LEGO: Il Signore degli Anelli – Recensione

Chi di voi non ha mai giocato ad un gioco LEGO? A occhio e croce non dovreste essere in molti visto il sovraffollamento del brand in ambito videoludico. Non vi faremo la lista delle saghe toccate dai mattoncini danesi, eppure sorprende ritrovarsi con un altro gioco della serie, considerando che sono passati solo pochi mesi dal convincente LEGO Batman 2: DC Super Heroes. E invece oggi siamo qui per parlarvi di LEGO: Il Signore degli Anelli, forse il gioco più atipico della saga.

Basato sulle vicende cinematografiche, più che su quelle cartacee, il gioco ci porta nella Terra di Mezzo, alla guida di personaggio ormai entrati di diritto nella cultura popolare, percorrendo le vicende narrate nei tre film attraverso diciotto livelli più uno segreto. Come di consueto l’avanzamento all’interno dei livelli di gioco è scandito da combattimenti all’acqua di rose, qualche enigma ambientale e soprattutto dalle diverse capacità dei protagonisti. Niente di nuovo sotto il sole quindi, se non fosse per le sezioni che non comprendono i livelli di gioco ma che riproducono l’immenso hub di gioco. All’inizio verrete introdotti all’avventura da un prologo ambientato ai tempi di Isildur. Dopo esser giunti a Monte Fato un filmato ci mostrerà cos’è successo all’Anello, per poi portarci direttamente nella Contea per conoscere il vecchio Bilbo Baggins. Una volta vestiti i piccoli panni di Frodo, vi troverete a gironzolare liberamente per il bucolico paesaggio che caratterizza questa parte della Terra di Mezzo insieme al fidato Sam Gangee. Decidendo di seguire la scia luminosa di monetine azzurre proseguirete l’avventura, ma andando a zonzo troverete un sacco di possibili bonus. Tali bonus però non potranno essere raccolti poichè spessissimo richiederanno un’abilità speciale che verrà fornita solo quando si sbloccheranno ulteriori personaggi, come per esempio Legolas, Gimli o Aragorn.

Inizialmente conviene quindi non perdersi troppo in giri inutili, visto che comunque spesso e volentieri, vedrete comparire sulla vastissima mappa di gioco ricette per forgiare nuovi strumenti, mattoncini di mithril per forgiarli,  persone da aiutare e personaggi da comprare e sbloccare. Se l’inizio dell’avventura è estremamente promettente, nei primi due livelli di gioco si assiste ad una flessione dell’esperienza poichè il giocato non colpisce come dovrebbe. Il primo stage per esempio appare piuttosto intrigante sulla carta, ma molto banale e noioso nell’esecuzione. Con tutti e quattro gli hobbit selezionabili dovremo scappare dallo Spettro dell’Anello. Peccato però che quasi tutto lo stage si sviluppi sulle abilità di Sam e solo una volta su quella di Merry. Frodo e Pipino risultano inizialmete inutili, creando anzi confusione al giocatore vista l’estrema somiglianza dei quattro hobbit al momento della scelta del personaggio da utilizzare. Anche il secondo livello, seppur più dinamico, si traduce in un divertimento scarso, se non fosse per il combattimento finale che lascia intravedere alcune delle belle idee che poi verranno ampliate in seguito.

Una volta che il consiglio di Elrond si è sciolto e la Compagnia dell’Anello si è formata, il gioco comincia ad ingranare e diventa anche sensato riaffrontare i livelli già completati, non solo per usare le abilità speciali che prima ci erano precluse e che ora ci fanno raccogliere i tanti segreti disseminati per lo stage, ma anche per ritrovare gli oggetti speciali che ci verranno richiesti dai personaggi che incontreremo durante il nostro viaggio. Tra “donne” barbute che ci chiedono di trovare il loro cappellino fiorito a Colle Vento a semplici abitanti che hanno perso chissà quale stramberia, sarà difficile non avere sempre qualcosa da fare. Spiace solo constatare che tutte le ricerche inerenti le missioni secondarie, andranno effettuate all’interno dei livelli già affrontati e che quindi per portarle a termine dovrete per forza di cosa ricompletare il livello, sperando di aver sbloccato qualche personaggio con l’abilità giusta per poter ottenere quanto richiesto. Se invece preferite affrontare tutti i livelli in ordine per poi passare in rassegna i segreti solo dopo aver concluso il vostro epico viaggio, non dovreste accorgervi del problema inerente la ripetitività degli stage, ma così facendo suona stonato l’essere circondati fin dall’inizio da tantissime cose da fare e trascurarle per tutta la prima passata.

Un’altra cosa singolare che ci ha colpito di LEGO: Il Signore degli Anelli è uno humor meno marcato che in passato. Tutto il gioco è doppiato in inglese usando direttamente il doppiaggio dei film a cui si ispira. Questo dona al gioco un forte senso di epicità, soprattutto grazie alle splendide musiche di Howard Shore, ma ciò impedisce anche l’introduzione dei dialoghi brillanti che avevamo potuto ascoltare nel precedente LEGO Batman 2. Si rimane quindi un po’ straniti nel vedere questi personaggi buffi che parlano e agiscono come se fossero grandi eroi e seppur si possa vedere ogni tanto qualcosa di buffo e divertito sullo sfondo di un dialogo, non si ride come si faceva anche solo pochi mesi fa con il gioco del Cavaliere Oscuro. E secondo noi è un peccato.

Tecnicamente il gioco fa il suo lavoro senza eccellere mai. La cura e il dettaglio utilizzato per la Contea dura per tutta l’avventura e il fatto di dover procedere nell’HUB di gioco attraverso zone brulle e aride, ha un po’ impigrito i grafici che in alcune occasioni mostrano zone effettivamente troppo spoglie e monocorde. Molto più curati invece i livelli, con zone iconiche della saga ricreate ad arte e con passione, rispettose sia verso la trilogia, sia verso i piccoli mattoncini. Ottimo, come già accennato, il sonoro che ricrea a meraviglia il senso di avventura che permea la produzione. Nonostante i dialoghi in inglese, testi e sottotitoli sono in un ottimo italiano. Infine segnaliamo che anche questa volta potrete giocare insieme ad un altro giocatore tramite uno split screen dinamico che entrerà in azione solo quando richiesto. Nulla di fatto invece sul versante online, su cui ormai abbiamo finito di sperare.

Se siete fans della trilogia cinematografica e siete curiosi di vedere com’è la Terra di Mezzo in questa versione mattoncini, potete acquistare ad occhi chiusi quest’ennesimo capitolo della saga LEGO, sicuri di portarvi a casa un gioco dal valido level design, fatto con cura e passione. Se invece volete soltanto acquistare un gioco della serie LEGO che sappia divertirvi senza basarsi sull’universo nato dalla penna di Tolkien, il nostro consiglio è di puntare su qualche altro prodotto maggiormente immediato e soprattutto che non necessiti di rigiocare più volte gli stessi livelli. Il nostro consiglio spassionato andrebbe sul già citato LEGO Batman 2, ma ci sono così tanti prodotti in questa fortunata serie che dovreste trovare ad occhi chiusi il titolo che farà per voi, considerando che le meccaniche di base non sono mai davvero cambiate.

Pro
  • – Le meccaniche dei videogiochi LEGO sono una garanzia di semplicità e divertimento
  • – La Terra di Mezzo creata dagli sviluppatori è vasta e piuttosto rispettosa nei confronti di quella “vera”
  • – Level design curato e ricchissimo di segreti
Contro
  • – Humour leggermente ridotto rispetto al passato
  • – Molte delle missioni secondarie chiedono di ripercorrere per intero un livello già affrontato
  • – Nessuna vera novità per la serie

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