Metro Exodus – Recensione

Per la gioia dei giocatori vecchio stampo o comunque ancora felicissimi di affrontare un FPS interamente single player, arriva finalmente Metro Exodus, terzo capitolo dell’epica saga uscita dalla penna di Dmitri Glukhovsky. Dopo averlo provato qualche mese fa in quel di Milano, dopo la sua sorprendente (e criticata) esclusività per PC su piattaforma Epic Games Store in barba a Steam, abbiamo finalmente iniziato un viaggio che ha cambiato in più modi il classico canovaccio della serie.

Come vi dicevo Metro Exodus è un terzo capitolo, ma grazie ad un evocativo filmato iniziale, anche il nuovo giocatore potrà affrontare da subito il viaggio di Artyom e del suo gruppo di sopravvissuti. Quanto successo nei precedenti capitoli viene lasciato ad alcune battute che però non negano alcuna informazione utile a chi è appena arrivato. Quello che vi basterà sapere è che il mondo è stato devastato da una guerra nucleare che ha decimato il pianeta. Alcuni superstiti della capitale russa hanno trovato riparo nelle gallerie della metropolitana, cercando di sopravvivere a creature ostili, a gruppi di razziatori e alle inevitabili radiazioni per le pericolosissime missioni in superficie.

Il protagonista di tutta la serie, Artyom, è però convinto che fuori dalle anguste gallerie ci sia ancora spazio per l’umanità e all’inizio di questo capitolo lo troviamo più deciso che mai a scoprirlo. La narrazione funziona bene, con personaggi che svolgono la loro parte e che ci rendono partecipi di un mondo che sarebbe pericoloso anche senza le radiazioni. L’unico appunto in questo caso è il mutismo di Artyom, un personaggio tutt’altro che muto nei libri ma che qui è delegato al ruolo di avatar del giocatore. In questo modo le domande o i dialoghi che spesso avvengono con gli altri sopravvissuti sono a senso unico, con Anna, sua moglie, che per esempio chiede al nostro eroe di farle una promessa, accettando un sì che però non viene mai espresso. La cosa è strana, anche perché quando si carica un salvataggio dal menu iniziale, Artyom ci parla, leggendoci il riassunto delle sue avventure fino al punto in cui siamo arrivati.

L’inizio del gioco è un misto tra narrazione e tutorial, con una serie di situazioni che ci introducono nel mondo di Metro Exodus e nelle sue dinamiche. Accendere una torcia, mirare e sparare, usare un medikit, o pulire la maschera antigas da eventuali vapori e gocce d’acqua, sono tutte azioni più o meno utili che richiedono di gestire accuratamente le risorse e le situazioni. Per certi versi la serie è sempre stata considerata un survival horror per via di munizioni scarse e di filtri per la maschera antigas che hanno una durata in termini di tempo. L’ottenimento di tali risorse varia molto in base al livello di difficoltà scelto che, in questo caso conta ben cinque varianti. La difficoltà “normale” rappresenta la classica via di mezzo e probabilmente sarà la più adatta per i giocatori che si apprestano ad una primissima run in grado comunque di offrire una sfida equilibrata. Potrete così prendere confidenza con un sistema di gioco che vi vuole attenti e sempre allerta, senza regalarvi munizioni o nemici troppo deboli. Inoltre questo equilibrio vi servirà anche per spingervi ad esplorare le terre che, da un certo punto della storia, potrete iniziare ad esplorare.

Senza rivelarvi nulla che non si sia già visto nei trailer o nelle immagini ufficiali rilasciate, ad un certo punto l’esodo che dà il titolo al gioco avrà inizio grazie ad una possente locomotiva e ai suoi vagoni, portando così Artyom e il suo gruppo in giro per un mondo più aperto ma altrettanto pericoloso. Questo viaggio si svilupperà attraverso un anno solare, con il passaggio delle stagioni a scandire il progresso degli avvenimenti, all’interno di capitoli che potranno poi essere rigiocati dal menu principale. Prima si parlava di free roaming, ma va specificato che, seppur l’ambientazione aperta spinga a pensarlo, non avrete una unica mappa completamente libera da esplorare, ma aree comunque abbastanza vaste, legate a specifiche situazioni che richiedono la vostra attenzione e che, al contempo, permettono deviazioni anche importanti sul percorso. Dover andare a nord per raggiungere l’obiettivo, non vieta di andare a vedere cosa nascondono i punti interrogati che appariranno sulla mappa, invogliando anzi il giocatore a farlo grazie ad una serie di oggetti che vanno ben oltre ai classici testi da leggere o collezionabili utili solo ai completisti. Alcune modifiche per le armi, così come scorte importanti per il vostro equipaggiamento potranno essere acquisite in luoghi teoricamente slegati dalla trama principale, facendo leva sulla curiosità del giocatore che, difficilmente rimarrà deluso dal bottino trovato in queste aree facoltative. Questo avventurarsi in zone sconosciute ha anche il grande vantaggio di aumentare significativamente la longevità dell’avventura, già notevole senza troppe deviazioni, ma capace di garantire diverse decine di ore se si vuole battere palmo a palmo ogni area. Considerando che gli FPS per giocatore singolo spesso hanno una durata media di 15 ore (e anche meno), il passo avanti fatto con Metro Exodus è davvero grande, senza nemmeno considerare un’eventuale seconda run ad un livello di difficoltà più alto.

Siccome però si parla di uno sparatutto in prima persona, è fondamentale analizzare il feeling con le armi. Giocato su Xbox One e quindi con un controller, la precisione nella mira può essere aiutata con un sistema di auto agganciamento non invasivo che permette colpi leggermente più semplici se si spara al “bersaglio grosso”. Puntando all’esecuzione di colpi alla testa invece diventa necessaria una maggiore precisione del giocatore, evitando di facilitare troppo il combattimento. Le armi da fuoco presenti sono spesso improvvisate e tutt’altro che ricercate, ma offrono una serie di mirini e accessori che potranno anche essere installati adoperandosi con lo zaino che avremo sempre con noi. State solo attenti che in questi momenti il gioco non va in pausa e non potrete modificare un’arma o creare proiettili senza essere esposti ai colpi nemici. Il feedback generale è valido e in linea con gli apprezzati predecessori, con colpi e reazione dei corpi convincenti anche per quanto riguarda la fisica. Considerate però che, vista anche la scarsità delle munizioni, un approccio stealth è comunque possibile e spesso inizialmente preferibile. In questo caso torna una luce sull’orologio di Artyom che vi segnala il vostro grado di visibilità, rendendo chiara la vostra situazione agli occhi nemici, specie quando sarete in luoghi bui. Non avrete invece aiuti visivi che evidenziano o taggano nemici, creando situazioni più reali e imprevedibili. La cosa interessante è che, sia l’alternativa più spavalda che quella più discreta e silenziosa possono essere sfruttate senza obblighi, lasciando al giocatore la scelta di come procedere. I nemici d’altronde vanno da umani più o meno armati ad animali feroci e mutazioni genetiche, con un bestiario non enorme ma comunque ben diversificato. Il loro comportamento varia con l’aumentare della difficoltà, ma già a “normale” attuano tattiche di accerchiamento e assalti che li portano ad essere minacce concrete e non banali bersagli. Qualche scivolone ci scappa, specie quando c’è di mezzo qualche fase stealth, ma si dimentica in fretta per poi proseguire.

Il comparto grafico di Metro Exodus è un altro punto a favore del gioco con paesaggi e dettagli di grande qualità. Talvolta qualche texture non è proprio il massimo, ma sia che si tratti di uno sporco tunnel della metropolitana, piuttosto che un insediamento nemico al tramonto, i giochi di luce e la disposizione di mobili e detriti contribuiscono a creare un’atmosfera tanto di speranza, quanto di desolazione, in un tira e molla che gioca molto sulla bellezza della natura in contrasto con la crudeltà umana. Anche le armi sono molto ben modellate, così come gli effetti speciali scatenati da esplosioni o bombe molotov. I paesaggi aperti, vera e propria novità di questo capitolo, hanno carattere da vendere e lo scorrere del tempo che può portarci ad esplorarli di giorno come di notte, con differenti pro e contro (di notte per esempio ci sono meno nemici, è più facili prenderli alla sprovvista, ma sono presenti animali più pericolosi), aumenta il fascino di una produzione che sa come ammaliare con il suo mondo post atomico. Un po’ meno precise invece le animazioni, specie quelle inerenti la recitazione dei personaggi in alcuni momenti. Una maggiore naturalezza avrebbe giovato a rendere più umane alcune interazioni. E già che stiamo nominando qualche difetto, anche la velocità del primo caricamento andrebbe migliorata, visto che prima di iniziare a giocare occorre attendere più di un minuto. Il comparto audio è comunque di altissima qualità, con tanto di supporto alla codifica Dolby Atmos per chi possiede gli impianti home theatre più performanti. Musiche ottime si accompagnano a momenti di silenzio in cui si apprezzano i suoni più o meno inquietanti di questo universo, mentre il doppiaggio in italiano ci accompagna dall’inizio alla fine senza difficoltà. Ovviamente anche i testi sono stati tutti tradotti.

Metro Exodus è un terzo episodio che supera brillantemente le aspettative: modifica l’impostazione chiusa dei due precedenti capitoli e apre le porte ad aree più vaste ed esplorabili che invogliano davvero il giocatore a farsi scoprire. La vera magia però è che tutto questo accade senza intaccare le caratteristiche che hanno reso celebre a serie, con salti sulla sedia, risorse limitate e un senso di pericolo avvertibile anche sotto un cielo stellato. L’ottimizzazione generale non può competere con le più grandi produzioni, così come alcune animazioni legate alla recitazione dei personaggi, ma va detto che, a parte un freeze che ci ha fatto perdere solo due minuti di gioco, non abbiamo mai riscontrato bug o problemi capaci di rovinare l’esperienza; inoltre considerate che il budget con cui è stato prodotto il gioco non può competere con quello di altri celebri sparatutto, facendo onore al risultato ottenuto: un grande FPS per giocatore singolo che porta novità e libertà di manovra in una saga già notevolissima.

Pro
  • – Ottima storia
  • – Mappe aperte e piene di sorprese
  • – L’approccio stealth convive con quello più action
  • – Gameplay sempre interessante per via delle risorse scarse
  • – Si spara di gusto
  • – Valido sia nella grafica che nell’audio
Contro
  • – Animazioni talvolta un po’ impacciate
  • – Primo caricamento molto lungo
  • – Non ancora ottimizzato al meglio

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