Metal: Hellsinger – Recensione

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Chi vuole giocare con un FPS a tema demonico può scegliere da diversi anni il reboot di DOOM (qui la recensione) e il suo sequel DOOM Eternal (qui la recensione). Si tratta di due degli FPS single player più riusciti di sempre, basati su una saga storica, che ancora oggi funziona alla grandissima. Per provare a cavalcare quel mondo infernale bisognava inventarsi qualcosa e i ragazzi di The Outsiders ci sono riusciti con Metal: Hellsinger. Combinando il genere dei rhythm game e quello degli FPS ci troviamo davanti ad un gioco sicuramente originale, quanto familiare.

Una trama di poche parole

Andare d’accordo all’Inferno non dev’essere facile e basta poco per far sì che qualcuno ne faccia le spese. In questo caso alla protagonista chiamata L’Ignota viene rubata la voce dalla Giudice Rossa, una creatura che detta legge nel regno infernale. L’Ignota però non si arrende e decide che farà di tutto per raggiungere la sua nemica e riprendersi ciò che le è stato tolto. La trama, bene o male si ferma qui, offrendoci un motivo per far fuori demoni a tonnellate ma senza perdersi in chiacchiere. La narrazione è portata avanti da un teschio sputafuoco (doppiato da Troy Baker) che recupereremo molto presto e che funzionerà come una pistola con munizioni infinite. Prima di ogni livello ci sarà una breve introduzione al luogo che stiamo per visitare, ma non è certo nella storia che troverete grandi motivi d’interesse.

Colpire a tempo di musica è la base per proseguire nella battaglia dell’Ignota

Il gameplay originale di Metal: Hellsinger

Metal: Hellsinger vive di musica e adrenalina e vi basterà il tutorial per capirlo. L’ignota si muove come un qualsiasi personaggio di FPS, iniziando fin da subito con doppio salto e schivata. La sua arma principale sarà una spada grazie alla quale impareremo a capire le dinamiche del gioco. In pratica scopriremo che i colpi vanno portati a ritmo di musica per fare più danni e aumentare il moltiplicatore dei punti. Tenere il ritmo vi sembrerà inizialmente complesso, ma ci vengono in aiuto diversi ausili visivi che migliorano l’esperienza. Le torce dei livelli per esempio pulsano a ritmo, indicandoci quando colpire, così come il mirino offre delle icone che si avvicinano continuamente al suo centro per indicarci quando la pressione del grilletto sarà corretta.

Dopo aver indebilito un nemico si può eseguire la finisher e aumentare parecchio il moltiplicatore.

Il tutorial è fondamentale per capire questa dinamica e prendere confidenza con l’integrazione della musica nel gameplay. Già dal primo livello avrete il vostro bel da fare con nemici che inizieranno ad arrivare in massa, obbligandoci a scegliere come affrontarli. Ogni arma ha un modo diverso di colpire e se all’inizio potreste preferire un approccio fisico con la spada, presto capirete l’importanza delle armi da fuoco e della loro diversa cadenza di tiro. Lo shotgun iniziale per esempio vi farà saltare una battuta nel ritmo, mentre le due pistole offriranno colpi più rapidi.

Va però tenuto a mente che sparare fuori tempo, magari, sopraffatti dal numero di nemici che sta arrivandovi addosso, non è mai una buona idea. Diminuiranno i danni inferti e diminuirà la barra del moltiplicatore. Questa salirà pian piano anche tramite i colpi di grazia che eseguirete sui nemici indeboliti, facendo aumentare i punti ottenuti, ma anche aggiungendo linee musicali al brano del livello. Arrivati al moltiplicatore massimo di 16X potrete far fuori demoni con tracce cantate davvero notevoli.

Colpi perfetti, multiplicatore al massimo e una discreta serie ritmica: lo scontro sta andando bene!

Livelli, sfide e difficoltà

I livelli in sé non sono un grande problema, poiché si limitano a presentare aree di scontro collegate da aree secondarie. Non c’è esplorazione in Metal: Hellsinger, ma solo tantissime sparatorie che però sanno esaltare e far divertire. I nemici che incontrerete vanno da banali aggressori corpo a corpo a mostri di varia entità, comprendendo colossi molto resistenti, avversari che si teletrasportano, altri che colpiscono da lontano e via di questo passo. Alla fine di ogni stage c’è poi un’incarnazione della Giudice Rossa che, per essendo molto simile graficamente, ogni volta propone pattern d’attacco molto diversi, variando moltissimo gli scontri.

Ad arricchire gli 8 livelli principali che dovremo superare ci pensano diverse sfide facoltative che si sbloccano dopo aver superato uno stage. Ci possono chiedere di eliminare 100 demoni senza poterci curare, piuttosto che eliminare 10 nemici molto potenti mentre, pian piano, perdiamo le armi. Il premio sarà un perk equipaggiabile che potrebbe aiutarci a non far scendere il moltiplicatore dopo un colpo ricevuto o a regalarci colpi extra dopo aver cambiato arma. Queste sfide aumentano una longevità che beneficia del livello di difficoltà del gioco. Anche scegliendo il secondo sui tre disponibili, la sfida sarà notevole e l’obbligo di ricominciare il livello quando si muore rende le sessioni parecchio tese. In realtà a difficoltà media si può scegliere di risorgere 2 volte, pena la perdita di un po’ di punteggio, ma anche così gli ultimi stage saranno parecchio impegnativi.

Il palco è allestito: inizia lo show contro il primo boss!

Musica e spettacolo di Metal: Hellsinger

Il comparto tecnico di Metal: Hellsinger offre un grande spettacolo, mantenendo il tutto veloce e frenetico. Ci sono effetti speciali, ci sono animazioni valide e arene semplici ma evocative. Il lavoro svolto sul design del gioco è ben realizzato, appoggiandosi a quello della cultura metal. Su un PC con una RTX 3080 Ti OC abbiamo potuto gustarci il titolo a 4K e più di 60 frame per secondo, ma anche su console il risultato è garantito. La star della produzione, insieme al gameplay, è però la colonna sonora. Creata specificatamente per il gioco, offre nelle parti cantate la partecipazione di stelle del metal provenienti dagli Arch Enemy ai System of the Down. Il risultato finale è spettacolare e accompagna le intensissime sparatorie con grande trasporto del giocatore. Certo, deve piacervi il genere, ma se siete arrivati fin qui, non credo sia un problema.

Commento Finale

Metal: Hellsinger è un esperimento riuscitissimo. Unire FPS e rhythm game sembrava impossibile, ma gli sviluppatori The Outsiders sono andati a segno al primo colpo. L’avventura è impegnativa e se non avete il senso del ritmo, dovrete buttarvi su altre produzioni, ma per entrare nel loop demoniaco del gioco ci vuole davvero poco. Inoltre, nella sua versione Steam potrete anche utilizzare un tool di modifica per inserire la musiche che preferite all’interno del gioco.

Il nostro consiglio spassionato è quantomeno di provarlo: su Steam è infatti presente la demo gratuita per farvi un’idea del gameplay. Se invece siete abbonati al GamePass potrete scaricare gratuitamente il gioco completo sia su Xbox, sia su PC. Ad ogni modo il costo di 30 euro è giustificato da una qualità generale davvero apprezzabile e dall’originalità complessiva. La durata di una decina di ore per completare ogni cosa non è elevata in termini quantitativi, ma la qualità dell’esperienza non si discute. Ora non ci resta che sperare in un sequel ancora più ambizioso e scatenato.

Pro
  • – Gameplay frenetico e veloce
  • – Difficile il giusto tra livelli e sfide secondarie
  • – Graficamente valido
  • – Comparto audio e musicale eccellente
  • – Prezzo budget di 30 euro
Contro
  • – Occorre saper gestire il ritmo
  • – Qualche livello in più avrebbe arricchito l’esperienza globale

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