Live A Live – Recensione

Live A Live aveva proprio bisogno di un remake, specie di uno rispettoso e curato come questo. Creato da Square, la casa di Final Fantasy, e originariamente uscito su Super Nintendo nel 1994 ma solo per il mercato giapponese, oggi arriva finalmente anche da noi grazie alla sua nuova versione per Nintendo Switch. Su questa console di JRPG ce ne sono una marea, ma Live A Live non è il gioco di ruolo giapponese che immaginate. Live A Live è una sorpresa continua.

Un inizio atipico

L’avvio di Live A Live può essere straniante fin dal video introduttivo che mostra ninja che saltano, pistoleri nel Far West, robot del futuro e cavernicoli che si alternano senza soluzione di continuità. Poi si preme start e invece di iniziare l’avventura, si deve scegliere quale avventura iniziare, tra le sette a disposizione e selezionabili liberamente dal giocatore. Sette storie ambientate in periodi storici differenti e con personaggi tutti diversi sono un bel biglietto da visita ma è facile chiedersi come verranno gestite queste linee narrative. Fare la propria scelta è l’inizio di un viaggio che vi porterà non solo in giro per i secoli, anche anche in giro per le varie meccaniche che sono state pensate per raccontare queste storie.

Tutte le avventure partono da qui, e potete fermarvi e iniziarne un’altra, mantenendo i progressi

Partendo dalla Preistoria potrete affrontare un’avventura abbastanza classica nel gameplay, che porta un cavernicolo e il suo amico gorilla a salvare una giovane di un’altra tribù; affrontando invece la sezione ambientata nel lontano futuro vi troverete a vivere una sorta di avventura grafica senza combattimenti (o quasi) su di una stazione spaziale che incrocia le atmosfere di 2001: Odissea nello spazio e Alien. Nel Far West invece interpretate un pistolero braccato da un cacciatore di taglie che si imbatte in un villaggio in pericolo da organizzare prima dell’arrivo di alcuni banditi all’alba. Ma il più significativo corrisponde alla sezione ambientata nel presente: qui impersoneremo un lottatore che andrà in giro per il mondo a sfidare altri lottatori, con lo stesso setting di Street Fighter II, con la differenza che qui si combatterà a turni, fino al boss finale.

Una delle tante variazioni all’interno di un gameplay estremamente vario

Live A Live è un classico ancora originalissimo

Tutto il gioco è caratterizzato da una struttura che si appoggia su cardini classici per il genere, ma allo stesso tempo non manca mai di cambiare qualcosa, anche in termini di tematiche e di registro. C’è tempo per ridere e divertirsi con le gag comiche della preistoria (fase di gioco in cui i personaggi non dicono una sola parola e si esprimono a gesti e icone). Ci sono poi momenti molto intensi da vivere nel futuro lontano, nella storia di un pistolero e della verità che si porta appresso o negli insegnamenti di un maestro cinese di kung fu che cerca un nuovo allievo prima di morire.

In questo caso potrete scegliere come agire, affrontando conseguenze di vario tipo

Con sette storie distinte da narrare c’è il rischio che Live A Live perda di ritmo, ma anche in questo caso il lavoro originale scongiura ogni dubbio. Tutte le storie si focalizzano su quello che vogliono raccontare, evitando di aggiungere divagazioni che possano allontanare il giocatore dalla missione. Per riuscirci le varie sezioni non durano mai più di due o tre ore, con quelle del West e del Presente che possono andare via anche in un’oretta scarsa. Questa compattezza non permette mai di annoiarsi, visto che ogni situazione proposta non è mai replicata, neanche parzialmente, in un’altra fase.

I level up non mancano, ma non aspettatevi la complessità di altri JRPG

L’essere un JRPG light

D’altra parte diventa evidente che alcune dinamiche del gioco di ruolo classico, con molteplici level up, equipaggiamenti da recuperare e soprattutto sidequest, non fanno parte di questa uscita. In realtà i level up ci sono, così come nuovi equipaggiamenti che migliorano le statistiche, ma non sono così importanti come in altre uscite, senza contare che spesso il sistema funziona in modo differente, come per esempio il maestro di kung fu che parte già dal suo livello massimo di 10 o dal lottatore del presente che non può guadagnare esperienza dagli scontri, ma può imparare mosse speciali avversarie, subendole in battaglia.

Una battaglia con la griglia che indica quali caselle potete colpire con la mossa selezionata

E già che si parla di battaglie, anche in questo caso Square si è inventata qualcosa di insolito, visto che ritroviamo la barra ATB che determina quando si può attaccare, ma anche un sistema di movimento tramite caselle che rende meno statici i combattimenti. Ci sono mosse nel repertorio di ogni personaggio che attaccano solo su caselle specifiche, rendendo strategico il posizionamento, cercando di capire se si può colpire senza essere a portata, piazzare colpi alle spalle o colpire più nemici con un solo attacco. Più difficile da spiegare che capire, vi basterà selezionare un capitolo come quello ambientato nel Giappone Feudale, nel futuro prossimo, nella Cina Imperiale o nella Preistoria per capire perfettamente come funziona, visto che qui le lotte sono più classiche e permettono di testare rapidamente queste meccaniche.

La tecnica del HD-2D in tutto il suo pixellato splendore

La tecnica e l’arte di Live A Live

Tutto quello di cui vi ho parlato era già presente poco meno di trent’anni fa nell’originale Live A Live. Quello che è stato fatto con questo remake per Switch resta comunque un lavoro immenso grazie a vari accorgimenti, su tutti la grafica in HD-2D. Usando questa tecnica già vista in Triangle Strategy e in Octopath Traveler, ci viene offerto un gioco vecchia scuola, con tutti pixel al proprio posto, ma modernizzato, con dettagli ottimi soprattutto riguardo la caratterizzazione dei protagonisti e di certi comprimari. Certi passaggi sono molto evocativi, così come alcune scelte di regia che enfatizzano certe situazioni. Il gioco è stato doppiato per la prima volta e possiamo ascoltare i dialoghi sia in inglese che in giapponese, mentre i sottotitoli sono in un ottimo italiano. Ho lasciato per ultime le musiche perché meritano una lode a parte, visto che sanno interpretare alla perfezione le epoche e il clima che si respira, attraverso melodie sempre diverse, compresa quella eccellente ed esaltante dei boss finali di ogni capitolo.

Commento finale

Live A Live non è il classico JRPG, ma resta un grande JRPG. Può sembrare un’antologia di storie brevi e separate, ma giocandolo e prestando attenzione, capirete che non è proprio così. Ed è un bene, visto che di giochi di ruolo lunghissimi ce ne sono a tonnellate e se non vi piace un approccio più leggero ma estremamente vario, avete tanto altro a cui giocare. Proprio la sua diversità potrebbe essere il biglietto d’ingresso sulla vostra Switch, soprattutto se non siete esperti del genere e volete scoprire le sue meccaniche di base in modo graduale e rilassato. Gli esperti invece dovrebbero prenderlo in considerazione per i suoi riferimenti al mondo dei videogiochi, dei film e alla bellezza condensata che deriva dalle storie che racconta. Alcune sono più riuscite di altre, è inevitabile, ma tutte insieme vi lasceranno un ottimo ricordo di questo JRPG troppo a lungo dimenticato. Ancora indecisi? Sull’eShop della console potete trovare una demo per provare con mano alcuni capitoli.

Pro
  • – Sette storie originali e diverse
  • – Concentrato sulla sostanza
  • – Alcuni personaggi memorabili
  • – Combattimenti tattici
  • – HD-2D eccellente e rispettoso
  • – Colonna sonora eccellente
Contro
  • – Alcune dinamiche semplificate
  • – Mappe ristrette e mai aperte
  • – Longevità limitata rispetto ad altre uscite (siamo sulle 20-25 ore)

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