Mass Effect: Legendary Edition – Recensione

Il comandante Shepard torna sulla Normandy

Chi ama i videogiochi non può non conoscere la saga fantascientifica di Mass Effect. Tralasciando lo spin-off Andromeda che ha messo in pausa la serie, i primi tre episodi sono entrati di diritto nella storia del Videogioco, con la loro trama collegata ma soprattutto plasmata dal giocatore, attraverso scelte che potevano cambiare moltissimo all’interno di una storyline tutto sommato lineare, ma ricchissima di bivi e di varianti. Così, visto che sono passati già quattordici anni dalla prima avventura del comandante Shepard e del suo equipaggio, Bioware ha pensato di svecchiare la trilogia originale e di portarla su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Prima di iniziare crediamo sia giusto avvisarvi che qualsiasi giocatore che non abbia esplorato la galassia di Bioware può comprare il gioco ad occhi chiusi, anche se possiede un abbonamento Xbox Game Pass Ultimate e può scaricare gratuitamente tutti e tre i capitoli originali. Vi perdereste una quarantina di DLC che aggiungono alcune decine di ore, avvenimenti importanti, scelte, pianeti e personaggi extra. Oltre a questo non potrete poi beneficiare delle modifiche apportate da questa Legendary Edition, la maggior parte delle quali vanno a migliorare il primissimo episodio; questo, tra l’altro, viene anche considerato il migliore per quanto riguarda la storia, lo sviluppo e il suo equilibrio tra GDR e action shooter, qualità andata via via perduta in favore dell’azione con l’arrivo dei capitoli successivi. Per tutti quei giocatori che invece Mass Effect lo hanno giocato, amato e terminato, la questione diventa più complessa e va esaminata nel dettaglio.

Visti i suoi 14 anni di età, l’originale Mass Effect è il capitolo che più ha beneficiato di questa riedizione, potendo contare su qualche modifica extra per cui la definizione di “remastered” gli va un po’ stretta. Oltre al design delle grafiche dei menu durante la creazione del nostro Shepard, basta atterrare sul primo pianeta Eden Prime per capire che il gioco del 2007 è stato potenziato. Il sistema di mira, così come gli scontri a fuoco a base di coperture e abilità, è stato svecchiato e affiancato a quelli un po’ più evoluti e precisi dei capitoli successivi. Il desiderio di creare un’esperienza collegata tanto nella storia quanto nel gameplay ha dato ottimi frutti e gli hud rivisti sono un altro grande indizio. È stato modificato e semplificato anche il controllo del Mako, l’amato/odiato veicolo con cui ci si poteva spostare su vari pianeti a caccia di risorse e di missioni secondarie. Ora la sua guida non mostra quasi più gli strani comportamenti visti in passato, rendendo le fasi esplorative molto più riuscite. Non è invece cambiato l’albero delle abilità, che comprende ben 12 aree da migliorare attraverso l’assegnazione di punti che andranno a modificare l’abilità con specifiche armi, piuttosto che il fascino, l’intimidazione o l’abilità nell’usare al meglio le corazze. Riguardo il level up di Shepard, è stata aggiunta la possibilità di avviare una partita in modalità classica o Legendary, con la seconda che differisce dalla prima per un level cap di 30 contro quello classico di 60, ma che fornisce 2 punti abilità ad ogni passaggio. Lo scopo è rendere più facile il raggiungimento del livello massimo in una singola partita, ma la scelta è comunque libera e non cambia in alcun modo il gameplay generale.

Con Mass Effect 2 e 3, scaricabili e avviabili fin da subito da un menu, il numero dei miglioramenti messi in campo da Bioware scende drasticamente. Il motivo principale è che, effettivamente, erano due giochi molto belli già ai tempi e i segni dell’invecchiamento, seppur presenti, non richiedevano sforzi pari a quelli del primo capitolo. Ciò non toglie che un po’ di lavoro sul comparto animazioni sarebbe stato gradito, così come ci sarebbe piaciuto un lieve cambio sul ritmo di gioco, talvolta davvero troppo ancorato al sistema di coperture che andava così forte anni fa. In tutti e tre i titoli si poteva migliorare anche l’intelligenza artificiale perché, anche se ci era stato promesso un comportamento più reattivo di avversari e membri del party, parecchie volte ci siamo trovati ad ammirare qualcuno, immobile nel bel mezzo del fuoco incrociato. Non ci ha convinto poi il feedback di alcune armi, su tutte i fucili di precisione, che non sembrano nemmeno colpire il nemico fintanto che questo non esaurisce le energie. Oltre alla presenza di tutti i DLC per questi due episodi, bisogna segnalare la mancanza delle missioni online cooperative di Mass Effect 3, chiuse già da anni per il gioco originale. Siccome queste sfide offrivano oggetti utili da portare poi nella storia principale, si è pensato semplicemente di offrire più ricompense durante le missioni del gioco, così da riequilibrare i materiali senza dover riaprire dei server che, molto prevedibilmente, si sarebbero svuotati dopo pochi mesi.

Il comparto tecnico non si avvicina alle produzioni odierne nemmeno dopo questi interventi, ma la godibilità dei tre giochi è garantita. Sono state aggiunte luci, ombre, texture a risoluzioni maggiori e i pianeti sono stati arricchiti da prati e da un numero maggiore di elementi a schermo. Talvolta la povertà degli ambienti è ancora evidente, specie quando si esplorano pianeti con il Mako, ma il risultato finale risulta complessivamente positivo sia per i nuovi arrivati, sia per i veterani. I caricamenti sono pressoché fulminei sulla nuova generazione di console, mentre su PS4 e Xbox One, i viaggi in ascensore o i notiziari che servono a mascherare queste pause risultano effettivamente più lunghi ma non certo dannosi ad un’esperienza che comunque sfrutta ambienti piuttosto limitati. Se la parte grafica va incontro ad alti e bassi, la parte audio continua ad essere emozionante ed epica. Le musiche offrono momenti di immersione totale, così come gli effetti delle armi e delle abilità biotiche che, nel mondo di Mass Effect, sono un po’ come le “magie” nei classici GDR fantasy. Il doppiaggio in italiano ritorna in grande spolvero con Cinzia Massironi che presta la sua voce alla versione femminile di Shepard in tutte e tre le avventure e con Claudio Moneta che doppia la versione maschile del comandante nel primo e nel terzo episodio, e con Giacomo Zito che lo sostituisce nel secondo. In generale però, è stato ripreso il doppiaggio dell’epoca e, vista la qualità altissima riservata anche ai comprimari, c’è solo che da festeggiare.

Come avrete capito, in questo articolo ci siamo concentrati unicamente su quello che Mass Effect Legendary Edition offre, senza addentrarci nella grandissima qualità che ha reso questi tre episodi una space opera videoludica da portare nel cuore. Anche se il gameplay si modifica un po’ di episodio in episodio, l’universo di gioco resta credibile e appassionante fino al controverso finale che ha dato il via a petizioni e a discussioni. Il punto però è che Bioware con i primi tre Mass Effect ha creato un universo complesso in cui inserire un racconto da pilotare parzialmente grazie alle nostre decisioni, e il risultato, ieri come oggi, è sempre emozionante. Da questa Legendary Edition francamente ci aspettavamo qualcosa di più in termini di aggiunte grafiche e miglioramenti tecnici, ma permette comunque di godersi ancora una volta una storia memorabile. Se avete già giocato l’avventura di Shepard, della Normandy e del suo equipaggio, non aspettatevi grandi cambiamenti, ma se siete nuovi giocatori vi si aprirà davanti agli occhi un nuovo mondo. Anzi, un intero universo.

Pro
  • – Tre giochi validissimi al prezzo di uno
  • – Tonnellate di contenuti extra tramite i DLC inclusi
  • – Mass Effect 1 è stato potenziato e migliorato
  • – L’universo creato da Bioware è davvero ricco
  • – Comparto audio eccellente
Contro
  • – Mass Effect 2 e 3 non sono stati revisionati come il primo
  • – IA generale poco performante
  • – Qualche bug grafico
  • – Pochi miglioramenti reali per i vecchi fan

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