occhio, e le descrizioni del Pokédex scritte in prima persona e con ipotesi e credenze popolari, proprio come i rudimentali studi. I testi sono tutti tradotti in un ottimo italiano, che molte volte usa coerentemente termini arcaici, ma niente di troppo complesso.

Caccia e studio

Spheal è uno di quei Pokémon che non si preoccupa del giocatore, la lotta non è mai da escludere

Passando al gameplay, preparatevi perché ci vorrà un po’: similmente a Monster Hunter e a Pokémon Mystery Dungeon, si parte da un hub centrale, il Villaggio Giubilo, per poi esplorare varie zone. In esse l’obiettivo principale è lo studio della fauna. Catturare Pokémon, da sempre il cuore pulsante della serie, ora assume un significato scientifico. Avventurarsi in un’area di Hisui necessita di una giusta preparazione, soprattutto in termini di strumenti per via dell’inventario limitato. I Pokémon scorrazzano liberi, e potremo catturali anche senza combattere, nascondendoci nell’erba o dietro delle rocce e lanciando direttamente la Poké Ball. Badate bene che se una creatura si accorge di noi potrebbe reagire diversamente in base alla specie: alcune potrebbero ignorarci, altre cercare di scappare o alcune potrebbero attaccarci. In questo caso, bisognerà stare attenti, perché il protagonista subisce danni, anche da caduta, indicati da un contorno di pennellate nere che diventano gradualmente rosse, e in caso di disfatta perderemo degli strumenti e verremo teletrasportati al Campo Base. La cattura tramite battaglia è ancora possibile, lanciando una sfera contenente un nostro Pokémon, e diventerà fondamentale con le creature aggressive poiché le Poké Ball risulteranno inutili verso chi ci attacca. Inoltre, sappiate che, in entrambi i casi, colpire la creatura alle spalle garantirà un vantaggio. Catturare Pokémon non basta per ottenerne la descrizione nel Pokédex, come avveniva in passato, ma bisognerà anche completare degli incarichi per raggiungere dieci punti di livello d’analisi. Questi prevedono catturare e sconfiggere un determinato numero di esemplari, vederli usare un tot di volte una specifica mossa e altri sono peculiari e variano da specie a specie. Inoltre, e a ciò torneranno utili gli incarichi non completati dei Pokémon di cui abbiamo già ottenuto la descrizione, portarli a termine ci fa guadagnare dei punti per salire di rango, sbloccando sia nuove aree per progredire nella storia che l’obbedienza delle creature con alti livelli. A tal proposito, la progressione legata al rango è un malus? Relativamente, perchè se questo genere di sfide vi affascina non sarà un problema. Inoltre, il sistema di incarichi è piuttosto coinvolgente ed è possibile che non ne sentiate il peso visto che molti li completerete semplicemente giocando, anche senza accorgervene.

Scelgo te!

Contro i Pokémon Alfa, la strategia diventa fondamentale

Il combat system ha subito peraltro un rivoluzione: si tratta sempre di un JRPG con una fondamentale compatibilità elementare, ma adesso l’ordine delle azioni è scandito da una barra, similmente a Final Fantasy X, e determinato dalla statistica di velocità. Tale ordine si può influenzare applicando ad una mossa la Tecnica Potente, che la rende più forte e precisa ma rallenta l’azione successiva, o la Tecnica Rapida, che aumenta la rapidità del prossimo turno a discapito della potenza, a costo di 2 PP anziché uno. Per sbloccare questa caratteristica bisognerà padroneggiare la mossa, cosa che può avvenire dopo un level up o con l’aiuto di un personaggio al villaggio. Un sistema interessante, divertente e funzionante, ma che risulta più difficile da gestire in alcune battaglie contro allenatori, che anche loro ne faranno uso. Anche la fase d’azione prima di uno scontro risulta un po’ debole, con i Pokémon che non sempre riescono ad essere una vera minaccia, specialmente nelle fase iniziale e quando sono da soli. Parlando ora di altre battaglie più importanti, c’è da dire che Leggende Pokémon: Arceus si risolleva molto. In primis, abbiamo i Pokémon alfa, grandi, minacciosi e dagli occhi rossi, che fungono da mini boss. Non solo i loro attacchi sono più complessi da schivare, ma spesso sono accerchiati da altre creature, che potrebbero anche venir coinvolte nello scontro, con il giocatore che ne potrà usare solamente una. Peraltro, gli alfa sono di alti livelli ed anche loro fanno uso delle Tecniche, che li rende avversari tosti e complessi, ma non impossibili. In ultimo, ci sono i Pokémon regali, particolari creature di cui i Capitani dei Team Diamante e Perla si occupano, divenuti furiosi a causa di un fulmine misterioso. Questi sono i boss principali della trama e sono ottimi: l’azione raggiunge l’apice e dovremo schivare i loro attacchi con l’apposita rotolata, per poi colpirli con le Sferezen, strumenti dall’effetto calmante. Inoltre, si potranno sfruttare dei momenti di stordimento per affrontarli con la nostra squadra e ottenere un intervallo di immobilità in caso di vittoria. Il primo che si affronta è Kleavor, ma dal secondo in poi le battaglie diventano molto più caratteristiche, più simili a dei boss di un platform che ad un JRPG. In ultimo, ma non per importanza, alcune mosse e status hanno subito una revisione per adattarsi meglio alle nuove meccaniche: ad esempio il Congelamento non blocca più il Pokémon ma gli fa subire danni graduali, e le alterazioni di statistiche, che comprendono sia fisico che speciale, hanno una durata limitata. Abilità e strumenti tenuti sono poi stati rimossi.

Kleavor, il primo (e bellissimo) Pokémon regale

Per quanto riguarda la progressione, la crescita tramite livello è sempre qui, con un guadagno che coinvolge tutti i membri della squadra anche quando c’è una cattura senza la lotta. Non pensate che questo semplifichi il gioco, perché Leggende Pokémon: Arceus (non ci credo che lo stiamo dicendo) è un gioco da non sottovalutare e che sa essere punitivo. A ciò si aggiungono molte e importanti introduzione di quality of life: non solo il level up ci avvisa quando uno dei nostri Pokémon apprende una nuova mossa, ne padroneggia una che conosce o sblocca l’evoluzione, ma queste azioni non ci interromperanno come in passato. Infatti, l’evoluzione, una volta sbloccata, è attivabile dal giocatore in qualsiasi momento, mentre le nuove mosse vengono aggiunte ad una lista, consultabile in ogni momento per modificare le quattro a disposizione in battaglia. Speriamo che questi cambiamenti vengano ereditati dai titoli successivi.

Le terre inesplorate

Un Campo Base. Vogliamo fare a gara a chi viene rispedito qui meno volte?

Parlando ora dell’esplorazione, questa è agevolata da altri Pokémon regali, che non hanno perso il controllo e che si potranno cavalcare. Abbiamo Wyrdeer, per muoversi più velocemente, Basculegion, per attraversare specchi d’acqua, Braviary di Hisui, per solcare i cieli, e altri due di cui dirò solo il ruolo per non rovinarvi la sorpresa, ossia uno scalatore per arrampicarsi su pareti verticali ed un Pokémon dotato di un ottimo olfatto per cercare strumenti nascosti. Gli ambienti di Hisui seguono un ottimo level design, caratterizzato anche da una buona verticalità ed enfasi sul backtracking. Inoltre, ci sono molti punti di interesse, come alberi o cristalli, da cui ricavare materiali per l’inedito crafting con cui costruire strumenti, tra cui le immancabili Poké Ball e Pozioni. La costruzione è possibile ovunque usando le materie prime nel nostro inventario, ma anche nei campi base, attingendo da quelle depositate. A tal proposito, in questi checkpoint si potrà anche riposare per curare la nostra squadra, ed eventualmente variare l’orario, gestire inventario e Pokémon oltre a fare acquisti. Tutto ciò è fattibile anche nel Villaggio Giubilo prima di avventurarsi nelle lande di Hisui, a cui si aggiungono altre funzioni, come un orto per coltivare bacche e altre materie prime, l’immancabile Insegnamosse, uno studio fotografico, una sartoria ed un parrucchiere per la personalizzazione. Le funzioni multiplayer sono state ridotte, ma gli scambi si possono ancora fare, ed è possibile recuperare gli oggetti smarriti dai giocatori che hanno subito sconfitte nelle loro partite, ottenendo punti merito, una valuta per strumenti particolari.

Comparto tecnico, audio e longevità

Il Villaggio Giubilo, con in fondo la base del Team Galassia

Il comparto tecnico, purtroppo, è il lato più debole della produzione: molte texture risultano poco definite, e lo stesso vale per alcune ombre. Tuttavia, è comunque da sottolineare che la serie fa anche passi avanti, tra un’espressività dei personaggi più marcata, maggiori animazioni delle creature e attacchi più curati, tra cui quelli fisici che mostrano un effettivo avvicinamento. La fluidità si mantiene sempre stabile, con solidi 30 fps. Il comparto sonoro è eccellente, una garanzia per la serie, non solo per gli effetti sonori, ma anche per le ottime tracce musicali sempre coerenti con l’atmosfera. E, se ascoltate bene, riconoscerete delle variazioni “anticate” delle musiche di Pokémon Diamante e Perla. Infine, per quanto concerne la longevità, sebbene sia difficile calcolarla complessivamente, vi assicuro che Leggende Pokémon: Arceus è un titolo che resterà per molto tempo nella vostra Nintendo Switch, sia per storia principale e post game che per varie attività secondarie. Prima di lasciarvi, vi ricordo che fino al 9 maggio 2022 potrete riscattare tramite Dono Segreto un Completo Growlithe di Hisui e una Maschera Maledivolpe e, per chi ha nella console i salvataggi dei precedenti titoli, le maschere di Pikachu e Eevee (Pokémon Let’s Go Pikachu o Eevee), il Completo Shaymin ed un evento post game dedicato al Pokémon Gratitudine (Pokémon Spada o Scudo) ed il Completo Team Galassia e un evento dedicato a Darkrai sempre nel post game (Pokémon Diamante Lucente o Perla Splendente).

Commento finale

Riza, è una provocazione per la tua sfida o mi stai avvisando?

Siamo davanti al titolo più innovativo della serie Pokémon, sia dal punto di vista della storia che del gameplay. Leggende Pokémon Arceus riesce a realizzare molti desideri dei fan e fare luce sul passato del mondo che è stato teatro di tante avventure. Di certo non si tratta di un titolo perfetto, ma solido, godibile, longevo e sorprendentemente difficile. Non è bello da vedere e l’impegno che ci si aspettava da Game Freak doveva essere maggiore, ma il gioco funziona e riesce a coinvolgere anche nuovi giocatori che fino ad oggi si sono tenuti alla larga dalla serie. Preparatevi bene, perché sopravvivere ad Hisui non sarà una passeggiata.

Pro
  • – Ambientazione, narrazione e lore curatissime
  • – Longevo e impegnativo
  • – Gameplay solido e rinnovato
  • – Ottimo comparto audio e colonna sonora
Contro
  • – Tecnicamente altalenante
  • – Alcuni elementi di gameplay meriterebbero qualche rifinitura

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